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Giovedì, 20 Giugno 2024

ATTUALITA' NEWS

museo civico esterno«Boom di visitatori nel 2017 per il Museo Civico ed il Castello Carlo V». Lo rende noto in un comunicato il Comune di Crotone. «Nell'anno appena passato – riferisce la nota – sono stati 8.429 rispetto ai 4.869 del 2016 che aveva comunque registrato un notevole incremento rispetto all'anno precedente. Il raddoppio dei visitatori è dovuto alla specifica attività che l'assessore alla Cultura Antonella Cosentino ha programmato, mettendo il museo ed il Castello al centro delle attività di promozione e valorizzazione dei beni culturali della città prevedendo anche numerosi eventi che si sono svolti durante tutto l'anno. Secondo i dati raccolti e elaborati dalla responsabile della Biblioteca Comunale Luciana Proietto l'incremento maggiore si è verificato nei mesi di maggio, settembre, ottobre, novembre e dicembre a conferma della destagionalizzazione dell'offerta culturale della città di Crotone. Incremento di visitatori notevole anche nei mesi di luglio ed agosto. Dati in crescendo anche per la biblioteca comunale "A. Lucifero" che passa dai 10.018 visitatori del 2016 ai quasi 11.000 del 2017. L'archivio storico registra un aumento di presenze passando da 895 a 1097 nel 2017. Aumento anche per il prestito bibliotecario che passa da 1606 a 1749 nel 2017. In totale tra presenze al Museo Civico, al Castello, alla biblioteca ubicata nella stessa Fortezza, Archivio Storico e Mediateca si passa dalle 22.044 presenze del 2016 a 26.561 del 2017. Si sottolinea che per quanto attiene il Castello ed il Museo non essendo previsto il pagamento del biglietto di ingresso i dati sono relativi al registro presenze che viene firmato dai visitatori che accedono gratuitamente ai siti e, naturalmente, può verificarsi che non tutti firmino. Lusinghiero il dato relativo alle biblioteche italiane ed internazionali che hanno avuto accesso al sistema di prestito interbibliotecario previsto dal Comune di Crotone tra cui si registrano richieste da tutta Europa e dalle più prestigiose Università Italiane e Internazionali. Tantissime le iniziative con le scuole con visite ed attività specifiche nei siti. Da gennaio a dicembre sono stati oltre seimila gli alunni di tutte le età che hanno visitato il Castello Carlo V, il museo ed anche la biblioteca. "Registriamo un incremento importante di cui naturalmente siamo soddisfatti perché premia la programmazione specifica che abbiamo fatto per la valorizzazione e promozione di un sito importante della nostra città ma anche il lavoro specifico di chi quotidianamente si dedica al Castello, al Museo ed alla Biblioteca. Ho ritenuto fondamentale aprire letteralmente le porte di questo nostro simbolo soprattutto alle scuole ma anche le azioni di salvaguardia, di recupero e riqualificazione operate dall'amministrazione Pugliese hanno dato importanti risultati avendo in pratica raddoppiato le presenze al Museo ed al Castello. Gli eventi culturali che abbiamo promosso in ogni periodo dell'anno hanno dato non solo la possibilità di assistere a performance di alto spessore ma ai visitatori di conoscere ed apprezzare un patrimonio unico come il Castello Carlo V. Stiamo lavorando per movimentare la vita culturale della città, favorendo la partecipazione di tutti, convinti che vada ad incidere sull'identità, sull'appartenenza, sul senso di comunità" dichiara l'assessore alla Cultura Antonella Cosentino».

