Martedì, 19 Gennaio 2021

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incendio villaggio palumboCOTRONEI – Arrestato un uomo ritenuto l’autore dell’incendio a tre attività commerciali di Villaggio Palumbo in località Trepidò. I Carabinieri del Norm della Compagnia di Petilia Policastro e del nucleo investigativo del Comando provinciale di Crotone, hanno tratto in arresto Vincenzo Teti, nato a Cotronei di 55 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini “lampo”, sarebbe stato lui, intorno alle ore 3, ad aver cosparso di benzina l’interno dei locali commerciali denominati le “Le Cupole” presso piazzale Ampollino di Villaggio Palumbo. L’uomo avrebbe quindi dato fuoco al liquido infiammabile distruggendo un bar-ristorante, una rivendita modernariato e una bigiotteria.
Il 55enne, dopo aver cosparso di benzina l’interno dell’immobile, è rimasto travolto dalle fiamme e da alcuni detriti scagliati dall’esplosione dei vapori della benzina precedentemente disseminata, rimanendo ferito e ustionato in varie parti del corpo. L’uomo, presumibilmente per sottrarsi alla cattura, non ha fatto ricorso alle cure mediche e si è portato a casa dove è stato poi rintracciato dai militari operanti.
Le fiamme sono state domate dai Vigili del Fuoco di Petilia Policastro, alle successive ore 9. L’arrestato, a causa delle ferite e delle ustioni riportate, è stato trasferito presso l’ospedale di Catanzaro dove rimarrà a disposizione della Procura della Repubblica di Crotone.

 

 

 

 

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incendio villaggio palumboCOTRONEI - Un incendio, la cui origine non è stata ancora accertata, si è sviluppato nella notte in uno stabile di circa duemila metri quadrati, che ospita una serie di negozi nella località turistica silana di Villaggio Palumbo, nel territorio di Cotronei. Sul posto sono intervenuti intorno alle 3.30 i vigili del fuoco di Crotone, Petilia Policastro e San Giovanni in Fiore, che hanno trovato l'incendio in stato avanzato. Il loro intervento ha evitato che il rogo si propagasse ulteriormente. Cinque negozi, però, sono andati ugualmente distrutti. Lungo lavoro dei vigili del per bonificare l'intera zona interessata dall'incendio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Petilia Policastro e di Cotronei che hanno avviato le indagini per risalire all'origine del rogo.

 

 

 

 

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belcastro villaggio palumboCOTRONEI – «Villaggio Palumbo funziona benissimo e non ha eguali. Merita tuttavia una visione di sistema più ampia e più generale che vada oltre l'impegno del singolo privato o dell'istituzione locale».
È quanto ha ribadito il sindaco Nicola Belcastro in una nota stampa, sottolineando e rilanciando gli obiettivi che l'Amministrazione comunale intende perseguire attraverso la proposta di rendere pubblici gli impianti di risalita dell'unico impianto privato in Calabria, «investendo in modo efficace ed efficiente sulle infrastrutture esistenti per migliorarne e farne esplodere la fruibilità turistica regionale».
«Tutto esaurito nelle strutture ricettive – commenta il sindaco – e tanta neve. Location sempre più ricercata da turisti provenienti dalle vicine regioni Puglia e Basilicata, target storico. Servizi di qualità. Gli impianti prossimi al fine vita e il futuro della stagione sciistica a rischio».
«Villaggio Palumbo – ha concluso Belcastro – come destinazione turistica può crescere ulteriormente, sia in termini di capacità ricettiva che al momento non ha competitors, sia in termini di proposte di servizi che di qualità».

 

 

 

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miniescavatore carabinieriCOTRONEI – I carabinieri lo hanno trovato in possesso di un mini escavatore, privo di targa e di targhetta identificativa che, da successivi accertamenti, è risultato poi essere provento di un furto denunciato circa undici anni fa ad Aosta. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Petilia Policastro hanno per questo deunciato alla competente Autorità giudiziaria un bracciante agricolo del luogo, perché ritenuto responsabile di ricettazione. Il mezzo è risultato provento di furto denunciato nel 2008 presso la Stazione Carabinieri di Verres (AO). Il mezzo d’opera è stato posto in sequestro e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Sempre gli uomini dell’Arma hanno denunciato a Torre Melissa un 59enne del luogo per detenzione di sostanze stupefacente. In particolare l’uomo, a seguito di perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di 15 grammi di “marijuana”.

A Petilia Policastro, infine, i carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone a carico di un 53enne del luogo. L’uomo dovrà espiare un residuo di pena, poiché riconosciuto colpevole di furto aggravato commesso nel 2014. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Crotone.

