Venerdì, 27 Novembre 2020

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Coronavirus, mascherina personalizzata: la moda che fa prevenzione

Posted On Giovedì, 19 Novembre 2020 20:58 Scritto da Redazione

È entrata ‘’prepotentemente’’ nella quotidianità di tutti noi. Causa di forza maggiore, come strumento di importanza vitale per proteggerci dal Coronavirus, è la mascherina a essere al centro di molti dibattiti quotidiani tra buonsenso e negazionisti.

Del resto, la pandemia mondiale impone un grosso senso di responsabilità, in ognuno di noi, perché questo strumento sia una vera e propria “protesi” da indossare nel momento in cui usciamo fuori dall’intimità delle nostre quattro mura per avere rapporti di lavoro, per passeggiare, fare sport, andare al supermercato. Ecco quindi che la mascherina personalizzata si trasforma anche in un accessorio il quale, sempre più spesso, si accompagna all’outfit, o alle divise aziendali. Un cambiamento che non è certo sfuggito alle aziende produttrici di questo dispositivo di protezione individuale (Dpi) che, grazie all’e-commerce e alle altre opportunità offerte dal web, hanno cominciato a proporre la possibilità di creare mascherine personalizzate. Sono tanti i brand di livello internazionale che hanno dato il via alla produzione di mascherine firmate e che trovano un’offerta sempre più variegata sul web.

Le vendite di questi prodotti sono quasi raddoppiate: da 259 mila pezzi in agosto, a 473 mila in settembre secondo un articolo recentemente pubblicato dal Corriere della sera che sottolinea anche come gli italiani preferiscano sempre più spesso le maschere FFP2, quelle cioè che danno protezione anche a chi le indossa. Ma si può andare anche oltre. Ordinare e personalizzare la proprie mascherine online, infatti, è diventata la tendenza che, in maniera semplice e veloce (vengono commercializzate a un prezzo che parte al di sotto dei 2 euro), consente a chiunque di accedere a essa per necessità aziendale, ma più semplicemente per esigenze di stile e di differenziazione. Al di là della discussione sul “giusto o sbagliato” di questa tendenza generata da uno dei momenti più critici vissuti dall’umanità, si accompagna la considerazione che questa ‘’moda’’ va salutata con piacere. Se non per il fatto che la personalizzazione, rende sì la propria mascherina un accessorio, ma al contempo è un “outfit” che aiuta a prevenire il diffondersi del Coronavirus e che, quindi, in certi casi fa salvare vite.

Insomma, c’è chi saluta tale processo come un fatto di costume e consumismo, ma c’è chi valuta al contempo tale differenziazione dell’offerta come un processo che sta contribuendo a diffondere una buona prassi di prevenzione. La produzione di mascherine è diventata un “argine” davanti al disastro prodotto dalla pandemia sulla crisi mondiale. Parallelamente allo sconforto e alla sfiducia delle aziende, tutto questo, ha invece rappresentato un motivo di ripresa per le stesse innescato dalla conversione produttiva per molte di loro. Numerosi artigiani, infatti, a partire dai produttori di cravatte, camice, abbigliamento e più in generale le imprese di tessuti hanno scelto nel 2020 di stravolgere le proprie produzioni, mettendosi al servizio dell’emergenza. Nel giugno 2020 la Regione Calabria ha salutato con la dovuta soddisfazione le aziende produttrici di mascherine sul territorio. Comprendendo la difficoltà delle famiglie italiane che in questo strano anno scolastico sono chiamate a spendere più del reddito in mascherine, che in supporti per l’istruzione, di certo investire un po’ del denaro destinato ai propri acquisti in dispositivi di protezione individuale può rappresentare, al contempo, un motivo di difesa dal Coronavirus e un sostegno all’economia delle produzioni italiane.