Martedì, 22 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

«In provincia di Crotone le dinamiche occupazionali non seguono l’andamento positivo registrato a livello nazionale, caratterizzato da un aumento dell’occupazione e da una riduzione degli inattivi». È quanto cristallizzato da “Polos”, l’Osservatorio economico provinciale realizzato dall’ufficio studi della Camera di commercio di Crotone, giunto alla sua XXIII edizione. Per quest’anno, la presentazione del report, si adatta all’emergenza sanitaria, prevedendo modalità alternative di illustrazione attraverso un ciclo di videopresentazioni (flashwebinars) dei dati. 

Mercato del lavoro. In particolare nella nostra provincia, nel corso del 2018, la forza lavoro presente, ossia la somma delle persone occupate e di quelle in cerca di occupazione, è pari a circa 64.300 individui (in diminuzione del 2,1% rispetto a quanto registrato nel 2017); di questi, circa 46.500 sono rappresentati da occupati e 17.800 da persone in cerca di occupazione (rispettivamente lo 0,4% e il 6,3% in meno rispetto all’ultima rilevazione). Relativamente invece agli occupati per settori di attività, i dati mostrano che nella nostra provincia ben il 39,1% dei lavoratori è attivo nel settore Altre attività dei Servizi; il 27% nel Commercio, alberghi e ristoranti; il 9% nell’Industria in senso stretto; il 13,9% nell’Agricoltura ed il rimanente 10,9% nelle Costruzioni. Dalla disamina dei dati, secondo una prospettiva di confronto territoriale con i dati nazionali, emerge, in particolare, una grande differenza sia nel comparto dell’Agricoltura che a livello nazionale racchiude solo il 3,8% del totale degli occupati, che nel comparto dell’Industria in senso stretto, la cui percentuale di occupati, pari al 20,0%, è più del doppio di quella della nostra provincia.

Dinamiche. In merito alle dinamiche del mercato del lavoro della provincia di Crotone, i dati evidenziano un tasso di disoccupazione* pari al 27,7%, valore superiore al dato regionale (21,6%) e molto distante da quello nazionale (10,6%). Rispetto alla rilevazione precedente, il tasso nazionale diminuisce di 0,6 punti percentuali, quello regionale rimane invariato, mentre nella nostra provincia diminuisce di 1,3 punti percentuali, ma tale diminuzione potrebbe essere dovuta all’aumento del tasso di inattività ed al fenomeno dello scoraggiamento dei lavoratori. Il tasso di occupazione**, ossia il rapporto tra gli occupati e la popolazione tra i 15 anni e 64 anni, si attesta al 39,3%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al 2017. Il tasso di occupazione provinciale si distanzia rispetto alla media regionale (42,2%) e manifesta un netto divario in rapporto al dato medio nazionale (58,5%). Osservando, infine, il rapporto tra le persone che non partecipano al mercato del lavoro e la popolazione di riferimento (15-64 anni), che caratterizza il tasso di inattività***, si registra una percentuale a livello provinciale pari al 45,5%, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Al contrario a livello regionale si registra una variazione in diminuzione pari a -1,7 punti e si attesta al 46,0%. Pressoché invariato il tasso di inattività nazionale che si attesta al 34,4% con un aumento di appena 0,2 punti.

*Tasso di disoccupazione: Esprime la percentuale di disoccupati sulla popolazione attiva nel mercato del lavoro. Si calcola mediante il rapporto tra i disoccupati in una determinata classe d’età (in genere 15 anni e più) e l’insieme di occupati e disoccupati di quella stessa classe d’età.

**Tasso di occupazione: Esprime la percentuale di popolazione occupata. Si calcola mediante il rapporto tra gli occupati in una determinata classe d’età (in genere 15-64 anni) e la popolazione totale di quella stessa classe d’età.

***Tasso di inattività: Esprime la percentuale di popolazione che non partecipa al mercato del lavoro (popolazione inattiva). Si calcola mediante il rapporto tra le persone inattive in una determinata classe di età (in genere 15-64 anni) e la corrispondente popolazione totale di quella stessa classe d’età.

