Domenica, 17 Gennaio 2021

ATTUALITA' NEWS

capocolonna12«Apprendiamo con grande dispiacere, ma anche con indignazione, che il sito di Capo Colonna viene utilizzato come parcheggio per le macchine degli sposi. A loro naturalmente auguriamo di cuore di essere felici per sempre, ma non è possibile continuare ad assistere a questo assurdo e incomprensibile utilizzo di un bene che appartiene a tutti, calabresi e non». Lo affermano, in una nota, l'ex ministro Maria Carmela Lanzetta, presidente dell'associazione "Umberto Zanotti Bianco", e Giovanni Scarfò, socio di Italia Nostra, riferendo che «ieri sono stati celebrati i primi matrimoni per i quali è stato necessario prenotarsi già alcuni mesi fa. Altri ce ne saranno da qui a tutto ottobre». La "location" del piccolo santuario di Capo Colonna, dove viene venerata da secoli la Madonna con il nome dell'omonima storica località, è da sempre, infatti, molto richiesta per il fatidico "sì". Ne fanno un luogo eletto sia la devozione che i crotonesi, e non solo, portano per questa Icona, che la bellezza di questo lembo di terra incuneato nello Jonio e ricompreso nel parco archeologico che ha nella colonna superstite del tempio di Hera Lacinia il simbolo più conosciuto. «Sarebbe un grandissimo momento di sensibilità culturale se le prossime coppie di sposi - aggiungono Lanzetta e Scarfò - dessero un segnale di condivisione per la salvaguardia e la valorizzazione del sito, rifiutando di utilizzare la spianata come parcheggio e chiedendo come regalo di nozze anche la rimozione del cemento». In effetti, da alcune settimane hanno avuto inizio i lavori di smantellamento della base in cemento elettrosaldata con la quale erano state coperte le tracce di un insediamento di epoca romana, dopo le polemiche suscitate anche a livello nazionale. La zona antistante il piccolo santuario, pertanto, è in parte recintata per consentire lo svolgimento dei lavori e, comunque, c'è lo spazio per giungere a piedi fino alla chiesetta, poco distante. Le auto degli sposi, secondo quanto è stato possibile apprendere, ieri si sono fermate comunque prima delle transenne che delimitano il cantiere. Il problema sembra essere piuttosto un altro e va ben al di là di un corteo nuziale. Sono abitualmente molte, infatti, le auto che non rispettano, d'estate come in tutte le altre stagioni dell'anno, il divieto di inoltrarsi nel Parco archeologico, del quale la chiesetta fa parte, e lo fanno percorrendo una strada che non è fatta per le auto, ma soltanto per i pedoni. In questo periodo estivo poi sono tanti i bagnanti che la utilizzano per poi a scendere a mare lungo le scogliere vicine. A farsi beffa dei divieti, alla fine, non sono solo gli sposi che, al massimo, rischiano di rallentare un pò i lavori in corso.

 

 

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Le associazioni Gettini di Vitalba e Sette soli hanno inoltrato all'Amministrazione comunale di Crotone una missiva che ha come oggetto l'utilizzo dei fondi Pac per il sito archeologico dell'Antica Kroton. Nel documento, visto lo "scarso interesse turistico" dell'area, viene avanzata la richiesta di far confluire i circa 62 milioni del Piano di azione e coesione verso altri siti "piu' promettenti". Tra questi, il sito archeologico di Capo Colonna, Piazza B. Villaroja, il Castello di Carlo V, i casali sette-ottocenteschi e alcuni casali, tra cui quello dei Cappuccini. Il sindaco Peppino Vallone avrebbe inoltre, a seguito di una riunione in Prefettura, deciso di destinare una parte dei finanziamenti di Antica Kroton per il teatro comunale e per la manutenzione di alcune strade, scelta ritenuta poco adatta dai componenti delle due associazioni e in particolare da Linda Monte (Gettini di Vitalba) e Margherita Corrado (Sette soli), che hanno proposto di far confluire le risorse verso il sito di Capo Colonna e verso gli altri edifici di rilevanza storico-artistica menzionati.

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Due associazioni chiedono alle autorità competenti chi ha dato e se c'è l'autorizzazione all'installazione.

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È convocata per domani alle ore 16.30 in prima convocazione la riunione del Consiglio comunale di Crotone. All'ordine del giorno l'approvazione del rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2014 e la situazione delle problematiche dell'aeroporto Sant'Anna. Il Consiglio comunale sarà nuovamente convocato in sessione straordinaria – seduta pubblica per martedì (12 maggio) sempre alle 16:30 nella Sala Consiliare (e, ove occorra, in 2^ convocazione per il giorno, mercoledì 13 maggio alla stessa ora) per la discussione su Capo Colonna e relative determinazioni.

