Domenica, 29 Novembre 2020

ATTUALITA' NEWS

zingaretti dimaio«Alleanza in Calabria M5s-Pd “sì”, M5S-Pd “no”». Inizia con questo dubbio un documento firmato da 76 attivisti del Cinquestelle in Calabria. «In questi giorni – è scritto nel documento – le notizie si stanno facendo insistenti su possibili accordi in vista delle Elezioni regionali, creando confusione. È bene, quindi, che ci sia una linea chiara, per quanto riguarda gli attivisti calabresi, rimanendo fermi su metodi e regole che hanno fatto grande il M5s di oggi: deve essere la base a scegliere chi ed eventualmente anche con chi correre per le prossime elezioni regionali. Come gruppo di attivisti sui territori, teniamo a precisare che, ove, per la prossima campagna elettorale, si andasse in coalizione assieme al Pd o liste civiche riconducibili alla vecchia politica, quella che volevamo spazzare via, ovvero con personaggi calati dall'alto, aggirando così il sistema di democrazia diretta, rappresentato da Rousseau, ci dissoceremo, nella maniera più assoluta, rifiutandoci di diventare complici di giochi interni che andrebbero a favorire sconosciuti al Movimento, che potrebbero andare a snaturare ulteriormente ciò per cui abbiamo lottato strenuamente, per cui ci siamo esposti e siamo nati. Ergo, solo a noi attivisti la parola!».

FIRMATARI
1. Claudio Leone,
2. Fausto Amatuzzo,
3. Maria Grazia carlini,
4. Enzo Orlando,
5. Vincenzo mete,
6. Silvio Corbelli,
7. Amilcare mollica,
8. Concetta Melsa,
9. Leonardo D'Agostino,
10. Dalila di Lazzaro,
11. Bruno Pezzano,
12. Franco fortunato,
13. Annarita Bifano,
14. Antonio Pisciuneri,
15. Angelica interieri,
16. Serena Varano,
17. Lucia Luigi,
18. Roberto Colosimo,
19. Luigia Leone,
20. Donatella Rossi,
21. Gaetana Perna,
22. Pietro Nigro,
23. Salvatore Tredici,
24. Lucrezia Veltri,
25. Domenico Augliera,
26. Matteo Olivieri,
27. Rosalba Giovinazzo,
28. Antonio drago,
29. Pino Caroprese,
30. Giuseppe Martino,
31. Mariagrazia Militerno,
32. Costantino Crupi,
33. Valentino Marra,
34. Maurizio Malara,
35. Fabio Foti,
36. Mario luvarà,
37. Raffaele di Lazzaro,
38. Renato Bruno,
39. Antonio napoletano,
40. Giuseppe carbonara,
41. Leonardo Curci,
42. Antonio Michele Cavallaro,
43. Giovanni de Vita,
44. Vincenzo pitrelli,
45. Ivano Alfarone,
46. Lidia Marchianò,
47. Paolo Gallo,
48. Antonio Pitrelli,
49. Prospero Rossi,
50. Gaetano Casillo,
51. Giada Gallo,
52. Gino ariosta,
53. Ilario Marcellino,
54. Melania morisciano,
55. Michele albanese,
56. Paola Perrelli,
57. Paolo Mallamaci,
58. Paolo Trucellito,
59. Piero Idone,
60. Rachele Pellicone,
61. Valeria Genua,
62. Pasqualina Comito,
63. Pino Troncellito,
64. Paola Gagliardi,
65. Benito Mazzeo,
66. Giulio santo,
67. Franco celano,
68. Claudio Caracciolo,
69. Luca Cofone,
70. Roberto losso,
71. Maurizio Sposato,
72. Giorgio Curti,
73. Salvatore labate,
74. Teodoro de Daria,
75. Marcella Mittica,
76. Valerio Sita.

 

 

