Mercoledì, 30 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

dipendenti marrelli potesta uffici asp crotone«Saranno circa 300 le lettere di licenziamento – informa una nota – che verranno inviate ai sindacati». Ecco perché la protesta dei dipendenti del Marrelli hospital, questa mattina si è spostata negli uffici dell’Asp di Crotone. «La riunione avuta ieri col Commissario Massimo Scura è stata infruttuosa – comunicano i dipendenti – è stata una ulteriore presa in giro: pur avendo individuato dei risparmi, il commissario ha cambiato idea sulla distribuzione di queste risorse. Dalle verifiche effettuate dall'Ufficio del Commissario, infatti, ci sarebbero a disposizione delle risorse per compensare le prestazioni già erogate e che l'Asp di Crotone ha utilizzato per abbattere le liste di attesa, ma contrariamente a quanto aveva dichiarato ai precedenti tavoli oggi Scura cambia idea. In più lo stesso Scura avrebbe continuato a scaricare responsabilità all'Asp di Crotone e in particolare al direttore generale dell'Asp Sergio Arena. Da qui la decisione di raggiungere la sede Asp da parte di una folta delegazione per chiedere lumi in proposito. Secondo il Commissario l'Asp di Crotone non ha mai detto di avere bisogno di Tac e Risonanze del Marrelli Hospital, né di Apa e Pac, che sono prestazioni ambulatoriali complesse che effettua principalmente il Marrelli Hospital sul territorio dell'Asp crotonese. L'azienda sanitaria di Crotone, secondo Scura, non ha mai sollecitato le prestazioni come necessarie. I budget ormai sono fatti e non si possono modificare. Anche i sindacati sono stati avvisati ed investiti della problematica. Da lunedì, purtroppo, le aziende del Gruppo si fermeranno».

 

 

 

 

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gestione servizi licenziamentiAvviate le procedure per il licenziamento collettivo dei 63 lavori rimasti in forze alla Gestione Servizi, società in house della Provincia di Crotone partecipata al 100% dall’Ente intermedio. Reca la data di ieri la missiva con cui il liquidatore della società, Antonio Barberio, ha comunicato l’avvio delle procedure ai sindacati, a Comune, provincia e direzione regionale e territoriale del lavoro perché «la società è nell’impossibilità giuridica ed economica per operare a favore del proprio committente (socio unico) in quanto privi di disciplinari di incarico tra le parti che non consentono l’avvio dei servizi che la società dovrebbe garantire». I 63 lavoratori di Gestione servizi sono con contratto indeterminato e part-time (sono impiegati e addetti alla produzione), tra questi solo uno è un funzionario titolare di rapporto lavorativo a tempo pieno con la società. «Vista la situazione attuale – scrive il liquidatore – di profonda crisi societaria, l’unica misura idonea da percorrere è il licenziamento collettivo del personale in forze». A conclusione della procedura di mobilità in cui versano attualmente i lavoratori verrà dunque comunicato a ciascuno di loro il recesso del proprio contratto di lavoro.

 

 

 

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biomasseVerso la proclamazione dello sciopero a Biomasse Italia. Nel tardo pomeriggio di ieri i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato la proprietà alla quale hanno avanzato la richiesta di fare un passo indietro rispetto ai tre licenziamenti in tronco effettuati nei giorni scorsi. Secondo quanto riferito, la risposta è stata negativa rispetto ad ogni ipotesi prospettata dai rappresentanti sindacali. Nel corso dell’incontro è stato anche chiesto di valutare la possibilità di far transitare i tre licenziati in aziende che effettuano attività lavorative per conto di Biomasse Italia. La risposta, secondo quanto riferiscono i sindacati, è stata positiva per uno solo dei licenziati. Oggi si è riunita l’assemblea dei lavoratori, che ha dato mandato ai sindacati di avviare le procedure di raffreddamento davanti al prefetto. Domani ci sarà la richiesta al prefetto, che entro cinque giorni dovrà riunire le parti per tentare di trovare un accordo. Se la procedura di raffreddamento non avrà un esito positivo, nel senso che non ci sarà accordo tra le parti, sarà proclamato una giornata di sciopero e, nell’impianto di Crotone, si bloccherà la produzione di energia elettrica.

