Giovedì, 24 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

È accaduto ieri a seguito di controlli effettuati da personale della Squadra Amministrativa della Questura di Crotone e della Capitaneria di Porto di Crotone.

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«Prosegue il nostro proficuo rapporto di collaborazione con la Direzione marittima e le Capitanerie di porto della Calabria che ci vede insieme, ciascuno per le proprie competenze, lavorare per la tutela del mare e della sua biodiversità. Alla richiesta dei ministri De Micheli e Costa non potevamo che dare la nostra convinta adesione, consapevoli dell’importanza del progetto in questo delicato momento storico per il Paese».

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Pescava bianchetto nonostante le direttive anti-contagio per questo motivo è stato sanzionato e denunciato un pescatore sportivo. È accaduto nella giornata di venerdì 20 marzo scorso, a poco meno di due settimane dalle disposizioni del presidente del Consiglio dei ministri che hanno previsto l’obbligo di restare a casa e limitare le uscite solo per comprovata necessità. I militari della Capitaneria di porto di Crotone, invece, nell’ambito di una normale attività di monitoraggio e controllo sulla filiera ittica, hanno accertato la presenza di un soggetto all’interno del sorgitore di Cirò Marina, con ogni probabilità di rientro da una battura di pesca ricreativa.

L’uomo è stato intercettato appena dopo aver ormeggiato il proprio natante da diporto. Sull’unità è stato rinvenuto un quantitativo di circa 60 chilogrammi del cosiddetto “bianchetto”, esemplari di sarda la cui cattura è vietata in considerazione della taglia inferiore a quella minima prevista dalla vigente normativa nonché una rete da pesca tipo sciabica, la cui detenzione è anch’essa vietata.

Nei confronti del pescatore sportivo è stata comminata una pesante sanzione amministrativa di euro 4.000, con il contestuale sequestro del prodotto ittico e dell’attrezzo da pesca. Il bianchetto sequestrato, a seguito di visita ispettiva da parte del personale veterinario dell’Asp di Crotone, è stato giudicato non idoneo al consumo ed avviato a distruzione.

In virtù del fatto che il trasgressore ha ignorato le più basilari regole imposte dal decreto del Consiglio dei ministri, che autorizza gli spostamenti dal proprio domicilio per comprovate esigenze di necessità ed urgenza, i militari hanno proceduto alla sua identificazione ed a deferire lo stesso alla competente Autorità giudiziaria ai sensi e per gli effetti dell’articolo 650 del Codice penale.

«Si ritiene doveroso evidenziare – scrive la capitaneria – che, in questo preciso momento è indispensabile rispettare le prescrizioni governative e restare in casa. Direttiva accolta d’iniziativa dal ceto peschereccio professionale di Cirò Marina che, spontaneamente, ha optato per il cessare delle sortite in mare al fine di evitare contagi e contenere il diffondersi del virus».

«Ci si augura pertanto – sottolinea la Capitaneria –, maggiore senso civico da parte dei pescatori ricreativi, ricordando che gli spostamenti dalla propria abitazione sono consentiti unicamente per esigenze di lavoro, salute o per necessità primarie. L’attività di pesca sportiva non rientra, pertanto, in tali casistiche, in quanto l’uscita in mare richiederebbe inevitabilmente lo spostamento per il raggiungimento del mezzo nautico, di per se non consentito».

«I controlli – avverte il comunicato –, proseguiranno incessantemente, nella speranza che le finalità preventive vengano perseguite senza l’esigenza di ulteriori provvedimenti sanzionatori».

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«Continua l’attività della Capitaneria di porto di Crotone – informa una nota – a tutela dell’ambiente. Controlli svolti su tutto il territorio delle province di Crotone e Catanzaro hanno portato, solo qualche giorno fa, al sequestro dell’impianto di depurazione acque reflue del comune di Botricello (CZ).

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pescespada tonni sequestro capitaneriaOltre 2 tonnellate di prodotto ittico privo di qualsivoglia documento che ne attestasse la provenienza. E’ questo il carico rinvenuto a bordo di un furgone in transito sulla Statale 106, all’altezza del Comune di Crucoli (frazione di Torretta) dai militari della Capitaneria di porto di Crotone.
I militari, dopo un’attenta attività di intelligence, hanno intercettato il veicolo mentre percorreva la statale ionica. A seguito di ispezione del vano di carico, è emerso che soltanto una minima parte del prodotto trasportato era corredata della prescritta documentazione. Alla pesante sanzione di 1.500 euro elevata a carico del conducente del veicolo, si è aggiunto il sequestro degli esemplari, per la maggior parte pesce spada, tonno alalunga e tonno alletterato.
pescespada tonni sequestro capitaneria2Il prodotto ittico, infatti, dal momento della cattura sino a quello della somministrazione al consumatore finale, deve essere accompagnato da documentazione che permetta di risalire agevolmente alla provenienza dello stesso. Ed in tale ambito rientra, ovviamente, anche la fase del trasporto e distribuzione.
Il prodotto ittico sequestrato, a seguito di visita ispettiva del personale veterinario dell’Asp di Crotone, è stato dichiarato idoneo al consumo umano e, pertanto, è stato possibile disporre la sua devoluzione in beneficenza agli enti caritatevoli del territorio Crotonese. Considerato l’ingente quantitativo è stata interessata anche la Capitaneria di porto di Corigliano che ha coadiuvato i militari del Comando crotonese nell’interessare gli enti preposti a destinare l’oggetto del sequestro ai meno abbienti.

 

 

 

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pesca ricci capitaneriaISOLA CAPO RIZZUTO - Personale della Capitaneria di porto di Crotone, nell'ambito dell'attività di controllo nell'Area marina protetta di Capo Rizzuto per contrastare il fenomeno della pesca di frodo, ha avvicinato, per gli accertamenti di rito, una persona intenta a rientrare con il proprio natante nel porticciolo di "Le Castella" con a bordo un consistente quantitativo di ricci di mare appena raccolti. Il pescatore ha deciso di tentare la fuga via mare, ma i militari lo hanno inseguito riuscendo a raggiungerlo ed identificarlo. Al pescatore è stata elevata una sanzione amministrativa di duemila euro per la pesca e la detenzione di ricci di mare durante il periodo di fermo, valido nei mesi di maggio e giugno. Il personale della Capitaneria ha eseguito, al contempo, il sequestro degli attrezzi utilizzati per la pesca illegale e del motore dell'imbarcazione, risultato privo di copertura assicurativa. Il pescatore è stato deferito inoltre alla competente autorità giudiziaria.

L’attività di controllo sulla filiera ittica non è stata circoscritta alla sola Area Marina protetta, ma è stata estesa all’intero litorale di competenza. Di fatto alcuni giorno dopo, altri 4 soggetti sono stati sorpresi a commettere lo stesso illecito nelle acque antistanti il lungomare cittadino. Nei confronti di ognuno è stata elevata una sanzione da 2000 euro, cui si sono aggiunte le sanzioni relative alla navigazione nella fascia di mare riservata alla balneazione e all’assenza di documenti a bordo dell’unità fermata.
Il prodotto ittico sequestrato, ancora vivo, è stato rigettato in mare.

 

 

 

 

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