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Martedì, 29 Novembre 2022

ATTUALITA' NEWS

È arrivato l'ok della Conferenza dei servizi alla demolizione dei manufatti e alla nuova caratterizzazione per l'ex area sensi sul porto di Crotone. La riunione dell'organismo decisorio si è svolta nella giornata di oggi e ha riunito attorno al tavolo oltre alla Meridionale Petroli, proprietaria dell'ex impianto, anche il Comune, la Capitaneria di porto, l'Agenzia del demanio, l'Autorità portuale, l'Arpacal, l'Asp e la Provincia.

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«Hanno avuto inizio ieri, lunedì 20 luglio 2020 – scrive la Prefettura di Crotone –, i lavori di demolizione delle ville abusive, realizzate sul promontorio di Capo Colonna, su un’area di inedificabilità assoluta, di proprietà della famiglia dei Grande Aracri».

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«Ruspe in azione da questa mattina a Capo Colonna – informa una nota del Comune di Crotone – per la demolizione di manufatti abusivi». Si tratta di 3 di 5 immobili di proprietà di altrettanti componenti della famiglia Grande Aracri.

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Dopo circa 30’anni il Comune di Crotone ha approvato il primo stralcio dei lavori di demolizione di tre dei cinque manufatti abusivi nella zona ad assoluta inedificabilità, appartenenti della famiglia Grande Aracri. Di ieri la determina dirigenziale che dà il via a contrarre i lavori per un importo complessivo di 108.362,93 euro. Com’è noto, i primi atti prodotti per l’abbattimento delle abitazioni risalgono al 1982, ma non erano mai stati conseguenziali.

Sempre a partire da ieri, fa sapere il “Comitato “Fondo Gesù nel cuore”, sono riprese anche le demolizioni dei 27 box abusivi realizzati a ridosso del fiume Esaro. Gli interventi erano iniziati lo scorso ottobre ma poi si erano arrestati a seguito di iter procedurali innescati dalla caduta dell’amministrazione Pugliese, prima, e per l'intervenuta emergenza coronavirus che, insieme, hanno decretato lo stop delle demolizioni. Da ieri mattina, le ruspe sono ritornate nella zona di via Achille Grandi nel quartiere popolare per irpotare in scurezza e in legalità l’area.

 