Cassa integrazione. A seguire si presenta la disamina dei dati in serie storica delle variazioni percentuali relative al numero complessivo di ore autorizzate di cassa integrazione guadagni, per il complesso dei settori di attività economica e gestione: ordinaria, straordinaria ed in deroga, secondo una prospettiva di comparazione territoriale a carattere provinciale, regionale e nazionale. Nella provincia di Crotone, il 2018 ha registrato una variazione complessiva nettamente a ribasso, rispetto all’anno precedente del 65,7%. Minori ribassi si registrano invece sia livello regionale (in calo del 31%), che nazionale che rileva una diminuzione del 37,4%. Molto più rilevante la flessione relativa al numero di ore di cassa integrazione guadagni in deroga che diminuisce di ben il 90,8%, a fronte di un altrettanto e più consistente aumento del dato regionale (- 85,3%) e di quello nazionale (-87,6%). L’unico tasso in aumento nella nostra provincia risulta quello della cassa integrazione ordinaria, che registra una variazione pari a +4,3%; la media regionale diminuisce dello 0,3% e quella nazionale pari a -8,8%. In diminuzione anche la cassa integrazione straordinaria; la flessione più rilevante si registra nella nostra provincia (-67,4%); a seguire quello nazionale (-30,2%), mentre il dato regionale si attesta a -30,2%.

Imprenditorialità. A livello nazionale si assiste ad una parziale ricostruzione della base produttiva persa durante la recessione del periodo 2011-2014, in particolare con riferimento alle imprese di più ampie dimensioni ed al settore manifatturiero. A livello provinciale si continua ad assistere alla frenetica onda di natalità e mortalità delle imprese che non conduce ad un reale consolidamento del tessuto imprenditoriale. Le imprese che hanno sede nella provincia di Crotone al 31 dicembre 2018 sono 17.813, circa 114 in più rispetto alla stessa rilevazione dello scorso anno, di queste 15.641 risultano attive. Nel 2018 sono state registrate 1.062 nuove iscrizioni a fronte di 915 cessazioni (dato al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo positivo di 147 imprese ha generato un tasso di crescita dello 0,83%. Il confronto territoriale evidenzia una provincia con un tasso di natalità (6,00%) superiore sia alla media regionale (5,56%) che a quella nazionale (5,72). Il tasso di mortalità (5,17%) risulta superiore a quello regionale (4,82%) ma inferiore al dato nazionale (5,21%). Rispetto alla forma giuridica, anche se le imprese della nostra provincia continuano ad orientarsi verso forme giuridiche maggiormente strutturate, a fronte di un notevole calo delle imprese individuali, sono ancora queste a predominare rappresentando il 68,5% del tessuto imprenditoriale della nostra provincia; in crescita le società di capitali che rappresentano il 19,6%; in lieve flessione la percentuale delle società di persone (9%); residua la percentuale delle altre forme (2,9%).

Settori produttivi. Anche per il 2018 si confermano settori trainanti dell’imprenditorialità crotonese l’agricoltura silvicoltura e pesca, con un’incidenza del 27% sul totale delle imprese; il commercio ingrosso e dettaglio con il 25,7%; le Costruzioni con l’11,9% e le attività manifatturiere con il 7,2%. Il confronto territoriale evidenzia un’incidenza nettamente superiore del settore agricolo nella nostra provincia (27%) rispetto al dato regionale (17,3%) e a quello nazionale (12,3%). Gli altri settori non presentano differenze così marcate. Nello specifico l’incidenza del settore manifatturiero della nostra provincia (7,2%) risulta in linea con la media regionale (7,1%) ed inferiore a quella nazionale (9,3%); le costruzioni incidono per l’ 11,9% sul totale, valore di poco superiore alla media regionale (11,5%) ma inferiore a quella nazionale (13,6%); il peso del commercio (25,7%) è inferiore al valore medio regionale (31,5%) e lievemente maggiore di quello nazionale (25,1%); le attività dei servizi ricettivi (6,3%) incidono in misura minore sia rispetto alla regione (7,1%) che alla nazione (7,4%).

