Domenica, 25 Ottobre 2020

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rosanna iembo operaDa 15 anni Rosanna Iembo, matematica con una laurea pure in teologia e filosofia, porta i suoi lavori negli Usa, in occasione del congresso mondiale promosso dai suoi colleghi americani che si riconoscono nelle due associazioni del Paese: la Maa e la Ams, a cui sono iscritti i matematici d'Oltreoceano. L'evento si tiene ogni anno in una citta' diversa per iniziativa delle due associazioni. Madre e padre di Crotone, un dottorato di ricerca nel prestigiosissimo ateneo di Cambridge, Rosanna Iembo e' nata a Napoli dove i genitori si trovavano per lavoro, ma ha sempre vissuto nella citta' di Pitagora e si considera calabrese a tutti gli effetti. Lascia la citta' per il tempo richiesto dagli impegni americani. La peculiarita' del suo lavoro, imbevuto di scienza e arte, che quest'anno le e' valso il riconoscimento di aver prodotto uno delle dieci migliori opere del mondo, sta nella sua filosofia rigorosamente pitagorica, fondata sull'idea dell'interdisciplinarieta'. Negli Usa e' approdata, su invito delle autorita' accademiche locali, grazie alle sue poesie. Nella presentazione dei suoi lavori l'accompagnano le due figlie, Miriam e Irene, entrambe musiciste. L'opera e' un filmato in cui la poesia si fonde con la musica dei violini e la filosofia, in un raccconto che, partendo dalle nozze di Myia, figlia di Pitagora, e Milone, allievo del fondatore della scuola filosofica e matematica crotonese, porta ai giorni nostri, rivelando l'attualita' scientifica del pensiero di Pitagora. «In ogni realizzazione della vita di oggi - spiega all'Agi la ricercatrice - c'e' la matematica. Anche in un banale lavoro all'uncinetto si possono riconoscere delle geometrie. E poi grazie alla scuola pitagorica abbiamo realizzato la prima forma di globalizzazione, perche' gli allievi del suo fondatore che gia' 2.500 anni fa sono partiti per il mondo allora conosciuto al fine di diffondere cultura». Ad Atlanta, in Georgia, dove quest'anno si e' tenuto l'evento mondiale che l'ha vista protagonista insieme con studiosi giunti da tutto il pianeta, hanno partecipato al congresso migliaia di persone. «Negli Stati Uniti l'idea dell'interdisciplinarieta' e' molto diffusa. Un medico ha presentato delle sculture che ha realizzato partendo proprio dal suo lavoro, perche' anche l'anatomia puo' essere fonte d'ispirazione - spiega - e anche Disneyland e' opera di matematici. Il mio lavoro parte dalle nozze di Myia, figlia di Pitagora, ma anche docente di matematica, e Milone, che era allievo di Pitagora ed era un atleta, come simbolo dell'armonia, della fusione di diverse discipline». Pitagora, che a Crotone, culla della Magna Grecia, realizzo' la sua scuola di pensiero, potrebbe essere un'occasione di rinascita per la Calabria e l'Italia. Il suo pensiero e' ancora vivo. «Come negli Usa - dice - anche da noi eventi come quelli a cui partecipo potrebbero essere una grande risorsa, perche' consentirebbero di portare in Calabria migliaia di persone, attivanto partenariati ed avviando scambi commerciali su vasta scala. Enormi - aggiunge - potrebbero essere le cadute in ambito scientifico ed economico. Molti studosi americani vivono negli Usa e toccano con mano questa realta: In Italia le istituzioni sono piu' chiuse, perche' l'appartenenza prevale sulla meritocrazia. Ma e' necessario saper cogliere queste occasioni che da noi sono meno percepite». Tornare alle radici sarebbe un'occasione il turismo, sempre indicato come una delle risorse della regione ma mai realmente valorizzato. «Non si tratta di dare vita ad operazioni noistalgiche. Nella scuola pitagorica - fa rilevare - era diffusa per esempio la cultura del cibo e su questo si potrebbe oggi coinvolgere il territorio, portando gli studiosi e tutti coloro che sono interessati nei luoghi in cui tutto questo ha avuto origine, offrendo le peculiarita' gastronomiche della regione, l'arte ed i manufatti. Le potenzialita' sotto l'aspetto commerciale sono enormi». Il pensiero va al recente invito del New York Times a visitare la regione. Dopo le reazioni immediate, l'eco della notizia si e' dispersa. «L'attenzione che il quotidiano americano ha riservato alla nostra regione - dice Rossanna Iembo - poteva essere un'occasione. Si potrebbe partire da piccoli eventi utilizzando le strutture esistenti, per poi pensare ad un turismo congressuale piu' attrezzato costruendo strutture adeguate. L'indotto sarebbe enorme perche' un evento va preparato e si fonda su piu' componenti con il coinvolgimento di miglia di persone. Immagini le ricadute anche per l'edilizia che puo' avere la costruzione di un centro congressi e i benefici per gli albergatori portati dalla presenza dei congressisti». Il rischio che tutto resti nei confini dell'utopia c'e' e la studiosa ne e' consapevole.  «Occorre realizzare un rivoluzione culturale che parta dal basso - dice - fino ai livelli piu' alti delle nostre comunita'. Serve uno scatto d'orgoglio». (AGI)

