Martedì, 29 Settembre 2020

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«La classe politica crotonese concentri l'attenzione sui problemi del territorio e provi a fermare la desertificazione occupazionale in atto». È auspica in una nota la segreteria Cgil dell’area vasta Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.

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«La Regione applichi le sue stesse ordinanze a partire dalla numero20, in merito allo screening degli operatori sanitari e il monitoraggio delle strutture residenziali. Non farlo minerebbe ulteriormente la credibilità istituzionale, già messa a dura prova dalle recenti dimissioni del capo della Prociv a seguito delle note vicende».

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ospedale«Una boccata di ossigeno sì, ma anche un ulteriore indebolimento del sistema sanitario regionale e territoriale, solo così si può tentare di leggere l’ultimo Dca del commissario Cotticelli, il 135, recante disposizioni per l’assunzione di 429 operatori nelle varie aziende sanitarie della regione». È la dichiarazione stampa congiunta di Raffaele Mammoliti e Franco Grillo segretari generali della Cgil e Fp-Cgil area vasta (Cz-Kr-Vv).
«Un decreto – commentano – che, presentato in maniera roboante, in effetti non fa altro che sanare alcune assunzioni già effettuate, non dispone nuove assunzioni di personale se non quelle previste dai decreti della precedente gestione e che avevamo già considerato insufficienti a risolvere la drammaticità degli ospedali regionali. In alcuni casi poi, vedi Asp di Catanzaro (11 Assunzioni), Asp di Crotone (4 Assunzioni) e Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio (16 assunzioni) sembrano rappresentare una beffa oltre che un danno per la garanzia dei Lea in quei territori».
«Al Pugliese Ciaccio – incalzano Mammoliti e Grillo –, ospedale di riferimento regionale, sulle 16 assunzioni autorizzate ben 6 sono di carattere amministrativo e le altre di fatto non tengono assolutamente conto del fabbisogno indicato dall’attuale direttore generale, che in una nota durissima indirizzata all’ufficio del commissario indica in ben 149 le figure, distinte per profili professionali, di cui l’Azienda ha urgente bisogno per continuare ad erogare alcuni servizi sanitari, pena la sospensione degli stessi. Ci interesserebbe poi conoscere come saranno reclutati i due dirigenti avvocato previsti nelle autorizzazioni al Pugliese Ciaccio visto che la procedura concorsuale attualmente in piedi e relativa ad un concorso che noi avevamo pesantemente contestato, ad oggi, per vicende note, risulta essere sospesa».
«A Crotone, poi, non tenendo – spiegano – assolutamente in considerazione le uscite per quiescenza del personale in servizio, sulle 4 assunzioni autorizzate una riguarda addirittura un chirurgo angioplastico che non sappiamo a cosa possa essere adibito considerando che la struttura ospedaliera del San Giovanni di Dio è priva, ad oggi, nonostante le innumerevoli rivendicazioni territoriali, di un reparto di emodinamica».
«Stesso destino – stigmatizzano – per l’Asp di Catanzaro che dovendo servire un territorio molto ampio, e con fuoriuscite dal lavoro numericamente rilevanti, con le 11 assunzioni autorizzate non avrà neanche il tempo di leccarsi le ferite prodotte dalla emergenza in cui versa. Discorso un po’ diverso per quanto riguarda l’Asp di Vibo Valentia e per l’Azienda Mater Domini: lì in effetti una boccata di ossigeno arriva con le autorizzazioni previste anche se non risolutive».
«In particolare l’Asp di Vibo – entrano ancora più nel merito –, che oggi versa in una situazione drammatica, nonostante le 89 autorizzazioni previste, e nonostante gli sforzi che dovrà fare, nel prossimo futuro non sarà comunque in grado di fornire tante prestazioni specialistiche e di cura e dovrà, come succede già oggi, richiedere l’accesso ai servizi dell’Hub di riferimento che è il Pugliese Ciaccio. E se il Pugliese Ciaccio, per le cose che abbiamo appena detto, continuerà a rimanere indebolito dalle scelte sin qui fatte dall’Ufficio del Commissario, paradossalmente anche quella boccata di ossigeno della Asp di Vibo si trasformerà in un agguato mortale per la sanità di quel territorio».
«Sostanzialmente – commentano amaro – l’Area centro della Calabria, quella più di altre deputata a nostro avviso ad essere riferimento per l’offerta di salute della nostra Regione, (non sarà un caso se è proprio in quest’area che si discute della integrazione tra l’università e l’Ao Pugliese Ciaccio per realizzare un polo sanitario di interesse non solo regionale) ne esce fortemente penalizzata e depotenziata».
«Per chiudere – incalzano Mammoliti e Grillo – definiamo ancora più incomprensibile la parte del decreto che impone la chiusura dei rapporti di lavoro flessibile e, di conseguenza, il licenziamento dei precari, in una situazione in cui forze sociali ed istituzioni stanno tentando di dare soluzione alle tante figure interessate e che allo stato risultano essere indispensabili per il mantenimento dei Lea nei nostri presidi, ad iniziare dalla Ao Pugliese Ciaccio».
«Ci sembra oramai improcrastinabile – esorta la Cgil – una azione da parte dei sindaci di tutta l’area centro della Calabria che, se vogliono continuare a dare garanzie sulla sostenibilità dell’offerta di salute ai propri cittadini devono incominciare a pensare che rispetto alla straordinaria emergenza che si è determinata si può solo rispondere con azioni straordinarie e di grande responsabilità».
«Nessuna lamentela – concludono – rispetto alle assunzioni previste quindi, ma una necessaria riflessione sui criteri utilizzati per le scelte adottate e sulle ricadute delle stesse sul sistema sanitario calabrese e sui bisogni di salute delle nostre popolazioni che ci portano a rivolgere un invito al Sindaco della città capoluogo di regione a che possa convocare sin dalle prossime ore un incontro con i sindaci delle città capoluogo di provincia dell’area centrale e il management delle aziende ospedaliere e sanitarie di quei territori per intraprendere azioni comuni e far fronte al disastro che da anni ormai si perpetra nei confronti di quei territori».

