Lunedì, 21 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

«Il presidente dell’associazione “Odv circolo Ibis” di Crotone, Girolamo Parretta - informa una nota -, si è complimentato col comandante della stazione dei Carabinieri di Scandale a seguito dell’intervento compiuto lo scorso lunedì, quando una pattuglia della locale Stazione ha individuato e poi denunciato un 86 del luogo che trasportava sul proprio mezzo un cane meticcio, ucciso poco prima a colpi d’arma da fuoco. Il Circolo Ibis di Crotone sta reperendo informazioni sull’accaduto e valuta l’opportunità di costituirsi eventualmente parte civile qualora si procedesse contro l’uomo in ambito giudiziario». «Al di là dell’encomiabile impegno straordinario - prosegue il comunicato - profuso dai carabinieri e dalle altre Forze dell’ordine del territorio nel fare rispettare le misure di contenimento dal contagio Covid-19, tale intervento assume un’importanza particolare in considerazione del fatto che arriva a sanzionare, finalmente, uno dei tanti comportamenti arcaici condotti a scapito degli animali e della natura per mano di una sparutissima (per fortuna) parte della popolazione di alcune zone rurali del Crotonese e della Calabria; e anche perché il periodo dell’anno verso cui andiamo incontro ci chiama, storicamente, a interventi su fauna in pericolo. Il riferimento è agli incendi provocati dai proprietari di agri (spesso anziani) che, per rendere i campi “puliti” e più velocemente pronti alla lavorazione, bruciano le sterpaglie, rimanenze del raccolto effettuato in precedenza al loro interno. I danni, però poi li producono anche e soprattutto all’esterno. Sono queste, infatti, le prime e più pericolose fonti di incendio nel Crotonese e in Calabria che mettono in serio pericolo la vita degli esseri umani, ma più spesso degli animali e della natura circostanti. Circolo “Ibis” di Crotone condanna questo tipo di approccio al naturalismo e annuncia la conduzione di una seria battaglia contro questo tipo di comportamenti».

«Enpa ringrazia i Carabinieri della stazione di Scandale – si legge in un’altra nota – perché, nonostante il periodo difficile che vede impegnate in prima linea tutte le forze dell’ordine a causa dell’emergenza Coronavirus, nell’adempimento del proprio dovere sono prontamente intervenuti denunciando un il responsabile della vigliacca e ignobile uccisione di un cane avvenuta a colpi di arma da fuoco. Un segnale importante quello dei militari, in un territorio dove i maltrattamenti agli animali sono all’ordine del giorno e dove troppo spesso cittadini onesti e volontari sono costretti ad assistere impotenti a comportamenti indegni portati avanti da gente senza scrupoli, violenta e pericolosa, oggi per gli animali e domani per i loro stessi simili. Enpa auspica una intensificazione dei controlli sul territorio finalizzata a prevenire maltrattamenti degli animali e nuovi abbandoni di animali d’affezione».

 

