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Domenica, 09 Maggio 2021

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LETTERA│C'e' nuova speranza per i 7.000 tirocinanti calabresi dopo incontro

Posted On Lunedì, 03 Maggio 2021 10:54 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo
LETTERA│C'e' nuova speranza per i 7.000 tirocinanti calabresi dopo incontro Foto: repertorio

«Una speranza sembra riaffiorare tra i tirocinanti, dopo l'incontro organizzato dalla sigla Usb, venerdì 30 aprile scorso, per esporre quelli che potrebbero essere i risvolti futuri in merito alla situazione, che da anni affligge madri e padri di famiglia, a cui ho tristemente attribuito in precedenza, l'epiteto di "lavoratori in nero legalizzati da uno Stato che prima li crea e poi li distrugge"». È quanto scrive la figlia di uno di loro, Giusy Scarriglia, in una lettera inviata alla redazione.

«Soggetti per i quali – spiega – non è prevista una vera e propria retribuzione per l'attività lavorativa prestata, ma un rimborso spese; per i quali non sono previsti contributi previdenziali e assistenziali. Dall'incontro in questione, è emerso che l'assessore Orsomarso si impegnerà, grazie al contributo dimostrato dall’Usb, a trovare la migliore soluzione auspicabile in un tentativo di contrattualizzazione, a patto che questa avvenga (su proposta dell’Usb) in una fase precedente le prossime elezioni. Un tavolo tecnico è stato strutturato alcuni giorni fa e per le prossime settimane saranno previsti altri incontri proficui, affinché questa vertenza sia risolta a favore dei tirocinanti con una prima contrattualizzazione, in questa fase, e con l'auspicio che essa possa essere il preludio per una prossima stabilizzazione definitiva».

«Un afflato di ottimismo e di fiducia – commenta Scarriglia – sembra essere emerso ieri, grazie a l’Usb e al suo portavoce Saverio Bartoluzzi, che ha dimostrato un grande senso di umanità ed empatia, nonché una leadership coinvolgente per gli animi di questi tirocinanti, che oramai sono stanchi di sentirsi sfruttati, di non sentirsi riconosciuti come lavoratori nel loro paese. L'articolo 1 della Costituzione recita: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro", di cui spesso se ne fa un uso improprio nei dibattiti politici, ha ragione di esistere solo se soddisfa concretamente le prospettive dei suoi cittadini; le parole oramai hanno fin troppo disilluso ogni aspettativa. I cuori spezzati di 7.000 tirocinanti, devono essere un fardello per lo Stato e la Regione, che devono impegnarsi da questo momento in poi ed assumersi la responsabilità di tutelare anche questi soggetti fragili, il cui auspicio è solo quello di vivere dignitosamente per se stessi e per le loro famiglie».

«Non ci sono più colori politici – auspica Scarriglia –, non ci sono più demagogie pre-elezioni, che possano oramai contenere la presa di coscienza di ognuno di questi 7.000 tirocinanti, riguardo i diritti che loro spettano in quanto cittadini italiani in primis, in quanto calabresi e in quanto lavoratori. Il 1⁰ maggio è stata anche la loro festa, lo è tutti i giorni, lo sarà dai prossimi anni. In qualità di figlia di un tirocinante, ormai al fianco di questa categoria di soggetti fragili, sento il dovere di sottolineare la mia gratitudine per l'incontro tenutosi venerdì con un Usb; non solo perché un barlume di speranza sembra riemergere, ma perché nel mondo che vorrei, esistono persone che ancora hanno voglia di lottare per altri; in cui la normalità sia un posto di lavoro e non un compromesso tra interessi in gioco».

«I diritti sono tali – conclude la nota – perché non hanno bisogno di essere agognati (ahimè non è sempre così); essi vanno garantiti e tutelati e non deve sorprenderci affatto ogni volta che ci spettano, poiché viviamo in una cosiddetta società di diritto. È tempo di cambiare rotta verso nuove mentalità, verso nuove condizioni, che non abbiano più il "puzzo del compromesso" ma il profumo della giustizia. La mia primavera ha questo odore».