Domenica, 25 Ottobre 2020

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È quasi in partenza il treno che dovrà imbarcare i candidati a Sindaco per le prossime elezioni comunali a Crotone.

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Crotone sarà rappresentata a Roma, nelle alte sfere della politica, da un altro rappresentante parlamentare: Sergio Torromino. L’imprenditore crotonese, è notizia di oggi, siederà infatti sugli scranni della Camera per Forza Italia in sostituzione di Domenico Giannetta che ha deciso di dimettersi da parlamentare per continuare a fare parte del consiglio regionale della Calabria. Cinquantacinque anni il prossimo 18 ottobre, ma già imprenditore di “lungo percorso” nel settore metalmeccanico a livello internazionale con centinaia di dipendenti, Sergio Torromino si dice “portavoce” in Parlamento della mancanza proprio del lavoro a Crotone da quando la città è stata desertificata industrialmente. Le prime battute che abbiamo raccolto telefonicamente da Sergio subito dopo aver saputo della sua nuova destinazione politica:

Onorevole Torromino, un nuovo ruolo politico che la impegnerà tantissimo?

Sono orgoglioso ed emozionato, ma non certo intimorito dalla lotta politica che mi attende per portare a compimento quegli impegni intrapresi con i cittadini allorquando mi sono candidato alla Camera nel 2018. Farò di tutto per dimostrare che la mia presenza a Roma non sarà vissuta come turista.

Lei è uno dei pochi imprenditori che la città di Crotone vanta… quale sarà il suo impegno per quanto riguarda il lavoro a Crotone?

Sono imprenditore da tantissimi anni. Opero a Crotone come nel resto d’Italia e d’Europa. Conosco bene il dramma che sta vivendo la mia città da quando sono state smantellate le industrie. In una di queste mi sono formato come imprenditore. Crotone deve invertire la rotta della disoccupazione iniziando dagli investimenti pubblici. Da troppo tempo si parla dell’Antica Kroton, Infrastrutture portuali, Viabilità, servizi in genere ma niente avviene da questi settori. La città è da troppi anni un deserto occupazionale.

Dopo aver saputo delle dimissioni dell’onorevole Giannetta ha parlato con esponenti nazionali del suo partito?

Breve telefonate, giusto per gli auguri di buon lavoro. Con i vertici del partito ci siamo dati appuntamento a Roma e, in quella sede, farò presenti anche quelle che sono le preoccupazioni dei cittadini di Crotone e dell’intera Provincia.

Lei è coordinatore di FI per la provincia di Crotone: adesso passerà il testimone ad altri per continuare a gestire il partito in provincia?

È probabile che ciò avvenga perché c’è la necessità di continuare a gestire il partito in maniera assidua e stando sul territorio. Non mancano le figure idonee per questo eventuale passaggio di consegne.

Entra a fare parte del Parlamento nel momento più difficile dal dopoguerra a causa del Covid-19, una bella “preoccupazione?”

Il Coronavirus sta mettendo in difficoltà il mondo intero e quindi anche Crotone. Sarà un valido motivo perché intervenga con vigore anche per una migliore sanità crotonese nella qualità e nelle strutture.

On, Torromino, a parte l’Antica Kroton e qualche altro intervento, Crotone attraverso quali settori deve invertire la rotta della disoccupazione?

Crotone è in grado di ripartire da ogni settore: industria, agricoltura, turismo. Pensando a questi settori non mancano le competenze. Occorre la presenza dello Stato nel sostenere le iniziative idonee con massicci interventi economici per debellare la sofferenza economica delle imprese. 

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Sono diverse le segnalazioni e i dubbi sollevati da parte di alcuni cittadini sul perché della paventata decisione di chiudere l’istituto paritario Benedetto XVI con indirizzo Scuola media-Liceo scientifico “ad integrazione classica” e Liceo delle scienze umane "Economico-sociale". L’istituto è sito a Crotone in via Pietro Raimondi. Le diverse sollecitazioni ricevute dai tanti utenti dell'istituto, ma anche di semplici cittadini hanno meritato così un approfondimento che ha visto chiamare in prima persona i diretti interessati.

È stato l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, Angelo Raffaele Panzetta, a dare da subito la sua disponibilità ai chiarimenti, dimostrando sensibilità interesse, come in tutte le situazioni, che a livello istituzionale l’hanno visto sempre partecipe. In questa intervista, il presule spiega, con la chiarezza e la professionalità che lo distinguono da sempre, i dettagli di ciò che vive la nostra curia in questo momento.

