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Calo del gettito e pericolo illegale: il report Sapar accende le luci sul mondo del gioco italiano

Posted On Giovedì, 25 Novembre 2021 17:32 Scritto da Redazione

Recentemente Sapar, l’Associazione Italiana Gestori di gioco di stato, ha reso noto il nuovo report che va ad analizzare la situazione del comparto gioco in Italia, coprendo tutto l’arco della pandemia.

Nel bollettino, riportato dal sito Gaming Report, viene esaminato il complessivo dei contributi erariali del 2020, con i volumi del gioco fisico suddivisi per regione. Tanto spazio anche al gioco illegale, un vero problema per il futuro del settore, con un business sempre più crescente e imponente, che mette in ginocchio le speranze della filiera legale.

Un problema in tutte le regioni d’Italia: non è un caso che zone come la Calabria siano soggette periodicamente a blitz delle forze dell’ordine per sventare siti illegali, l’ultima volta, nel dicembre 2020. In un contesto come quello calabrese, dove il gioco ha volumi storicamente alti, il pericolo è in misura maggiore. Intanto i dati parlano chiaro: nel primo anno di pandemia sul settore gioco conta soprattutto una chiusura prolungata andata ben oltre l’anno.

La diminuzione della raccolta di gioco da apparecchi è stata pari al 60%, in confronto al 2019. Calo vistoso anche per le AWP, con un 49,33% per le casse dell’Erario. A fronte del boom del gioco online, in aumento del +26% rispetto al 2019, grazie anche al contributo dei migliori casinò online italiani. Il quadro complessivo dei contributi erariali del 2020, suddivisi per tipologia di gioco, eleggono le AWP con il 35,06% di proventi. A seguire Lotto e Lotterie. I contributi minori provengono invece dalle Vlt (9,59%) e Giochi numerici a totalizzatore (4,94%).

Gli apparecchi intanto sfiorano i 19 milioni di euro, lotterie e lotto seguono con otto e sei milioni. I giochi a base sportiva a 2,6 milioni, i giochi numerici a totalizzatore 1,2 milioni e le scommesse virtuali un milione. Chiudono bingo e giochi a base ippica, rispettivamente a 672mila e 213mila euro.

“Venduti ai minori 2021”, realizzata dal Movimento Italiano Genitori, è invece un’altra indagine su un campione di mille minori in Italia, in età tra i 10 e 17 anni. L’interno è quello di ricercare qual è la tipologia di gioco a cui i minori sono maggiormente esposti. Dallo studio predominanza assoluta è andata ai Gratta&Vinci, con percentuali ben oltre il 69%. A seguire invece Lotto, Enalotto, Slot machine e bingo, poker e casinò.

Un quadro variegato che fa emergere con tutta evidenza l’importante di un intervento repentino di politica e istituzioni per il riconoscimento giuridico del settore gioco. Una riforma complessiva che vada in due direzioni: la prima, quella della lotta contro il gioco illegale. La seconda, quella che evita un inasprimento della pressione fiscale. Senza dimenticare i meccanismi di tutela della libera concorrenza, col divieto vigente per i concessionari di gestire in maniera diretta e commerciale le apparecchiature.

Con questi mezzi, fatta salva l’uniformazione delle normative territoriali, il gioco potrà tornare a prosperare. Sano e totalmente legale, per il bene della filiera e dei giocatori.