Giovedì, 22 Ottobre 2020

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capocolonna11Un happening a metà tra manifestazione di protesta e lezione a cielo aperto, in materia di tutela dei beni culturali. E' stata soprattutto questo la manifestazione promossa oggi pomeriggio nell'area archeologica di Capo Colonna a Crotone dove tanti cittadini si sono ritrovati rispondendo all'appello lanciato dall'hastag #salviamocapocolonna. L'iniziativa è stata organizzata per protestare contro il progetto di Comune e Soprintendenza archeologica della Calabria per la realizzazione di un selciato di fronte al Santuario della Madonna di Capo Colonna, dove nei mesi scorsi sono venuti alla luce manufatti di epoca romana. Ed è proprio l'interramento di quelle tracce di edifici ad essere osteggiato dai tanti che si dividono, incuranti del vento che spazza il capocolonna10promontorio sul mare, tra quanti ascoltano musica di band locali e quanti, invece, seguono in religioso silenzio le spiegazioni dell'archeologa Margherita Corrado sui tesori che questo lembo di terra custodisce. Una visita guidata ad un "museo" che si sviluppa all'ombra della colonna dorica superstite del tempio di Hera Lacinia, che racchiude, come in un libro a cui siano state aggiunte altre pagine, testimonianze di altre epoche successiva a quelle greche. La mobilitazione va avanti da 5 giorni. La zona è presidiata, a rotazione, da un gruppo di cittadini: la notte scorsa erano una cinquantina coloro che hanno "vegliato" su Capo Colonna. E stanotte sarà lo stesso. A spiegare il no ai lavori è la stessa Corrado dell'Associazione Sette Soli che, assieme all'associazione Gettini di Vitalba, ha sollevato il caso. «Contestiamo il fatto - afferma - che si sia decisa, per quanto riguarda l'area antistante la chiesa, una pavimentazione stabile. Il che significa che tra la pavimentazione stessa ed i resti venuti alla luce da settembre a dicembre viene steso un massetto di cemento con rete termosaldata. Noi crediamo che trovandoci nel cuore dell'abitato romano, ed avendo quegli scavi portato alla luce quel che resta del foro, si debba, anche a costo di smontare quello finora realizzato, dare la possibilità a questi resti di essere fruiti dai cittadini».

 

 

 

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nicodemo oliverio«Ci sentiamo di consigliare a chi ricopre importanti e alti livelli istituzionali, maggiore prudenza nell'esprimere giudizi che appaiono frettolosi e privi di qualsiasi fondamento [LEGGI ARTICOLO]. Nel nostro impegno parlamentare, garantiremo la massima vigilanza affinché sia sempre tutelato e garantito il patrimonio archeologico calabrese, in particolare quello di Capo Colonna, che senza dubbio rappresenta il cuore e le radici della nostra storia». Lo afferma, in una nota, il deputato del Pd, Nicodemo Oliverio. «Non appena a conoscenza della vicenda dei lavori della Soprintendenza presso l'Area archeologica di Capo Colonna - prosegue Oliverio - abbiamo interessato il ministero dei Beni culturali, affinché venisse verificato l'iter relativo ai lavori. Il ministero si è immediatamente mosso per effettuare ogni verifica di sua competenza». «Abbiamo appreso notizia - sostiene il parlamentare - dell'intervento della Soprintendenza regionale che si è assunta ogni responsabilità e ha fornito tutte le garanzie in merito alla salvaguardia del patrimonio archeologico dell'area interessata di Capo Colonna. Siamo altresì convinti della serietà dell'azione amministrativa del sindaco Vallone e della giunta comunale di Crotone, che hanno sempre agito a difesa del patrimonio storico e architettonico del territorio. E di questo ne sono personalmente testimone. Mentre nessuna responsabilità - conclude - gli si può addebitare nel merito dei lavori di Capo Colonna».

 

 

 

 

 

 

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vallone giuntaIl primo cittadino ha ricordato che il progetto è frutto di un Accordo di programma quadro risalente al 2009 con la Soprintendenza e la Regione che è stato finanziato per un importo di 2,5 milioni di euro.

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Il sindaco di Crotone non ha mandato giù le esternazioni rilasciate ieri dalla detentrice del dicastero per gli Affari regionali sui lavori in corso nell'area archeologica pitagorica.

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capocolonna6Nel frattempo anche il ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta ha scritto al collega di governo Dario Franceschini chiedendo un suo intervento.

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«Ciò che colpisce - scrive la Cgil di Crotone - nella vicenda "cemento a Capo colonna " è il movimento spontaneo nato intorno al fatto. Una dimostrazione , al di la poi dell'appartenenza a formazioni politiche e ad associazioni varie, di attaccamento al patrimonio storico culturale della nostra terrà . Una riappropriazione di un tema su cui purtroppo spicca l'assenza della politica che conta. Da questa ci si aspetterebbe una doverosa risposta che, invece, non arriva, anzi non perde occasione per confermare la propria lontananza dai problemi che affliggono il territorio. L'altra cosa che colpisce, infatti, è la sensazione che se ne trae. Da tre giorni - commenta il sindacato - insiste un presidio sulla zona e, chissà perché, si nota un movimento nelle alte sfere istituzionali (ministri e parlamentari) che si affannano a chiedere e a capire, ma non si riesce a vedere alcuna reazione nelle rappresentanze politiche locali. Certo - prosegue - sarà per confermare che si può brillare anche per assenza. La Cgil di Crotone si è da subito schierata con quanti hanno inteso manifestare il proprio dissenso sull'opera di cementificazione di un'area archeologica che, oltre a necessitare di attenzione ed investimenti appropriati, rappresenta la storia e la radice della nostra cultura. Bene avrebbero fatto, gli uffici locali interessati, a precipitarsi sul posto, chiarire ed eventualmente bloccare essi stessi i lavori fino alla definizione del caso. Ed invece - fa notare il sindacato - chi è lì da tre giorni sa solo che la colata di cemento è una cosa ingiusta, brutta e offensiva agli occhi di chi vuole difendere quel patrimonio. E fin qui non ci sono state risposte e giustificazioni alla scelte di lastricare anziché proteggere e valorizzare l'area. Di chi è la responsabilità? Chi doveva evitare lo scempio e non l'ha fatto? La Cgil - conclude la nota - attende, assieme ai ragazzi e ai cittadini di Crotone, di conoscere le risposte».

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