Pubblicato in In primo piano

talent day mcdonalds crotone«Anche a Crotone – informa una nota – arriva il Talent Day di McDonald’s. Il 14 settembre, dalle 8 alle 18, il ristorante di Crotone aprirà le sue porte a tutti per raccontare cosa vuol dire lavorare da McDonald’s e per raccogliere i curriculum vitae di chiunque voglia candidarsi. L’iniziativa ha l’obiettivo di attrarre giovani talenti che vogliano mettersi alla prova e iniziare una nuova carriera, candidandosi a ricoprire le 1.000 posizioni ancora aperte in tutta Italia per il 2019. È rivolta, inoltre, a tutte le persone che desiderano scoprire come si lavora all’interno di un ristorante McDonald’s. Il Talent Day sarà per i candidati un’occasione concreta per incontrare i dipendenti McDonald’s – dal direttore al manager ai crew -, ascoltare le loro storie ed esperienze, scoprire cosa fanno e quali sono i percorsi di formazione e le opportunità di carriera. L’evoluzione che i ristoranti McDonald’s stanno vivendo in questi anni, con un focus sempre più spostato sulla relazione interpersonale grazie a nuovi servizi come il servizio al tavolo, l’accoglienza e l’intrattenimento per le famiglie, sta modificando radicalmente il lavoro, sempre più orientato al cliente – oggi sono 1 milione le persone che ogni giorno entrano negli oltre 600 ristoranti in tutta Italia -, al suo ascolto e alla soddisfazione delle sue esigenze. “Questa iniziativa significa molto per noi. Apriamo le porte dei nostri ristoranti per raccontarci, attraverso i nostri dipendenti che accoglieranno candidati e chiunque sia interessato a conoscere meglio la nostra realtà in tutti i ristoranti d’Italia raccontando cos’è il lavoro da McDonald’s e le loro esperienze”, ha dichiarato Massimiliano Maffioli, Chief People Officer di McDonald’s Italia “Siamo un’azienda in forte crescita e cerchiamo talenti per continuare a farlo insieme. L’obiettivo del Talent Day è mostrare le opportunità che McDonald’s offre in termini di carriera, crescita e percorsi che permettano di realizzare progetti e aspirazioni personali”. McDonald’s conta in Italia 24.000 dipendenti che lavorano in 600 ristoranti distribuiti su tutto il territorio nazionale. La maggior parte è composta da donne (62%), che sono anche il 50% degli store manager. L’età media dei dipendenti è 31,5 anni, 30 per i crew, 35 per i manager e 39 per gli store manager. Il 92% dei dipendenti che lavora da McDonald's è assunto con forme contrattuali stabili».

 

 

 

Pubblicato in Attualita'

lavoro formazione associazioniAl grido di «adesso basta» si è tenuta questa mattina presso l’Italiana Hotel di Cosenza la conferenza stampa congiunta di Alf Calabria (Associazione delle agenzie per il lavoro e la formazione) e Forqual (associazione degli Enti d formazione). I 2 enti hanno organizzato la conferenza stampa allo scopo di denunciare e rendere pubblici tutti i ritardi e le mancate promesse di una Regione che definiscono «ormai latitante da diversi anni nel settore della formazione e politiche attive del lavoro». «Le difficoltà – spiegano – riguardano, non solo gli organismi associati che operano in regime di convenzione con la Regione e che sono il braccio operativo della stessa sul territorio, ma soprattutto gli utenti finali (giovani disoccupati e le aziende del territorio)». Durante la conferenza si sono susseguite le testimonianze di ogni categoria coinvolta: dipendenti servizi per il lavoro ed enti di formazione; giovani disoccupati bando Garanzia giovani; disoccupati bando Dote lavoro; aziende e soggetti ospitanti; e soggetti svantaggiati.
Alf e Forqual hanno così inteso portare a conoscenza della cittadinanza calabrese una problematica che coinvolge oltre 10.000 utenti (Giovani Under 30 – disoccupati over 30 – Ragazzi in obbligo formativo – Aziende - Famiglie). «Una Regione – sottolineano – da sempre agli ultimi posti in tutte le classifiche relative ad indici statistici economici, in particolare quelli su disoccupazione e disoccupazione giovanile, non può e non deve permettersi il lusso di disperdere fondi della programmazione comunitaria e nazionale, facendo fallire le principali politiche attive del lavoro programmate a livello comunitario, solo per l’inefficienza e l’incapacità di gestire programmi complessi».