 

 

 

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cgil area vasta congresso«Nel leggere stamattina l’editoriale sulla testata “La Provincia KR - crotonese” ci siamo sorpresi e rammaricati difronte alle affermazioni quanto meno ingenerose, ma soprattutto non rispondenti alla realtà, mosse dall’estensore nei confronti della Cgil». È quanto replica in una nota la Cgil dell’area vasta di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.
«Il giornale – scrive la Cgil – lamenta infatti una supposta assenza della nostra organizzazione dalle questioni sociali che riguardano la città. Nel rispetto delle prerogative giornalistiche e, naturalmente, della libertà di informazione ed opinione, vorremmo però precisare che la Cgil non solo non ha ammainato alcuna bandiera ma, come sempre, è presente ed affianca i lavoratori nelle mille vertenze che investono il territorio crotonese. E’ presente e promuove incontri con le istituzioni, con le associazioni, con le imprese, con il tessuto produttivo della città. Non ci risulta che ci siano state iniziative di protesta o mobilitazioni a cui la nostra organizzazione non abbia assicurato la presenza ed il necessario contributo di idee e proposte. Né sono mancate le iniziative assunte su questioni dirimenti come la bonifica, agenda urbana, antica Kroton, i contratti istituzionali di sviluppo invitando le istituzioni ad avviare tavoli di contrattazione sociale per assicurare al territorio le migliori soluzioni di investimento e rivendicando concrete ricadute occupazionali. Questioni come la sicurezza sul lavoro, il diritto alla mobilità, il diritto alla salute dei cittadini crotonesi sono sul tavolo di lavoro della Cgil ogni giorno. La stessa questione relativa ai rifiuti e all’ampliamento delle discariche crotonesi, richiamata dal giornale, è stata più volte oggetto della riflessione della Cgil che ha puntualmente denunciato, anche pubblicamente, un arretramento delle politiche regionali sulla annosa questione dei rifiuti, a causa delle quali si è passati da un piano regionale che prevedeva “discariche zero” alla sua assoluta negazione, per ritrovarsi ancora nella solita emergenza di sempre che fa riproporre alla politica le solite soluzioni a danno dei territori già duramente sfruttati a prescindere dalla loro conclamata fragilità ambientale. Non è mancata, né mancherà, la presenza della Cgil alle iniziative degli studenti sul clima. Presenza che non è mai di facciata ma concreta ed innegabile. E, se tutte le cose dette sono dunque innegabili anche dallo stesso giornalista, allora accettiamo di buon cuore le critiche mosse da Gaetano Megna e vogliamo considerarle come uno stimolo a fare di più e meglio, cosa che ci sentiamo di assicurare perché per la nostra città mai nulla è abbastanza e, nel contempo però, vorremmo chiedere alla stessa testata giornalistica (che per onor del vero non ha mai inteso ospitare le nostre prese di posizione né ha mai partecipato alle nostre iniziative) di non fermarsi alla superficie delle cose e soprattutto di non voltarsi dall’altra parte quando è in giro con la propria telecamera. Le bandiere della Cgil ci sono, sventolano come prima, certe volte, però, non le vede chi non le vuole vedere».

