Martedì, 19 Gennaio 2021

ATTUALITA' NEWS

capolonna proposta«Non possiamo affatto ritenerci soddisfatti sul fatto che il ministero accetti che una colata di cemento ricopra importanti reperti storici». Lo dichiarano i parlamentari M5s Paolo Parentela, Dalila Nesci, Federica Dieni e Nicola Morra, in seguito alla risposta dei Beni culturali a un'interrogazione sui lavori previsti al parco archeologico di Capo Colonna di Crotone. «Ieri - aggiungono i Cinque stelle - abbiamo inviato una lettera al ministro Franceschini, chiedendo un incontro con gli archeologi di comitati e associazioni che con precise osservazioni tecniche avviarono la protesta sul caso. Oggi il sottosegreterio Barracciu ci ha dato conferma che l'incontro richiesto avverrà a breve e che con le associazioni e i comitati si esamineranno eventuali rimodulazioni al progetto. Si tratta di un piccolo ma importante risultato parlamentare del Movimento cinque stelle, anche per il cambio di atteggiamento del sottosegretario rispetto a quanto dettoci di recente in Senato. I lavori al parco archeologico - concludono i parlamentari - non proseguiranno se non verrà nominata la nuova soprintendenza archeologica della Calabria. Dunque c'è ancora tempo per convincere il Governo a non seppellire sotto il cemento i reperti di Capo Colonna».

 

Weekend di iniziative per il comitato #salviamocapocolonna.

«Considerati i fatti - scrivono gli attivisti in un comunicato -, ovvero la risposta negativa del ministro e la continua indifferenza politica e cittadina, il comitato #salviamocapocolonna ha deciso di organizzare vari eventi nel fine settimana per stimolare, sensibilizzare e informare i cittadini sulla questione Capocolonna».

 

Programma.

  • Venerdì 6 marzo dalle 18:00 alle 21:00 saremo al Caffè Italia (banchetto informativo).
  • Sabato 7 marzo, mattina dalle 10:30 alle 13:00 e pomeriggio dalle 17:00 alle 21:00 in piazza della Resistenza (banchetto informativo).
  • Domenica 8 marzo giornata all'insegna della civiltà, della cultura e del confronto con la manifestazione: "Quale futuro per Capo Colonna?" Programma:

ore 10:00 pulizia spiaggia sotto i reperti, sempre muniti di guanti e sacchi dell'immondizia;

ore 13:00 pranzo collettivo,chi vuole può partecipare portando qualcosa da mangiare e da bere;

ore 15:00 musica e confronto. Tutte le associazioni, movimenti, etc. sono invitati ad intervenire con le loro idee e progetti;

ore 18:00 fiaccolata fino al sagrato.

 

 

 

 

 

 

 

 

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sacchetti neri cutro2Il gruppo attivisti "Gli amici di Beppe Grillo di Cutro" ha ravvisato la presenza di frammenti neri di fitocelle (sacchetti di plastica di forma cilindrica in polietilene nero, provvisti di numerosi fori laterali, che solitamente vengono utilizzati nei vivai di piante) per oltre nove chilometri dalla foce del fiume Tacina fino al villaggio Praialonga. Nel richiamare il Comune di Cutro, il Corpo forestale dello Stato e l'Arpacal a procedere con le necessarie verifiche e i relativi accertamenti di responsabilità; il meetup cutrese annuncia che il prossimo primo marzo verrà nel frattempo avviata la bonifica della costa su loro iniziativa e per questo invitano i cittadini, le scuole e le associazioni ambientaliste a partecipare alla raccolta dei sacchetti che avrà inizio domenica 1 marzo con appuntamento alle ore 09:00 presso il Lido Torrazzo a S. Leonardo di Cutro. «In questi giorni il litorale cutrese - scrive il Meetup di Cutro - mostra un paesaggio insolito, caratterizzato dalla "solita" spiaggia bianca ma pressoché ricoperta da plastica nera. Provate a fare una passeggiata sulla spiaggia: insieme allo stupore vi pervaderà anche un senso di sconforto e tanta rabbia. Sì, rabbia! Si tratta di un altro danno ambientale - rende noto il meetup - particolarmente grave visto che l'inquinamento si estende per oltre nove chilometri sul litorale che va dalla foce del fiume Tacina fino al villaggio Praialonga. In corrispondenza del promontorio Turrazzo di San Leonardo di Cutro, il fenomeno è visibile anche agli automobilisti che percorrono la statale 106. Sembra un paesaggio lunare dovuto chissà a quale fenomeno. Da una analisi sommaria - spiegano i grilli - risulta che questi frammenti neri altro non siano altro che delle fitocelle: sacchetti di plastica di forma cilindrica in polietilene nero, provvisti di numerosi fori laterali, che solitamente vengono utilizzati nei vivai di piante. Su alcuni di questi sacchetti è riportato un logo e la scritta: Saf, Società agricola e forestale; e ciò in parte chiarisce la probabile causa del fenomeno. La Saf, Società agricola e forestale per le piante da cellulosa e da carta - informa il comunicato - ha operato fino al 2001, anno di liquidazione, presso l'azienda Condoleo nel Comune di Belcastro. L'azienda, oggi di proprietà della Provincia di Catanzaro, è localizzata nei pressi del fiume Tacina e probabilmente i sacchetti finiti nelle acque del fiume sono stati riversati in mare e poi trasportati dalle correnti sul tratto di spiaggia a nord della foce. Il problema è - ammonisce il movimento - che la plastica espulsa sulla spiaggia, viene ora trasportata dal vento sulla campagna circostante inquinando anche i terreni agricoli. Pertanto, il gruppo attivisti "Gli amici di Beppe Grillo di Cutro" invita il Comune di Cutro, il Corpo Forestale dello Stato e Arpacal a procedere con le necessarie verifiche e relativi accertamenti di responsabilità. Inoltre, in attesa che venga avviata la bonifica della costa, cittadini, scuole e associazioni ambientaliste sono invitati\ a partecipare - conclude la nota - alla raccolta dei sacchetti che avrà inizio domenica 1 marzo con appuntamento alle ore 09:00 presso il Lido Torrazzo a S. Leonardo di Cutro».