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presidente oliverioIl Partito democratico prende ufficialmente le distanze dal presidente della giunta regionale calabrese, Mario Oliverio, e decide di provare a fare l’accordo con il Movimento 5 stelle. E’ questa in breve sintesi la conclusione a cui si è arrivati alla fine di una riunione tenutasi ieri a Roma nella sede nazionale del Pd. All’incontro del Nazareno convocato dal responsabile nazionale del partito, Nicola Oddati, e dal commissario regionale Stefano Graziano hanno partecipato i consiglieri regionali Carlo Guccione, Mimmo Bevacqua, Nicola Irto (presidente del Consiglio), Mimmo Battaglia (capogruppo), l’ex deputato Bruno Censore e il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci. Nei prossimi giorni, quindi, si tenterà di fare l’accordo civico con M5S anche in Calabria, con le stesse caratteristiche di quanto è stato deciso in Umbria. Ufficialmente, quindi, il Pd ha preso le distanze da Oliverio e da ogni ipotesi di primarie. E’ evidente che lo scontro con gli oliveriani è destinato ad acuirsi e coloro che decidono di seguire il presidente saranno fuori dal partito. In questa direzione non dovrebbero esserci deroghe e nei prossimi giorni si farà la conta anche nelle sedi periferiche di chi sta da una parte o dall’altra. Sotto controllo sono il segretario delle federazioni di Cosenza e Crotone, Luigi Guglielmelli e Gino Murgi. Ieri a Feroleto Antico (Lamezia Terme) si è riunito la rappresentanza del centrosinistra (partiti e movimenti) che sostengono Oliverio. Di Crotone era presente il “reuccio” Enzo Sculco, leader del movimento dei DemoKratici e della “Prossima Crotone”, la coalizione che governa la città pitagorica. La presenza del “reuccio” alla riunione ha un solo significato: i DemoKratici sosterranno Oliverio alle prossime elezioni. All’incontro di Feroleto Antico non c’erano il Pd e Leu, che stanno appunto lavorando per una candidatura civica con i pentastellati. Venerdì prossimo ci sarà per Oliverio la prova del nove, nella kermesse degli oliveriani che chiedono a gran voce la ricandidatura dell’attuale governatore.

 

 

 

 

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pippo callipoSi cerca l’intesa anche in Calabria. Partito democratico e Movimento 5 stelle stanno dialogando per presentare anche ai calabresi un progetto di governo regionale giallo-rosso. In Umbria il progetto è diventato una realtà, perché gli alleati del governo nazionale hanno chiuso il cerchio sul nome dell’imprenditore Vincenzo Bianconi. L’accordo prevede la candidatura di un esponente della cosiddetta società civile, cioè di una persona che non ha un trascorso nelle istituzioni, o di attività politiche di primo piano. Il candidato a presidente non è l’unica novità del progetto, perché anche gli assessori da nominare in Giunta, in caso di vittoria elettorale, non devono essere scelti tra gli eletti al consiglio regionale. Non è una novità di poco conto, perché spesso i consiglieri regionali fanno pressioni sul presidente per essere nominati assessori e le crisi nella maggioranza sono per lo più determinate da questi appetiti. Le cronache sono piene di notizie di consiglieri regionali che si pongono di traverso perché non sono stati nominati assessori. Ovviamente la Calabria non sfugge a queste logiche. Il messaggio che arriva dagli alleati giallo rossi è chiaro: si rompe il cordone ombelicale con i cacciatori di poltrone. Il messaggio ha l’obiettivo di indebolire il centrodestra che si riconosce nella leadership di Matteo Salvini. Questo centrodestra ha vinto tutte le ultime competizioni regionali, quando ancora M5s e Pd non erano alleati. L’intesa raggiunta in Umbria, quindi, si vorrebbe esportare in Calabria e nelle altre regioni prossime al voto. Secondo le indiscrezioni raccolte l’intesa in Calabria sarebbe stata quasi raggiunta sul nome da candidare alla guida della regione. Si tratta dell’imprenditore Filippo Callipo. La scelta dovrebbe essere resa nota tra qualche giorno. In Calabria, rispetto all’Umbria, c’è una situazione del tutta diversa, perché c’è un governatore uscente, Mario Oliverio, che non vuole fare passi indietro. I vertici del Pd hanno detto a chiare lettere che non può essere ricandidato. Oliverio, però, non arretra di un millimetro e insieme alle sue truppe resiste alla spallata che vorrebbe cappottarlo. L’impressione è che alla fine, o accetta, o se vorrà candidarsi lo dovrà fare con liste civiche. I precedenti non sono favorevoli a quelli che non hanno accettato le scelte dei partiti. Se l’accordo ci sarà anche nella nostra regione chi si candida per un posto in consiglio non potrà aspirare a fare l’assessore. Sono regole destinate ad introdurre il nuovo della politica.

