Lunedì, 28 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

gamblingSono stati pubblicati nuovi dati che riguardano la filiera del gioco e che denotano come anche per il 2018-2019 il settore del gambling in Italia sia sottoposto a un livello di tassazione elevato, attestato tra il 50% e il 52%. L'anno scorso la percentuale raggiunta aveva raggiunto il 55%, un carico fiscale che rappresenta per l'Erario del nostro Stato una buona opportunità di fare cassa a cui non sarà certo semplice rinunciare, se pensiamo che in Italia la tassazione sul gioco è più alta rispetto a quella sul lavoro, che viaggia sul 43%. Consideriamo poi la differenza tra la tassazione che avviene negli altri Paesi europei, dove la media è pari al 39,6% contro il 50% del dato nazionale, a indicare una distanza netta tra l’Italia e il resto dell’Europa, con Paesi come Francia e Spagna che stanno rapidamente recuperando quote di mercato significative per il gambling. Che cosa significa? L’Italia fino al 2015-2016 viaggiava con un certo anticipo rispetto a questi paesi, fatta eccezione per il Regno Unito, dove il circuito del betting online e dei socialcasino che avevano anticipato il trend europeo con quasi 10 anni di storia alle spalle, senza contare il numero di aziende conosciute in tutto il mondo che operano da lungo tempo in Inghilterra e nel resto della Gran Bretagna. Questo però non ha certo limitato il settore del gioco in Italia, che ha rappresentato per lungo tempo una buona opportunità di profitto, anche in chiave fiscale ed erariale.
Anche in altri Paesi virtuosi, sparsi nel mondo il coefficiente massimo di tassazione raggiunge a tratti il 42-43%, segno che attesta di fatto l’Italia in pole position in questa particolare classifica. Tutto questo avviene mentre il Governo Conte è pronto a dare nuovamente battaglia alla filiera del gioco, con nuovi provvedimenti e levata di scudi posta a limitare l’orario di apertura delle sale slot e VLT, senza contare i provvedimenti che riguardano la possibilità di chiudere o di limitare l’azione di questi esercizi in luoghi sensibili come scuole, uffici, ecc. La lotta alla ludopatia è uno dei provvedimenti che il vicepremier Luigi Di Maio ha più volte affermato, sarà al centro delle soluzioni e della battaglia parlamentare lungo tutto il 2018 e il 2019. Una mossa che ha già incontrato i favori dell’opinione pubblica e le critiche da parte dei responsabili dell’industria del gambling. Bisogna in effetti ricordare come il gioco legato ai casinò online rappresenti per l’Italia una nicchia significativa, ma che non arriva nemmeno al 12% come percentuale, rispetto ai vettori più performanti quali le lotterie istantanee e non e il settore delle scommesse sportive, che è direttamente collegato con la Lega Calcio di serie A. Paradossalmente però il settore di giochi e scommesse continua a essere utilizzato dal Governo come bancomat per reperire denaro fresco. La Manovra ha già disposto che le aliquote per gli apparecchi da intrattenimento salgano dello 0,5%, rispetto a quelle fissate solo pochi mesi fa con il Decreto Dignità. Prendendo a modello le slot ricordiamo che viaggiano ormai in salita al 19,25 della raccolta lo scorso 1° settembre, ora con la legge di Bilancio passeranno al 20,1% dal° 1 maggio 2019, mentre per le Vlt invece a settembre è salita al 6,25% per poi passare al 7,15% nel maggio del prossimo anno. Questo è il quadro della situazione per quanto riguarda l’Italia e il gioco d’azzardo legale.

 

 

 

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slot machinePer quanto concerne il circuito del gioco d’azzardo il 2018 in termini di fatturato e di risultato operativo potrebbe superare come spese sia il 2017 che il 2016. Il primo trimestre ha dato segnali piuttosto incoraggianti dai tre differenti segmenti che rappresentato il grosso delle entrate per quanto riguarda l’Erario. Al primo posto si attestano i giochi delle lotterie, con i Gratta & Vinci in testa, mentre subito dopo segue il settore delle scommesse sportive. Quest’anno vi sono stati eventi sportivi molto seguiti anche nel circuito del betting, senza dimenticare che nonostante l’esclusione della Nazionale italiana, in questo periodo ci sono i Mondiali in Russia, importanti tornei di tennis e altri eventi sportivi degni di nota. Abitualmente per gioco d’azzardo però andiamo a intendere per uso comune i giochi da casinò, dove per il settore del gioco terrestre le slot machine rappresentano il 50% dell’indotto sul nostro territorio. SI gioca in maniera massiccia in ogni regione d’Italia, con Campania, Lombardia e Lazio, che sono risultate anche per il 2017 i posti dove si è giocato di più, in termini di spesa. I risultati operativi però ci mostrano come questo tipo di fenomeno venga praticato in ogni regione e provincia d’Italia.
La provincia di Crotone durante lo scorso anno è risultato una delle più virtuose per quanto riguarda il discorso legato alle slot machine. La spesa pro-capite si è attestata sulle 393 euro, mentre quella complessiva ammonta a 24,94 milioni di euro. Nonostante si tratti di una spesa importante, se andiamo a paragonarla a quella di altre province d’Italia, è una cifra piuttosto bassa, visto che la media nazionale è pari a 900 euro pro-capite. Bisogna anche ricordare come la città di Crotone con 291 apparecchi regolarmente registrati sia sotto la media nazionale anche per quanto riguarda VLT e AWP, le due tecnologie relative alle slot attualmente in uso in Italia e nel resto d’Europa. Il circuito del gioco d’azzardo tuttavia viaggia su diversi binari ormai dal 2013, cioè da quando il gioco è stato liberalizzato nella sua formula digitale online. Prendiamo ad esempio il caso di Voglia di Vincere giochi slot machine che attualmente offre una delle sale più complete per quanto riguarda il circuito del gioco online; chiaramente a tutt’oggi non è così semplice effettuare un censimento dei dati locali e reali. Il motivo è abbastanza evidente: non è obbligatorio registrarsi e geo-localizzarsi per accedere al gioco online. Tuttavia per il 2017 bisogna ricordare come il segmento del gioco digitale rappresenti solo il 12% della spesa nazionale per il gioco.
Si tratta pur sempre di una cifra significativa che cresce di anno in anno e che coinvolge in maniera più evidente gli under 50, persone cioè che hanno una maggiore dimestichezza e consapevolezza del mezzo tecnologico. E’ interessante notare come il dato si distingua poi tra chi accede direttamente da smartphone, in genere gli under 40, e chi sceglie invece di giocare attraverso PC fisso e laptop. Questo è in pratica l’identikit delle abitudini del gambling italiano per il 2016 e il 2017. La spesa complessiva tra il 2014 e il 2017 è passata dagli 84,5 miliardi di euro del 2014 ai quasi 97 miliardi per l’anno passato. Entro il 2022 il numero di giocatori che utilizzeranno il gioco online come strumento preferito saranno il 35% dei giocatori, secondo le ultime stime raccolte su campione planetario, basandosi sulle abitudini degli utenti che usano internet in maniera più frequente e per una durata maggiore alle 20 ore settimanali.

 

 

 

 

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L'impatto nell'informazione e quindi nella società civile di un settore fino a ieri considerato “da ragazzi”.

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