Ma prima occorre fare un passo indietro. Ricordiamo che l'istituto Benedetto XVI, nasce a Crotone nel 2008, dietro volontà di monsignor Domenico Graziani. In questo istituto, ruotavano le attività del polo culturale diocesano, che comprendeva anche la decentrata della Lumsa (Libera Università Maria Santissima Assunta) di Roma. Oggi, è scuola che svolge un servizio pubblico, pur nella specificità della sua gestione non statale. Nell’ultimo periodo, però, sono sorti numerosi problemi anche di natura economiche, che potrebbero inficiare il corretto svolgimento dell'attuale anno scolastico (in questo momento con la didattica a distanza, vista l’emergenza Covid-19) e i successivi. Occorre fare, inoltre, delle ulteriori precisazioni: a oggi la Curia della diocesi di Crotone e Santa Severina, versa in condizioni non "idilliache", dal momento che pare sia interessata da un’esposizione economico-finanziaria che coinvolge anche l'istituto.

Eccellenza la ringrazio innanzitutto per l’opportunità che mi dà per venire a capo di una questione spinosa e mai chiarita correttamente. Che rapporto esiste tra la curia e l'istituto Benedetto XVI?

La curia, nel corso del tempo, ha supportato economicamente l'istituto facendosi carico di un impegno. Inizialmente la curia aveva concesso a titolo gratuito le mura dell’istituto, cui è seguito anche l'impegno di versare la retta annua per sostenere economicamente la scuola cattolica.

Dal suo insediamento ad oggi è cambiato qualcosa in questo rapporto?

Sì. E’ cambiato il rapporto in senso economico, per via della situazione critica che vive oggi la curia; per tanto non si riesce più a sostare gli impegni presi negli anni precedenti.

Questa “mancanza” influenzerà l’andamento scolastico dell’istituto?

Non posso rispondere in maniera esaustiva.

Perché?

Perché noi come curia, possiamo continuare a garantire l’uso gratuito dei locali come è avvenuto fino a ora, ma non potremo più versare nessuna somma. Ci tengo inoltre a precisare, per chi non lo sapesse ancora, che l'istituto in questione non è gestito dalla curia, ma da un cooperativa.

La cooperativa che oggi gestisce l'istituto è sempre la stessa dal 2008 ad oggi?

No. Questa cooperativa, è attiva all’interno dell’istituto da circa un anno e, pur mantenendo sforzi non indifferenti, non si riesce a coprire i tanti debiti lasciati da anni precedenti.

Eccellenza ha avuto modo di parlare con i genitori interessati?

Sì. Dopo aver parlato personalmente con alcuni genitori, avevo programmato con loro un incontro per il 18 marzo scorso, purtroppo, vista l'emergenza, ho dovuto spostare l’incontro, al primo giorno utile del mese di maggio, sperando di poter incontrare una delegazione personalmente.

Alcuni genitori intanto fanno sapere che sarebbero disposti ad aumentare la retta mensile dei loro figli per mantenere vivo l'istituto. A questi si aggiungono anche alcuni docenti che offrono il loro servizio di didattica gratuito per un lasso di tempo. Da qui la proposta: perché non unire le loro forze economiche magari diventando soci della cooperativa che oggi gestisce il tutto?

D'altro canto va sottolineato che, durante la telefonata avuta con il nostro vescovo, lo stesso si è detto rammaricato per ciò che sta accadendo, ma ha espresso la volontà di ascoltare tutti, il prima possibile.

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Lo scenario post-emergenza Covid è oggetto di analisi e interventi da parte di economisti e statisti di tutto il mondo. Gli effetti del cosiddetto “lockdown” si fanno già sentire nelle famiglie, ma anche e soprattutto in un territorio fragile e “compromesso” come quello di Crotone. Il governo sta iniettando liquidità nella speranza che le imprese e il tessuto economico e produttivo più in generale del Paese si riprendano velocemente da questa crisi. Di questo e altro ne abbiamo discusso con Giuseppe Donnici, presidente dell’Associazione dei liquidatori giudiziali di Crotone, che proprio per il ruolo professionale svolto sa come "addentrarsi" su un tema assai delicato.

I primi mesi di vita dell’associazione coincidono con un periodo molto complicato per le piccole e medie imprese del territorio. Qual è la sua opinione al riguardo?