 

 

 

 

 

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carabinieri gazzelle notturnaAl culmine di una rissa un cinquantacinquenne ha puntato un coltello alla gola del nipote trentenne provocandogli una lesione superficiale per poi colpire al capo con una bottiglia di vetro il fratello cinquantaduenne. Il fatto è accaduto in località Trepidò, nella Sila Crotonese, nel territorio di Cotronei. Le tre persone coinvolte nella rissa sono state arrestate dai carabinieri in servizio nella località turistica montana. Non si conoscono le ragioni che hanno provocato la rissa. Le lesioni riportate da padre e figlio non sono risultate gravi.

 

 

 

 

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nicola belcastroArchiviato il procedimento penale sulle terme di Cotronei. La richiesta del sostituto procuratore Alessandro Riello e del difensore del sindaco Nicola Belcastro e del responsabile tecnico dell'ente Antonio Urso, l'avvocato Francesco Verri, è stata accolta dal giudice per le indagini preliminari. Inconsistenti le ipotesi di abuso d'ufficio e violazione delle norme paesaggistiche inizialmente fornulate per i lavori sull'argine del fiume Neto preliminari alla realizzazione del complesso termale silano. Per il pm e per il gip "la notizia di reato è infondata". I procedimenti erano stati aperti a seguito di alcune denunce presentate dal consigliere di minoranza della precedente consiliatura, Salvatore Chimento.
Due anni di indagini della Polizia e del Noe dei Carabinieri, svariate deleghe, il sequestro dell'argine e di documentazione presso il Comune non hanno infatti portato alla luce nulla di rilevante. Le investigazioni si sono dapprima indirizzate verso i tecnici che avevano redatto il progetto di messa in sicurezza del centro termale, con esclusione quindi della responsabilità del sindaco e dell'ingegner Urso, e poi verso l'archiviazione. Infatti il pm Riello ha osservato che la difformità fra progetto ed esecuzione di una parte dell'argine, ammesso che esista in quanto "il tutto si fonda su opposte valutazioni", non ha alcun significato penale considerato fra l'altro che "non è provata in alcun modo il carattere decisivo di detta difformità ai fini del prosieguo dei lavori". L'avvocato Verri aveva sollecitato tale giudizio depositando nel fascicolo anche la sentenza del Tar Calabria che aveva annullato la nota dell'Autorità di Bacino regionale la quale, dopo il sequestro, aveva sospeso, in attesa di verifiche e accertamenti, l'approvazione della nuova carta dei vincoli idraulici nelle aree delle terme. Anche il Tar aveva infatti scritto che "non si comprende in cosa consista la difformità rilevata né essa come possa incidere sulla valutazione del rischio idraulico".
«Si mette la parola fine ad una delle più brutte pagine scritte dai soliti soggetti che miravano, e purtroppo mirano ancora, a bloccare la realizzazione di opere pubbliche funzionali allo sviluppo e alla crescita di Cotronei». È il commento del sindaco Nicola Belcastro. «La richiesta di archiviazione, riconosciuta prima dagli inquirenti, dai carabinieri del Noe, poi dal pm e infine dal gip – dichiara il sindaco - non lascia spazio a dubbi di alcun genere. Si tratta di un risultato che si aggiunge a quello ottenuto dall'Amministrazione comunale con l'annullamento, da parte del Tar, della nota del segretario dell'Autorità di bacino che sospendeva la riclassificazione dell'area termale.
«L'ex consigliere di minoranza, Salvatore Chimento – continua il primo cittadino - è stato l'esecutore materiale delle denunce (ben 5 note inviate all'Autorità giudiziaria o alle Forze dell'ordine), ma siamo certi del ruolo attivo svolto da quelli che gli erano al fianco in qualità di suggeritori e di istigatori d'odio, compreso qualche consigliere comunale dell'attuale minoranza. Un modo assurdo di fare opposizione – aggiunge – senza mai una proposta costruttiva e con la sola volontà di ostacolare a tutti i costi la realizzazione di opere fondamentali per lo sviluppo del territorio. Non già attraverso il contributo di idee nuove e diverse, bensì attraverso il ricorso all'azione giudiziaria (infondata) ed al dileggio. Lo stesso modus operandi – continua Belcastro – che l'attuale minoranza consiliare ha avuto modo di imitare e portare avanti. Ad evidenziare l'assoluta incapacità di analisi, di proposta e di valutazione politica che contraddistingue tale gruppo di minoranza».

 

 

 

 

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