 

Siete tra i pochi a non essersi accorti delle bandiere ammainate. C’è stata un’ordinanza con la quale Mario Oliverio ha deciso l’ampliamento della discarica di Columbra e non avete detto nemmeno una parola. Sino a qualche anno fa la Cgil è stata protagonista delle lotte ambientali oggi, invece, aspettate di essere invitati alle manifestazioni organizzate da altri. I cittadini e le associazioni sono entrate in azione e, in questa fase, il silenzio della Cgil è stato assordante. La Cgil è un patrimonio di questo territorio, e per questo occorre prendete atto che c’è bisogno di tirare fuori dai cassetti polverosi le bandiere rosse e scendere in mezzo alla gente. Non si può pensare solo agli equilibri di potere e alle vertenze. È ingeneroso, infine, lamentare da questa Testata lo spazio e l'attenzione per le vicende, le battaglie e gli enventi pubblici condotti dalla Cgil a partire dal 1994 (anno di fondazione di questo giornale che è avvenuta proprio in ambienti interni alla Camera del lavoro di Crotone) a oggi... Chi scrive, o non ha visto, o molto più verosimilmente non si è nemmeno preoccupato di documentarsi a tal proposito!

g.m.

 

 

 

 

 

 

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cgil crotone manifestazione cittadellaLa Cgil di Crotone grande assente sulle questioni sociali. C’era una volta la Cgil? Forse sì, perché sulle questioni che riguardano i temi fondamentali della provincia di Crotone non parla più. Non ha detto una sillaba sulle vicende ambientali, che l’hanno vista protagonista sino a qualche mese fa. Le associazioni e i cittadini di Crotone si stanno organizzando per chiedere l’annullamento dell’ordinanza emessa dal governatore della Calabria che di fatto condanna Crotone a diventare, ancora una volta, la pattumiera della Calabria. Il problema non è l’avere sancito l’aumento della capacità della discarica di Columbra di 120.000 tonnellate, ma la mancanza di un progetto per risolvere la questione dello smaltimento dei rifiuti in Calabria. Mancando questo progetto l’ordinanza rappresenta la linea su cui intervenire per governare l’emergenza rifiuti anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Il rischio è che le 120.000 tonnellate possano moltiplicarsi e diventare milioni. Senza un progetto che trova ed indichi la soluzione definitiva Crotone rischia di soccombere sotto il peso della monnezza. Associazioni e cittadini hanno compreso il rischio che si corre in questo momento e si sono mobilitati. Ci si aspettava che anche la Cgil dicesse presente. Sulle questioni ambientali, in passato, il sindacato di Landini era stato sempre in prima fila. Oggi è totalmente assente. Assenza non giustificata. Mancano le bandiere rosse e soprattutto mancano le idee. Non è, quindi, un problema sentimentale. C’è bisogno che la Cgil, insieme agli altri sindacati, torni a essere protagonista delle questioni che riguardano la vita dei cittadini della provincia di Crotone. Non si può pensare solo alla gestione del Caf e delle pratiche di pensioni. In questo modo il sindacato muore e a pagare il prezzo più alto è la popolazione. C’è bisogno di riprendere il bandolo della matassa e c’è bisogno di rivedere le bandiere dei sindacati sventolare al fianco dei cittadini e delle associazioni che hanno deciso di difendere la città e il suo territorio dagli attacchi che arrivano dai “commercianti” di monnezza.

 

 

 

 

 

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inps crotone«Alla sede Inps di Crotone bisogna rimuovere incertezze e rischi di ridimensionamento». È quanto chiede la segreteria Cgil dell’a Area vasta Cz-Kr-Vv.
«Apprendiamo che la sede Inps di Crotone – spiegano – ha provveduto all’assunzione di 10 nuove unità di personale. Una boccata di ossigeno salutare per l’Ente crotonese che, negli ultimi anni, aveva vissuto un pesante ridimensionamento di organico con conseguente trasferimento in altre sedi regionali di importanti attività prima regolarmente svolte in loco. Prestazioni come la malattia agricola, le autorizzazioni agli assegni familiari, la cassa integrazione, la maternità a conguaglio, sono state dirottate, in questi anni, alla sede Inps di Reggio Calabria.

Così come, del resto, era già avvenuto in passato per le pratiche di convenzioni internazionali, pubbliche e private. Abbiamo più volte espresso la nostra forte preoccupazione per il ritardo con cui si sta procedendo, ad esempio, alla liquidazione dell'indennità di malattia agricola, anche in considerazione dell’importante peso sociale che il reddito previdenziale riveste nella situazione economica dell’intero territorio.
Nel salutare quindi con soddisfazione le nuove assunzioni, auspichiamo che queste possano essere utili a riportare nella sede Inps di Crotone le attività trasferite e ci auguriamo che, al più presto, possano essere ripristinati tempi ragionevoli per l’erogazione delle varie indennità agli assistiti crotonesi».

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