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Giovedì, 20 Giugno 2024

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castelloUn finanziamento di 10 milioni di euro è stato previsto per concludere il progetto del Castello di Carlo V, tra opere di ristrutturazione ed adeguamento funzionale. Questo è il budget stanziato per recuperare il Castello che ha ottenuto il placet della Commissione europea, attraverso il Programma operativo "Cultura e Sviluppo 2014 – 2020", cofinanziato dai fondi comunitari (Fers) e da quelli nazionali. Piano destinato alle regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) che, nel suo complesso, ammonta a circa 490 milioni di euro. Grazie ai fondi dell'unione europea sarà possibile completare dunque i lavori del Castello, già avviati con il precedente programma di fondi europei 2007-2013. L'intervento è stato incluso infatti nel gruppo di interventi definiti a "cavallo" (nelle 5 regioni del Sud) quelli cioè che non erano stati completati con i fondi europei precedentemente stanziati. In Calabria sono due gli interventi di ristrutturazione previsti, in questa specifica categoria. Oltre al Castello Carlo V a Crotone, sarà rifinanziato il progetto di recupero del Museo Archeologico di Locri. Invece di lasciare opere incomplete, si preferisce portare a termine le opere iniziate e non finite. Il progetto del castello di Carlo V è stato presentato il 15 maggio dello scorso anno nel comune di Crotone, dal sindaco Vallone, dal soprintendente dei Beni architettonici, Francesco Prosperetti, dal soprintendente ai Beni archeologici Simonetta Bonomi, dal progettista Marco Dezzi Bardeschi, e dal dirigente comunale Dominijanni. Il progetto aveva suscitato una vivace discussione con alcune associazioni del territorio, tra cui Gettini di Vitalba, e anche il M5s si era dimostrato scettico sui contenuti della proposta progettuale. Perplessità erano state espresse dal parlamentare del M5S Paolo Parentela. Si tratterebbe di un ampliamento dello stesso museo nazionale archeologico, da realizzare all'interno del castello, le cui mura sono costruite intorno ad una collina, forse l'antica acropoli della città greca di Kroton.

 

Gli attrattori culturali.
Nel programma europeo finanziato sono stati individuati per le regioni e per le città coinvolte, sessanta luoghi di particolare importanza storica e culturale, intorno alle quali far ruotare tutte le altre iniziative. Per Crotone, il luogo clou, intorno al quale si è deciso di far convergere l'attenzione è il Museo archeologico nazionale. Considerato un polo di attrazione unico per il contenuto culturale e i reperti preziosissimi che vi sono custoditi. Basti pensare al famosissimo diadema d'oro di Era, esposto insieme al tesoro della dea, scoperto ai piedi del tempio.

 

E nel resto della regione?
Nella regione Calabria gli altri poli di attrazione sono stati individuati nel Museo e area archeologica di Locri, nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Museo e Parco Archeologico di Sibari, il Parco Archeologico di Kaulon a Monasterace, e il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium a Borgia. Tra gli interventi finanziati, su cui ci sia una progettazione avanzata o di massima, sono indicati, tra quelli con progettazione avanzata,il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e il Museo di Sibari e Parco Archeologico. Tra quelli con progettazione preliminare, figurano il Parco Archeologico di Kaulon a Monasterace e il Parco Archeologico Nazionale di Scolacium a Borgia.

 

Il Programma operativo Cultura e sviluppo.
La Commissione Europea ha approvato lo scorso mese di febbraio il programma operativo "Cultura e Sviluppo" 2014 – 2020 cofinanziato dai fondi comunitari (Fers) e nazionali, per un ammontare complessivo di circa 490 milioni di euro, che vede il Mibact nel ruolo di amministrazione proponente e Autorità di gestione. il Programma Operativo Nazionale (Pon) "Cultura e Sviluppo" 2014 – 2020 è destinato a 5 regioni del Sud Italia - Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia - ed ha come principale obiettivo la valorizzazione del territorio attraverso interventi di conservazione del patrimonio culturale, di potenziamento del sistema dei servizi turistici e di sostegno alla filiera imprenditoriale collegata al settore. ha una dotazione finanziaria di 490,9 milioni di euro, di cui 368,2 milioni di euro a valere sui fondi strutturali europei (FESR) e 122,7 milioni di euro di cofinanziamento nazionale. Da notare che non tutti i 368 milioni andranno a coprire le spese di restauro di chiese e monumenti. Si prevede che, oltre al recupero degli edifici, altri fondi saranno spesi per allestimenti e promozioni culturali.

 

 

 

 

 

 

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 La loro presenza è legata al regio castello che per tutto il Seicento fu presidiato da militi spagnoli

Pubblicato in Cultura Krotonese

Il castello di Crotone è sorto a seguito della ricomposizione urbana della città agli inizi dell'età Normanna (seconda metà del sec. XI – inizi del sec. XII). 

Pubblicato in Cultura Krotonese
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