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Lunedì, 17 Giugno 2024

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Recupero tributi, il risultato di Crotone nella lotta contro l'evasione e' pari a zero

Posted On Sabato, 11 Novembre 2023 18:49 Scritto da

Sono otto, su 404, i comuni calabresi che hanno partecipato alla lotta contro l'evasione e l'elusione fiscale dei tributi erariali ottenendo un contributo. E' quanto emerge da una elaborazione dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre.

 

Il miglior piazzamento tra gli enti locali calabresi se lo aggiudica il comune di Reggio Calabria che si posiziona al 19/mo posto nella classifica nazionale ottenendo nel 2022 un contributo di poco più di 14 mila euro a fronte del risultato degli altri capoluoghi di provincia calabresi Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia che è pari a zero euro.
Lo studio della Cgia di Mestre, a fronte di questi risultati che evidenziano la scarsa attenzione da parte degli enti locali rispetto al contrasto del fenomeno dell'evasione e dell'elusione fiscale, mette in evidenza come la Calabria registri invece il picco massimo assieme alla Basilicata in materia di abusivismo edilizio, entrambe con una percentuale del 54,1%.
Stesso discorso, sempre in negativo, vale per il lavoro nero che sfugge alle maglie dei controlli e che in Calabria è stimato al 20,9 per cento o per l'omesso pagamento delle imposte (90 miliardi quelle sottratte al fisco ogni anno in Italia) laddove la Calabria raggiunge una percentuale del 21,3.

La situazione in Italia: dai Comuni solo 6 milioni recuperati nel 2022

Nemmeno la promessa di vedersi versare la metà delle tasse recuperate ha sollecitato l'aiuto dei Comuni italiani al fisco nella lotta sul territorio contro l'evasione e l'elusione dei grandi tributi statali. Nel 2022 dalle amministrazioni locali sono stati scovati soltanto 6 milioni di euro, praticamente lo 0,007 per cento dei 90 miliardi evasi, e i Comuni più grandi sembrano avere poca voglia di contribuire rispetto ai piccoli.
Il quadro emerge dall'ultimo report dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia). Nel 2023 lo Stato ha erogato ai Comuni poco più di 3 milioni quale contributo per la loro partecipazione all'attività di accertamento fiscale relativa al 2022, come prevede la legge.
L'azione dei Comuni in chiave antievasione riguarda alcuni tributi statali come l'Irpef, l'Ires, l'Iva, le imposte di registro-ipotecarie e catastali. Dei 3 milioni di euro riconosciuti ai Comuni, 2,1 sono stati erogati a capoluoghi di provincia e 900 mila dalle altre amministrazioni. Ad aver contribuito a recuperare almeno un euro sono stati però solo 265 Comuni su 7.901, il 3,3% del totale. Di questi, 38 sono ubicati nel Mezzogiorno, da cui il fisco ha recuperato 144.824 euro, il 2,4% del totale, restituendo 72.412 euro. Il Comune più efficiente in termini assoluti è stato un capoluogo, Genova, che ha ricevuto 863.459 euro, poi c'è Milano, con 367.410 euro, Torino con 162.672, poi la 'piccola' Prato con 147.243 e Bologna con 99.555.
Singolare che tra le prime dieci posizioni vi siano amministrazioni piccolissime, come Maclodio (Brescia) e Guastalla (Reggio Emilia) rispettivamente con 47.660 e 45.087 euro. Roma invece risulta trentesima, avendo recuperato 36.554 euro - e ricevendo la metà, poco più di 17mila - dietro a Comuni decisamente più piccoli: al 28/o posto c'è ad esempio Marano sul Panaro, in provincia di Modena.
Pesante la differenza con la miseria di 1.892 euro recuperati a Messina, 1.458 a Palermo, 651 a Napoli o 301 ad Agrigento. Senza contare che Caltanissetta, Catania, Taranto, Cosenza, Caserta e Foggia non sono stati in grado di contribuire al recupero di nemmeno un euro. Le somme sottratte agli evasori in questi ultimi anni sono sempre state comunque molto modeste: dal 2014, che ha raggiunto il picco di 21,7 milioni, si è scesi agli 11,4 del 2018 e successivamente ai 6,5 del 2020.
C'è una difficoltà pratica in questo sistema, e cioè che le segnalazioni al fisco da parte dei Comuni dovrebbero essere "puntuali, circostanziate"; servirebbe personale formato e qualificato a svolgere questa attività 'investigativa'. Ma ai Comuni serve piuttosto recuperare l'evasione dei tributi locali, come l'Imu, la Tari, la Tosap, l'imposta sulla pubblicità e quella di soggiorno.
Eppure vi sarebbero delle tipologie di evasione facilmente individuabili, ad esempio quelle sull'abusivismo edilizio, che a livello nazionale tocca il 15,1%. "Se solo una parte di queste irregolarità fosse stata comunicata secondo le procedure all'Agenzia delle Entrate - è la convinzione della Cgia - molti Sindaci avrebbero più soldi a disposizione, mentre i cittadini onesti, che sono la maggioranza, avrebbero servizi migliori e tasse locali più leggere".