Sabato, 04 Luglio 2020

ATTUALITA' NEWS

«La querelle infinita tra Sorical e Congesi è diventata insostenibile. I crotonesi sono stanchi di dover subire continui soprusi». È quanto sostengono i 19 firmatari* di una nota diffusa alla stampa che comprende esponenti del M5s, Pd e Terzo settore che richiamano l'esperienza del comitato "Acqua bene comune". «Vuoi per le perdite della rete – commentano – ormai logora e obsoleta, vuoi per questioni economiche tra l'azienda e il consorzio che gestisce appunto la distribuzione alle varie utenze, c'è sempre una scusa buona per lasciare i rubinetti dei cittadini a secco. È chiaro che parte delle responsabilità potrebbe essere imputata ad una parte dell'"utente domestico" che "non paga" o che è "abusivo"».

«Per quanto, in realtà, il dibattito sulla sostenibilità finanziaria – evidenziano – della gestione idrica sia così datato, nel Paese e in Calabria, da far pensare che il problema o i problemi possano essere altri. La Sorical, società mista a prevalente capitale pubblico con partecipazione del 53,5% della Regione Calabria e il 46,5% di Acque di Calabria Spa (100% della multinazionale francese "Veolia"), è in liquidazione da 7 anni, in gestione commissariale. Il 2019 è stato un anno terribile, di roventi polemiche politiche scaturite da assunzioni senza concorso e da uno stanziamento di ben 68 milioni da parte della Regione per non meglio specificati lavori. Tutto in periodo pre-elettorale. Ma l'attuale commissario, che è lì per "liquidare", non ne vuole sapere».

«Bisognerebbe però chiedersi – proseguono – se è davvero tutta colpa dei cittadini e dei comuni calabresi morosi o se c'è dell'altro. È facilmente reperibile, ad esempio, su varie testate giornalistiche online, una storiella molto interessante, e verificata da atti giudiziari, su spericolati investimenti finanziari, i cosiddetti derivati, fatti proprio nel periodo della crisi del 2008. Perché una società di gestione delle acque dovesse fare rischiose operazioni finanziarie del genere non si capisce e il danno pare essere considerevole. Ma dalle nostre parti, se c'è un problema, si trova "la soluzione": la gestione commissariale, che però serve solo a rendere sistemica l'emergenza stessa».

«Dieci anni fa – ricordano –, di questi tempi, erano già iniziate le prime assemblee per l'Acqua pubblica (Acqua bene comune) in tutta la Calabria e in tutto il Paese. Quel movimento avrebbe poi portato l'intera nazione a vivere un momento esaltante dal punto di vista democratico. Che cosa è rimasto di quella tornata referendaria del 2011, vinta dai "Sì" con oltre il 95% dei consensi? La maggioranza assoluta, si espresse a favore il 52% degli elettori! Nulla. Ancora oggi fino al 7% di quanto raccolto dalle società di gestione delle risorse idriche diviene profitto e continua ad andare nelle loro casse. Intanto le condotte rimangono un colabrodo, con una percentuale di risorsa persa nel tragitto che alcuni stimano sia del 50%, e che se anche non fosse realmente più alta sarebbe comunque uno spreco devastante».

«E poi ci sono – ricordano – i meravigliosi laghi silani, le dighe e gli impianti idroelettrici gestiti direttamente dalle multinazionali dell'energia. Quanto si conosce davvero della loro gestione, della gestione della risorsa idrica e del territorio circostante? Forse sono domande che bisognerebbe iniziare a porsi. Tutto ciò è diventato insostenibile, oggi più che mai dopo l'emergenza per il coronavirus. Non va bene per l'economia della Regione e dei cittadini, è criminale per questa terra che ci ospita e ospiterà i nostri figli, è irrispettoso per la democrazia e le scelte che abbiamo preso dieci anni fa come cittadini ed è ingiusto per Crotone, i crotonesi e i calabresi tutti», concludono.

*FIRMATARI

  • Andrea Correggia
  • Filippo Sestito
  • Anna Melillo
  • Rosa Anna Carvelli
  • Otello Chimenti
  • Mariapaola Ursini
  • Davide Monte
  • Emilio Pirillo
  • Paolo Sesti
  • Sara Greco
  • Giuseppe Papaleo
  • Antonio Iritale
  • Letizia Scotta
  • Alessandro Milito
  • Francesco Scuteri
  • Michele Scerra
  • Vincenzo Medici
  • Fabio Riganello
  • Leonardo Torchia

 

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«Il Comune di Crotone ha bisogno di un sindaco coraggioso e con le mani libere, in grado di affrontare subito e di petto i problemi del servizio idrico, dunque capace di imporsi sul gestore regionale Sorical, che continua a ridurre la portata dell’acqua mettendo in difficoltà il consorzio Cogesi e soprattutto la comunità locale».

