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Giovedì, 20 Giugno 2024

ATTUALITA' NEWS

castello aereo«Terminati i carotaggi nel Castello di Carlo V». Lo rende noto l’assessore alla Cultura del Comune di Crotone, Valentina Galdieri. «La riapertura e quindi la fruizione del Castello Carlo V – commenta la nota – è tra le priorità dell'amministrazione Pugliese ed è per questo che l'assessore alla Cultura Valentina Galdieri è in continuo contatto con la Soprintendenza. La chiusura del Castello Carlo V si è resa necessaria a causa della presenza di t-norm, la tutela della salute è un impegno oltre che una responsabilità, ed è un obiettivo di questa amministrazione restituire alla città quello che è il simbolo stesso della storia di Crotone.
Ecco perché l'assessore ha inteso instaurare un rapporto di dialogo e condivisione con la Soprintendenza affinché chi ha il compito di intervenire lo faccia in tempi ragionevoli, è questo l'impegno assunto dall'assessore alla Cultura Valentina Galdieri che con una missiva ufficiale datata 6 dicembre, solo l'ultima in ordine di tempo, ha chiesto chiarimenti e informazioni alla Soprintendenza sulle operazioni di carotaggio. E i carotaggi , si legge nella comunicazione inoltrata dagli uffici regionali del ministero per i Beni e le attività culturali in risposta alla richiesta dell'assessore Galdieri, sono terminati il 20 novembre. "Sono in corso le analisi chimiche fisiche dei campioni estratti al fine di caratterizzare i materiali inquinanti e di procedere alla messa in sicurezza del sito", si legge nella comunicazione giunta all'assessore Galdieri. "L'attenzione resta alta, si solleciterà – ha dichiarato l'assessore Galdieri – la bonifica in tempi brevi dell'area in cui è stata individuata la presenza del tenorm. Se i tempi dovessero essere lunghi si ripropone una soluzione temporanea che prevede la riapertura parziale del Castello, con la messa in sicurezza dell'area inquinata. Una soluzione che potrebbe ben conciliare l'interesse imprescindibile alla salute con la restituzione ai crotonesi, e non solo, del Castello e del Museo civico", conclude la nota».

 

 

 

 

 

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stemma carloV donpedro«Il 26 ottobre 2018 sarà ricordato come una data beneaugurante (e speriamo la prima di tante altre) per il Patrimonio storico-artistico-architettonico crotonese, essendo stato apposto il vincolo agli Stemmi imperiale e viceregnale di Carlo V e di don Pedro da Toledo da parte del Segretariato regionale del Mibac». Lo scrivono in una nota congiunta Teresa Liguori, presidente di Italia nostra sezione di Crotone, e Vincenzo Fabiani, direttore del Gruppo archeologico krotoniate.

 

«Il Bene – ricordano i due – è stato classificato come “di notevole interesse pubblico” ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.L. 42/2004). Dal 2013 le Associazioni Italia Nostra, Gruppo Archeologico e Dante Alighieri di Crotone avevano iniziato ad occuparsi del Bene segnalando le sue condizioni precarie alle Istituzioni (Mibac- Soprintendenza e Comune) e chiedendo interventi urgenti di restauro conservativo alle Armi imperiale e vicereale, monumentale bassorilievo in pietra arenaria risalente al 1547, in condizioni precarie per incuria ed abbandono. La segnalazione era stata poi raccolta – per parte istituzionale – dall’ex vicesindaco ed assessore alla cultura Antonella Cosentino, che il 4 maggio 2018 aveva inviato un’ulteriore sollecitazione alla Soprintendenza archeologica e ai Beni monumentali e al segretariato regionale del Mibac, affinché si emanasse la dichiarazione di interesse pubblico ponendo il vincolo allo stemma imperiale e a quello viceregnale.