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demolizione capocolonna località campione«Nei giorni scorsi, com'è noto a tutti, sono cominciate e sono ancora in corso, le operazioni prima di sgombro e poi di abbattimento, in una zona di di Capo Colonna, di strutture, manufatti e abitazioni abusive: si tratta di un'area di particolare pregio turistico, patrimonio che fa primato nel panorama nazionale e internazionale, un'area che da lunghi anni è stata sottoposta alla deturpazione dell'abusivismo». Lo scrive il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «Molte volte – prosegue –, in passato, si è deciso e si è provato a porre rimedio, ma senza mai riuscirci. Non era più sopportabile che una risorsa come il promontorio Lacinio e l'area di Capo Colonna potesse rimanere preda della speculazione e di interessi egoistici individuali. Oggi c'è una nuova consapevolezza e una nuova etica della responsabilità pubblica e un altro coraggio, ingredienti che hanno reso possibile la creazione di raccordi e sinergie tra tutte le istituzioni che presidiano il territorio: Comune, Prefettura, Procura, Questura, Vigili del Fuoco e Forze dell'ordine. Voglio esprimere anche tutto il mio personale apprezzamento e gratitudine per il lavoro straordinariamente diligente ed efficace, che stanno svolgendo, in stretto raccordo tra di loro, gli uffici tecnici del Comune, coordinati dall'ingegner Germinara, unitamente a tutte le altre espressioni operative delle altre istituzioni. Questo nuovo sentimento che è venuto a crearsi, ha prontamente coinvolto fasce sempre più ampie di cittadini, anch'essi consapevoli e convinti che senza il necessario ripristino dei principi di legalità e di tutela del patrimonio della città dei tre millenni, Crotone non potrà mai andare avanti in un poderoso processo di ordinata crescita e in un qualificato e sostenibile sviluppo, così com'è nelle sue concrete possibilità e potenzialità. L'amministrazione da me guidata sta compiendo un poderoso sforzo in tutti i campi e in tutti i settori per ricomporre un quadro di ordine in una città che, negli ultimi decenni, è stata caratterizzata da un profondo disordine e da diffusi fenomeni degenerativi che ne hanno "sfregiato" il volto, mettendo a serio rischio qualsiasi sviluppo futuro. Nel 2016, appena assunta la guida della città, ci siamo trovanti difronte ad una realtà "sottosopra e capovolta" in ogni manifestazione della sua vita quotidiana. Abbiamo cominciato a lavorare, giorno dopo giorno, per ridare identità ad una città dalla profondità storica e culturale ineguagliabile come Crotone. Come tutti sanno abbiamo cominciato a lavorare sul nuovo strumento urbanistico (il Psc) dopo averne definito il suo carattere: a consumo di suolo zero. Non ci sarà più, così come abbiamo annunciato più e più volte, nessun sacco urbanistico della città. Gli speculatori dovranno restare fuori e lontano da Crotone. Per tutto ciò che da costoro è stato fatto in passato, la città di Crotone sta già pagando un caro prezzo in termini economici e di sicurezza, visto l'uso improprio e devastante che è stato fatto del nostro territorio. Intendiamo realizzare, con il Psc, una nuova visione di sviluppo che, in primo luogo, riqualifichi e ristrutturi il nostro assetto urbano e, quindi, realizzi quelle strutture mirate ad assicurare sicurezza e tranquillità ai cittadini, e quelle infrastrutture necessarie a migliorare la qualità delle vita. In questo senso rientrano gli investimenti che abbiamo conquistato e che oggi stiamo avviando a cantierizzazione, come il completamento del Piano Versace, che, finalmente, metterà in sicurezza la città evitando che si possano ripetere eventi dolorosi come l'alluvione del '96. Così come gli investimenti per la bonifica integrale della discarica Tufolo-Farina, oltre a quella, decisamente più nota, delle ex aree industriali. E contestualmente alla messa in sicurezza del territorio stiamo lavorando a realizzare il nuovo teatro e il prolungamento del lungomare, opere che mirano ad innalzare il livello di qualità della nostra quotidianità. In questo contesto, l'Antica Kroton assume lo strategico ruolo di progetto guida: diventa il piano di sviluppo economico e culturale che dovrà realizzare un grande attrattore turistico e che mai potrà convivere con una città "sfregiata" da gravi fenomeni di abusivismo, di disordine e di illegalità diffusa. Questo è il compito che ci siamo dati, questa è la missione che vogliamo svolgere non da soli, ma insieme a tutti i cittadini crotonesi. Ripeto insieme e non separati, perché diversamente non si va da nessuna parte, soprattutto oggi che, dopo 25 anni, siamo riusciti a dotare Crotone di tante e nuove opportunità e risorse, con le quali edificare un nuovo e diverso futuro. Sappiamo bene che le difficoltà sono tante ed enormi. I dati di partenza della nostra esperienza amministrativa sono terribili sia sul versante della povertà sia su quello relativo alla mancanza di lavoro, assenza che viene sofferta e subita da tanti miei concittadini e in particolare, purtroppo, da tante ragazze e ragazzi. A loro abbiamo pensato quando abbiamo deciso di mettere in campo questo nostro impegno. Sappiamo bene tutti che Crotone soffre, da lungo tempo, di gravi patologie la cui guarigione richiede cure adeguate e un tempo sufficiente. Per queste ragioni abbiamo inteso lavorare su due fronti: quello emergenziale e quello legato alle prospettive, mettendo in atto investimenti massicci adatti ed idonei ad affrontare incisivamente la crisi economica e quella sociale. Così facendo, sono certo che, insieme, potremo farcela. Questo è il mio impegno e il mio augurio».

 

 

 

 

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località campione capocolonnaLe ruspe entreranno in azione a Capocolonna la prossima settimana. Ma le villette abusive da abbattere sono salite a 20: furono tutte costruite nel lontano 1990. Questa mattina il dirigente del settore Lavori pubblici e urbanistica del Comune di Crotone, Giuseppe Germinara, ha concluso una gara d'appalto assegnando i lavori alla ditta risultata vincitrice. Le villette costruite in un'area a inedificabilità assoluta erano state realizzate in località Campione (Capocolonna), confinante con l'area archeologica. Si tratta di un'area di particolare interesse paesaggistico. Il primo decreto di demolizione era stato emanato dal Comune di Crotone nel lontano 1992, ma non si era mosso nulla perché i proprietari avevano fatto opposizione presentando, tra l'altro, anche un ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria, che non aveva accolto la richiesta dei ricorrenti. La questione è stata ripresa dall'attuale procuratore di Crotone, Giuseppa Capoccia, che ha fatto pressione al Comune per l'abbattimento dei manufatti abusivi. Le villette, anche se erano state costruite in ordine sparso e da diversi proprietari, avevano assunto l'immagine di un complesso residenziale organizzato.

 

 

 

 

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