lavoro formazione associazioni2In sintesi alcune delle problematiche riscontrate:
Avviso pubblico dote lavoro e inclusione attiva - decreto 12951 del 22.11.2017
A fronte della vigenza del portale dedicato alla presentazione delle domande, dal 16.04.2018 al 30.09.2018, sono state approvate solo le domande presentate fino al 28.4.2018;
Sono ancora in attesa di corresponsione – a distanza di oltre 1 anno dall’apertura della procedura di presentazione delle domande di dote e di 9 mesi dalla pubblicazione del primo elenco delle domande ammesse a finanziamento – le indennità di tirocinio ai destinatari, di cui alcune centinaia hanno già terminato i 6 mesi di tirocinio;
Sono ancora in attesa di rilascio molte decine di autorizzazioni per lo svolgimento dei “Corsi Liberi”, da finanziare con il Voucher concesso ai destinatari della Dote Lavoro;
Molte decine di richieste di liquidazione del contributo ai soggetti promotori, per l’attività svolta ormai da mesi, sono in attesa di essere corrisposte.
Avviso pubblico garanzia giovani tirocini – decreto 12833 del 21.11.2017
Sono ancora in attesa di corresponsione – a distanza di oltre 1 anno dalla pubblicazione dell’avviso – le indennità di tirocinio alle centinaia di destinatari che hanno già terminato i 6 mesi di tirocinio. Il primo ed unico decreto di autorizzazione all’erogazione è del 18.04.2019, n° 4984, e riguarda soltanto 149 destinatari ai quali è stata corrisposta, nella migliore delle ipotesi, una indennità pari a 3 mesi di attività;
Avviso pubblico “misure di politica attiva per lo sviluppo delle competenze digitali”
Nel corso della conferenza stampa del 18.06.2018 è stata annunciata la pubblicazione di un bando con un finanziamento complessivo di 8 milioni di euro.
Non ci sono notizie certe sull’iter dell’avviso
Avviso pubblico apprendistato
La preinformazione del bando è del 13.08.2018, poi più nulla.
Giova ricordare che da troppo tempo le aziende attendono questo bando.
Iefp – istruzione e formazione professionale
Avviso pubblico iefp - decreto 6598 del 21.06.2017
A distanza di 2 anni dalla pubblicazione dell’avviso e di 1 anno dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria dei vincitori, non è stata ancora pubblicata la graduatoria definitiva.
Avviso pubblico iefp 2018
Non e’ stato pubblicato nessun avviso di Iefp per l’anno in questione, determinando con questo che la dispersione scolastica è aumentata.
Avviso pubblico iefp 2019
Non e’ dato sapere se e quando sara’ pubblicato l’avviso per il 2019, ne parliamo oggi coscienti di essere gia’ in ritardo per l’eventuale pubblicazione, al fine dell’inizio delle lezioni a settembre 2019.

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

vauro vignetta immigrazioneIl tema del lavoro cancellato dall’agenda dei politici. Sono lontani ormai i tempi in cui il tema del lavoro occupava il primo posto del dibattito politico. La campagna elettorale per le regionali è partita e al centro del dibattito c’è la questione delle candidature, delle alleanze e i temi che sono oggetto di confronto anche a livello nazionale. In Calabria, come a Roma, si discute dei “neri” da rimandare indietro nelle terre di provenienza e non si dice una sola parola sui giovani laureati che sono costretti a lasciare la regione per andare a lavorare al Nord o nei paesi più ricchi d’Europa. Il problema da focalizzare è davvero quello dell’immigrazione? E’ sicuramente un problema, ma guai a farlo diventare “il problema”, dando in pasto alla pancia dell’opinione pubblica un nemico da abbattere. La mamma di tutte le questioni era e resta il lavoro, perché senza di esso le nuove generazioni non decollano e il futuro muore di aborto. Il lavoro non c’è, perché mancano le aziende ed è su questo che dovrebbero lavorare i politici. Si potrebbe partire mettendo in moto il pubblico impiego. E’ di questi giorni la notizia che in Calabria mancano oltre 4.000 infermieri. Nei Comuni le piante organiche sono ferme da anni. In quello di Crotone, solo per fare un esempio, i dipendenti sono 240 e dovrebbero essere 450. Far partire le assunzioni nel pubblico impegno potrebbe voler dire dare lavoro ai giovani, migliorare la qualità dei servizi e muovere l’economia. Invece si parla di candidature: Mario Oliverio organizza la convention con oltre 230 sindaci, Forza Italia si divide su due o tre candidati, la Lega cerca un candidato vincente, il Movimento 5s è eternamente in campagna elettorale e spara a pallettoni contro tutti dimenticando di essere alla guida del Paese. In questa situazione di malessere politico il nero rischia di diventare il vero problema di molti e i giovani non possono pensare ad un futuro in Calabria, dove tra l’altro c’è anche da fare i conti con la ‘ndrangheta che detta le regole su tutte le questioni. Il nero da abbattere è un problema sentito da molti, mentre la lotta alla ‘ndrangheta è relegata ad un manipolo di magistrati, che è costretto a vivere con la scorta. Il tema della ‘ndrangheta interessa poco anche i colleghi della grande stampa nazionale che preferiscono parlare delle cene che organizzano i dirigenti del Partito democratico per combattere le guerre interne. Si parla di più del pesce o della bistecca che mangiano Renzi e Zingaretti e nessuno sa che a Crotone la mensa di Padre Pio non è frequentata solo dagli extracomunitari. Evidentemente fanno più notizia la caccia al negro, le cene di Renzi e non i giovani che non trovano lavoro, il livello di povertà delle famiglie che si abbassa sempre di più o la sanità negata a chi non ha soldi.