 

 

 

 

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pitagoraQueste dieci curiosità sono rintracciabili, tra storia, mito e credenze.

 

1 Il primo “mercenario” sportivo. Oggi molti sportivi hanno retribuzioni altissime e molto spesso gareggiano sotto le bandiere di nazioni o città che non gli hanno dato i natali. Il primo “mercenario sportivo” è stato l'atleta e campione olimpionico Astylos di Crotone, che tradendo la sua polis, gareggiò per conto di Siracusa, nel 484 a.C. vinse la corsa degli opliti, effettuata indossando la panoplia, cioè, l’intera dotazione da guerra dei fanti dell'epoca, vinse per Siracusa, che lo aveva pagato di più. Questo avveniva mentre Crotone e Siracusa erano profondamente rivali per l'egemonia politica della Magna Grecia. Il tradimento fece infuriare i crotoniati che distrussero la statua a lui eretta per le vittorie conseguite. Nasceva così il lato meno nobile dello sport.

 

2 Il gobbo porta bene. Miscello di Ripe è l'ecista fondatore di Crotone, questo gobbo (caro agli dei secondo la tradizione), essendo il fondatore di una delle colonie greche più potenti dell'antichità, per via delle sue fortune, secondo alcuni avrebbe fatto nascere la leggenda che i gobbi sarebbero fortunati e di conseguenza portino bene.

 

3 Pitagora e le fave. Una leggenda vuole che Pitagora avesse maledetto le fave, che addirittura in fuga da Crotone ed inseguito dai ciloniani, a ridosso di un campo di fave preferì farsi catturare piuttosto di attraversarlo. L'odio di Pitagora era così forte per le fave, che aveva proibito ai suoi adepti di mangiarle ed anche solo di sfiorarle. Secondo il medico inglese Gerald Hart, il filosofo aveva conosciuto gli effetti del favismo, questa forma particolarmente violenta di intolleranza alle fave era diffusa in Magna Grecia.

 

4 Il padre della medicina. Il padre fondatore della medicina antica è Alcmeone di Crotone (nato il 560 a.C. circa), di lui sono famose le sue qualità mediche scientifiche. Sezionava corpi umani e animali per studiare attentamente l'anatomia e la causa scatenanti di disfunzioni e malattie, diede così origine al metodo della ricerca scientifica, basato sull'analisi reale delle cose, con esso la medicina usciva dalla dimensione della superstizione.

