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La proposta della ''Ionio fuel'': «Un deposito Gln nel porto di Crotone perche' questo diventi riferimento nel Mediterraneo» In evidenza

Scritto da  Pubblicato in Attualita' Mercoledì, 13 Marzo 2019 18:25

deposito gln ionio fuel porto crotone«Deposito Gnl, perché il porto di Crotone diventi riferimento nel Mediterraneo». È quanto propone Luigi Vartuli amministratore della “Ionio fuel”.
«Il mercato energetico a livello globale – spiega l’imprenditore di origini napoletane – sta vivendo una stagione di profondi cambiamenti, che potrebbero avere un impatto significativo sull’assetto complessivo del settore.

Questi fattori, unitamente alla sempre maggior attenzione della comunità internazionale ai temi dell’efficienza energetica, potrebbero realmente tradursi in un mutamento strutturale del sistema; tuttavia, sebbene il contesto di riferimento sia caratterizzato da un elevato dinamismo, il mercato energetico mondiale stenta a intraprendere un percorso virtuoso verso una maggiore sostenibilità ambientale e un effettivo trend di decarbonizzazione.

Considerando le più recenti stime dell’International Energy Agency (IEA), nell’orizzonte temporale 2013-2035 la domanda complessiva di energia è destinata a crescere di oltre un terzo, guidata dallo sviluppo di Cina, India e Medio Oriente, che assorbiranno oltre il 60% dei consumi incrementali. Nei Paesi OCSE, al contrario, la domanda si manterrà stabile, ma si prevede un significativo mutamento nel mix energetico, con uno spostamento dei consumi dal petrolio e dal carbone verso il gas naturale e le fonti rinnovabili. Con queste premesse, appare necessario prendere in considerazione le principali macro tendenze in atto a livello mondiale, per esaminare i possibili scenari evolutivi nel medio-lungo periodo.

Il progetto si inquadra nel nuovo scenario energetico nazionale che prevede:
• la graduale liberalizzazione del mercato del gas naturale,
• la graduale liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica;
• il raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto sulla riduzione dell'immissione di CO2 in atmosfera. La combustione del Gas Naturale immette in atmosfera circa la metà della CO2 mediamente immessa da altri combustibili e comporta la riduzione delle emissioni degli Ossidi di Azoto e l'annullamento di quelle degli Ossidi di Zolfo e delle Polveri;
• l'utilizzo di siti industriali per la sicurezza e l'approvvigionamento strategico dell'energia;
• l'adozione di misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale e per la semplificazione delle procedure di autorizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica.
La scelta dell'ubicazione dell’impianto a metano liquido LGN nell’area ZES, del CORAP di Crotone, è motivata dalla:
• presenza di una infrastruttura portuale dotata di tutti i servizi;
• la prossimità ad una linea della Rete nazionale dei gasdotti con grande capacità di trasporto, che consente di rendere disponibile ovunque il gas naturale importato, senza necessità di costruire nuovi gasdotti;
• l'opportunità di incrementare l'occupazione industriale nella zona, tramite il contributo che la costruzione e l'esercizio dell'impianto potranno dare in modo diretto ed indiretto; a tale riguardo si sottolinea che sono previsti circa 150 addetti per l'esercizio e la manutenzione dell'impianto e ulteriori addetti nell'occupazione indotta (catering, sorveglianza, pulizie, alloggi personale, etc) che supererà i 500 addetti;
• la convenienza per le aziende presenti nell'area, per quelle di futuro insediamento nonchè per i Comuni del comprensorio di stipulare contratti di fornitura del gas a costi inferiori agli attuali;
• la possibilità di mettere a disposizione "il freddo" per le imprese di surgelazione, refrigerazione e commercializzazione di alimenti diversi;

