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Genere documentaristico e spettacolo

Posted On Martedì, 06 Dicembre 2022 12:35 Scritto da

È complicato associare un’opera documentaristica al concetto di show. Le radici delle difficoltà dell’accostamento, visto quantomeno come azzardato quando non inopportuno, vanno ricercate nei temi trattati dal genere documentaristico: situazioni e personaggi reali, sulle quali l’indagine si concentra in chiave realistica e oggettiva.

Una definizione effettivamente molto lontana dall’idea dello spettacolo, al cuore della quale si trova invece una narrazione tendenzialmente fittizia e orientata al puro intrattenimento nella sua forma più essenziale. Ciononostante, il genere documentaristico non è certo immune da influenze volte alla spettacolarizzazione: la narrazione oggettiva di personaggi e situazioni reali, infatti, può tranquillamente accompagnarsi a toni più tipici dello spettacolo, esaltando la realtà mostrata. Negli ultimi anni sia film che serie TV hanno dimostrato esattamente questo, sfornando show documentaristici basati su una narrazione che punta specialmente sulla spettacolarizzazione.
Un ottimo esempio viene da un docufilm che, nel 2019, è stato in grado di vincere il Premio Oscar nella categoria miglior documentario: Free Solo. Il film documenta l’impresa compiuta da Alex Honnold, arrampicatore sportivo specialista della variante dalla quale la pellicola prende il nome, il 3 giugno 2017: è stato il primo a completare in free solo la via Freerider, uno dei percorsi di arrampicata che risalgono la facciata granitica di El Capitan, una montagna all’interno del Parco Nazionale di Yosemite in California. Il docufilm, oltre che testimoniare puntualmente l’impresa, ripercorre le tappe che alla stessa hanno condotto, dando conto della carriera e delle più importanti vicende sportive e private del protagonista, adottando un approccio narrativo più affine allo spettacolo che non al documentario. Visto il risultato ottenuto, sicuramente un esperimento riuscito.

Vale la pena ricordare poi All In: The Poker Movie, sebbene uscito nell’ormai lontano 2009. Non si tratta né del più recente né dell’unico show sul poker, ma l’approccio che ha scelto ricade esattamente nel documentario. Si tratta infatti di un docufilm che ripercorre l’esplosione del poker sportivo a partire dal 2003, quando uno sconosciuto vinse l’evento principale delle World Series. La vicenda ha messo in moto una serie di conseguenze ricondotte poi al cosiddetto Moneymaker Effect: tra queste un posto di primo piano spetta naturalmente all’esplosione del poker online. Oggi sui siti specializzati il poker non è solo al centro di appositi tornei, ma anche protagonista in raccolte di aneddoti e curiosità, guide esaustive su regole e strategie e perfino supporti alla realtà virtuale. Il documentario dà ampio risalto proprio alla progressiva spettacolarizzazione del poker scegliendo un approccio in tema, anche grazie a testimonianze e interviste con alcuni dei protagonisti del periodo: per quanto fotografi una situazione risalente ormai a oltre dieci anni fa, si tratta di un documentario unico che eccelle proprio nel ripercorrere le vicende che, se già allora erano spettacolari, oggi sono quasi avvolte nella leggenda.
Passando alle serie TV, merita essere menzionata Drive to Survive, serie Netflix basata sulla Formula Uno. Dopo l’acquisto del Formula One Group, gruppo proprietario della F1, da parte di Liberty Media, azienda di mass media statunitense, nel 2016, vennero avviati vari progetti per aumentare l’appetibilità della Formula Uno. In questo contesto, nel 2018, è stata annunciata la collaborazione con la più nota piattaforma di streaming per la realizzazione di una docuserie basata sul Mondiale in corso. Attualmente composta di quattro stagioni, la serie si caratterizza per un taglio marcatamente documentaristico, con vari retroscena e dietro le quinte che mostrano cosa succede fuori dalla pista di un Gran Premio; allo stesso tempo, tali vicende vengono altamente spettacolarizzate, per esempio seguendo il dramma sportivo di Daniel Ricciardo nel non riuscire a mantenersi su livelli competitivi cambiando scuderia, o raccontando la lotta fra Max Verstappen e Lewis Hamilton nel Mondiale 2021, conclusasi a favore del primo solo nel corso del giro conclusivo dell’ultimo appuntamento stagionale.

Approccio pressoché sovrapponibile quello scelto da Prime Video per la sua docuserie All or Nothing, nel corso della quale ha mostrato il dietro le quinte di molteplici realtà sportive. Ogni stagione segue una compagine di un diverso sport: iniziando nel 2016 da squadre di football, con una dedicata anche alla realtà del football universitario, la serie si è espansa anche a calcio, hockey e rugby, seguendo sia squadre statunitensi che internazionali, come l’Arsenal o gli All Blacks. Anche in questo caso, all’approccio documentaristico si affianca quello più tipico dello spettacolo, con temi salienti sottolineati ed enfatizzati nel corso delle puntate.