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La cooperativa Agorà Kroton ricorda Piero D'Alife a 14 anni dalla sua scomparsa

Posted On Giovedì, 26 Febbraio 2015 11:57 Scritto da

dalife piero«Possa tu non dare mai per scontato neppure un singolo respiro. Dai ai cieli sopra di te qualcosa di più di uno sguardo fuggevole». Con le parole profonde di questo proverbio coreano, la cooperativa sociale Agorà Kroton ha inteso ricordare il suo socio fondatore e primo presidente Piero D'Alife nel 14esimo anno della sua prematura scomparsa. Un infarto lo ha colpito mentre era in ufficio. Piero ha dato la sua vita, preoccupandosi sempre per tutti gli emarginati e spendendo tutte le sue energie per il bene comune in particolare per il quartiere Fondo Gesù. Le parole di questo proverbio, spiega una nota, sono «ciò che ha caratterizzato la storia della Cooperativa Agorà Kroton. Tutte le persone che sono passate da noi hanno contribuito a farne la storia, ogni loro respiro ha influenzato le nostre scelte. Piero D'Alife è uno di loro. Scegliendo di donarsi al prossimo totalmente - è scritto nel comunicato - con impegno e devozione, ha permesso che la Cooperativa Agorà diventasse quella che è oggi. E' nella povertà di dove è nato e cresciuto che è ritornato, cercando di sconfiggerla per dare dignità a chi lo circondava. La sua morte - commentano i soci - ha provocato grande dolore in tutti quelli che lo amavano e ad una intera comunità, ma in realtà lui non è mai andato via, come se non ci avesse mai lasciati. Sono passati oramai 14 anni, ma il suo ricordo e il suo carisma ci accompagnano in ogni momento. Nel ricordo di Piero e di tutti coloro che sono passati dalla Cooperativa e oggi non ci sono più che noi ci reggiamo. Ci piace pensare - prosegue la nota - che in un angolo di paradiso, ci sia un gruppo che ci guarda e ci sostiene: don Ottorino Zanon (fondatore della Pia Società San Gaetano), Don Marcello Rossetto, Piero, Maurizio, Girolamo e i tanti ragazzi che ci hanno lasciati, la mattina si incontrano e ci guardano dall'alto incoraggiandoci ad andare avanti nelle difficoltà, specie in questo momento storico. Viviamo in un mondo - sottolinea l'Agorà - dove l'odio ha preso il sopravvento sul bene, costringendo i poveri a combattersi tra di loro, e noi che lavoriamo per il loro riscatto sociale, veniamo spesso relegati al nulla trovandoci a combattere pregiudizi e stereotipi. Sono i nostri "Angeli" a darci la forza per andare avanti sorreggendoci al loro ricordo e a tutto l'amore che hanno lasciato nei nostri cuori. Grazie Piero, grazie ragazzi».