Giovedì, 28 Gennaio 2021

ATTUALITA' NEWS

civati scifo«Caro ministro Dario Franceschini, che ne dice di trovarci a Capo Colonna, davanti al mare colore del vino?». Il segretario nazionale di Possibile, Pippo Civati, ha scelto di affidare ad un “cinguettio” di Twitter una missiva indirizzata al ministro per i Beni e le attività culturali e del turismo, al fine di tenere alta l’attenzione sulla questione relativa al Marine Park Village, che dovrebbe sorgere nella baia di Scifo, area ad altissima valenza archeologia e naturalistica. «L’invito sui social – scrivono i membri del comitato Mediterraneo Possibile – è solo l’ennesima dimostrazione della sensibilità e partecipazione che riscontriamo nel nostro segretario nazionale e in tutto il partito a ogni latitudine. Chi conosce questi luoghi, direttamente o indirettamente, non può che constatarne e difenderne la bellezza e il valore inestimabile sul piano storico, culturale e paesaggistico». Secondo i civatiani l’urgenza adesso è quella di un confronto serio sulla questione Scifo - dove la costruzione di 79 bungalow e altre strutture ricettive rischia di compromettere per sempre la bellezza del luogo - ma più in generale sulla questione dei beni culturali locali, nella convinzione che lo sviluppo possa e debba convivere necessariamente con il rispetto del principio della tutela archeologica e naturalistica. «Non siamo contro le iniziative imprenditoriali in generale – precisano i membri del Comitato Mediterraneo Possibile - ma come chiedono da tempo le associazioni Sette Soli e Gettini di Vitalba, chiediamo venga garantito il rispetto dei luoghi e delle tracce archeologiche e naturalistiche che li caratterizzano, al fine di rendere fruibile a tutti la bellezza e la storia di cui è ricco il territorio crotonese». In questo senso l'invito di Civati al ministro Franceschini, al quale verrà sottoposta anche un interrogazione parlamentare urgente. Il messaggio di Civati intanto continua ad essere condiviso da altri utenti e l’hastag #capocolonna a diffondersi velocemente tra gli utenti di Twitter.

 

 

 

 

Pubblicato in Politica

sbarco capocolonna finanzaUn veliero con 70 migranti a bordo e' stato intercettato al largo della costa ionica calabrese dai mezzi navali del reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia di stanza a Crotone, unitamente ai mezzi navali della locale Guardia Costiera. I militari hanno anche arrestato in flagranza di reato tre scafisti ucraini. L'operazione e' stata condotta la scorsa notte. L'intervento coordinato del velivolo portoghese "Casa", impegnato nella missione "Triton 2016" sotto l'egida di Frontex, e di un'unita' navale della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Crotone, ha permesso il fermo dell'imbarcazione carica di migranti diretta verso Capo Colonna (KR). L'imbarcazione, proveniente dalla Turchia e battente bandiera tedesca, denominata "Beata", aveva il carico umano ben mimetizzato e poteva essere facilmente scambiata con un comune mezzo da diporto. L'esperienza delle fiamme gialle del mare, pero', ha permesso di individuare il traffico illecito perche' i militari non si sono fatti sfuggire la linea di galleggiamento del veliero particolarmente bassa, segno della presenza di numerose persone a bordo, ne' il tenore delle risposte ricevute via radio dai tre scafisti ucraini, che li hanno insospettiti. A bordo dell'imbarcazione, infatti, oltre ai tre ucraini, erano presenti 70 migranti irregolari tra cui alcune donne e bambini, tutti stipati sotto coperta, in condizioni definite disumane. Il veliero, quindi, e' stato condotto nel porto di Crotone dove ad accoglierlo c'era il dispositivo deputato alle procedure di accoglienza che ha visto impegnati la Polizia di Stato, la Capitaneria di Porto, la Guardia di Finanza, i Carabinieri, la Misericordia, la Croce Rossa, il 118, il Comune, le associazioni ed altro, sotto il coordinamento della locale Prefettura. Contestualmente gli investigatori della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Crotone e della Squadra Mobile di Crotone hanno arrestato i tre ucraini, di 47, 26 e 28 anni, peraltro rei confessi, per il reato di favoreggiamento aggravato all'immigrazione clandestina. Dalle loro dichiarazioni, infatti, si e' potuto accertare che i migranti sono stati imbarcati in Turchia alla volta dell'Italia a fronte del pagamento di circa 4.000 dollari per ogni passeggero I tre ucraini sono stati condotti nel carcere di Crotone.

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

migranti capocolonnaLa Guardia costiera di Reggio Calabria ha coordinato un intervento di soccorso a 289 migranti a bordo di un barcone diretto a Crotone. L'intervento é stato eseguito assieme ad unità navali dei carabinieri e della Guardia di finanza mentre il barcone con a bordo i migranti di trovava a 15 miglia dalla costa, in località "Capo Colonna".