 

 

 

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random irregular collectiveSi terra' dal 23 dicembre al 30 dicembre, nella Torre Aiutante del Castello Carlo V, patrocinata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Crotone, la mostra d'arte contemporanea "Random - Irregular Collective". Cinque giovani artisti propongono in uno dei luoghi piu' suggestivi della citta' le proprie performance. Con la direzione artistica di Armando Truglio, la mostra sara' animata dalle performance di Francesco Calendini artista multitasking, passato da rapper e writer, Pierpaolo Barresi che si e' avvicinato al mondo della grafica da giovanissimo ma anche appassionato di cultura hip hop, Cesare Citinitri affermato designer che vive e lavora a Londra e Salvatore Scarfone poliedrico artista catanzarese. Simbolo della loro intesa artistica ed affettiva non potevano che essere diverse opere, realizzate e dipinte live a 4,6,8 mani. Il progetto si intreccia tra gli spazi quotidiani e tradizionali della citta' dando vita cosi ad un connubio di tradizione e innovazione, riscoperta e riutilizzo dei luoghi. "Random" si insedia cosi' all'interno della Torre Aiutante del Castello di Carlo V di Crotone, distribuita su tre piani scegliendo uno dei luoghi simbolo della storia della citta' per presentare a tutti le sue attivita': sale espositive, live painting, proiezioni, zona lounge, un dipartimento grafico e serigrafico ed una free Wi-Fi zone. L'inaugurazione si terra' il 23 dicembre alle ore 17 "Abbiamo voluto con piacere - dichiara l'assessore alla Cultura Antonella Cosentino - sostenere questa iniziativa perche' e' importante valorizzare la creativita' di giovani talenti. L'amministrazione Pugliese ha instaurato un dialogo positivo con i giovani. Tra l'altro in questa mostra esporranno artisti gia' affermati nonostante la giovane eta' e sara' interessante apprezzare il legame tra le suggestioni dell'arte contemporanea ed il fascino di un luogo storico come la Torre Aiutante".

 

 

 

 

 

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castello carloV2Ai tempi della costruzione del Castello di Carlo V a Crotone, Gian Giacomo dell'Acaya aveva già progettato i primi baluardi, insieme ad altri grandi architetti militari del calibro di un Francesco di Giorgio Martini, Giuliano da Sangallo e Michelangelo Buonarroti. Questo tipo di costruzione militare rispondeva alle esigenze difensive sopravvenute con l'invenzione della polvere da sparo e quindi delle armi da fuoco. Il vicerè Don Pedro de Toledo nel 1537, gli affidò - insieme ad Alarcon, a Escrivà e al Menga - la fortificazione di tutta la costa adriatica. Nel 1539 eseguì il progetto del castello di Lecce. Stava completando, a Napoli, i lavori di Castel Sant' Elmo, quando venne anche incaricato di fortificare Sorrento, di progettare e costruire il Castello di Capua ed alcuni importanti interventi nel Castello di Cosenza. Ma chi era, dunque, il progettista di questo maniero? Sono passati più di 500 anni dalla sua nascita e l'architetto Gian Giacomo dell'Acaya viene ricordato in Puglia con feste e cortei medioevali, ogni estate ad Agosto. Un personaggio senz'altro