Pubblicato in Politica

Nella giornata del 2 luglio scorso, personale della divisione Polizia anticrimine ha eseguito un provvedimento di sequestro (ex articolo 20 della Legge Antimafia), emesso dal presidente del Tribunale di Catanzaro (Seconda sezione penale), il quale ha disposto il sequestro ai fini della confisca dei beni nella disponibilità diretta o indiretta di Antonio Di Biase, crotonese, di 50 anni, attualmente detenuto per espiazione di condanna per associazione per delinquere di stampo mafioso, in quanto organico alla consorteria mafiosa “Vrenna-Corigliano-Bonaventura”, operante in Crotone. Il decreto in questione è scaturito da una intensa attività di indagine, consistente in accertamenti patrimoniali operati dal personale della Divisione Polizia Anticrimine della locale Questura. Il sequestro ha riguardato: due unità immobiliari ubicate nella periferia cittadina; una autovettura; alcuni buoni fruttiferi postali; e un conto corrente bancario. Il valore del sequestro è da quantificare in 160.000,00 euro circa.

Gli accertamenti patrimoniali, svolti di iniziativa dalla divisione Anticrimine, hanno preso l’abbrivio dalla sentenza di condanna definitiva, risalente al 14 gennaio 2016, della Corte di Assise di Appello di Catanzaro, attraverso cui non solo è stata ancora una volta confermata l’esistenza del locale di ‘Ndrangheta "Vrenna-Corigliano-Bonaventura", quanto piuttosto è stata certificata la partecipazione nei ruoli apicali del medesimo Antonio Di Biase, stante la sua condanna per tale imputazione alla pena di anni 9 e mesi 4 di reclusione di reclusione.

Le risultanze investigative hanno in effetti dimostrato che l’intero patrimonio del di Di Biase, denominato negli ambienti malavitosi “Fantozzi”, è in realtà frutto della sua attiva militanza ai vertici della citata organizzazione mafiosa, essendo unanimemente ritenuto un uomo di strettissima fiducia del capo-promotore Paolo Corigliano. Il 50enne, si è sempre distinto per la sua particolare scaltrezza e per la sua incondizionata fedeltà al capo dell’omonima organizzazione criminale.

Di Biase, nell’ambito della sua lunga militanza nelle fila della suddetta consorteria, oltre a commettere azioni tout court criminali, come il traffico internazionale di stupefacenti, diverse estorsioni e rapine, si è sempre avvalso del metus ‘ndranghedistico per imporre alle aziende aggiudicatrici di appalti le richieste estorsive, riuscendo ad accumulare nel corso di due lustri, a fronte di redditi modestissimi dichiarati al fisco, cospicui capitali, per poi investirli principalmente nell’acquisto di alcuni immobili che ha intestato ai suoi stretti congiunti. Lo dimostrano in maniera intangibile i beni oggetto del sequestro.

Le operazioni di notificazione e di immissione in possesso, che hanno avuto inizio nella giornata di ieri, sono perdurati per tutta la mattinata odierna, per essere ultimati nei giorni a seguire. La misura di prevenzione scaturisce da una richiesta di sequestro formalizzata dal questore di Crotone, nonché da autonome indagini patrimoniali, condotte di iniziativa dalla locale Questura. Queste ultime, infatti, vanno ad innestarsi in un progetto di riorganizzazione della locale Divisione Anticrimine e, in particolare dell’Ufficio delle Misure di Prevenzione Patrimoniali, recentemente oggetto di un rafforzamento dell’organico, ma che vede impegnato in prima persona il dirigente di quell’ufficio e un funzionario appositamente incaricato allo scopo.

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La Giustizia digitale nel Processo civile e tributario in un Convegno. L’avvocato Salvatore Rocca, presidente del Movimento Forense di Crotone e consigliere dell’Ordine degli avvocati di Crotone, per giorno 14 luglio prossimo alle ore 17 presenta un convegno telematico denominato: “La giustizia digitale nel processo civile e tributario ai tempi del Covid-19: profili di deontologia” (webinar su piattaforma Virtuale teams).

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«La settimana scorsa l’ex consigliere del M5s Andrea Correggia, dopo che da mesi lo aveva fatto intendere in modo velato (e neanche troppo), è uscito sui mezzi di informazione annunciandosi come candidato sindaco ufficiale del M5s per le amministrative di Crotone».

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«Per come da lettera di convocazione – riferisce una nota – da parte dell’Asp di Crotone, a seguito di una nostra richiesta, nella giornata odierna, abbiamo incontrato il dott. Giovanni Rossano per discutere della questione inerente gli uffici Asp, ubicati a Papanice».

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