L’attuale congiuntura economica è sotto gli occhi di tutti. Tutti i settori sono in crisi, a partire dal commercio. Consideri che le piccole e medie imprese, il più delle volte a base familiare, costituiscono il 90% del tessuto imprenditoriale italiano. E’ questa la base che ha consentito all’Italia di assestarsi tra le prime potenze economiche mondiali. L’ascesa, quindi, è ascrivibile a quel patrimonio di conoscenze ed umano che nel corso degli anni ha saputo incrementare il suo valore traendo vantaggi dal moltiplicatore della globalizzazione. Oggi, tutto questo, è nella fase embrionale di un crollo senza precedenti. Per ora lo stato italiano sta intervenendo con una massiccia iniezione di liquidità che, certamente, servirà a corroborare gli imprenditori dissanguati dalle chiusure forzate.  Ma, ovviamente, non basterà.

Si spieghi meglio, quali saranno gli scenari post emergenza sanitaria?

Quando arriverà il momento di ripartire, dovremo fare i conti con un mondo che è cambiato. Dal punto di vista microeconomico, credo che sia opportuno un riallineamento dei punti di equilibrio poiché la pandemia ci ha insegnato che produttori, fornitori, venditori, compratori ed utenza in generale sono tutte parti imprescindibili di un unico organismo. Gli uni sono legati agli altri e non potrà più valere in senso assoluto il principio del “mors tua vita mea” tipico del marcato globale. Tirare l’acqua al proprio mulino, insomma, non si traduce sempre ed incondizionatamente in un vantaggio. Dal punto di vista macroeconomico, l’auspicio è che l’Italia possa riprendersi quel ruolo centrale che, nei decenni passati, aveva nel Mediterraneo. Per farlo, non dobbiamo ignorare la crescita economica di paesi tipo la Cina e la Russia, ed il fatto che gli Stati Uniti cercheranno di fronteggiarne l’ascesa. Ecco, l’Italia è esattamente il punto di unione storico, culturale e geografico tra il vecchio continente ed i paesi che ho citato prima. Se sfruttata bene, questa potrebbe essere un’opportunità ghiotta che, mi auguro, possa generare un nuovo boom economico simile a quello che abbiamo vissuto dal 1960 al 1990.

Ritiene soddisfacenti le misure adottate dal governo? Che tipo di ricaduta potranno avere sul sistema imprenditoriale e produttivo della provincia di Crotone?

Come sempre, molto dipenderà dalle nostre scelte. Il governo, in vari modi, sta riversando un fiume di denaro nell’economia reale. Non è la prima volta che avviene nella storia della Repubblica e non tutti gli esempi passati sono positivi. Ecco perché ritengo necessario che tutti abbiano grande senso di responsabilità. A partire dai cittadini della provincia di Crotone. Sul punto, poi, da cittadino crotonese, ritengo doverosa una riflessione che, spero, possa essere portata a gran voce su tutti i tavoli opportuni: Crotone e la provincia di Crotone sono una risorsa non sfruttata. E’ inconcepibile che, in un momento di bisogno, potenziali punti di forza per l’economia regionale e nazionale rimangano inutilizzati. Per questo vorrei l’immediato inizio dei lavori per l’Antica kroton, la bonifica, l’allineamento del porto di Crotone con le reali potenzialità che offre in ambito turistico e commerciale, lo sviluppo di una rete stradale decente, l’inserimento della città e del suo circondario nei circuiti turistici mondiali. Sono cose dette e ridette, ma dalla chiusura delle fabbriche, avvenuta 25 anni addietro, ancora non si vedono miglioramenti tali da comportare i benefici che i Crotonesi si meritano. La sofferenza attuale delle imprese del Crotonese ne è la prova.

Nel frattempo, l’introduzione del codice della crisi di impresa è stata rinviata a settembre del 2021. Trova sensata questa scelta?

Sì. Il codice è stato studiato  per entrare in vigore in una situazione di normalità. La crisi attuale poteva pregiudicarne la fase di avvio che, ovviamente, è quella più delicata. Vorrà dire che tutti avremo più tempo per metabolizzarne meglio la portata innovativa. Pensi che l’idea di base consiste nel fatto che le imprese debbano dotarsi di strumenti idonei a riconoscere, e quindi bloccare, la crisi sin dalla sua fase embrionale. Si mira, quindi, alla sopravvivenza dell’impresa affinché, dopo la crisi, possa essere reimmessa nel tessuto economico e produttivo come azienda sana e che produce valore. Sotto questo punto di vista, la vera rivoluzione culturale consiste nel “foorward looking”. Gli imprenditori dovranno guardare al futuro prossimo dell’impresa per salvaguardarne il presente e, quindi, non ragionare più, come spesso è avvenuto, in un’ottica emergenziale e di prossimità all’insolvenza. Anche questo aspetto, per certi versi, ci può proiettare nel futuro.

