Mercoledì, 30 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

Un anno e mezzo d'indagine che hanno portato ascoprire l'esistenza di due reti criminali dedite al traffico e allo spaccio di stupefacenti in Emilia, ma con radici anche a Crotonese (a Cutro).

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oliverio videoconferenza«Si è compiuto un altro passo importante per garantire il sacrosanto diritto alla mobilità a circa 300mila calabresi residenti nel territorio crotonese, catanzarese e cosentino». Saluta così la conclusione anticipata la Conferenza dei Servizi per l’aeroporto di Crotone il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio.
«Ieri mattina – scrive il governatore – ho presieduto la seduta conclusiva della Conferenza dei servizi sugli oneri di servizio pubblico per i collegamenti aerei dell’aeroporto di Crotone che si è chiusa in venti giorni rispetto ai 45 previsti. La riunione – prosegue la nota – si è conclusa con la completa definizione del contenuto degli oneri ed ha registrato la convergenza all’unanimità e senza condizioni di Regione, ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Ente nazionale aviazione civile, Provincia di Crotone, Comune di Crotone e Sacal. I collegamenti prescelti sono stati Roma Fiumicino, Torino e Venezia. Il collegamento per Roma è coperto con frequenza giornaliera per un periodo di tre anni, prorogabili a 4. Il collegamento per Torino è coperto con frequenza trisettimanale e quello per Venezia con frequenza bisettimanale, entrambi per un periodo di due anni, anche questi prorogabili a 4. Ci sarà un regime tariffario differenziato con costi più contenuti per i residenti nella Regione Calabria. Adesso – conclude il presidente Oliverio – il percorso riprenderà presso il ministero per l’assunzione dell’atto formale di imposizione degli oneri, per le comunicazioni alla Commissione europea e per la selezione delle compagnie che effettueranno i servizi. Si è compiuto un altro importante passo nella direzione di garantire il sacrosanto diritto alla mobilità, a lungo violato, per circa 300.000 calabresi residenti nel territorio crotonese, catanzarese e Cosentino».

 

 

 

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tribunale torinoSei condanne, alcune delle quali per associazione mafiosa, hanno chiuso oggi a Torino il processo San Michele relativo alla presenza della 'ndrangheta nel Nord Ovest. La pena più alta è di 9 anni e 6 mesi per Vincenzo Donato. Ci sono state anche tre assoluzioni. Il processo si riferiva alle infiltrazioni delle 'ndrine crotonesi negli appalti. "Sono contento della sentenza, confido sul prosieguo per i prossimi gradi di giudizio. Le altre condanne hanno riguardato: Luigino Greco a 9 anni e 4 mesi di reclusione, Pasquale Greco a 3 anni di reclusione e 10mila euro di multa, Ion Marian Lubine a 5 anni e 5.500 euro di multa, Nicola Mirante a 9 anni di reclusione, Giovanni Toro a 7 anni. Nicola Mirante, Vincenzo Donato, Luigino Greco e Giovanni Toro sono stati riconosciuti colpevoli di associazione mafiosa o, a seconda delle posizioni, di concorso esterno. Gianluca Donato, Francesco Gatto e Ferdinando Lazzaro sono stati assolti. Lazzaro è un imprenditore della Valle di Susa che in passato aveva svolto lavori per la Tav. In questo processo rispondeva solo di reati ambientali relativi alla gestione di una cava in bassa Valle. All'imprenditore Mauro Esposito, che aveva denunciato di avere subito pressioni dalla 'ndrangheta, è stata riconosciuta una provvisionale di 100mila euro. Il giudice ha riconosciuto l'associazione per delinquere di stampo mafioso e l'estorsione a mio danno perpetrata da una serie di soggetti tra cui Nicola Mirante. "Mi sono stati riconosciuti i danni che dovranno essere quantificati in sede civile e una provvisionale di 100 mila euro". Così l'imprenditore piemontese Mauro Esposito, testimone chiave nel processo San Michele, commenta le condanne che hanno chiuso a Torino il processo relativo alla presenza della 'ndrangheta nel Nord Ovest. "Spero che adesso tutte le istituzioni che mi hanno creato dei problemi, innanzitutto Inarcassa, mi vengano incontro alla luce della sentenza: le mie denunce erano fondate. Ringrazio tutti i parlamentari che mi sono stati vicino, in particolare il senatore Stefano Esposito e il deputato Davide Mattiello, entrambi della Commissione parlamentare Antimafia", conclude Esposito. "Ora il Governo nomini subito il Commissario per le vittime di racket e usura. Le condanne arrivate oggi nel processo San Michele, pur non essendo definitive, costituiscono una tappa importante nel percorso di giustizia che le forze dell'ordine e la magistratura del territorio torinese stanno portando avanti ormai da oltre un decennio se si considera il momento in cui Varacalli, affiliato alla 'ndrangheta, ha cominciato a parlare". Così il deputato piemontese del Pd Davide Mattiello.