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«L’associazione “Circolo Ibis” di Crotone – informa una nota – ha preso parte a una delle giornate di lettura organizzate dall’istituto comprensivo “Maria Grazia Cutuli” nell’ambito del progetto “Libriamoci”, promosso dal Miur nelle scuole dall'11 al 16 novembre 2019. Nella giornata del 13 novembre scorso, il progetto ha visto protagonisti i volontari del Circolo “Ibis” nell’istituto scolastico di Crotone. Il filone tematico della giornata è stato: “Noi salveremo il pianeta! …il ruolo decisivo delle nuove generazioni nella lotta ai cambiamenti climatici”. Il presidente del Circolo, Girolamo Parretta, ha quindi messo al centro del confronto, l’importanza della tutela e protezione della biodiversità nel nostro territorio, soffermandosi sulla presenza di specie animali tra passato e presente. Agli alunni coinvolti è stata così proposta la lettura di alcuni passi di “Avifauna e mammiferi della Calabria” di Armando Lucifero (1855-1933), notabile e intellettuale crotonese del secolo scorso i cui interessi culturali e scientifico-naturalistici si sono fusi con l’amore per la propria terra. Tutt’oggi, i suoi saggi, tra cui quello citato e “Mammalia calabra”, rappresentano una vera e propria “Bibbia” per gli esperti e gli appassionati naturalisti, in quanto nei due volumi converge un quadro storico e ambientale dell’epoca. Proprio su questo asse di comparazione fra presente e passato si è sviluppato anche il confronto tra il presidente Parretta e gli alunni. Sempre nel corso della giornata, sono state illustrate attraverso la proiezione di alcune istantanee digitali le ricerche e le scoperte compiute in questi anni dai volontari del Circolo Ibis. Si tratta degli scatti di 100 specie di uccelli diversi, immortalate di transito e stanziali nell’oasi del “Martin pescatore” di Capo Colonna. Inoltre, grande entusiasmo è stato espresso dai ragazzi alla vista delle immagini derivanti da foto-trappole (sistemate dai naturalisti del circolo nel territorio del Marchesato) che hanno catturato istantanee di lupi e gatti selvatici, istrici e caprioli e molti altri animali rari e in via di estinzione che disdegnano il contatto con l’uomo. Hanno preso parte alla giornata gli alunni delle classi quinte della scuola primaria Cutuli sotto la guida delle maestre Testa Antonella, Tallarico Marisa, Minarchi Dantes e Spina Graziella. Referente del progetto è la professoressa Ivana Zannino, mentre la dirigente dell’istituto comprensivo che ha fortemente voluto la giornata è la dott.ssa Anna Maria Maltese».

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festa san francesco roccabernardaUna nota informa che: «Il presidente dell’associazione “Odv circolo Ibis” di Crotone, Girolamo Parretta, lo scorso 10 giugno, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica per maltrattamenti ad animali che sarebbero stati perpetrati nel corso della tradizionale festa patronale di San Francesco di Paola a Roccabernarda. Il tutto è partito da una segnalazione anonima pervenuta all’associazione che ha tra i suoi principali scopi proprio la tutela degli animali e la salvaguardia dell’ambiente. Informata la locale stazione dei carabinieri di Roccabernarda e quindi ottenuta la disponibilità a intervenire con solerzia sul caso specifico, il presidente Parretta si è recato di persona a Roccabernarda il 2 giugno scorso, data in cui avviene un’asta di animali donati dai fedeli alla festa e i cui proventi vengono devoluti alla parrocchia organizzatrice dell’evento. Ebbene, una volta giunto sul posto, il presidente Parretta ha constatato la presenza di tre ovini e due galli con le zampe legate, adagiati all’aperto e in stato di sofferenza in prossimità del luogo dove si sarebbe dovuta tenere l’asta. Non solo, alcuni bambini, nelle fasi antecedenti l’asta, prendevano di mira gli animali esplodendo verso loro colpi di pistola ad aria compressa del tipo “soft air” senza che, questi, potessero in qualche modo sfuggire alla sofferenza provocata. Nonostante il presidente Parretta avesse ricevuto rassicurazioni che durante l’intervento sarebbe stato affiancato dai Carabinieri forestale (competenti in materia di maltrattamenti sugli animali), provenienti della stazione di Santa Saverina, al momento dei controlli i militari hanno mostrato reticenza ad adoperarsi e solo dopo più sollecitazioni dello stesso ambientalista hanno poi formalizzato il loro intervento. Il caso si è risolto con l’interruzione dell’asta e la contestuale restituzione degli animali ai legittimi proprietari. Nell’esposto, le denunce formulate sono state per omissione e accondiscendenza di chi era preposto ai controlli. Alla Procura, adesso, spetta il compito di identificare i responsabili e i proprietari degli animali affinché cessino questo tipo di manifestazioni. Al di là del credo religioso e delle tradizioni popolari, l’Odv circolo Ibis di Crotone ha ritenuto e ritiene di dover intervenire ogni qual volta si provochi sofferenza su un animale indifeso. «Giusto per inciso – sottolinea Parretta – San Francesco di Paola fu uno dei primi santi ascrivibili al veganesimo in quanto tradizione vuole che questi non mangiasse né carne, né latticini e, in più, è molto popolare il miracolo dell’agnellino martinello che Francesco resuscitò». Il Circolo infine, ringrazia la stazione Carabinieri Roccabernarda per la massima collaborazione offerta durante l’intervento».