 

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

dorina bianchi capocolonna«Sono finalmente disponibili i 900 mila euro previsti dalla Legge di Stabilità e destinati agli interventi di restauro nel parco archeologico di Capo Colonna». A dirlo è Dorina Bianchi, sottosegretario al MiBACT con delega al turismo e deputato calabrese del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc). «Oggi, infatti, i ministri Del Rio e Franceschini - prosegue il comunicato - hanno firmato il decreto che approva l’elenco degli interventi. Tale finanziamento si va a sommare ai fondi del Pon Cultura e disponibili per il Museo di Capo Colonna (circa 1 milione di euro). È un’ottima notizia che riguarda un luogo che mi sta molto a cuore la cui vicenda ho seguito con attenzione».  E conclude: «Ora tocca alla Regione Calabria che deve fare la sua parte e provvedere a emanare bandi chiari e in tempi brevi. Si tratta di un’occasione unica per la nostra città e per l’intera Calabria per la riqualificazione di un’area importante sul piano culturale e turistico. Dobbiamo valorizzare le nostre bellezze meno conosciute proprio per raggiungere gli obiettivi del Piano Strategico del Turismo».

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

carabinieri tombaroliTombaroli in azione a Capocolonna, due arresti eseguiti dai Carabinieri. Nel pomeriggio di ieri, i militari della Compagnia Carabinieri di Crotone durante il pattugliamento della zona di Capocolonna di una gazzella del Nucleo Operativo hanno notato un'autovettura sospetta parcheggiata nei pressi del Museo. Dal controllo della targa, è risultato che il mezzo era intestato ad un soggetto isolitano con precedenti penali per reati di furto di beni archeologici. I militari hanno quindi presupposto che si era in presenza di un possibile tombarolo. Data comunicazione alla Centrale operativa di Crotone, questa ha inviato sul posto due pattuglie per chiudere la possibili vie di fuga, mentre i militari in borghese hanno guadagnato a piedi un sentiero che si snoda lungo gli scogli a ridosso del mare per sorprendere gli eventuali tombaroli " dal basso". Il piano di cattura è riuscito perfettamente in quanto i militari hanno sorpreso in flagrante due tombaroli intenti a scavare delle buche a pochi metri dalla Colonna del Tempio di Hera. Gli uomini, in compagnia di un minore di anni 14, avevano con loro un metal detector, delle pale ed un busta con alcuni resti archeologici, consistenti in monete, monili e frammenti di vasi. Una volta rientrati in Caserma è stata svolta una attività minima di perizia attraverso funzionari della Sovrintendenza e del Reparto Speciale del Tpc di Cosenza, a seguito della quale, dopo aver informato il pm di turno. Sono così stati dichiarati in arresto Giuseppe Rodio, di 36 anni, e Francesco Godano, di 29 anni, entrambi isolitani ed entrambi noti per la loro attività "extraprofessionale". I soggetti sono stati tradotti in regime di arresti domiciliari in attesa della udienza di convalida avvenuta questa mattina.

 

 

 

Pubblicato in Cronaca

vela migrantiUna barca a vela con 33 migranti a bordo è stata intercettata la notte scorsa da due vedette della sezione operativa navale della Guardia di finanza di Crotone, in pattugliamento nello Ionio, in prossimità di Capo Colonna. Dopo aver abbordato il natante, che era condotto da due ucraini, i finanzieri hanno scoperto sottocoperta i migranti. Il veliero - un bialbero di 14 metri battente bandiera statunitense di Delaware con nome 'Bombero' - è stato condotto a Crotone e gli immigrati sono stati accolti dall'apparato predisposto dalla Prefettura. Al termine delle indagini, condotte dai finanzieri e dalla squadra mobile della Questura, i due ucraini sono stati arrestati. Tra le 33 persone che hanno viaggiato, per cinque giorni, sulla barca c'erano 9 minori e 10 donne. I migranti provenivano da Yemen, Somalia, Nepal, Afghanistan, Iran e Iraq. Il viaggio sarebbe partito da Izmir, in Turchia, a un costo di 8.000 dollari ciascuno. Nell’ultima settimana sono tre gli eventi, nella fascia dell’alto Jonio calabrese, che hanno riguardato migranti irregolari trasportati da “caronti” ucraini e, infatti, proseguono gli approfondimenti d’indagine, da parte delle Fiamme Gialle, per individuare l’organizzazione che, con tale sistematico modus operandi, lucra sul trasporto di persone che fuggono da paesi in guerra.

 

 

 

 

 

Salva

Pubblicato in Cronaca
Pagina 5 di 12