 

 

 

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TORINO - Undici condanne per un totale di quasi quarant'anni di carcere e cinque assoluzioni hanno chiuso a Torino un processo scaturito dall'inchiesta "San Michele" sulla presenza della 'ndrangheta in Piemonte. Si è trattato del troncone celebrato con il rito abbreviato dal gup Maria Francesca Abenavoli. La pena più elevata (sette anni e quattro mesi) è stata inflitta ad Angelo Greco, considerato personaggio di spicco della propaggine subalpina della cosca Greco di San Mauro Marchesato (Crotone). L'inchiesta "San Michele", nelle sue varie articolazioni, ha preso in esame, fra l'altro, dei tentativi di inserimento della criminalità organizzata nei lavori per il Tav e una estorsione alla Setup Live, una delle più importanti società organizzatrici di spettacoli musicali in Italia. Ai Comuni di Rivoli, Sant'Ambrogio e Chiusa San Michele è stato riconosciuto il diritto a chiedere risarcimenti in sede civile.

 

 

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megna alisea rebecca«Sono state ringraziate dalla comunità - è scritto in un comunicato - per aver accesso una luce positiva a livello nazionale, con la loro sensibilità e il proprio talento, sulla città di Crotone. Alisea Perticone e Rebecca Caracciolo, due giovanissime studentesse del Liceo "Pitagora" sono state ricevute dal vice sindaco Mario Megna che, nella sala giunta, si è congratulato a nome del sindaco Vallone e della comunità tutta per l'affermazione che le due ragazze hanno ottenuto al Concorso nazionale poesie e filastrocche, giunto alla XII edizione, che si è tenuto a metà maggio a Torino. La giuria - informa la nota - presieduta dal professor Pompeo Vigliani, docente di Storia della letteratura per ragazzi dell'Università di Torino ha premiato Alisea Perticone quale vincitrice del concorso per le sue tre poesie "Crescendo e diminuendo", "Alle Colonne d'Ercole" e "De luminae et umbra". Nella stessa occasione Rebecca Caracciolo ha ricevuto la menzione speciale per i testi "Mare nostrum", "Infanzia" e "Campanellino d'argento". Una importante affermazione - commenta il comunicato - considerato che al Concorso erano in gara oltre trecento partecipanti provenienti da tutta Italia. Accompagnate da genitori, familiari ed amici, Alisea e Rebecca hanno incontrato il vicesindaco Mario Megna che ha consegnato loro una pergamena quale segno di ringraziamento della comunità cittadina». «Alisea e Rebecca - ha detto il vicesindaco Megna - hanno scelto una strada difficile dal punto di vista espressivo quale la poesia ma allo stesso tempo affascinante. Una strada che hanno saputo affrontare dimostrando grande passione e talento che le ha portate ad affermarsi in campo nazionale. Sentiamo il dovere di ringraziarvi - ha aggiunto a nome di tutta la comunità - augurandovi ulteriori successi. Ringraziamento che estendiamo ai vostri genitori che vi seguono con grande attenzione ed anche ai vostri docenti». Non è mancato da parte di Alisea e di Rebecca la lettura, applauditissima, di una delle poesie con le quali si sono affermate al concorso letterario.

 

 

 

 

 

 

 

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La procura di Torino ha chiuso l'inchiesta "San Michele" sulla presenza di una articolazione della 'ndrangheta in Piemonte. Il procedimento riguarda anche un tentativo di infiltrazione nelle catene di subappalti per il cantiere del Tav a Chiomonte. Fra i 31 indagati, molti dei quali ancora in carcere, figurano un ispettore di polizia municipale in servizio al tribunale di Torino, al quale è contestato il concorso esterno in associazione mafiosa, e due carabinieri del Torinese accusati di avere rivelato notizie riservate. La banda su cui si e' concentrata l'indagine è collegata a una 'ndrina di San Mauro Marchesato.

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