 

 

 

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Il 12 dicembre del 2019 è stata costituita a Crotone l’Associazione dei liquidatori giudiziali. Una novità assoluta per il territorio, composta da professionisti di comprovata esperienza che si occupano della gestione della crisi di impresa, della liquidazione giudiziaria, della crisi da sovraindebitamento, della gestione delle esecuzioni immobiliari anche alla luce delle riforme che entreranno in vigore nel mese di agosto 2020 e che coinvolgeranno tutte le imprese commerciali ed i privati cittadini. Vista l’attualità e l’importanza delle tematiche abbiamo deciso di parlarne col presidente Giuseppe Donnici.

Quali vantaggi potranno avere gli addetti ai lavori?

Il momento associativo è importante laddove implica l’accrescimento culturale di chi vi aderisce. Siamo convinti che la crescita professionale comporti sempre un enorme beneficio per l’utenza. L’associazione dei liquidatori giudiziali ha proprio questi obiettivi: approfondire le materia concorsuale ed esecutiva ponendo lo studio ed il confronto tra professionisti come unico strumento per il perseguimento del fine. Basti pensare che nell’anno 2019 la sezione esecuzioni immobiliari e concorsuali del Tribunale di Crotone è stata tra le prime 5 d’Italia, segnando un vero e proprio record di velocità nella durata delle procedure. Questo risultato è il frutto di continue sinergie fra tutte le componenti coinvolte, a partire dai Giudici dell’esecuzione e delegati ai fallimenti, che, da sempre, hanno manifestato piena disponibilità al confronto sano e costruttivo, per passare ai professionisti delegati, agli esperti estimatori ed anche ai funzionari di cancelleria. Tutti, ciascuno per le proprie competenze, meritano un plauso e devono essere considerati come organi vitali ed imprescindibili.

Da chi è composta l’associazione?

Abbiamo l’onore di avere tra i nostri iscritti ben 3 professori universitari (Enzo Ferrari, Flavio Vincenzo Ponte e Maurizio Ferrari) e altri professionisti per i quali parla la loro storia e che, continuamente, forniscono alla causa contributi scientifici. L’associazione è composta da avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, esperti estimatori, etc, È aperta al contributo di tutti e collabora con tutti.  Gli associati, dunque, sono altamente specializzati nel settore delle procedure concorsuali ed esecutive, ma le varie aree tematiche che la compongono (civile, penale, ammnistrativo etc) la rendono fruibile ad ogni soggetto interessato. Basti pensare a tutte le materie giuridiche in cui si imbatte il curatore durante la gestione di un fallimento.

Quali sono le novità legislative che potranno comportare una vera e propria rivoluzione nelle materie a cui vi dedicate?

Ad agosto del 2020, dopo un lungo travaglio, entrerà in vigore in Codice della crisi di impresa. Le novità riguarderanno non solo le imprese, ma anche i privati cittadini. Entreranno in vigore una serie di istituti dedicati ai soggetti “sovraindebitati” che, usufruendone nella maniera corretta, avranno la possibilità di uscire dal tunnel nel quale si trovano per reimmettersi nel tessuto economico e produttivo come soggetti “sani” e non più indebitati. Ovviamente, questo riguarderà sia le imprese che i privati cittadini. La figura del professionista esperto nella gestione dell’insolvenza del privato e della crisi di impresa diventerà imprescindibile poiché sarà l’unico strumento in grazia del quale sarà possibile raggiungere i benefici previsti dalla normativa che entrerà in vigore. 

Quali sono le prossime attività dell’associazione?

Con l’imprescindibile contributo del Consiglio Direttivo, degli associati, dei Giudici della Sezione Esecuzioni e Fallimenti, e dell’ordine degli avvocati, l’associazione ha già calendarizzato una seri di incontri di studio e di convegni che coinvolgeranno i massimi esperti nazionali e le istituzioni.   

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È annunciata per domani sera la presentazione della nuova associazione politico-culturale “Città spazio” che vede fra i promotori l’ex consigliere comunale dem Mario Galea.

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