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Giovedì, 20 Giugno 2024

ATTUALITA' NEWS

«Sono ormai trascorsi più di tre anni dalla chiusura del Castello Carlo V di Crotone e, quindi, dall'impossibilità di accedere ai servizi culturali fruibili all'interno del monumento, in particolare la biblioteca comunale ed il museo civico, nonostante ci siano le condizioni per una parziale riapertura». E' questo il contenuto dell'esposto presentato alla Procura della Repubblica da parte di Teodolinda Monte, Vincenzo Fabiani, Filippo Sestito, Raffaele Riganello, Antonio Tata, Vincenzo Medici e Francesca Pesce. 

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«Arriva dalla sinergia istituzionale – si legge in una nota del Comune di Crotone –, ma anche dalla specifica volontà di restituire alla fruibilità di tutti un bene di alto valore culturale, non solo per la città di Crotone, ma per la Calabria, una notizia importante e attesa: il progetto di bonifica del castello-fortezza di Carlo V avrà da parte della Soprintendenza, che ne cura l'attuazione, priorità assoluta. Un progetto esecutivo che lo stesso direttore del segretariato regionale del Mibact, Salvatore Patamia, ha ritenuto essere, nella sua esecuzione, della massima urgenza».

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«Artifizi amministrativi: a questo si tenta di ricorrere per perpetrare un nuovo scippo a danno della città di Crotone ad opera di chi non è stato eletto e non rappresenta Crotone ed i crotonesi. Mi riferisco ai fondi, oltre un milione di euro, che qualcuno vuole sottrarre al progetto Antica Kroton per pagare la bonifica da effettuare nel Castello Carlo V, che è bene di proprietà dello Stato!». È quanto scrive il candidato a sindaco di Crotone in movimento, Danilo Arcuri.

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L'assessore alla Cultura del Comune di Crotone, Valentina Galdieri, non nasconde l'amarezza dopo la riunione del tavolo tecnico, convocata mercoledì scorso in Prefettura, per la bonifica della fortezza aragonese.

«Ci abbiamo provato con tutte le nostre forze – riferisce in una nota – e senza risparmiare alcuna energia, ma purtroppo il nostro Castello non verrà riaperto a breve. La Regione Calabria, così com'è stato puntualmente riportato da alcuni organi di stampa, ha presentato, nelle scorse settimane, alcune osservazioni e richiesto ulteriori sondaggi e analisi che, a quanto sembra, la Sovrintendenza è impossibilitata a fare per mancanza di risorse. Si è venuto a creare, in tal modo, un vero e proprio stallo che ha già generato un ritardo di almeno sei mesi per l'inizio dei lavori di bonifica, per cui il Castello di Carlo V, molto probabilmente, resterà chiuso al pubblico anche per la prossima estate».

«È stata presentata – riferisce Galdieri –, una relazione tecnica, condivisa da tutta la giunta, con l'obiettivo di riaprire al pubblico almeno parte della fortezza, tra cui la "Torre aiutante", con ingresso indipendente dalla Villa Comunale, e l'ex "Caserma Campana" con ingresso esclusivo ai dipendenti del Polo museale. Se fosse accettata la proposta dell'amministrazione comunale si potrebbero raggiungere immediatamente due obiettivi: la parziale riapertura del Castello di Carlo V, e la possibilità di trasferire i dipendenti del Polo Museale dalla Principe di Piemonte, così da adibire i locali di una scuola storica della città a nuova biblioteca comunale, in modo tale da ristabilire a tutti gli effetti il servizio bibliotecario per i crotonesi».

«Si ha quasi l'impressione – commenta la Galdieri – che del nostro Castello non importi nulla a nessuno. Abbiamo avvertito la sensazione che questo Complesso Monumentale non sia considerato importante, se non per la città di Crotone. Eppure, vorrei ricordare, la fortezza aragonese rappresenta un "unicum" nel meridione se non in Italia».

Oltre al problema della bonifica, il Castello rischia di pagare la chiusura anche in termini strutturali.

«La fortezza aragonese – continua l'assessore alla Cultura – ha bisogno di essere riaperta anche per salvaguardia del monumento stesso. Quei locali hanno bisogno di aria, non possono restare troppo chiusi, e di una continua manutenzione altrimenti rischiamo che si degradino a tal punto che, il giorno in cui saranno riaperti, necessiteranno di ulteriori risorse per il ripristino».

«Tutti gli sforzi fatti – commenta Galdieri – da questa amministrazione, documentati dalle continue lettere con le Soprintendenze sono stati vani, le richieste della città si sono infrante contro un muro di gomma costituito dalla indifferenza del Governo nazionale».

«La città – conclude l'assessore Galdieri – paga il prezzo della solitudine! Purtroppo siamo stati lasciati soli e chi a Roma ha ruolo e dimensione per poter sostenere e aiutare il Castello di Carlo V ha deciso di lavarsene le mani. I "Ponzio Pilato" sono stati un ulteriore danno fatto a questa città. Perché come diciamo spesso "i problemi sono a Crotone ma le soluzioni si trovano da altre parti", ed il Castello è diventato una vicenda simbolo di quanto poco conti Crotone sui tavoli ministeriali».

 

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«Il nostro progetto è semplice: vogliamo festeggiare e vivere la serata di Halloween in compagnia di quanti ritengono giusto, non solo difendere l'ambiente e il clima, ma anche le tradizioni, la memoria, i monumenti, i centri storici, i luoghi della comunità e della storia che sono indispensabili per immaginare e costruire il mondo del domani per una generazione futura».