 

 

 

 

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parentela«Difenderemo l'area archeologica crotonese di Capo Colonna dagli orrori, soprattutto dopo la risposta insensata dataci in Senato dal ministro Franceschini [LEGGI ARTICOLO]». Lo affermano i parlamentari calabresi M5s Paolo Parentela, Nicola Morra, Federica Dieni e Dalila Nesci, insieme all'eurodeputata Laura Ferrara. «Il ministro si sbaglia di grosso - aggiungono i Cinque stelle - se crede che l'accozzaglia di giustificazioni di ieri possa fermare l'impegno M5s contro la cementificazione del parco archeologico di Capo Colonna. Continueremo nel lavoro parlamentare dando voce ai crotonesi, alle associazioni e comitati che chiedono la rimodulazione degli interventi, la rimozione degli abusi e l'accertamento di responsabilità penali». I parlamentari Cinque stelle concludono: «Il ministro dei Beni culturali ha legittimato una colata di cemento su importanti reperti storici, ritenendolo un sistema conservativo. Il M5s valuterà l'opportunità di presentare un esposto sulla scelta di Franceschini, consapevole che la cultura può salvare la Calabria dalla violenza e dalla marginalità».

 

 

 

 

 

 

 

 

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morra nicolaIl sottosegretario Francesca Barracciu ha risposto all'interrogazione n. 3-01552 presentata dal senatore del M5S Nicola Morra sulla tutela del parco archeologico di Capo Colonna a Crotone. La risposta orale del sottosegretario è avvenuta nel corso della seduta odiera tenuta dalla VII Commissione del Senato (Istruzione pubblica, beni culturali). Il senatore Morra, dal suo, si è dichiarato insoddisfatto delle risposte ricevute dal ministero. In estrema sintesi, nel documento di quattro pagine consegnate anche al senatore Morra, il ministero concorda con quanto previsto dalla Soprintendenza e dal Comune che, congiuntamente, hanno redatto la progettazione per la copertura dell'area prospiciente il santuario della Madonna di Capocolonna e la Torre Nao. «Per quanto riguarda la necessità di coprire i resti archeologici - ha riferito nella il sottosegretario Barracciu -, conservati al solo livello della fondazione, mi rendo conto che esso costituisce un intervento di difficile interpretazione per chi archeologo non è, ma esso si rende necessario per il cattivo stato di conservazione dei resti, causato dalle utilizzazioni improprie dell'area, da tempo ormai anche sagrato della chiesa, nonché dall'esposizione a condizioni climatiche e ambientali particolarmente aggressive».

