Lunedì, 03 Agosto 2020

ATTUALITA' NEWS

«Nell’ambito di apposite progettualità – informa una nota – disposte dal questore di Crotone volte al contrasto dei fenomeni di illegalità diffusa e monitoraggio della movida, personale della squadra Volanti e della sezione di Polizia stradale di Crotone unitamente a personale del Reparto prevenzione crimine di Cosenza hanno effettuato diversi controlli sul lungomare e nelle arterie principali cittadine».

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È scattato l’obbligo di dimora per otto ragazzi tra i 18 e i 28 anni che, nella notte tra il 3 e il 4 luglio scorsi, sono stati protagonisti della rissa avvenuta sul lungomare di Crotone. Sono indagati per il reato di rissa aggravata: C.V. nato a Crotone di 25 anni, C. D. nato a Cariati di 18 anni, F. A. nato a Cariati di 20 anni, G.M. nato a Crotone di 25 anni, L. S., crotonese di 23 anni, M.A. nato a Crotone di 28 anni, P. D. nato a Crotone di 18 anni e P.F. nato a Crotone di 24 anni.

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Non si era rassegnato alla fine della loro storia e così minacciava, perseguitando e aggredendo, la sua ex moglie. Personale della Squadra Volante della Questura di Crotone ha così eseguito, nella mattinata di ieri, la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa nei confronti di A.L., di 38 anni, su disposizione del gip del Tribunale di Crotone.

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La furia del branco è scattata quando erano da poco scoccate le ore 3 di ieri notte. La serata è di caldo afoso e in giro, così come nei locali, c'è ancora molta gente.

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Nella giornata del 2 luglio scorso, personale della divisione Polizia anticrimine ha eseguito un provvedimento di sequestro (ex articolo 20 della Legge Antimafia), emesso dal presidente del Tribunale di Catanzaro (Seconda sezione penale), il quale ha disposto il sequestro ai fini della confisca dei beni nella disponibilità diretta o indiretta di Antonio Di Biase, crotonese, di 50 anni, attualmente detenuto per espiazione di condanna per associazione per delinquere di stampo mafioso, in quanto organico alla consorteria mafiosa “Vrenna-Corigliano-Bonaventura”, operante in Crotone. Il decreto in questione è scaturito da una intensa attività di indagine, consistente in accertamenti patrimoniali operati dal personale della Divisione Polizia Anticrimine della locale Questura. Il sequestro ha riguardato: due unità immobiliari ubicate nella periferia cittadina; una autovettura; alcuni buoni fruttiferi postali; e un conto corrente bancario. Il valore del sequestro è da quantificare in 160.000,00 euro circa.

Gli accertamenti patrimoniali, svolti di iniziativa dalla divisione Anticrimine, hanno preso l’abbrivio dalla sentenza di condanna definitiva, risalente al 14 gennaio 2016, della Corte di Assise di Appello di Catanzaro, attraverso cui non solo è stata ancora una volta confermata l’esistenza del locale di ‘Ndrangheta "Vrenna-Corigliano-Bonaventura", quanto piuttosto è stata certificata la partecipazione nei ruoli apicali del medesimo Antonio Di Biase, stante la sua condanna per tale imputazione alla pena di anni 9 e mesi 4 di reclusione di reclusione.

Le risultanze investigative hanno in effetti dimostrato che l’intero patrimonio del di Di Biase, denominato negli ambienti malavitosi “Fantozzi”, è in realtà frutto della sua attiva militanza ai vertici della citata organizzazione mafiosa, essendo unanimemente ritenuto un uomo di strettissima fiducia del capo-promotore Paolo Corigliano. Il 50enne, si è sempre distinto per la sua particolare scaltrezza e per la sua incondizionata fedeltà al capo dell’omonima organizzazione criminale.

Di Biase, nell’ambito della sua lunga militanza nelle fila della suddetta consorteria, oltre a commettere azioni tout court criminali, come il traffico internazionale di stupefacenti, diverse estorsioni e rapine, si è sempre avvalso del metus ‘ndranghedistico per imporre alle aziende aggiudicatrici di appalti le richieste estorsive, riuscendo ad accumulare nel corso di due lustri, a fronte di redditi modestissimi dichiarati al fisco, cospicui capitali, per poi investirli principalmente nell’acquisto di alcuni immobili che ha intestato ai suoi stretti congiunti. Lo dimostrano in maniera intangibile i beni oggetto del sequestro.

Le operazioni di notificazione e di immissione in possesso, che hanno avuto inizio nella giornata di ieri, sono perdurati per tutta la mattinata odierna, per essere ultimati nei giorni a seguire. La misura di prevenzione scaturisce da una richiesta di sequestro formalizzata dal questore di Crotone, nonché da autonome indagini patrimoniali, condotte di iniziativa dalla locale Questura. Queste ultime, infatti, vanno ad innestarsi in un progetto di riorganizzazione della locale Divisione Anticrimine e, in particolare dell’Ufficio delle Misure di Prevenzione Patrimoniali, recentemente oggetto di un rafforzamento dell’organico, ma che vede impegnato in prima persona il dirigente di quell’ufficio e un funzionario appositamente incaricato allo scopo.

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Si è improvvisamente accasciato al suolo mentre transitava con la sua biciletta su via Mario Nicoletta a Crotone. Ha perso così la vita questo pomeriggio, intorno alle 18.30, a causa di un malore improvviso, un 46enne crotonese, M. S., che è rimasto esanime sul marciapiede a qualche centimetro dall’entrata di un’autocarrozzeria.

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