Martedì, 19 Gennaio 2021

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camera commercio«No, al taglio di funzioni e personale», i dipendenti della Camera di commercio di Crotone dichiarano lo stato di agitazione. È la reazione agli 11 decreti legislativi proposti dal ministro Madia e varati nella notte dal Consiglio dei Ministri in via preliminare per l'attuazione della delega sulla riforma della Pubblica Amministrazione che interviene anche sulle Camere di commercio. Il governo ha stabilito che dalle attuali 105 lle Cciaa devono passare a 60, attraverso la razionalizzazione delle loro funzioni e la semplificazione della governance. Il decreto di prossima emanazione prevede la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale, con riduzioni del 15%, per arrivare sino a tagli del 25% per il personale delle Cciaa derivanti da processi di accorpamento (è il caso di Crotone). «Non bastava l’accorpamento con Catanzaro e Vibo - scrivono le rappresentanze sindacali unitarie della Camera di commercio di Crotone -, che ci riporta indietro negli anni, al periodo in cui le imprese crotonesi subivano il disagio di una sede lontana, adesso a rincarare la dose, emergono anche le indiscrezioni sul contenuto del decreto attuativo della riforma della Pubblica amministrazione. Quello delle Camere di Commercio - incalzano i dipendenti - è una lenta agonia iniziata con il governo Renzi, che già all’indomani della sua nomina pensava a come disfarsi del sistema camerale e ciò, non per una logica dettata dal risparmio della spesa pubblica, ma solo ed esclusivamente per motivi squisitamente personali. Il piano diabolico di soppressione delle Camere di commercio è iniziato con il DL 90/2014 convertito in L.114/2014, con il progressivo taglio del diritto annuale, principale fonte di finanziamento delle Camere di Commercio, ed è proseguito con la Legge delega 124/2015 che, oltre a confermare il taglio del diritto annuale, ha previsto in aggiunta, anche la riduzione delle Cciaa, che passano dalle attuali 105 a 60, la razionalizzazione delle loro funzioni e la semplificazione della governance. La legge 124/2015 stabilisce - spiega la nota - che i decreti delegati devono attuare una disciplina transitoria che garantisca la sostenibilità finanziaria dei nuovi enti, ma anche “il mantenimento dei livelli occupazionali” (let. h art. 10). Contrariamente alla legge delega il decreto attuativo prevede, oltre alla razionalizzazione degli uffici che svolgono funzioni di supporto, anche la privazione per le Cciaa di tutte quelle funzioni di sostegno alle imprese (promozione, confidi, imprenditoria femminile, internazionalizzazione, ecc..), che svolgono da decenni con competenza a favore dei territori, con gravi ripercussioni sui sistemi locali e sull’occupazione. E’ difficile capire - stigmatizzano i dipendenti - come mai il governo abbia deciso di colpire così duramente le Camere di commercio che rappresentano da anni quella parte di pubblica amministrazione più innovativa ed efficiente, considerato inoltre che le Camere di Commercio non gravano sulla spesa pubblica nazionale e che al contrario versano nelle casse dello Stato i risparmi conseguiti con l’applicazione della spending review. Inoltre, è cosa ancora più grave, il Decreto di prossima emanazione prevede la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale, con riduzioni del 15%, per arrivare sino a tagli del 25% per il personale delle Cciaa derivanti da processi di accorpamento. Riteniamo assolutamente inaccettabile una riforma che vada a colpire così pesantemente i livelli occupazionali di questi enti che risultano tra i più efficienti e virtuosi nel panorama della pubblica amministrazione italiana. Non è accettabile una riforma a danno delle imprese e dei lavoratori del sistema camerale: le riforme si fanno per migliorare, non per fare cassa sulla pelle di imprese e lavoratori. Altro che politica occupazionale - commentano ancora -, dopo le Province anche per le Camere si prospetta lo stesso destino. In questo caso la mobilità dovrà riguardare circa 1.600 dipendenti, lavoratori che all’intero della Pa si sono sempre distinti per gli alti livelli di efficienza e di professionalità, facendo del sistema camerale una delle eccellenze della Pubblica amministrazione italiana. E’ incomprensibile questo abuso di delega, questo voler a tutti i costi tagliere tanta forza lavoro qualificata, quando invece la Legge prevedeva la salvaguardia occupazionale e questo immotivato accanimento contro il sistema camerale, volerlo privare delle sue funzioni essenziali, funzioni di sostegno alle imprese e ai territori, proprio in una fase economica di congiuntura sfavorevole».