 

 

 

 

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Il titolare del dicastero ai Beni culturali ha risposto a un'interrogazione del senatore Enrico Buemi (Psi).

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bonomi affidato vazzanoC’è l’ok alla rimozione del manto di cemento che ricopre l’antico Foro romano a Capocolonna. Lo ha reso noto stamattina Simonetta Bonomi, soprintendente del Veneto e fino a poco tempo fa, soprintendente archeologica della Calabria. Dopo il presidio di un comitato spontaneo di cittadini, affiancato da alcuni gruppi di ambientalisti, da associazioni tra cui Gettini di Vitalba e da aderenti al Movimento pentastellato, durato per settimane, è arrivata perciò l’attesa notizia. Il piazzale che tanto ha fatto discutere in questi mesi verrà dunque demolito e sarà reso di nuovo visibile il pavimento dell’antico Foro Romano adiacente al Sacrato della chiesetta dedicata alla Madonna di Capocolonna, situata a strapiombo della scogliera del Lacinio, oggetto purtroppo di movimenti franosi dovuti a fenomeni di subsidenza. Davanti alla chiesa c’è un sacrato molto piccolo, perciò la soprintendenza aveva pensato di creare uno spiazzo di cemento calpestabile. Sarà stato anche comodo e spazioso ma i cittadini non hanno gradito questa colata di cemento sull’area del Parco archeologico, sopra il Foro romano, in un luogo simbolo dell’antica polis magno-greca di Kroton e meta del pellegrinaggio annuale dedicato alla Madonna di Capocolonna, che di miracoli in questi secoli ne ha fatti già tanti... L’importanza del Foro romano resta indiscussa, dal momento che questo spazio doveva rappresentare il fulcro di tutta la zona romana (che si sviluppò sovrapponendosi in parte a quella greca), di cui rimangono numerose testimonianze in tutto il promontorio, ad iniziare dalle mura in opus reticulatum, visibili all’esterno del recinto sacro dedicato alla dea Hera. Simonetta Bonomi lo ha annunciato a margine di una conferenza stampa sulla presentazione della Mostra orafa del maestro Michele Affidato, che si terrà all’interno del Museo archeologico nazionale di Crotone. Il piazzale verrà “liberato” dopo la festa di Capocolonna, quindi dopo l’annuale pellegrinaggio durante il quale il quadro della Madonna viene trasportato a braccia e seguito da migliaia di fedeli dal Duomo della città fino al promontorio lacinio, per un tragitto molto suggestivo lungo sette chilometri, di notte, la terza domenica di maggio. Bonomi, in qualità di rup (responsabile unica del procedimento) del progetto oggetto della protesta, ha ieri effettuato un sopralluogo sul piazzale insieme al direttore generale del Ministero dei beni culturali Gino Famiglietti, durante il quale sono state eseguite alcune prove per verificare l’asportabilità del manto cementizio, senza dover ricorrere a mezzi meccanici. E’ stato verificato che il cemento può essere rimosso con l’utilizzo di una macchina ‘tagliasuolo’, con cui hanno effettuato un saggio di circa un metro quadrato. I reperti sottostanti non verranno danneggiati dalle operazioni, anche perché al disopra è stato posto uno strato di ghiaia e pietrisco dello spessore di circa 40/50 centimetri, e alcuni teli protettivi. «Su Capocolonna ottenuta una straordinaria vittoria», affermano intanto i parlamentari del Movimento 5Stelle, che aggiungon: «Quando sarà bonificato il sito archeologico di Capocolonna celebreremo coi cittadini il trionfo della cultura sull'ignoranza del governo». I parlamentari M5S Paolo Parentela, Dalila Nesci e Nicola continuano: «Sapevamo di avere cittadini e buon senso dalla nostra. Dopo mesi di protesta sui cantieri, per le strade e nelle aule parlamentari, finalmente siamo riusciti a ottenere una straordinaria vittoria, merito anche dei cittadini che hanno protestato a oltranza. Ora si dia spazio a proposte che rivalutino il patrimonio archeologico calabrese». «Lo scempio al sito di Capocolonna – concludono i parlamentari - ha avuto rilevanza nazionale. La figuraccia del governo Renzi e delle autorità regionali e' palese. Adesso Dario Franceschini lasci il suo posto di ministro dei Beni culturali a persona più capace e, soprattutto, non bugiarda».

 

 

 

 

 

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