 

5 Il vegetarismo e Crotone. Secondo Metamorfosi di Ovidio l'iniziatore del vegetarianismo è Pitagora, il primo a scagliarsi contro l'abitudine di nutrirsi di animali, secondo cui era un'inutile spargimento di sangue. La scuola pitagorica sorta a Crotone, imponeva agli adepti oltre il divieto delle fave, anche al consumo di prodotti animali. Non era sicuramente e giustamente d'accordo Milone, che secondo il mito era un pitagorico o addirittura il genero stesso di Pitagora, poi vedremo il perché.

 

6 Il “doping” di Milone. Milone di Crotone, si dice, consumasse nove chili di carne, nove chili di pane e nove litri di vino al giorno, con questa dieta nella sua carriera sportiva ha vinto trentatré volte, tra Olimpiadi ed altre importanti competizioni greche. Questo mentre il suo forse suocero Pitagora, dava via al vegetarismo.

 

7 L'oro dei persiani. Alessandro Magno sconfisse l'Impero Persiano nella battaglia di Gaugamela nell'ottobre del 331 a.C. opponendosi trionfalmente a re Dario III, si concludeva così una serie di guerre ultracentenarie tra le città greche ed i persiani. Parte consistente del bottino di guerra in oro venne inviato da Alessandro il Grande in persona a Crotone. Il motivo del dono è un atto di riconoscenza onorario alla città che circa cent'anni prima, unica della Magna Grecia, ha aiutato i fratelli greci d'oriente nella battaglia navale di Salamina. A guida dei crotoniati vi era il comandante Phayllos, anch'esso ebbe grandi onori nella Grecia madre.

 

8 Gli strani tabù di Pitagora. Nell'opera Early Greek Philosophy di John Burnet, troviamo questo elenco di tabù, imposti da Pitagora agli adepti della sua scuola sorta a Crotone: «Astieniti dalle fave. Non raccogliere ciò che è caduto. Non toccare un gallo bianco Non spezzare il pane. Non scavalcare le travi. Non attizzare il fuoco con il ferro. Non addentare una pagnotta intera. Non strappare le ghirlande. Non sederti su di un boccale. Non mangiare il cuore. Non camminare sulle strade maestre. Non permettere alle rondini di dividersi il tuo tetto. Quando togli dal fuoco la pignatta non lasciare la sua traccia nelle ceneri, ma rimescolale. Non guardare in uno specchio accanto ad un lume. Quando ti sfili dalle coperte, arrotolale e spiana l'impronta del corpo.

 

9 La colonna d'oro Secondo la tradizione nel tempio di Hera Lacinia vi era una colonna tutta d'oro, Tito Livio scrisse in Ab Urbe condita libri, XXXIV: «Un bosco sacro, isolato da una folta foresta e da alti abeti, chiudeva nel mezzo pingui pascoli, ove pasceva senza pastori ogni specie di animali consacrati alla dea, e gli armenti delle rispettive specie la notte rientravano in gruppi separati alle stalle, non mai insidiati né dalle fiere né dagli uomini. Grande era perciò il reddito che si traeva da quel bestiame, e con quello fu eretta e consacrata una colonna di oro massiccio, sì che il tempio era illustre non solo per la santità ma anche per le ricchezze.». Chissà se era vero e se lo era dove sia finita?!

 

10 Il primo culturista. Girando per il web su tanti siti di culturismo, si leggono informazioni come questa: «Si narra che Milone di Crotone, il più celebre lottatore greco antico, in gioventù, per allenare la propria forza, solesse portare quotidianamente sulle spalle un vitello. Giorno dopo giorno il vitello cresceva e pesava sempre più, e il giovane Milone incrementava così la dimensione e la forza dei propri muscoli, costretti ad adattarsi a sollevare un carico progressivamente crescente».

