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A Crotone l'auto della scorta di Falcone, Montinaro: «Non mi sento vedova» (VIDEO)

Posted On Lunedì, 30 Gennaio 2023 13:23 Scritto da

«Antonio mio riempie la vita da trent'anni, come faccio a dire che sono vedova?». Così Tina Montinaro, moglie del capo scorta di Falcone Antonino Montinaro e presidente nazionale dell’associazione “Vittime di mafia” che è intervenuta, questa mattina, alla cerimonia durante la quale è stata scoperta la teca della «Quarto Savona 15», nel piazzale del Tribunale di Crotone.

 

È questo quel che resta dell’auto della scorta dell'attentato di Capaci del 23 maggio 1992 dove trovarono la morte il Giudice Giovanni Falcone, la moglie ed i componenti della sua scorta. I rottami della della Fiat Croma nella dentro cui morirono gli agenti Rocco Di Cillo, Antonino Montinaro e Vito Schifani è oggi un simbolo di legalità e di riscatto dello Stato su quella terribile stagione della mafia stragista che, con l'arresto di Matteo Messina Denaro, ha chiuso un cruento capitolo, ma che purtroppo non decreta la fine della lotta alla criminalità organizzata.
L'evento è stato organizzato dall'associazione “E' solidarietà” di Crotone presieduta da Maurizio Principe e ha registrato la presenza del presidente del Tribunale, Massimo Forciniti, del procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia dei comandanti provinciali delle forze dell'ordine, del questore Marco Giambra.
Nei prossimi giorni magistrati e vertici delle forze dell'ordine incontreranno gli studenti che in numerosi sono intervenuti alla cerimonia inaugurale.
«Quella bomba a Capaci - ha detto al pubblico intervenuto Tina Montanaro – non posso dire che non ci ha fatto niente perché purtroppo è entrata dentro casa mia. A distanza di trent'anni io ho voluto dimostrare ai mafiosi che non ci hanno fatto niente e che tutti continueranno a ricordarsi di Antonio, Vito e Rocco, Giovanni e Francesca, mentre di loro si saprò solo che sono bestie e animali che hanno fatto del male».
«Bisogna entrare nelle scuole elementari e parlare a questi bimbi - ha proseguito Montinaro - per fargli capire che si devono fare domande, anche del tipo: ma papà che lavoro fai quando esci di casa? A volte sono proprio loro che mi chiedono in questi incontri - ha quindi proseguito Montanaro -: “Ma girarsi dall'altra parte e far finta di niente, si è colpevoli in ogni caso?!, Certo, rispondo perché non si ha la pistola in mano ma hai comunque aiutato a fare fuoco». «Mio marito - ha concluso la signora Montanaro – mi ha lasciato il dono più grande: quello di camminare a testa alta. Ha dato la vita perché aveva fatto un giuramento per lo Stato e, se potessi tornare indietro, non cambierei un solo momento di questa nostra storia insieme perché è un motivo di orgoglio e di grande ispirazione etica e morale».



Nel pomeriggio Tina Montinaro è stata ospite di un incontro sulla legalità tenutosi presso la sede della Cciaa di Crotone. «È stato un dibattito carico di emozioni - riferisce una nota - quello che si è svolto nel pomeriggio di lunedì presso la Camera di Commercio di Crotone e che ha visto protagonista Tina Montinaro, vedova del caposcorta di Giovanni Falcone che perse la vita nella strage di Capaci. Nel corso dell'incontro, organizzato da Confcommercio Crotone, Confindustria Crotone, Cna, l'Associazione È Solidarietà e con il patrocinio della Camera di Commercio di Catanzaro Crotone e Vibo Valentia, Tina Montinaro, oggi Presidente dell'Associazione "Quarto Savona 15" (dal nome della croma blindata che faceva da scorta a Giovanni Falcone), è riuscita a trasmettere, ai numerosi presenti, momenti di forte intensità».
«Rispondendo alle domande dei moderatori, Francesca Travierso e Francesco Vignis - prosegue la nota -, Tina Montinaro ha alternato racconti legati a quel tragico giorno a storie di vita vissuta nei 30 anni successivi, riuscendo a trasmettere messaggi carichi di quella forza che solo chi vive e combatte in prima persona in terre di criminalità riesce ad avere. Con un linguaggio semplice e diretto, Tina Montinaro, forte della determinazione e del coraggio che l'ha accompagnata negli anni successivi alla morte del marito, ha saputo lanciare agli imprenditori ed ai cittadini presenti al dibattito, messaggi carichi di vigore e positività, ribadendo più volte la necessità di combattere la battaglia contro l'illegalità con il dovuto supporto dello Stato, ma, allo stesso tempo, con il coraggio che solo l'unione delle forze può dare. Al termine dell'incontro, dopo aver risposto alle domande di imprenditori e cittadini, Tina Montinaro ha ringraziato Crotone per l'ospitalità, prendendo l'impegno di ritornare presto in città e farsi portavoce, direttamente con il Ministro degli Interni, della volontà delle associazioni di categoria organizzatrici dell'evento, di programmare azioni concrete di contrasto ad ogni fenomeno di illegalità».