 

 

 

 

Pubblicato in Politica

carabinieri lavoroIrregolari 18 aziende su 24, in “nero” un lavoratore su 2. Questo il risultato di specifici servizi finalizzati al contrasto dei reati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e manodopera irregolare effettuati su Crotone e provincia. L’attività è stata svolta nello scorso mese di Giugno dai carabinieri del nucleo operativo del gruppo Tutela del lavoro di Napoli, unitamente ai militari del nucleo ispettorato del Lavoro di Crotone, supportati nelle fasi esecutive da quelli dell’Arma territoriale crotonese, coordinati dal capo del nucleo di Crotone, Stefano Tirittera. Nel corso di tale attività, sono state deferite in stato di libertà 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di violazioni al Testo unico sicurezza suoi luoghi di lavoro; sono stati controllati 62 lavoratori, di cui 33 “in nero” e uno irregolare; contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo ammontante a circa euro 113.250,00; elevate ammende per violazioni penali pari ad euro 60.553,40 circa; adottati 7 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale.

 

 

 

 

 

Salva

Pubblicato in Cronaca

Gli auguri a tutti i crotonesi per commemorare la Festa della Liberazione arrivano dalla consigliera regionale di Cir Flora Sculco e dal candidato a sindaco per la Prossima Crotone. «Buon 25 aprile - scrivono i due - alla Crotone democratica ed antifascista. L’occasione dei festeggiamenti per il 71° anniversario della Liberazione è, per la nostra città in particolare, propizia per non dimenticare che la democrazia è un bene irrinunciabile e per il quale occorre sempre attivarsi. La democrazia, come ha detto il presidente Mattarella, è una pianta che va costantemente coltivata».

 

«A tutti noi - esortano Sculco e Pugliese - deve continuare ad ispirare sentimenti di libertà e tolleranza, ma anche di civiltà nei rapporti interpersonali e tra forze politiche che, nel nostro caso, si stanno adoperando per ampliare la partecipazione al fine di dare un governo alla nostra città che la faccia uscire dalla crisi che colpisce duramente le fasce sociali più svantaggiare e rende incerto il futuro di migliaia di giovani. A nostro avviso, la Festa della Liberazione, punto cruciale della nostra storia e della nostra identità di meridionali che intendono contribuire a migliorare le istituzioni italiane, deve spingerci a un impegno serrato nella direzione di ampliare il coinvolgimento dei cittadini al dibattito pubblico e, nel contempo, a progettare occasioni di lavoro per i nostri giovani, perché la Repubblica conquistata con la Resistenza è fondata sul diritto lavoro». 

 

«Il 25 aprile sia, dunque, il ricordo della libertà - propongono - conquistata e dei tanti che si batterono per un mondo migliore, e contemporaneamente un momento di speranza per chi, e sono tanti, sopporta le conseguenze di una crisi economica che va avanti dal 2008 e continua a penalizzare soprattutto le aree più deboli del Paese come la Calabria. Oggi la democrazia, incentrata sui valori costituzionali di cui il 25 aprile è il presupposto fondamentale, è alle prese con gli innumerevoli problemi posti da una concezione della modernità interpretata con criteri essenzialmente economicistici che ne minano l’impianto sostanziale, ma ciò che più la rende fragile è in particolare l’assenza di lavoro, soprattutto per i giovani e le donne».

 

«Questa giornata - concludono -, quindi, sia da monito per tutti noi! Da monito a fare di più e meglio nello svolgimento delle nostre funzioni e perché sia avvertita in pieno da tutti e da ciascuno la responsabilità di fronteggiare con serietà, rigore e rapidità le tante emergenze che, specie nel Mezzogiorno, rischiano di vanificare i diritti costituzionali».   

 

 

 

Pubblicato in Politica
Pagina 1 di 3