Giovedì, 22 Ottobre 2020

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La protesta degli studenti di Mesoraca: «Siamo pronti a ripeterci se battiamo i denti»

Posted On Domenica, 14 Dicembre 2014 18:57 Scritto da

protesta studenti liceo mesoracaI ragazzi denunciano la mancata accensione dei termosifoni in aula e il caro tariffe dei trasporti: sono pronti a ripetere la protesta fatto lo scorso venerdì davanti la Provincia.

«Vogliamo aule riscaldate per non soffrire il freddo». Ed ancora: «Politici non riscaldate le sedie ma le aule». Sono questi alcuni degli slogan gridati venerdì scorso davanti la Provincia di Crotone dai ragazzi del liceo linguistico e delle scienze umane "Raffaele L. Satriani" di Mesoraca. Hanno protestato per un paio d'ore in via Mario Nicoletta senza creare però alcun disagio alla popolazione e senza effettuare alcun blocco stradale come invece si era temuto in un primo momento. Hanno protestato, non solo per il mancato riscaldamento all'interno dell'istituto, ma anche per il caro tariffe dei biglietti per i pendolari e gli studenti che si devono recare a Crotone dai paesi vicini. A questo si aggiunga la pessima viabilità della rete stradale provinciale. Insomma sono stati non pochi gli argomenti messi sul piatto dagli studenti di Mesoraca. In precedenza erano stati gli studenti delle scuole cittadine crotonesi a organizzare un corteo di protesta sul caro trasporti [LEGGI ARTICOLO]. Le Istituzioni, dal loro, addossano la colpa di tutto ciò ai continui tagli e ai mancati trasferimenti che il Governo Nazionale attua nei confronti degli Enti locali per il rientro della spesa pubblica. Gli studenti non la pensano allo stesso modo. E allora hanno gridato: «Tagliate i vostri stipendi e non i fondi per la scuola» e ancora, «un Paese s'identifica civile e da terzo millennio quando è dotato di un'ottima Istruzione». La protesta è durata sarà ripetuta nei prossimi giorni, almeno stando a quanto riferito da alcuni studenti presenti alla manifestazione, se non ci seguiranno adeguate risposte a proposito dei servizi. «In queste condizioni – ha dichiarato una studentessa – si corre il rischio di ammalarsi mentre si è a scuola dove, invece, ci si reca per studiare». Nel corso della protesta il presidente della Provincia, Peppino Vallone, è rimasto chiuso nel suo ufficio. I ragazzi si aspettavano da parte del presidente, almeno un incontro con una loro delegazione che non c'è stato. Questo ha irrigidito ancora di più la protesta. Ma in quelle stesse ore, i dipendenti della Gestione servizi avevano fatto irruzione nei locali del presidente per chiedere lumi sulla loro vicenda [LEGGI ARTICOLO].