 

Numerose le iniziative di Italia Nostra e Gak, a livello di articoli, petizioni, incontri con studenti e con la cittadinanza, per far conoscere gli Stemmi e le Mura di Cinta del Castello – Fortezza di Carlo V – anche attraverso le bellissime immagini della Mostra Fotografica allestita proprio per far risaltare il valore artistico monumentale del complesso di fortificazioni di cui gli Stemmi, situati sul Bastione don Pedro, sono parte integrante. Oltre a queste iniziative di sensibilizzazione, l’inserimento degli Stemmi nella Lista rossa di Italia Nostra come Bene Culturale fortemente a rischio ha giocato un ruolo fondamentale per il buon esito della richiesta di vincolo e premiato il forte e tenace impegno delle associazioni sia a livello nazionale che locale. Nella stessa Lista rossa di Italia Nostra era stato inserito l’ex Convento dei Cappuccini, per il quale le due associazioni chiedono l’estensione del vincolo come “Bene di notevole interesse pubblico”.

 

A questo punto dovrebbe essere più facile programmare il restauro conservativo del Bene prima che sia troppo tardi: gli Stemmi versano infatti in condizioni precarie e richiedono urgenti interventi di restauro conservativo. Il vincolo è sicuramente il primo passo per poter intervenire a salvare il rilevante Bene monumentale. Italia Nostra e Gak chiedono che il Mibac autorizzi il Comune ad intervenire nel più breve tempo possibile, con una procedura di urgenza. La città di Crotone non può rischiare di perdere per sempre un Patrimonio di storia arte cultura paesaggio, appartenente alla memoria collettiva, che ha il dovere di salvaguardare per tramandarlo alle future generazioni».

 

 

 

 

Pubblicato in Cultura e spettacoli

conigliera castello carlo v crotone transennamentoGià da diverso tempo, quando si costeggiano le imponenti mura delle fortificazioni crotonesi, si possono notare delle protezioni metalliche per via del pericolo di caduta massi e di materiali laterizi. Nei pressi della cosiddetta "Conigliera", precisamente in via discesa San Leonardo, all'altezza dello spuntone Miranda la situazione è poco fortunata. La fortificazione, infatti, si sta sbriciolando e, a oggi, non ci sono segni di interventi visibili. Questa imponente costruzione fu aggiunta e costruita durante il viceregno di Giovanni de Zuniga (1586-1595), conte di Miranda, su proposta dell'architetto Ambrosio Attendolo. Sullo spuntone angolare si può vedere ancora in alto una pietra angolare e squadrata con inciso in lettere maiuscole ed in onore del vicerè: Miranda. Questa modifica esterna si rese necessaria all'epoca per arrestare la caduta della vecchia muraglia della Capperrina e venne usata in seguito come opera di difesa accessoria al castello di Carlo V: l'opera fu terminata nel 1597, data attestata da numerosi graffiti lasciati dagli operai dell'epoca. Insomma un pezzo di storia della città, nata per bloccare la caduta della precedente linea di fortificazione, oggi a sua volta si sta sbriciolando, sotto gli occhi dei turisti che in questi mesi costeggiano attoniti le imponenti mura ed il Castello di Carlo V che, per via della colossale mole, creano spaesamento in chi le osserva per la prima volta.

Davide Pirillo

 

 

 