Davide Pirillo

 

 

 

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scuola pitagoricaSi stringono rapporti di amicizia con Samos (Grecia), città dove la leggenda vuole sia nato Pitagora, poi diventato simbolo della città di Crotone. Rapporti di “fratellanza” per usare la definizione del sindaco di Samos, Michalis Anghelopulos, in risposta alla nota che il sindaco Ugo Pugliese ha inviato per invitarlo il prossimo 18 agosto a Crotone in occasione della inaugurazione della “Nuova scuola pitagorica”, per visitare la città, il museo di Pitagora e per stringere rapporti di cooperazione con la città Greca. L’invito del sindaco Pugliese al collega greco era stato preceduto da uno scambio di corrispondenza con il presidente della comunità municipale di Pythagoreion, località che rappresenta il maggiore centro turistico di Samos. Successivamente il sindaco Pugliese ha ritenuto opportuno coinvolgere in questo percorso di amicizia anche il sindaco di Samos scrivendogli una nota con la quale lo invita a Crotone in virtù della comune radice pitagorica. Alla lettera del sindaco Pugliese ha risposto, a stretto giro di posta, il suo omologo greco con una nota molto affettuosa. “Caro sindaco, ho letto con emozione la sua lettera” scrive Michalis Anghelopulos, sindaco di Samos al suo collega crotonese. “Il corso della vita di Pitagora, filosofo universale, il suo apporto alla filosofia, alla matematica ed, in modo generale, a tutti i rami della scienza, ma anche la storia quasi comune dei Greci e degli Italiani, popoli fratelli, sono già messi in rilievo dalla “scuola Pitagora” continua il primo cittadino di Samos. “Il suo invito a me ed al presidente del Pythagoreion è un grande onore. Di conseguenza saremo molto onorati di essere a Crotone il prossimo 18 agosto” aggiunge Anghelopulos. “Le prometto che il rapporto di fratellanza tra Crotone e Samos sarà effettuato in modo immediato” conclude il sindaco di Samos.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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[VIDEO] La foto dell'opera marmorea di Pitagora, ideata e progettata dall'architetto Ruperto, ha riscosso sul web tante critiche, per la maggior parte negative. L'articolo di Marina Vincelli corredato di foto, per la testata la ProvinciaKR [LEGGI ARTICOLO], ha fatto il giro dei gruppi e pagine Facebook dedicati alla città di Crotone. «E' brutta e non ricorda per nulla Pitagora», «Potevano mettere la statua di bronzo che stava realizzando Gaspare Da Brescia»: queste le opinioni più comuni lette sul social network. Giudizi più negativi che positivi, come si evince anche dal servizio realizzato da Videocrotone.tv che ha raccolto le opinioni dei passanti nella piazza della nostra città. Un ragazzo, ad esempio, studente del liceo scientifico, non si era proprio accorto delle sagome poste tra piazza Pitagora e via Mario Nicoletta: «No, non ci avevo fatto caso». Sempre su Facebook tra i tanti commenti si legge che «la nostra città abbia problemi a iosa, alcuni atavici, é sotto gli occhi di tutti, ma ciò non toglie che quando si realizza un'opera deve essere realizzata con tutti i crismi che essa merita». Le sagome dell'opera marmorea, ritagliate tramite un laser, sono facilmente replicabili. L'opinione comune dei cittadini è che per il filosofo di Samo, la cui scuola aveva sede a Crotone, ci si aspettava un'opera più rappresentativa come la statua di Gaspare da Brescia, specie poi se per averla si è aspettato così tanto. Cosenza, infatti, già dal 1914 ricorda il filosofo Bernardino Telesio con una statua situata in piazza XV Marzo, dove il Teatro Rendano e l'Accademia cosentina fanno da sfondo all'illustre concittadino. I cittadini lamentano quindi che nessun bando pare sia stato pubblicato sul sito dell'amministrazione comunale e che nessun incontro è stato fatto con i cittadini per decidere insieme come omaggiare Pitagora e, magari, scegliere un progetto tra gi artisti locali. La scelta di Ruperto ha fatto discutere e piace a uno solo delle persone intervistate nel corso di questo servizio, mentre tutti gli altri invocano addirittura un forte vento, o un tir che abbatta l'opera!