 

 

 

 

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discarica columbra2«No all’ampliamento della discarica di Columbra». È quanto chiedono i portavoce del M5s Margherita Corrado (senatrice), Elisabetta Barbuto (deputata) e i consiglieri comunali Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia.
«Il sindaco di Crotone – scrivono – sulla questione dell’ampliamento della discarica di Columbra ha le idee molto confuse; prima dichiara che non darà mai il parere favorevole e poi si siede al tavolo della Regione per trattare la resa in cambio di un maggior beneficio economico. Pensare di barattare la salute dei cittadini per un eventuale vantaggio economico è un atto irresponsabile. Conosciamo bene l’impatto che la discarica di Columbra ha sulla comunità di Papanice (e non solo) ma, nonostante ciò, il grido di dolore del Comitato Pro-Papanice è rimasto inascoltato. Quello che fa ulteriormente riflettere è che il sindaco ha assunto questa iniziativa senza tener conto minimamente che 19 consiglieri comunali hanno richiesto un consiglio straordinario per discutere proprio dell’ampliamento della discarica deciso dalla Regione. Questa amministrazione, mentre cerca di far cassa con i rifiuti provenienti da altre province, ricorre ad azioni propagandistiche e ad un paradossale “ultimatum” alla società Akrea, dopo avene recentemente riconfermato il presidente e tutti i membri del Cda. E’ bene ricordare che sono tre anni che si annuncia l’avvio della raccolta differenziata ma siamo sempre fermi al palo, sotto l’8%, benché il comune di Crotone abbia usufruito di un finanziamento regionale di oltre 2 milioni di euro. La fantomatica Ato, poi, non si decide ad individuare un sito per la realizzazione di una discarica pubblica ad esclusivo servizio della provincia di Crotone. Questi due presupposti, uniti all’efficientamento di Akrea e del selezionatore Tmb di Ponticelli, permetterebbero di affrontare seriamente il problema dei rifiuti, riducendone i costi e l’impatto ambientale sul territorio. Il Piano finanziario 2019 per il servizio di gestione rifiuti si basa su una stima ipotetica della percentuale di raccolta differenziata del 25%; il mancato raggiungimento di un tale risultato comporterà inevitabilmente l’incremento della tariffa regionale per il conferimento in discarica che si rifletterà sui cittadini con l’aumento della Tari. Il sindaco non si illuda di compensare i maggiori costi del servizio con l’incremento del beneficio economico proveniente dai rifiuti conferiti dai Comuni fuori provincia, a scapito dell’ambiente e della salute dei cittadini! Se l’Amministrazione Pugliese non cambia rotta e non si oppone concretamente a questa ipotesi di ampliamento, i cittadini, come già annunciato dalle varie associazioni e comitati, si mobiliteranno con ogni forma di dissenso civile, cosa che sta accadendo già a Cassano e Catanzaro, dove sono state rispedite al mittente (Regione) le ipotesi di potenziamento che riguardano le discariche collocate nei loro territori».

 

 

 

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ospedale panoramicaNon si può che condividere. Le due parlamentari crotonesi pentastellate, Margherita Corrado ed Elisabetta Barbuto, nei giorni scorsi hanno incontrato il commissario regionale per il piano di rientro dai debiti sanitari, Saverio Cotticelli, ed hanno discusso della difficile situazione in cui versa la sanità della provincia di Crotone. Un unico ospedale al servizio di un territorio vastissimo, che è utilizzato anche da uno spicchio di territorio della Provincia di Cosenza, Cariati e in parte Sibaritide, area montana che si affaccia sullo Ionio e San Giovanni in Fiore. Un ospedale che, negli ultimi mesi, ha subito tagli di reparti e accorpamenti a cui vanno aggiunti la mancanza di medici e di infermieri. Non va meglio la situazione nel territorio dove l’Azienda sanitaria, per mancanza di medici, ha dovuto temporaneamente chiudere alcune postazioni di guardia medica. Hanno fatto bene le due parlamentari ad andare da Cotticelli a porre il problema della sanità di questo territorio periferico e abbandonato. Ho apprezzato molto il rilievo fatto da Corrado e Barbuto circa il dibattito che si è aperto sul caso del chirurgo Giuseppe Brisinda, dopo la cancellazione del richiamo scritto che gli era stato inflitto. Su questa vicenda, che non appassiona molto, lascia interdetto il fatto che l’attuale commissario dell’Asp facente funzioni, molto precario perché sarà sollevato dall’incarico appena diventa operativo il decreto del Governo sulla sanità, abbia voluto prendersi la responsabilità di intervenire nella vicenda. L’intervento è legale, ma non si capisce perché l’abbia fatto un commissario facente funzioni che già nelle prossime ore potrebbe essere sollevato dall’incarico che, tra l’altro, nessuno le ha conferito. E’ diventata commissario facente funzioni esclusivamente perché il Governo nazionale ha mandato a casa tutti i commissari che erano stati nominati dalla Regione Calabria e al loro posto sono subentrati i rappresentanti della direzione strategica “più anziani”. Non si può che condividere, quindi, quello che hanno fatto e scritto le parlamentari e cioè che “il problema della sanità di Crotone non può essere ricondotto esclusivamente al caso Brisinda che, a torto o ragione, dovrà trovare una soluzione in altre sedi”. Mettono al centro la vera questione e nello stesso tempo rispondono al loro collega di partito Francesco Sapia, che da sempre sta sostenendo le ragioni del chirurgo. La vicenda del chirurgo non appassiona, ma va risolta per i danni che potrebbe provocare alla nostra sanità. Non si può e non si deve entrare nella vicenda, saranno altri a farlo come dicono Corrado e Barbuto, non si può e non si deve discutere la professionalità del professionista, ma sicuramente una considerazione va fatta alla luce dell’ispezione effettuata dal ministero della Salute nell’estate 2018. Per quanto bravo possa essere il dottor Brisinda non potrà continuare a stare a Crotone, per un fatto di opportunità e nell’interesse dell’utenza. Tornando alle due parlamentari di M5S hanno saputo cogliere tutte le questioni che la sanità crotonese sta vivendo: tagli e taglietti e sperpero di denaro pubblico. Tra le questioni dello sperpero hanno ben individuato il pagamento di affitti onerosi a fronte del fatto che l’Asp ha locali di proprietà, che potrebbero essere ristrutturati. Forse avrebbero dovuto porre questo problema al sub commissario regionale per il piano di rientro dai debiti, Thomas Schael, vice di Cotticelli. E’ stato lui a fare il contratto con i privati per il fitto dei locali e ad un prezzo più alto rispetto a quello pagato da altri enti e associazioni, che hanno preso in fitto una parte della struttura del “Granaio”. Alle nostre parlamentari non sarà sfuggito nemmeno che l’Asp di Crotone è proprietaria di un terreno a Tufolo, di fronte il Comando provinciale dei vigili del fuoco. Un terreno dove potrebbe essere costruita un nuovo centro direzionale dell’Azienda. Forse basterebbe investire i soldi che si pagano per i fitti.

