Domenica, 09 Agosto 2020

 

ATTUALITA' NEWS

«Anche oggi, 20 marzo, mi sono allenato: in realtà in questa data avrei dovuto difendere il titolo a Mantova».

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Tobia Loriga difenderà il titolo italiano pesi welter il prossimo 20 marzo a Mantova. A Sfidarlo sarà il 32enne pugile salernitano Dario Socci. La sfida è in programma a partire dalle ore 20 presso la “Grano padano – Arena” e verrà trasmesso in diretta Rai sport sat.

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La Corte d'Appello di Brescia ha rigettato il ricorso al decreto di sequestro e confisca, emesso nel 2018 dal Tribunale bresciano, su proposta del direttore della Dia, nei confronti dell'imprenditore edile Giacomo Marchio, 45enne originario della provincia di Crotone, ma da anni residente a Curtatone (Mantova).

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MANTOVA – L’accusa è quella di aver perpetrato uno stupro di gruppo ai danni di una 22enne dopo una serata in discoteca al Mascara. Sono oggi finiti in manette cinque giovani d’età compresa tra i 18 ed il 23 anni, quattro dei quali residenti a Cutro, ma di fatto gravitanti in area reggiana, ed uno residente a Gussola (CR).

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dia bresciaBRESCIA - La Direzione Investigativa Antimafia di Brescia ha dato esecuzione ad un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Brescia su proposta del Direttore della Dia, nei confronti dell'imprenditore edile Giacomo Marchio, 45enne, originario della provincia di Crotone ma da anni residente a Curtatone (Mantova). Il provvedimento scaturisce da articolate indagini svolte dalla sezione operativa Dia di Brescia e coordinate dalla Procura della Repubblica - Direzione distrettuale antimafia, che hanno consentito "di disvelare la pericolosita' sociale" di Marchio, non solo in relazione ai fatti di usura per i quali e' stato condannato in via definitiva nel 2013, ma soprattutto "per la sua accertata contiguita' alle cosche 'ndranghetiste insediatesi nella Lombardia orientale". Infatti, l'imprenditore e' stato recentemente condannato a 4 anni e 6 mesi nel processo "Pesci" per favoreggiamento personale e falsa testimonianza, con l'aggravante di aver commesso i fatti per agevolare la realizzazione delle attivita' illecite dell'associazione mafiosa. Per quanto riguarda, invece, gli aspetti finanziari, e' stata accertata la sproporzione tra i redditi dichiarati ufficialmente dal Marchio e dal suo nucleo familiare rispetto al patrimonio accumulato negli anni. L'odierna confisca ha riguardato quote della societa' di Giacomo Marchio, unitamente al complesso immobiliare detenuto dall'azienda consistenti in 48 immobili in provincia di Mantova (di cui 22 appartamenti, 1 magazzino, 22 garage e 3 terreni) ed 11 immobili in provincia di Crotone (6 appartamenti, 3 fabbricati, 1 magazzino ed 1 garage), oltre a 7 immobili (3 appartamenti, 1 magazzino e 3 garage) di proprieta' dell'imprenditore e dei familiari dello stesso, nonche' un'autovettura e numerosi rapporti finanziari, per un valore complessivo superiore ai 5 milioni di euro.

 

 

 

 

 

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nicolino grande aracri3MILANO - Il Nucleo investigativo di Mantova ha proceduto all'arresto di Nicolino Grande Aracri, 59enne originario di Cutro (Crotone), e Antonio Rocca, 48enne suo compaesano, in esecuzione di una misura cautelare emessa per il reato di associazione per delinquere di stampo 'ndranghetistico e reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose (estorsioni, detenzione abusiva di armi da fuoco), in riferimento ad alcuni episodi incendiari di origine dolosa che hanno interessato la provincia di Mantova nell'estate del 2011. Il provvedimento "recepisce i motivi in tema di esigenze cautelari e di pericolosità sociale evidenziati nella richiesta di applicazione della misura cautelare personale" con riferimento "al persistere della posizione di vertice occupata da Nicolino Grande Aracri nell'omonimo sodalizio di 'ndrangheta e del corrispettivo ruolo di capo promotore svolto da Antonio Rocca" e "di elementi, anche sopravvenuti nel prosieguo investigativo, dai quali poter inferire l'attualità del pericolo di reiterazione dei reati, per i quali all'esito dell'istruttoria dibattimentale del processo 'Pesci'" sono stati condannati. I due sono stati ritenuti responsabili "di aver promosso, costituito, e diretto un sodalizio criminale armato, di stampo 'ndranghetistico localmente operante, strutturato come propaggine autonoma del clan Grande Aracri di Cutro da cui deriva per gemmazione, finalizzato alla commissione di delitti sia contro la pubblica amministrazione, che contro il patrimonio e la persona per assumere il controllo dei più remunerativi settori economici del territorio, nonché il predominio delle istituzioni e delle comunità mantovane e cremonesi". Grande Aracri è già detenuto nel carcere di Opera dopo la condanna 28 anni del tribunale di Mantova, mentre Rocca dietro le sbarre a Voghera sta scontando la pena di 26 anni e 10 mesi.

 

 

 

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