 

 

 

 

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camera commercioE' stato pubblicato sul sito della Camera di Commercio di Crotone una manifestazione di interesse per la locazione di alcune porzioni dell'immobile di proprietà della stessa Cciaa che è sede dell'Ente. Si tratta della struttura di località Poggioverde, in via Antonio de Curtis, 2. Attraverso l'avviso, la Cciaa avvia un'indagine di mercato per acquisire la manifestazione di interesse da parte di potenziali conduttori per la locazione di porzioni dell'immobile in questione. Insomma, dopo il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto scorso che accorpa e istituisce la nuova "Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia", c'è aria di dismissione in via Antonio De Curtis. La moderna sede della Cciaa, o meglio parte di essa, potrebbe dunque nel prossimo futuro essere messa in locazione. Questa notizia si aggiunge alla preoccupazione destata dalla notizia che il Consiglio dei ministri di domani approverà i decreti attuativi per il riordino degli enti camerali di tutt'Italia. La Camera di commercio pitagorica ha già subito un accorpamento con quella di Catanzaro e di Vibo per raggiungere la soglia minima prevista delle 75.000 imprese iscritte, previste dalla riforma. Inoltre è in via di attuazione il taglio progressivo del diritto annuale, tributo che le aziende versano alle Camere di commercio per l'iscrizione obbligatoria al Registro delle imprese, fino al 50% nel 2017. La riduzione, che per le imprese sta comportando un risparmio esiguo, è intervenuta senza che fossero ridefinite le funzioni degli Enti camerali. La preoccupazione più grande in questo momento, riguarda naturalmente i tagli che potrebbe subire il personale. Si stima un taglio del 15% per le Camere più grandi e di un 25% per le Camere che hanno già subito un accorpamento. Ecosistema camerale avverte che sono a rischio in Italia dai 3.500 ai 4.000 posti di lavoro e sottolinea che il patrimonio di professionalità pubbliche e private delle Camere di commercio non può essere disperso nelle pieghe di un provvedimento che non ha finalità costruttive e non serve alle imprese. Non si sa ancora quanti posti siano a rischio nella Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo, ma la percentuale sarebbe di un 25% del personale occupato attualmente. Al momento nella cciaa di Crotone sono impiegate 24 persone.

 

 

 

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alfio puglieseLa Camera di commercio di Crotone interviene sulla vicenda dell'aeroporto, per voce del presidente Alfio Pugliese: «Lo sviluppo del territorio crotonese - scrive il presidente - è legato a doppio filo alle sorti dell'aeroporto Sant'Anna. La Camera di commercio di Crotone - sottolinea Pugliese - ha sempre ritenuto indispensabile costituire le precondizioni per la crescita socioeconomica della provincia. Tra questi fattori le infrastrutture rappresentano un elemento propedeutico. Nel corso degli anni - ricorda il presidente della cciaa - la Camera di commercio ha mantenuto in vita l'aeroporto con un investimento di 3,9 milioni di euro, un impegno economico che ha fortemente provato i bilanci camerali. Tale investimento è stato fatto per le imprese crotonesi e dalle imprese crotonesi, perché, lo ricordiamo, l'Ente camerale rappresenta tutti gli oltre 17.000 imprenditori che hanno deciso di operare sul territorio provinciale. Qualsiasi paradigma di sviluppo, sia esso fondato sulla promozione delle eccellenze agroalimentari e artigianali, sia esso fondato sul turismo, ha alla base la presenza di infrastrutture che consentano la transizione rapida ed economica di persone e beni. Per un territorio come il nostro in cui le strade sono un colabrodo e la linea ferroviaria è inesistente, l'unico strumento idoneo a garantire la mobilità è l'aeroporto. I dati positivi dell'ultimo anno circa il numero dei passeggeri in transito attesta che l'aeroporto può funzionare bene, acquisendo una propria identità nel panorama infrastrutturale della nostra regione. E' fondamentale che tutti gli attori sociali facciano quadrato attorno al Sant'Anna collaborando alla stesura ed all'implementazione di un piano di sviluppo, che sia stabile e strutturato, parallelo alle altre iniziative già avviate sul territorio (turismo sportivo, centro commerciale naturale, itinerari turistico-religiosi)».

 

 

 

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