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fosforite castello collageSopralluogo tecnico al Castello Carlo V per restituirlo alla fruibilità. «Si è svolto un sopralluogo tecnico – informa una nota – presso il Castello Carlo V per la verifica degli interventi da attuare per restituire alla fruibilità il sito dopo la chiusura a seguito del rinvenimento di "Ternorm". Il ministero dei Beni culturali recependo l'invito dell'amministrazione Pugliese ad intervenire ha dunque effettuato il rilevo tecnico funzionale a mettere in campo gli opportuni interventi. Come è noto a seguito della segnalazione di presenza di materiali potenzialmente dannosi presso la struttura il sindaco aveva immediatamente richiesto una consulenza all'Arpacal che aveva accertato la presenza in alcune zone di Ternom. Il sindaco aveva poi disposto la chiusura della struttura chiedendo l'intervento del ministero. Al sopralluogo con l'assessore alla Cultura Antonella Cosentino, il funzionario comunale Franco Milito, la responsabile della Biblioteca comunale Luciana Proietto, hanno partecipato il direttore del Segretariato regionale del ministero Salvatore Patamia, il direttore della Soprintendenza archeologica per le provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone Mario Pagano, Pasquale Lopetrone della Sovrintendenza Belle arti e paesaggio della Calabria e Stefano Gizzi del ministero dei Beni culturali. Il sopralluogo è stato finalizzato ad intraprendere tutte le misure atte ad escludere pericolo per l'incolumità pubblica e restituire al pubblico un bene particolarmente significativo dal punto di vista culturale della città. I funzionari ministeriali si sono determinati nel prevedere la rimozione totale del materiale radioattivo, procedura particolarmente delicata data la natura del bene stesso. Saranno incaricati degli esperti per gli opportuni carotaggi, per verificare fino a quale profondità sarà necessario arrivare per attuare gli interventi nel rispetto della tutela del patrimonio archeologico. "E' stata una importante risposta – dichiara l'assessore alla Cultura Antonella Cosentino – che arrivata dal ministero per quanto attiene la richiesta che avevamo fatto per restituire il Castello alla città ed ai turisti. Per Crotone e per le politiche di sviluppo culturale ed economico la fortezza di Carlo V ha una importanza strategica, considerato anche i numeri che si sono registrati negli ultimi due anni, la struttura nel 2017 ha fatto registrare, grazie anche all'azione specifica dell'Amministrazione comunale che ha puntato sulla sua valorizzazione, il raddoppio rispetto all'anno precedente delle presenze con oltre 26.000 visitatori. Continuiamo la nostra collaborazione con il ministero nello comune interesse di vedere finalmente superata questa fase di criticità" conclude l'assessore alla Cultura Antonella Cosentino».

 

 

 

 

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fosforite castello collage«Facendo seguito alla segnalazione della Senatrice Margherita Corrado, il Comune di Crotone ha prontamente chiesto all'Arpacal di fare le opportune analisi che hanno rivelato, in alcune zone della struttura, presenza di fosforite». Lo rende noto il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «I risultati delle analisi – informa il sindaco – sono state immediatamente comunicate alla Soprintendenza dei Beni culturali, proprietaria del Castello, ed entro domani saranno ulteriormente messe in campo opportune misure. Ringrazio la senatrice Corrado – dichiara il sindaco Ugo Pugliese – della segnalazione che ci ha consentito di intervenire prontamente. Mi rammarico che situazioni come queste, che provengono da un remoto passato, emergano soltanto ora nonostante i numerosi sopralluoghi, visite guidate passeggiate culturali, giornate Fai svolte proprio nel Castello».

 

 

 

 

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fosforite castelloLa senatrice del M5s Margherita Corrado ha scritto al sindaco di Crotone Ugo Pugliese per segnalare e denunciare «presenza presunta fosforite nel Castello di Carlo V». «Si segnala – scrive la senatrice – , in pieno spirito di collaborazione, la presenza di materiale di colore grigio-celeste con forti analogie visive con la fosforite, minerale altamente nocivo poiché contiene Uranio 238, all’interno del Castello di Carlo V, negli spazi aperti e accessibili senza restrizioni ai visitatori tra le ex caserme Campana e Sottocampana (sedi della Biblioteca Comunale “A. Lucifero” e del Museo Civico) e i due bastioni di N-E e S-E della fortezza medesima. Confidando nel suo tempestivo intervento per sanare quello che potrebbe configurarsi come un grave pericolo per l’incolumità pubblica, la cui responsabilità compete precipuamente alla carica istituzionale da Lei ricoperta, si resta in attesa di un cortese riscontro».

fosforite castello collage

 

 

 

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