carismatico e controverso, geniale e generoso, nato a Napoli nel 1500 e morto a Lecce il 6 dicembre del 1570. Specializzato in opere di fortificazione "alla moderna", diventò l'architetto di fiducia di Carlo V, dopo essersi opposto all'invasione dei francesi, con 500 mercenari albanesi guidati dal marchese Castriota. Qualche anno fa uscì un articolo su Gazzetta del sud del 14 settembre 2008 (pagina 19, Cultura e spettacolo in Calabria), riportante una laboriosa ricerca, con cui si riusciva a delineare la vita e le opere del geniale ingegnere del castello crotonese. Le fonti presenti nelle biblioteche cittadine in realtà non sono soddisfacenti nel merito della ricerca e neppure i documenti d'archivio consultati, sui quali il suo nome era trascritto come "Acaja" e non invece, come è giusto che sia, come "Acaya". E forse proprio da questa inesattezza, la "J" presente nel cognome al posto della "Y", deriva l'oblio e le scarne notizie raccolte sul personaggio in Calabria, dove peraltro si occupò, oltre che del castello di Crotone, anche della ristrutturazione del castello di Cosenza e di quello di Amantea. Da qui, l'intuizione. Armati della giusta "y" , sulle tracce dell'antico feudo di Segine, si passò a consultare testi e ricerche d'archivio prodotti in Puglia, dove Gian Giacomo trascorse gran parte della propria vita e dove realizzò la città-fortezza che porta ancora oggi il suo nome: "Acaya". La sua famiglia, proveniente dalla Francia, aveva ricevuto da Carlo I d'Angiò il feudo di Segine nel Salento, dove venne costruito il castello di Acaya, l'unica città-fortificata pugliese che si trova a pochi chilometri da Lecce. Alla morte di suo padre don Pedro, Giangiacomo si ritirò proprio ad Acaya, nel suo feudo ma nel 1570, per una fideiussione concessa ad un suo amico che non riuscì poi a saldare il proprio debito, (un esattore dei tributi doganali di Puglia e Basilicata) fu sottoposto alle procedure esecutive e all'arresto. Morì di stenti quello stesso anno nel carcere di Lecce che, ironia della sorte, aveva anche progettato lui stesso qualche tempo prima. Qui, a Crotone, Acaya progettò il Castello e le fortificazioni, la cui costruzione attuale è opera degli Spagnoli, con il Vicerè Don Pedro di Toledo. L'architetto fece del Castello di Carlo V, nato sui resti dell'antica Acropoli greca, una delle più possenti fortezze militari del Regno. La preesistente costruzione venne ampliata e modificata: da un impianto poligonale con cinque torri ai vertici, la fortezza venne ricondotta ad un forma quadrata, ed era previsto anche l'inserimento delle torri circolari in quattro bastioni a scarpa. Il progetto venne realizzato parzialmente con la costruzione dei bastioni di S. Giacomo e di S. Caterina. La carenza di materiali edilizi suggerì il riuso dei resti dell'antica città greca, che furono inglobati nella costruzione. Nel 1542 insieme alla riedificazione e all'ampliamento del castello, Gian Giacomo progettò anche le poderose mura di cinta, il cui circuito risulta ancora oggi quasi del tutto intatto. Il Castello costituisce, inoltre, unico esempio di castello arroccato, non in cima ad una altura, ma intorno ad un colle.