 

Danilo Ruberto

www.videocrotone.tv

 

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pitagora monumento lontanoPrende vita l'installazione dedicata a Pitagora nella omonima piazza di Crotone. La gru ha depositato ques'oggi le lastre in metallo con la sagoma di Pitagora immaginata da Raffaello e che andranno a formare il monumento. Il tutto si è svolto sotto gli occhi incuriositi dei passanti. Il matematico e filosofo nativo di Samo, che aveva fondato la sua Scuola proprio qui a Crotone, è finalmente tornato a casa? O meglio, dopo la sua cacciata per mano dei democratici, Crotone gli ha restituito il suo spazio? Per adesso si trova nel piccolo spartitraffico triangolare, tra viale Regina Margherita e via Mario Nicoletta, vicino al Teatro Apollo. L'installazione è stata pensata e progettata dall'architetto Salvatore Ruperto. Sono otto le sagome (tutte identiche) ricalcate sull'immagine del filosofo (rappresentato da Raffaello ne "La Scuola di Atene" presso la Stanza della Segnatura) che sono state incastrate quest'oggi attorno ad un perno principale alla cima del quale è stato apposta la riproduzione geometrica del famoso teorema. Speriamo che porti un po' di fortuna a questa città piegata e rassegnata. Nella scultura, c'è anche il richiamo a una simbologia esoterica e una composizione stellata, a numeri magici e carichi di significati simbolici, come il 3 e il 9.

 

 

 

 

 

 

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pitagora installazione progettoDopo secoli di attesa, una bella installazione dedicata al grande filosofo troneggerà finalmente in piazza Pitagora. È proprio quella che sta sorgendo sotto gli occhi dei passanti, nella città di Crotone, dove il matematico aveva fondato la sua Scuola, riservata agli allievi che riteneva migliori. Nel piccolo spartitraffico triangolare, al posto del chiosco per la vendita dei giornali (ormai dismesso), nel punto in cui si snodano viale Regina Margherita e via Mario Nicoletta nei pressi del teatro Apollo, sta per essere dunque ultimato questo piccolo ma significativo monumento. Nato da un'idea di Salvatore Ruperto e voluta dall'Amministazione comunale, noto architetto della città (ha anche fatto l'assessore all'urbanistica), il progetto con grande semplicità ha l'ambizione di tracciare un segno particolarissimo, grazie ad una struttura in marmo collocata in uno spazio a forma di stella ad otto punte. La sagoma, impressa nelle otto lastre incastrate nel tubolare d'acciaio, ricalca quella stessa figura del filosofo accovacciato, riconosciuto dai critici in Pitagora, ne "La Scuola di Atene" di Raffaello della Stanza della Segnatura. Una struttura notevole, non c'è dubbio, e che farà discutere molto. I motivi sono innumerevoli... C'è Pitagora e c'è anche una simbologia esoterica nella composizione stellata. C'è poi il richiamo al numero tre e al numero nove e ai significati a essi sottesi. C'è ordine, ma anche mistero, semplicità e insieme misura, rigore e "quel che" di inventiva che non guasta mai. In un'opera dedicata in fondo a una città con voglia di riscatto, da manifestare anche attraverso cose fatte così, sorte in un istante magico, in cui arte, bellezza e matematica si incontrano e si fondono con grande armonia... Dati tecnici: Appalto, Impresa Luchetta - marmi Adamo di Strongoli - Opere in ferro Lorenzo di Isola Capo Rizzuto – Progetto: architetto Salvatore Ruperto. Responsabile del procedimento: architetto Elisabetta Dominijanni. Costo dell'opera: 12.000 euro circa.

 

 

 

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