 

 

 

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protesta fiera mariana 2019«I grandi inconvenienti verificatisi in occasione della fiera mariana in realtà non ci hanno stupiti più di tanto, perché questa amministrazione ci ha abituato a brutte figure, una dietro l’altra». Lo scrive in una nota Il gruppo consiliare M5s di Crotone.
«Andiamo con ordine – proseguono nella nota i consiglieri d’opposzione Andrea Correggia e Ilario Sorgiovanni –. Dopo mesi e mesi di discussione su come realizzare la fiera ed individuare l'area idonea per rispettare tutte le prescrizioni previste dalla normativa dei grandi eventi, il 30 aprile è stata emanata la delibera di giunta che impegnava 160.000 euro e di conseguenza il 9 maggio è stata emessa la determina dirigenziale in cui si assegnava ad una società privata la gestione della fiera. Il 10 maggio è stata pubblicata la graduatoria degli operatori che avevano diritto ad occupare lo spazio della fiera, che sarebbe dovuta iniziare domenica 12, data in cui, invece, molti commercianti si trovavano ancora negli uffici comunali ad aspettare l'assegnazione del posteggio.
Quando non c’è efficienza in un ente pubblico l'illegalità trova facilmente spazio, infatti tanti sono stati i commercianti che hanno riscontrato degli abusi in relazione al loro posto assegnato. Delle domande sorgono spontanee: ma se in una manifestazione così importante, dove gli interessi economici sono enormi, non c’è il controllo di chi governa la città, chi ci assicura che la criminalità organizzata non si infiltri magari per pretendere il pizzo o esercitare un controllo sulla fiera?
Un consiglio comunale degno di questo nome chiederebbe già le dimissione dell’assessore Gentile, ma questo non accadrà poiché non c'è interesse verso il bene della città ma solo verso le prossime elezioni, perciò i nostri amministratori stanno ben attenti a non pestarsi i piedi tra di loro. Le argomentazioni con cui si spostano le colpe sulla Ditta organizzatrice si reggono sulle grucce, in quanto le responsabilità sono sempre sia del committente che dell'esecutore.
Agli annunci altisonanti sull'Antica Kroton, che presentano una città del Terzo Millennio, fanno da contraltare le inefficienze sull'ordinaria amministrazione. La fiera non è certo un'emergenza ma un evento previsto e prevedibile, pertanto ci si aspetterebbe un atteggiamento diverso, maturo e, questa volta, responsabile; ci si aspetterebbe che l'assessore si scusasse nei riguardi degli esercenti e della città e rimettesse il mandato nelle mani del sindaco».

 

 

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