È quanto scrive Pietro Infusino, consigliere federale nazionale dei “Verdi”. «Vogliamo fare questo – spiega –, coinvolgendo e sollecitando tutti indistintamente a organizzare insieme quella che abbiamo chiamato Festaprotesta Halloween per il Castello di Carlo V. "FestaProtesta" significa per noi ad Halloween manifestare affinché il castello di Carlo V, ormai da quasi 2 anni chiuso alla fruizione del pubblico e della cittadinanza venga al più presto riaperto, riconsegnato alla collettività come bene culturale di prima grandezza europea e mediterranea, bene comune e patrimonio universale in cui realizzare nuovi progetti nuove idee, aprendo orizzonti e prospettive già nell'immediato. Per questo intendiamo rivolgerci a tutte le competenti autorità, specialmente al Ministro Franceschini titolare del dicastero dei Beni Culturali, perché prenda a cuore il destino di un bene monumentale di straordinaria bellezza e rilevanza storica, agevolando tutte le procedure e le progettazioni, cioè i passaggi utili e concreti per la sua immediata riapertura, intervenendo in sede ministeriale, regionale e comunale affinché gli ostacoli frapposti, e le anomalie riscontrate, vengano immediatamente rimosse con il ripristino della sicurezza e della accessibilità, con il superamento di ogni ostacolo e barriera alla libera fruizione del luogo culturale. Non è più sopportabile che per mancata bonifica parti intere e importanti di questa città e di questo territorio vengano sottratte ai cittadini, negate ai turisti, impedite ai visitatori e agli studiosi. Pertanto vi invitiamo a partecipare a questa iniziativa facendola propria, portando contributi autonomi e originali affinché la giornata di Halloween sia l'inizio di un nuovo percorso che porti ad una positiva svolta nella gestione dei beni culturali cittadini, che al momento attraversano un periodo di forte crisi di degrado e abbandono. Tutti i presidenti e i segretari delle associazioni sono quindi gentilmente pregati di mettersi in contatto con i Verdi di Crotone, per dare a tanti bambini e adolescenti la felicità e la gioia di giocare e festeggiare "scherzetti e dolcetti" nella location più appropriata e suggestiva che è appunto Piazza Castello, sito urbano da cui rilanciare nuove proposte affinché Crotone diventi più bella, più festosa, più accogliente, più civile, più europea, più propositiva e più creativa. Sono certo della vostra adesione e ne sarò ancora di più fiero nel momento in cui avrò il vostro assenso a realizzare l'idea progetto della "FestaProtesta di Halloween per il Castello di Carlo V", in quanto momento e iniziativa condivisa negli obiettivi, nelle finalità e nella stessa composizione del programma di una serata importante per l'infanzia, l'adolescenza e la gioventù di questa nostra bellissima e unica città. Sono a vostra immediata disposizione, anche operativa e tecnica, per costruire insieme una scaletta di eventi e interventi da raccogliere nella storica piazza Castello, luogo che deve tornare a essere simbolo della coesione sociale e della sicurezza del centro storico».

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analisi castelloNessuna concentrazione fuori norma di "radon" (gas radioattivo), sia fuori, che all’interno del Castello di Carlo V a Crotone. Lo dicono chiaramente i risultati delle analisi effettuate dal personale del laboratorio fisico “Ettore Majorana” del dipartimento Arpacal di Catanzaro che, su richiesta del ministero dei Beni culturali (Segretariato regionale Mibac per la Calabria), lo scorso 7 marzo ha realizzato un monitoraggio «in continuo del gas radon presso il Castello Carlo V di Crotone, alla presenza dell’esperto qualificato incaricato per le operazioni di messa in sicurezza e/o bonifica e i funzionari dello stesso ministero». Ebbene, nelle conclusioni consegnate dall’Arpacal al Mibac si legge che: «La concentrazione di attività di radon outdoor nel castello, come ci si aspettava, è assolutamente in linea con i livelli di radon che abitualmente si registrano in atmosfere esterne». Sempre nelle conclusioni l’Arpacal afferma che: «Gli ambienti indoor osservati, pur presentandosi in una condizione non idonea per la misura del gas radon, in quanto chiusi da tempo, non meritano alcun interesse di tipo radiologico». C’è anche una spiegazione scientifica all’assenza di gas radon nonostante la presenza del Tenorm (contiene uranio) impiegato come “materiale inerte e di riempimento” durante le attività di manutenzione e restauro che hanno interessato il sito archeologico nel recente passato. «Stante le misure osservate – scrive l’Arpacal –, la struttura primaria del castello sembra rappresentare una barriera diffusoria persino per il radon, generato dalle sorgenti estese di Tenorm, allocate nella parte limitrofa». Gli ambienti indagati all’interno del perimetro del castello sono stati diversi: la biblioteca, piano terra e primo piano; museo piano terra; foresteria, piano terra e primo piano. Il periodo di misura del monitoraggio è stato intorno alle 4 ore. Scrivono tuttavia i tecnici dell’Arpacal: «Soltanto quando gli ambienti indoor torneranno a vivere, per cui personale del pubblico e lavoratori frequenteranno abitualmente il prestigioso sito, si prescrive, a solo scopo di verifica e ulteriore controllo, una misura di concentrazione di attività di radon con strumentazione passiva per un periodo di tempo non inferiore all’annualità. Questo tipo di osservazioni si effettuano solo quando gli ambienti sono vissuti. Anche su quest’ultima indicazione è necessario dare elementi di ulteriore chiarezza poiché non vi è alcun obbligo di tipo normativo se non una mera applicazione di un principio di prevenzione che si concretizza con un monitoraggio passivo». Il Castello era stato chiuso con ordinanda del sindaco Ugo Pugliese del 5 aprile 2018 a seguito di una segnalazione fatta al sindaco e poi al Mibac dalla senatrice Cinquestelle Margherita Corrado.

 

 

 

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