La proposta progettuale ha come obiettivo di realizzare un deposito costiero per il GNL (Gas Naturale Liquefatto) nel comune di Crotone; l’impianto è stato localizzato nell’area industriale CORAP della Provincia di Crotone. In sintesi il programma della Società IONIO FUEL è la realizzazione di un impianto che avrà una capacità di stoccaggio pari a 20.000 metri cubi complessivi distribuiti su 18 serbatoi da 1.226 metri cubi ciascuno, realizzati con la migliore tecnologia disponibile. L’area prescelta - che verrà dotata di condotta criogenica sotterranea e subacquea con terminale per l’accosto delle navi gasiere - sorge su una superficie di 6,7 ettari acquisiti nel Consorzio industriale di Crotone.
La capacità nominale annua di approvvigionamento e distribuzione, stima nella prima fase fino a 1.440.000 m3 di gas, di cui 700.000 via camion e 340.000 via nave. Il GNL sta diventando ormai un’alternativa sempre più diffusa ai carburanti tradizionali per le navi e anche per i mezzi stradali pesanti, una tendenza favorita dai nuovi limiti alle emissioni navali che entreranno in vigore nel 2020 in tutto il Mar Mediterraneo e recepita anche dallo Stato italiano, che con la recente approvazione del Quadro Strategico Nazionale per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi ha fissato il quadro normativo e le linee guida per il GNL in Italia.
Il deposito di GNL previsto a Crotone ne favorirà l'uso come combustibile per veicoli pesanti e marini, sfruttando una posizione strategica per le rotte marittime e terrestri; la sua realizzazione aiuterà il Paese ad adempiere alle disposizioni europee, che per ridurre le emissioni di sostanze inquinanti impongono la creazione entro il 2025 di un sistema di rifornimento GNL per le navi e per i veicoli pesanti lungo la rete centrale di trasporto transeuropea Ten-T.
Il porto di Crotone diventerebbe uno degli scali italiani strategici per promuovere la diffusione del GNL nel settore dei trasporti nel Mediterraneo; in questo contesto e con l’iniziativa proposta, l’opportunità di sviluppo economico e sociale di Crotone passa riportando l’attrattività nell’area portuale e industriale della città.

Per accrescere la competitività del territorio e l'efficienza delle infrastrutture energetiche esistenti, di cui Crotone con i pozzi di estrazione del gas metano è stata da decenni riferimento della rete gas nazionale, bisogna rinnovare e puntare sull’energia a basso impatto ambientale a tutela del territorio. Il metano è l’energia di transizione, il metano liquido è un’opportunità già affermato tra i carburanti fossili, è il meno impattante, in attesa che le rinnovabili possano essere impiagate nei trasporti pesanti, sia navali che terrestri.
Il metano, estratto dai pozzi nelle piattaforme a largo della città di Crotone, è immesso totalmente in rete e supporta solo in minima percentuale le esigenze energetiche della rete nazionale. Questa risorsa nazionale dopo decenni di estrazione è in esaurimento, al punto che negli ultimi anni ha dimezzato la sua capacità produttiva.
deposito gln ionio fuelL’infrastruttura per il trasporto del gas metano è sottoutilizzata, ne consegue una riduzione rilevante dei vantaggi sulla collettività.
Con l’affermarsi del cambio energetico, valutare l’opportunità di creare un polo energetico nel crotonese, nel settore del gas metano liquido (LNG), con le ricadute economiche, occupazionali e sociali è strategico per il territorio e per il sud d’Italia.
Sorge la necessità di comunicare con maggiore consapevolezza all'opinione pubblica e, a maggiore ragione, all’attenzione alla parte della politica, che il governo territoriale deve determinare gli indirizzi di sviluppo socio economico, sia del sud d’Italia, sia per l’intera nazione.
La posizione geografica nel Mediterraneo di Crotone, estrema punta energetica dell'Italia per l’approvvigionamento del LNG, può essere facilmente compresa, ma come reinserire la città nel piano strategico energetico nazionale? Lo sviluppo di un impianto di stoccaggio del metano liquido, a servizio dello sviluppo territoriale e della collettività certamente potrà riportare vantaggi a tutti.
L’Italia importa il 90% del gas metano dall’estero attraverso condotte e utilizza nel nord d’Italia due importanti impianti per rigassificazione di LGN, diversi progetti sono stati proposti a livello nazionale ma con scarsi risultati.
La dipendenza energetica e la mancanza di materie prime dell’Italia sono risapute, ci rende poco competitivi in campo internazionale, da cui discende la necessità, di essere efficienti selezionando e mettendo in competizione i vari approvvigionamenti energetici. Possiamo agire per migliorare la competitività e l'efficienza delle infrastrutture di connessione, gli accessi attraverso cui arriva l'energia importata.
La “blu economy” si è già insediata in Europa e vede la Spagna e le nazioni del nord dell’Europa già leader nell’utilizzo del metano liquido, sia come carburante nei trasporti che nella navigazione. Varie commesse sono state fatte anche in Italia per la costruzione di navi che utilizzano come carburante l’LNG e tra qualche anno centinaia di navi solcheranno il Mediterraneo con l’ausilio di un carburante che nel rispetto delle stringenti normative ambientali, sostituirà i prodotti petroliferi. Quindi l’approvvigionamento energetico, sia via mare sia con i metanodotti esistenti, sono la forza del posizionamento geo-economico di Crotone che si trova al centro del Mediterraneo; con questo scenario, la capacità del sistema portuale e logistico crotonese per essere efficiente e competitivo, deve saper investire per innovare e dovrà dare supporto agli investimenti privati nel settore dei “nuovi” carburanti.
Ne consegue che, successivamente, si dovrà rafforzare la filiera del rifornimento e della manutenzione delle navi, intensificando la connessione tra industrie, porti e università, nelle nuove politiche di sviluppo che hanno visto nella nascita delle Zone Economiche Speciali (ZES) un’opportunità che nelle aree del CORAP che possono portare condizioni favorevoli per lo sviluppo delle imprese e competizione con gli altri porti e delle altre aree industriali del sud d’Italia.