 

Troppo onerosa la musealizzazione "in situ" dei resti.

capocolonna12Anche la proposta di realizzare la musealizzazione in situ viene bocciata dal ministero perché troppo onerosa e difficile proprio per il cattivo stato di conservazione dei resti e gli agenti atmosferici (pioggia, vento e salsedine) che richiederebbero una manutenzione costante. «L'aternativa proposta - ha spiegato il sottosegretario Barracciu - ossia la musealizzazione in situ dei resti delle strutture portate alla luce durante le indagini, resti si ribadisce, tutti conservati a livello di fondazione, comporterebbe la necessità di una continua e onerosa manutenzione volta a contrastareil rapido, progressivo, degrado dei resti stessi, esposti peraltro alle severe condizioni ambientali determinate dalla ventosità, umidità e salinità del sito». E sempre sull'idea di una musealizzazione in situ dei resti il sottosegratrio ha inoltre ricordato che questa: «necessiterebbe di interventi di integrazione decisamente consistenti con conseguente alterazione del dato archeologico oggettivo». Il sottosegretario, sempre nel corso della risposta orale, ha inoltre assicurato che, quello in corso d'opera sulla zona in cui un tempo sarebbe dovuto sorgere il foro romano, non sarà un parcheggio, ma piuttosto la realizzazione di «opere volte proprio a impedire il transito e la sosta di autovetture nell'area, al contrario di quanto accadeva invece prima della sua cantierizzazione». Sostanzialmente, per il ministero, la soluzione adottata dai tecnici progettisti di Soprintendeza e Comune è quella che consente di mantenere l'integrità dei resti, rendendo fruibile l'area. «La soluzione progettuale adottata consente - ha spiegato ancora il sottosegretario Barracciu -, per un verso,  di conservare il dato archeologico nella sua oggettiva consistenza storica, protetto com'è dal cosiddetto "tessuto non tessuto" e da un ulteriore strato di inerte con spessore tra i 20 e i 50 centimetri; per altro verso (tale soluzione, ndr), renderà fruibile l'area di superficie, divenuta, sina dal Medioevo, sagrato della Chiesa della Beata Vergine di Capocolonna, il cui impianto fu realizzato tra l'XI e il XIII secolo dai monaci basiliani ed è tuttora luogo di culto frequentatissimo, pur insistendo nell'area archeologica».

 

Ecco perché si è scelto di utilizzare il cemento.

capocolonna5Il ministero spiega anche perché non si utilizzato un materiale diverso dal cemento (magrone) per coprire e preservare i resti. «Forse in sede progettuale - ha ammesso il sottosegretario -, fermo restando l'esigenza di proteggere i resti archeologici rinvenuti con il "tessuto non tessuto" e lo strato di inerte, si sarebbe potuta valuture anche l'opportunità di montare, direttamente sullo strato di inerte, la pavimentazione in cotto, utilizzando elementi in laterizio di tipo autobloccante, oppure terreno stabilizzato». Tuttavia, tale opportunità, è da scartare secondo ministero, Soprintendenza e Comune, perché «si segnala la frequentazione di un numero rilevantissimo di fedeli, le soluzioni alternative prospettate sono state scartate in ragione della loro inidoneità a sopportare le sollecitazioni dovute al peso costituito dal gran numero di frequentatori del sagrato. Viceversa - ha proseguito il sottosegretario - la soluzione alla fine prescelta (stesura sopra lo strato di inerte di una rete elettrosaldata, alletatta in uno strato di calcestruzzo con bassa percentuale di cemento, cosiddetto "magrone",  consente una distribuzione adeguata dei carichi e, in uno con strati prottettivi interposti, assicura la conservazione dei resti rinvenuti».

 

 

   

 

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M5S"Progetti e idee per Capo Colonna": è questo il titolo dell'incontro pubblico organizzato per oggi (20 febbraio) alle ore 17 presso la sala consiliare del Comune di Crotone. I cittadini e gli attivisti crotonesi di "Progetto Crotone 5 Stelle" proporranno una raccolta di idee e di progetti per il Parco archeologico di Capocolonna. «Per l'ennesima volta - commentano gli attivisti - abbiamo constatato che, il denaro pubblico (fondi europei), viene speso in progetti che, nulla hanno a che fare con il fine per cui era destinato. Per questo, invitiamo archeologi, ingegneri, architetti e, chiunque creda di averne le capacità e le competenze, a presentare il proprio progetto e le proprie idee, per il Parco archeologico di Capocolonna». Alla manifestazione interverranno: Margherita Corrado (archeologa e presidente dell'associazione "Sette Soli"), Andrea Correggia e Marco Angotti (cittadini crotonesi del presidio #salviamocapocolonna), Maria Carmela Lanzetta (ex ministro per gli Affari regionali), Laura Ferrara (cittadina eletta nel M5S per il Parlamento europeo), Isabella Adinolfi (cittadina eletta nel M5S per il Parlamento europeo e componente della commissione Cultura), Nicola Morra e Paolo Parentela cittadini eletti nel M5S al Parlamento italiano. A moderare gli interventi sarà Anna Cerminara (gestione politiche e servizi welfare).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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parentelaCon una lettera inviata al governatore della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, il deputato del M5S Paolo Parentela ha voluto sensibilizzare un interessamento sulla questione del costruendo villaggio nell'area “Punta Scifo”.

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