Giovedì, 22 Ottobre 2020

ATTUALITA' NEWS

Le associazioni Gettini di Vitalba e Sette soli hanno inoltrato all'Amministrazione comunale di Crotone una missiva che ha come oggetto l'utilizzo dei fondi Pac per il sito archeologico dell'Antica Kroton. Nel documento, visto lo "scarso interesse turistico" dell'area, viene avanzata la richiesta di far confluire i circa 62 milioni del Piano di azione e coesione verso altri siti "piu' promettenti". Tra questi, il sito archeologico di Capo Colonna, Piazza B. Villaroja, il Castello di Carlo V, i casali sette-ottocenteschi e alcuni casali, tra cui quello dei Cappuccini. Il sindaco Peppino Vallone avrebbe inoltre, a seguito di una riunione in Prefettura, deciso di destinare una parte dei finanziamenti di Antica Kroton per il teatro comunale e per la manutenzione di alcune strade, scelta ritenuta poco adatta dai componenti delle due associazioni e in particolare da Linda Monte (Gettini di Vitalba) e Margherita Corrado (Sette soli), che hanno proposto di far confluire le risorse verso il sito di Capo Colonna e verso gli altri edifici di rilevanza storico-artistica menzionati.

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Due associazioni chiedono alle autorità competenti chi ha dato e se c'è l'autorizzazione all'installazione.

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È convocata per domani alle ore 16.30 in prima convocazione la riunione del Consiglio comunale di Crotone. All'ordine del giorno l'approvazione del rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2014 e la situazione delle problematiche dell'aeroporto Sant'Anna. Il Consiglio comunale sarà nuovamente convocato in sessione straordinaria – seduta pubblica per martedì (12 maggio) sempre alle 16:30 nella Sala Consiliare (e, ove occorra, in 2^ convocazione per il giorno, mercoledì 13 maggio alla stessa ora) per la discussione su Capo Colonna e relative determinazioni.

 

 

 

 

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Il titolare del dicastero ai Beni culturali ha risposto a un'interrogazione del senatore Enrico Buemi (Psi).

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bonomi affidato vazzanoC’è l’ok alla rimozione del manto di cemento che ricopre l’antico Foro romano a Capocolonna. Lo ha reso noto stamattina Simonetta Bonomi, soprintendente del Veneto e fino a poco tempo fa, soprintendente archeologica della Calabria. Dopo il presidio di un comitato spontaneo di cittadini, affiancato da alcuni gruppi di ambientalisti, da associazioni tra cui Gettini di Vitalba e da aderenti al Movimento pentastellato, durato per settimane, è arrivata perciò l’attesa notizia. Il piazzale che tanto ha fatto discutere in questi mesi verrà dunque demolito e sarà reso di nuovo visibile il pavimento dell’antico Foro Romano adiacente al Sacrato della chiesetta dedicata alla Madonna di Capocolonna, situata a strapiombo della scogliera del Lacinio, oggetto purtroppo di movimenti franosi dovuti a fenomeni di subsidenza. Davanti alla chiesa c’è un sacrato molto piccolo, perciò la soprintendenza aveva pensato di creare uno spiazzo di cemento calpestabile. Sarà stato anche comodo e spazioso ma i cittadini non hanno gradito questa colata di cemento sull’area del Parco archeologico, sopra il Foro romano, in un luogo simbolo dell’antica polis magno-greca di Kroton e meta del pellegrinaggio annuale dedicato alla Madonna di Capocolonna, che di miracoli in questi secoli ne ha fatti già tanti... L’importanza del Foro romano resta indiscussa, dal momento che questo spazio doveva rappresentare il fulcro di tutta la zona romana (che si sviluppò sovrapponendosi in parte a quella greca), di cui rimangono numerose testimonianze in tutto il promontorio, ad iniziare dalle mura in opus reticulatum, visibili all’esterno del recinto sacro dedicato alla dea Hera. Simonetta Bonomi lo ha annunciato a margine di una conferenza stampa sulla presentazione della Mostra orafa del maestro Michele Affidato, che si terrà all’interno del Museo archeologico nazionale di Crotone. Il piazzale verrà “liberato” dopo la festa di Capocolonna, quindi dopo l’annuale pellegrinaggio durante il quale il quadro della Madonna viene trasportato a braccia e seguito da migliaia di fedeli dal Duomo della città fino al promontorio lacinio, per un tragitto molto suggestivo lungo sette chilometri, di notte, la terza domenica di maggio. Bonomi, in qualità di rup (responsabile unica del procedimento) del progetto oggetto della protesta, ha ieri effettuato un sopralluogo sul piazzale insieme al direttore generale del Ministero dei beni culturali Gino Famiglietti, durante il quale sono state eseguite alcune prove per verificare l’asportabilità del manto cementizio, senza dover ricorrere a mezzi meccanici. E’ stato verificato che il cemento può essere rimosso con l’utilizzo di una macchina ‘tagliasuolo’, con cui hanno effettuato un saggio di circa un metro quadrato. I reperti sottostanti non verranno danneggiati dalle operazioni, anche perché al disopra è stato posto uno strato di ghiaia e pietrisco dello spessore di circa 40/50 centimetri, e alcuni teli protettivi. «Su Capocolonna ottenuta una straordinaria vittoria», affermano intanto i parlamentari del Movimento 5Stelle, che aggiungon: «Quando sarà bonificato il sito archeologico di Capocolonna celebreremo coi cittadini il trionfo della cultura sull'ignoranza del governo». I parlamentari M5S Paolo Parentela, Dalila Nesci e Nicola continuano: «Sapevamo di avere cittadini e buon senso dalla nostra. Dopo mesi di protesta sui cantieri, per le strade e nelle aule parlamentari, finalmente siamo riusciti a ottenere una straordinaria vittoria, merito anche dei cittadini che hanno protestato a oltranza. Ora si dia spazio a proposte che rivalutino il patrimonio archeologico calabrese». «Lo scempio al sito di Capocolonna – concludono i parlamentari - ha avuto rilevanza nazionale. La figuraccia del governo Renzi e delle autorità regionali e' palese. Adesso Dario Franceschini lasci il suo posto di ministro dei Beni culturali a persona più capace e, soprattutto, non bugiarda».

 

 

 

 

 

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amianto guardia costieraLa Capitaneria di porto di Crotone ha sequestrato una ventina di lastre di amianto abbandonate all'interno del sito di beni culturali di Capocolonna. Nel corso di controlli il personale della Capitaneria ha scoperto i pannelli di amianto (alcuni spezzati e sfibrati), derivanti probabilmente dallo smantellamento di qualche tetto. Oltre all'amianto è stata sequestrata anche l'intera area in cui è avvenuto il ritrovamento. Del sequestro è stata informata la Procura della Repubblica di Crotone. , la Capitaneria ha immediatamente predisposto dei controlli a seguito di una segnalazione di abbandono di rifiuti. L'area è stata delimitata con nastri segnaletici e un cartello monitore indicante la pericolosita' dei rifiuti depositati per il potenziale rischio per la salute di chi vi transita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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