A breve si intensificherà la competizione tra porti del Mediterraneo, riguardo ai sempre maggiori costi dei carburanti, con dirette ripercussioni economiche e sociali su tutto il sistema produttivo ed industriale dei porti. Solo con una politica aperta all’investimento privato che mira alle infrastrutture energetiche e allo sviluppo dell’approvvigionamento dell’LNG, si potrà mantenere una competitività strategica di sviluppo dell’intera Provincia di Crotone.

L’attrattore è l’energia a basso costo, ed ecologicamente sostenibile, il porto con questo indirizzo energetico può ambire a diventare l’infrastruttura importante della Città, anche regolando le attività di supporto logistico, sia commerciale sia croceristico.
L’iniziativa della creazione di un deposito di metano liquido avrebbe anche un altro positivo impatto in termini di competitività dei servizi marittimi, e ancor in più per una città come Crotone dove non mancano i motivi storici, culturali e turistici, in un contesto dove la storia individua i luoghi della conoscenza.

La contrattualistica energetica in Europa sta cambiando, contratti decennali di fornitura del metano attraverso condotte si sostituiscono con contratti annuali, acquistare metano liquido attraverso nave metaniere è diventato conveniente rispetto a quello gassoso da condotta.

Su questi presupposti utilizzare direttamente il metano liquido è diventato una priorità energetica competitiva, non solo per la navigazione, ma per il trasporto pesante, per l’utilizzo industriale e per la rigassificazione in concorrenza con i gasdotti.
L'energia è la base primaria su cui poggia lo sviluppo economico, produttivo e sociale di un Paese avanzato, il gap nord sud può essere gestito utilizzando le forme più economiche di energia e mettendo in competizione le diverse forme energetiche, sia le rinnovabili, che le fossili.
L’obiettivo che si è posto l’investimento, con il progetto di un impianto multi utilizzo del trattamento del metano liquido, è far sì che Crotone possa ottenere un ruolo di primo piano nel quadro energetico nazionale dotandosi di un terminale che svolga contemporaneamente più linee di utilizzo dell’LNG, quale: bunkeraggio per navi; carburante per il trasporto pesante su gomma; energia per l’industria; rigassificazione.
Utilizzando le infrastrutture già esistenti, compensando la minore capacità di produzione dei pozzi di estrazione e facendo in modo da riequilibrare i minori introiti delle royalty, che l’Amministrazione sta ricevendo, in seguito al dimezzamento dell’estrazione dovuto all’esaurimento del metano.
Crotone potrà valorizzare la sua area portuale e industriale, nell’ambito del processo di pianificazione energetica strategica, coinvolgendo nelle tematiche importanti quali le infrastrutture del territorio sia il Ministero che la Regione, realizzando opere a costo zero per l’Amministrazione, ma indispensabili per sviluppare il tessuto produttivo, ricavandone i giusti ritorni di compensazione territoriali.
L’infrastruttura si pone anche come risposta dalla dipendenza energetica dal petrolio e dal gas delle pipeline e favorendo l’importazione e la distribuzione di GNL, risulterà essere perfettamente in linea con i programmi espressi e promossi dalle commissioni europee, relativamente alla sostituzione del petrolio con combustibili alternativi e a basse emissioni, inoltre garantirebbe il funzionamento del mercato dell'energia, la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e inserirebbe Crotone nel circuito portuale ed industriale del sud d’Italia».

 

 

 

 

Riceviamo e pubblichiamo

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