 

 

 

 

Pubblicato in Cultura Krotonese

san sebastiano internaIn occasione delle celebrazioni per il quarto centenario dalla nascita, al grande pittore calabrese Mattia Preti, verrà dedicata una importante mostra presso il Castello di Carlo V intitolata "Mattia Preti dipinge San Sebastiano". L'esposizione comprenderà quattro grandi tele raffiguranti San Sebastiano dipinte in vari periodi e provenienti da località diverse: da Malta, Cosenza ed anche dal suo paese natale, Taverna. A tagliare il nastro il 22 ottobre alle ore 16, al Castello di Crotone, saranno il governatore della regione Mario Oliverio ed il sindaco Peppino Vallone. Sarà possibile ammirare questi capolavori da giovedì prossimo fino al 10 novembre, poiché successivamente le opere saranno trasferite a Reggio Calabria. L'evento è promosso dalla Regione Calabria e dal segretariato regionale Mibact per la Calabria, mentre la realizzazione è coordinata dal Polo museale e dalla Soprintendenza belle arti. La mostra, a cura di Nella Mari e di Giuseppe Mantella, ripercorre l'intensa, lunghissima e originale vicenda artistica di Mattia Preti, tra i maggiori esponenti della pittura italiana del Seicento, attraverso l'attenta disamina e il puntuale raffronto - stilistico, iconografico e tecnico – di quattro dipinti raffiguranti San Sebastiano. Realizzate in un arco di tempo di circa un trentennio, dalla fine degli anni cinquanta del Seicento fino al 1687, le opere esposte provengono dalla Galleria Nazionale di Cosenza, dalla chiesa di San Domenico di Taverna, dalla chiesa dell'Immacolata Concezione di Maria, detta di Sarria di Floriana a Malta e dal Museo civico di Taverna. E documentano, con straordinaria concretezza ed efficacia, il cursus artistico di Mattia Preti. Attraverso i cambiamenti e l'evoluzione stilistica sarà possibile cogliere perciò la maturazione artistica di questo "nostro" pittore che, dall'iniziale esordio "caravaggesco" ha acquisito, passando dall'esperienza romana a quella dell'ambiente culturale ed artistico napoletano, uno stile più personale e drammatico. Mattia Preti nasce a Taverna il 24 febbraio 1613, fu detto anche il Cavaliere calabrese perchè nominato cavaliere da papa Urbano VIII a Roma. Nel 1661, chiamato a Malta dal Gran maestro dell'ordine di Malta Raphael Cotoner, realizzò buona parte della decorazione della Concattedrale di San Giovanni a La Valletta e la Conversione di San Paolo, nella vecchia Cattedrale di San Paolo a Medina per conto dei Cavalieri Ospitalieri, ed altre opere per le varie chiese maltesi. Dal 1672 riesce a realizzare alcune opere nelle chiese della sua città natale, Taverna. Morì nel 1699 a La Valletta. Interverranno all'inaugurazione: Salvatore Patamia, responsabile Segretariato Regionale MiBACT per la Calabria; Angela Tecce, direttore Polo Museale della Calabria; Margherita Eichberg, Soprintendente Belle Arti e Paesaggio della Calabria; Nella Mari, direttore Galleria Nazionale di Cosenza; Pasquale Anastasi, direttore generale dipartimento cultura Regione Calabria; Armando Pagliaro, dirigente settore cultura Regione Calabria.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Cultura e spettacoli
Sabato, 23 Maggio 2015 22:42

Centro storico: il castello di Crotone

Una fortezza posta sulla sommità della Timpa Capperina compare per la prima volta in un atto del 1192.

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sergio contarino2«Il parere positivo arrivato dalla Commissione europea significa che il Castello Carlo V è pronto a recitare il suo ruolo centrale nella riorganizzazione dell'intero patrimonio storico, artistico e culturale della città di Crotone». Così l'assessore comunale all'Urbanistica Sergio Contarino sui 10 milioni di euro previsti per Castello e museo dall'Ue all'interno del piano "Cultura e sviluppo 2014 – 2020" [LEGGI ARTICOLO]. L'affermazione dell'assessore Contarino fa anche seguito al parere positivo espresso dall'Unione europea sul progetto di riqualificazione del Castello Carlo V proposto dal Comune di Crotone. «Il parere positivo della Commissione europea - informa una nota - è stato espresso dopo la Conferenza dei servizi decisoria che si è tenuta nella Casa comunale che ha visto il parere favorevole, tra l'altro, della Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria e dopo avere avuto anche il via libera dal ministero dei Beni culturali. Un progetto - commenta Contarino - condiviso dalle massime espressioni istituzionali in materia di beni culturali, che porta alla città di Crotone dieci milioni di euro in un settore come quello della cultura che sicuramente può rappresentare un traino positivo e per il quale l'amministrazione è pienamente impegnata. Questo finanziamento- sottolinea l'assessore - è una occasione che sicuramente la città non intende perdere. Il nostro impegno c'è tutto. La validazione del progetto da parte dell'Unione europea è un motivo di soddisfazione per l'amministrazione ed allo stesso tempo rappresenta non solo per noi, ma per tutta la città, uno stimolo importante a far bene e presto». Il progetto prevede oltre al recupero dei luoghi, anche un programma di conservazione e di valorizzazione del complesso attraverso la realizzazione di una efficace rete di nuovi itinerari e di percorsi attrezzati. La nuova veste del Castello Carlo V è destinata ad essere l'attrattore principale della città con nuove funzioni nel campo della cultura, del turismo ma anche un elemento fondamentale per l'economia cittadina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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