 

 

 

 

 

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girolamo parretta cane salvatoL’associazione “Odv circolo Ibis” di Crotone ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica pitagorica al fine di segnalare il ripetersi di casi di randagismo e relativo salvataggio di animali sul territorio provinciale che spesso richiedono un intervento coadiuvato dai Vigili del fuoco. Scrive il presidente Girolamo Parretta nella denuncia: «Tenuto conto di quanto stabilito dalla legge nazionale 281 del 1991 e dalla legge regionale in materia di prevenzione del randagismo, non ci è dato sapere quali sono le azioni messe in campo dalle Amministrazioni comunali e dall’Azienda sanitaria provinciale per monitorare e prevenire il fenomeno dell’abbandono e della proliferazione dei cani vaganti sul territorio della provincia di Crotone». Il presidente Parretta segnala che: «In riferimento a tale aspetto, negli ultimi due anni riceviamo continue e frequenti richieste di intervento per il salvataggio e il recupero di cani. Il nostro intervento è spesso coadiuvato dai Vigili del Fuoco. La maggior parte dei nostri interventi avviene nei paesi della provincia di Crotone e soprattutto nella zona attorno al Comune di Roccabernarda e Comuni limitrofi, dove si registra la presenza di un numero indeterminato di cani randagi». Il presidente del Circolo Ibis quindi sottolinea che è «difficile, per la nostra associazione, individuare le cause di questo problema che appare irrisolvibile nel solo meridione d’Italia, considerato che nel Centro-nord il fenomeno del randagismo non esiste, ovvero è tenuto sotto controllo». Il Circolo Ibis di Crotone ha quindi espresso formale querela nei confronti di «coloro che saranno individuati quali responsabili e di coloro che abbiano concorso o comunque favorito le loro condotte» e ha chiesto espressamente che «si proceda penalmente nei loro confronti per i reati che l’autorità giudiziaria vorrà ravvisare dai fatti esposti».

 

 

 

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gatto selvatico europeoImmortalato rarissimo esemplare di gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) nei meandri della macchia mediterranea del Marchesato, a pochi chilometri dal capoluogo Crotone. A effettuare lo splendido scatto sono state le fototrappole installate dai volontari del Circolo “Ibis” sotto il cordinamento del presidente Girolamo Parretta. «Le fototrappole – spiega lo stesso presidente – sono degli strumenti fondamentali nello studio della fauna, della maggior parte di specie dalle abitudini notturne molto difficili da incontrare alla luce del sole, in poche parole i nostri mammiferi predatori». Questi, già nascono come animali adattati alla vita notturna, cacciano nell’oscurità sfruttando i loro sensi, molto più sviluppati dei nostri. La persecuzione operata dall’uomo in tanti secoli li ha trasformati in esseri ancora più schivi e notturni. Fitte coperture arbustive di macchia mediterranea, una copertura rocciosa, zone di nebbia ma illuminate dal sole di primo mattino: questi sono i luoghi frequentati dal gatto selvatico che ama scaldarsi ai primi raggi mattutini».

Il presidente Parretta spiega poi che: «La sua tana è sempre posizionata in luoghi difficilmente accessibili, dove il maschio e la femmina si ritirano conducendo però una vita totalmente separata. Il maschio possiede un territorio all’interno del quale ci sono più tane di femmine con le quali si accoppiano nella stagione degli amori, le femmine portano avanti la cucciolata in modo assolutamente in modo autonomo, come leonesse con i cuccioli in un branco. Vanno a caccia di prede, tornano alla loro tana nascosta, dove intanto i cuccioli aspettano il ritorno della madre per essere allattati e, in seguito, quando sono più grandi, nutriti con le prime piccole prede che servono come esempio di predazione. Sublimi cacciatori come i nostri gatti domestici, se già un gatto domestico può mietere molte vittime, è facile immaginare cosa può fare un gatto selvatico in natura. Cacciatore di piccola-media taglia, ma con un’altissima capacità offensiva verso roditori, lepri, uccelli e rettili. In grado di arrampicarsi sugli alberi, riesce a uccidere uccelli di grossa taglia, tortore, colombacci, fagiani, rappresentano le sue prede abituali. Difficilissimo da vedere, l’osservazione diretta del gatto selvatico è da considerarsi un fatto puramente fortuito».

