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Sabato, 13 Agosto 2022

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LA LETTERA│«Sentenza su Piano casa Calabria non applicabile a illeciti passati»

Posted On Giovedì, 07 Aprile 2022 19:40 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

«La sentenza della consulta sul Piano case Calabria è applicabile ora, ma non per gli illeciti edilizi degli anni passati». È quanto scrive in una nota il giornalista Rodolfo Bava in una lettera indirizzata al sindaco di Crotone, ai componenti della sua giunta e agli ordini professionali del territorio.

«Nella sentenza della Consulta – spiega Bava – si fa riferimento, in particolar modo, alla tutela del paesaggio. Paesaggio che assume valore prioritario ed assoluto, in linea con l’art. 9 della Costituzione. Purtroppo, non si è ancora proceduto all’approvazione del piano paesaggistico regionale. Da simile argomentare ne è derivata la pronuncia di illegittimità costituzionale degli artt. 2 e 3, commi1, 3 e 4 della legge della Regione Calabria 2 luglio 2019, recante “Modifiche e integrazioni Piano Casa n.10”. In tale sentenza viene precisato totalmente quanto segue: “La nuova legge non può che regolare i rapporti futuri e non anche quelli pregressi”. E, più in là, si precisa quanto segue: “È notorio, infatti, che l’efficacia retro attiva della sentenza dichiarativa di illegittimità costituzionale non si estende ai rapporti esauriti, ossia a quei rapporti che, sorti precedentemente alla pronuncia della Corte, abbiano dato luogo a situazioni giuridiche ormai consolidate ed intangibili, in virtù del passaggio in giudicato delle decisioni giudiziali”».

«Infatti, l’avv. Pasquale Saffioti – prosegue Bava –, in un suo recente articolo sull’argomento, afferma che il Tribunale di Roma, in data 14 febbraio 1995 e anche cfr Cass. Civ. Sez. III 28 luglio 1997, n. 7057; Con. Giust. Amm, Sicilia 24.09.1993, n.  319 hanno sentenziato quanto segue: “L’efficacia retroattiva della sentenza dichiarativa dell’illegittimità costituzionale di norma di legge non si estende a rapporti esauriti, ossia a quei rapporti che, sorti precedentemente alla pronuncia della Corte, abbiano dato luogo a situazioni giuridiche ormai consolidate ed intangibili, in virtù del passaggio in giudicato di decisioni giudiziali, della definitività di provvedimenti amministrativi noni più impugnabili, del completo esaurimento degli effetti di atti negoziali, del decorso dei termini di prescrizione o decadenza, ovvero del compimento di altri atti o fatti rilevanti sul piano sostanziale o processuale”».

«In altre parole – spiega Bava –, una legge sebbene dichiarata incostituzionale, continua ad applicare i suoi effetti per quei rapporti costituitisi prima della sentenza della Corte Costituzionale per un principio che può dirsi di “Legalità”. Ecco perché il Comune di Crotone dovrebbe provvedere con urgenza a sanare gli illeciti abusivi degli anni passati. In particolare, per il fatto che, diversamente, verrebbero meno le ristrutturazioni dei palazzi con il beneficio del “Bonus 110 per cento”. Per una questione non soltanto di estetica, ma anche, se non soprattutto, per dare impulso alla branca dell’edilizia dato che riesce a determinare degli sviluppi anche in altri settori».