 

 

 

 

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biomasseProclamato lo stato di agitazione dei lavoratori della centrale Biomasse Italia di Crotone. La decisione presa di concerto con i sindacati di categorie (Filctem-Cgil, FLaei-Cisl e Uiltec) nasce secondo quanto scritto nella missiva inviata all’azienda (e per conoscenza a sindaco e prefetto) «dall’ennesima, gravissima e unilaterale decisione intrapresa di licenziare in tronco 3 lavoratori». «Per quello che ci è dato sapere – proseguono i sindacati – ciò avviene senza un’esigenza o una reale motivazione». Pertanto, annunciano nella missiva, «le scriventi Organizzazioni sindacali proclamano lo stato d’agitazione di tutti i lavoratori della centrale e chiedono con urgenza un incontro al management aziendale al fine di valutare possibili azioni condivise atte a evitare i licenziamenti». Qualora dovesse venire meno tale volontà da parte dell’azienda i sindacati avvertono che «saremo costretti, nostro malgrado, ad avviare una fase di mobilitazione, mettendo in campo ogni strumento consentito per convincervi a rientrare sui licenziamenti».

 

 

 

 

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call center«La politica scellerata del management di Poste Italiane nella gestione degli appalti continua a mietere vittime nel mondo dei call center». È quanto affermano in un comunicato unitario le segreterie regionali e le Rsu di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil che si trovano a fare i conti con un centinaio di licenziamenti. System House ha infatti reso noto lo scorso 27 dicembre alle organizzazioni sindacali l'apertura della procedura di licenziamento per 116 lavoratori, di cui 91 a Reggio e 25 a Crotone, operanti sulla commessa Poste Italiane. Oggi si è tenuto il primo incontro interlocutorio in cui l'azienda ha spiegato alle segreterie regionali di Slc, Fistel e Uilcom ed alle Rsu dei siti produttivi di Crotone e Reggio Calabria, i motivi che hanno portato alla proclamazione di esuberi. Le segreterie regionali di Slc, Fistel e Uilcom, unitamente alle Rsu, preso atto della gravita' della situazione occupazionale metteranno in campo ogni azione volta a difesa del lavoro in Calabria. «Invitiamo - hanno dichiarato ancora le segreterie regionali - le segreterie nazionali a procedere alla convocazione del tavolo trilaterale con la committente Poste Italiane ai sensi dell'articolo 53 comma 10 del Ccnl delle Telecomunicazioni per comprendere le dinamiche in essere circa i flussi di traffico precedentemente gestiti da System House. Contestualmente chiederemo l'apertura del tavolo di crisi al Mise e avvieremo nei prossimi giorni delle iniziative di protesta contro Poste Italiane». (AGI)

 

 

 

 

 

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liotti scordamagliaLicenziamento o sospensione dei lavoratori. La decisione sarà presa questa mattina dal presidente della Congesi, il consorzio nato per volontà di dieci comuni della provincia di Crotone per gestire il sistema idrico integrato, dopo un incontro con il consulente. Il presidente Claudio Liotti non intende più aspettare, perché altrimenti corre il rischio di produrre un danno erariale. La decisione riguarderebbe la metà circa dei 36 lavoratori sino a ora contrattualizzati dalla Congesi e precisamente quelli che sono riconducibili all’attività del Comune di Crotone. Il Comune della città capoluogo, dopo avere autorizzato le assunzioni da parte della Congesi, non ha effettuato il contratto per assegnare il servizio. Il problema sorge perché c’è stato il “cambio della guardia”: l’amministrazione di Peppino Vallone è stata sostituita da quella di Ugo Pugliese. Vallone aveva avviato la procedura e a Pugliese toccava solo effettuare la convenzione. Cosa che non è stata fatta, perché “l’amministrazione ha inteso studiare le carte”. Uno studio che evidentemente sta richiedendo più tempo del necessario e ha messo in crisi il presidente Liotti, che ha deciso di non tenersi in mano il cerino. Liotti, infatti, rischia seriamente di dovere rispondere di danno erariale, trattandosi di un Consorzio che utilizza soldi dei Comuni (pubblici). Circa metà dei lavoratori rischiano di essere mandati a casa e l’altra metà di restare. A restare sono i lavoratori che rappresentano gli altri Comuni del Consorzio. Hanno, infatti, già firmato la convenzione Petilia Policastro, Mesoraca, Verzino, Strongoli e San Mauro Marchesato; sono pronti a firmare Santa Severina e Roccabernarda, mentre con Isola Capo Rizzuto c’è un percorso condiviso.

 

 

 

 

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