gatto selvatico europeo natturna«Lo studio - entra nel merito Parretta - avviene spesso su animale vittime di incidenti stradali che testimoniano e fanno da punti di partenza per zone dove sistemare le fototrappole. La coda larga con una serie di anelli neri, è la caratteristica più evidente che lo contraddistingue da un gatto domestico. La sua elusività è data dalle abitudini notturne, dall’essere estremamente silenzioso e attento a non farsi notare al pari della lince, forse anche meglio. Non esiste mammifero europeo così sfuggente e così complesso, difficile da classificare anche sotto l’aspetto genetico. Nel Dna del gatto selvatico europeo (felis silvestris silvestris) non è raro riscontrare la presenza di geni del gatto domestico, il cui addomesticamento, non è iniziato nel continente europeo, ma in Africa, con esattezza in Egitto 10mila anni fa, partire dal locale gatto selvatico (felis libica)».

«Attraverso i gatti randagi - riferisce quindi Parretta - il Dna si è contaminato. Quando un maschio di domestico sfugge dal territorio urbanizzato, incontra popolazioni di selvatico e nel periodo dell’estro può capitare che si accoppiano, generando ibridi fertili, che hanno caratteristiche morfologiche simili. I gatti selvatici difendono una loro riserva di caccia che a volte può arrivare anche a mille ettari, i cui confini sono marcati con urina, escrementi e l’odore delle ghiandole facciali. Il gatto selvatico occupa una posizione di nicchia negli ecosistemi naturali, inoltre lo si può classificare ai primi posti tra tutti i cacciatori della foresta. E se purtroppo ormai, nell’esame del Dna si scopre che qualcuno di questi gatti selvatici è imparentato con i nostri “mici” non resta che farcene una ragione. I maggiori pericoli che corre il gatto selvatico oltre l’ibridazione, sono il bracconaggio e gli incidenti stradali, nonché gli incendi boschivi che distruggono totalmente il loro habitat», conclude il presidente del Circolo "Ibis" di Crotone.

 

 

 

 

 

 

 

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oasi martin pescatore circolo ibis crotone«Il “Circolo Ibis per l’ambiente Odv” rinnovato nella forma, come prevede la legge di riforma del Terzo settore, è così ritornato a “volare” a Crotone». Lo rende noto il presidente dell’associazione Girolamo Parretta che annuncia l’addio alla storica adesione a Legambiente. «Dal 9 luglio scorso – informa Parretta –, vecchi e nuovi soci proseguono nell’opera di gestione dell’oasi naturalistica di Capo colonna e nelle diverse attività che hanno da sempre caratterizzato e caratterizzano l’associazione. Il Circolo Ibis Legambiente di Crotone ha abbandonato – specifica Parretta – il suo pluridecennale accompagnamento legambientino per ricostituirsi, riappropriandosi di quella forte identità che ha sempre caratterizzato l’associazione sui temi dell’ambiente naturale, del paesaggio, del patrimonio culturale e dell’inquinamento, riprendendo nel suo emblema la figura dell’ibis eremita. L’ibis – commenta ancora Parretta – è tornato a popolare Palmira. C’è infatti una analogia tra il ritorno del mitico uccello, celebrato dagli egizi e ritenuto estinto, con l’ibis che ha caratterizzato fin dal 1981 la denominazione di una associazione ambientalista di Crotone. E’ una storia straordinaria quella dell’ibis eremita per reintrodurre la specie dichiarata estinta nel 1989 da tutto il Medio Oriente, durata nove anni, che ci viene raccontata da Gianluca Serra, biologo, in Salam è tornata in un volume da poco uscito per Exòrma. L’italiano, esperto di ecologia comportamentale, racconta la scoperta, nella Palmira liberata, dell’ultima colonia di ibis, creduti ormai estinti».

 

 

 

 

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