Venerdì, 27 Novembre 2020

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IL MISFATTO│Crotone immobile da decenni… eppure Eni Sud aveva suggerito cosa fare

Posted On Mercoledì, 18 Novembre 2020 19:13 Scritto da Rodolfo Bava

Dopo la chiusura delle varie fabbriche, Crotone è finita nel limbo dell’oscurità. Eppure la deprecata Eni aveva regalato alla città un meraviglioso rapporto. Infatti, nel corso degli anni ’90, l’Eni Sud commissionò un’indagine su Crotone in crisi, alla ricerca di un possibile sviluppo tra vincoli e nuove opportunità.

Il rapporto è stato pubblicato nel corso del 1992. Crotone appare come una delle tante aree depresse del Meridione d’Italia e, pertanto, bisognerebbe “mettere mano alle cose concrete; in breve a fare funzionare al meglio le cose che già ci sono”.

Tale rapporto si sofferma sull’immobilismo, sugli interventi, sulle infrastrutture. Sia dal lato tecnico che da quello territoriale. Si osserva: una strada statale 106 al pari quasi di una mulattiera; scarsi i collegamenti ferroviari con una linea ferrata non elettrizzata; mancata valorizzazione del porto e dell’aeroporto. Pur godendo, quest’ultimo, di una migliore posizione sotto il profilo sia tecnico che territoriale, rispetto a quello di Lamezia Terme.

“Il porto e l’aeroporto - viene sottolineato nell’indagine – costituiscono due strutture potenzialmente significative, non soltanto per il crotonese, ma per tutta la regione. Purtroppo, però, movimentano un traffico debole, tanto da apparire sottoutilizzati”.

Però, il territorio – viene rimarcato nel rapporto – è una grande risorsa. Infatti, vi sono:

-         ricchezze di risorse minerarie (zolfo e sale); risorse energetiche (centrali idro elettriche e gas metano); minerali argillosi (da esplorare);

-         ricchezza di beni culturali, rifacendoci alla Magna Graecia; giacimenti archeologici, soltanto pochissimi venuti alla luce;

-         ricchezze di paesaggi naturali che vanno dalla costa ionica sino alla Sila;

-         potenzialità turistiche elevate, grazie alla bellezza delle coste ed alle favorevoli condizioni climatiche.

Le varie ricchezze – però - cozzano con gli scempi ambientali nell’ambito della città e lungo la costa.

Dopo decenni di stasi totale, il nostro Sindaco ing. Vincenzo Voce dovrebbe premurarsi di sensibilizzare la politica regionale e nazionale, attraverso anche l’operato dei vari deputati e senatori della Regione, al fine di riacquistare le varie potenzialità. Da ricordare che la strada statale 106 è una strada europea e, quindi, potrebbe essere rifinanziata dall’Unione Europea.

Ma non solo la politica dovrà impegnarsi, ma anche tutti i giovani dovrebbero seguire l’esempio, in altri settori, degli orafi crotonesi Michele Affidato e Gerardo Sacco. Tanto per citare i più noti.