Sabato, 11 Luglio 2020

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Apertura mercatino primo giovedi' del mese: Confcommercio esprime preoccupazione

Posted On Mercoledì, 03 Giugno 2020 20:20 Scritto da

Torna il 4 giugno il tradizionale mercatino del primo giovedì del mese a Crotone.

«Torna – informa una nota del Comune – nel rispetto del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 17 maggio 2020 che stabilisce che le attività commerciali al dettaglio devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli idonei a prevenire il Covid-19. A tale riguardo in occasione del mercatino che si terrà il prossimo 4 giugno è stata predisposta apposita ordinanza che prevede le linee guida per la ripresa delle attività commerciali disposti nel citato decreto della presidenza del Consiglio e la successiva ordinanza della Regione Calabria. Una delle misure adottate è l'ampliamento dell'area normalmente assegnata per lo svolgimento del mercatino con la consequenziale chiusura al traffico veicolare istituendo, in via sperimentale, il divieto di sosta e di fermata nonché di chiudere al transito veicolare, giovedì 4 giugno 2020 dalle ore 6 alle ore 15 nelle seguenti strade: tratto in entrata di via C. Crea, dalla rotatoria monumento Carlo Turano fino all'incrocio con via Marinella e via Pastificio; tratto in entrata di via C. Crea, dall'incrocio di via Cappuccini fino alla rotatoria monumento Carlo Turano; via Louis Braille, dall'incrocio di via Spiagge delle Forche fino a via C. Crea; via Giovanni Scalise, dall'incrocio con via Miscello da Ripe fino a via C. Crea; via Francesco Le Rose, dall'incrocio con viale Regina Margherita fino a via Verdogne VI traversa. Nell'ordinanza è inoltre previsto che agli operatori economici autorizzati è consentito svolgere le attività mercatali fino alle ore 13:00 al fine di consentire la pulizia delle strade, nel rispetto dei limiti e degli obblighi di distanziamento sociale riportati nel decreto. Gli operatori economici partecipanti dovranno garantire le seguenti misure di sicurezza: pulizia e igienizzazione delle attrezzature prima dell'avvio delle operazioni di mercato di vendita; è obbligatorio l'uso delle mascherine, mentre l'uso dei guanti può essere sostituito da una igienizzazione frequente delle mani; messa a disposizione della clientela di prodotti igienizzanti per le mani in ogni banco, disponibili accanto ai sistemi di pagamento; rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro dagli altri operatori anche nelle operazioni di carico e scarico; in caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce; in caso di vendita di beni usati: igienizzazione dei capi di abbigliamento e delle calzature prima che siano poste in vendita;  uso dei guanti "usa e getta" nelle attività di acquisto, particolarmente per l'acquisto di alimenti e bevande».

«Prendiamo atto dell'autorizzazione da parte del Commissario prefettizio, dottoressa Costantino, per il mercato che si tiene ogni giovedì del mese a Crotone e manifestiamo la nostra preoccupazione per una decisione che appare quanto mai affrettata e dalle pericolose conseguenze». È quanto scrivono in una nota, Antonio CasilloMichele Basile, rispettivamente presidenti di Federmoda e di Fiva Crotone (sigle aderenti a Confcommercio Calabria centrale).

«Detta autorizzazione – scrivono – non appare condivisibile né dal punto di vista sanitario né soprattutto dal punto di vista dell'opportunità, data la già disperata situazione economica che affligge i negozi e le piccole botteghe della città. Riteniamo, infatti, di dover puntualizzare che detta apertura comporterebbe un ulteriore danno per gli operatori economici, già stremati dalla crisi, che vedrebbero ulteriormente ridotta la propria clientela e che, soprattutto a causa delle spese sostenute per l'adeguamento sanitario, non possono competere con i mercati rionali. Inoltre, la preoccupazione è grande per i venditori ambulanti che sono stati trattati come carne da macello e buttati in questa situazione da un giorno all'altro, senza preavviso e con tutte le difficoltà di adeguarsi alle disposizioni di legge per la tutela sanitaria. Questo è il momento di dare speranza alle imprese del territorio, mantenendo sempre la sicurezza al primo posto e devono essere incentivati gli acquisti locali. La decisione in questione, inoltre, non ha visto nessun coinvolgimento delle Associazioni di categoria e nessun confronto con chi conosce bene le esigenze delle imprese, soprattutto in questo periodo di estrema crisi. L'assenza di dialogo, di concertazione e di raffronto rappresenta sempre un pericolo, ma in una situazione di crisi così profonda può determinare solo una degenerazione dei rapporti e incomprensioni. Ancora una volta sottolineiamo che potrebbe seriamente corrersi il rischio di strumentalizzazione (da più parti) della disperazione dei nostri operatori economici per fini diversi rispetto alla tutela delle loro esigenze; non è questo il modo di operare: bisogna agire in sinergia per garantire la tutela dei nostri operatori economici che sono la luce delle città. A tale proposito ci appelliamo alle forze dell'ordine affinché vigilino e tutelino la cittadinanza, soprattutto alla luce dell'apertura agli spostamenti tra regioni che determineranno la presenza in nel mercato di operatori provenienti da altre Regioni, con tutte le conseguenze rischiose per la salute della collettività».