Venerdì, 14 Agosto 2020

 

ATTUALITA' NEWS

prefettura«La Camera di commercio di Crotone – informa una sua nota – esprime un plauso alla Prefettura per il risultato conseguito oggi con la sottoscrizione dell’addendum al Protocollo di intesa per la legalità Sin (Sito d’interesse nazionale, ndr) firmato nel mese di marzo 2018».
«Grazie alla sinergia tra istituzioni, associazioni di categoria e sindacati – sono le parole del presidente della Camera di commercio di Crotone Alfio Pugliese – si è giunti al completamento del Protocollo per la legalità. L’ente camerale si sta spendendo a 360° affinché la bonifica venga conclusa in tempi certi e nel rispetto della legalità. In tal occasione la Camera di commercio ha assunto il ruolo di facilitatrice tra la Prefettura e le associazioni di categoria, consentendo di sedere attorno ad un tavolo e raggiungere l’intesa. Auspichiamo che i frutti di tale sinergia possano replicarsi in futuro, al fine di creare le precondizioni per lo sviluppo del territorio e delle imprese».
Alla sottoscrizione per conto della Camera di commercio di Crotone è stato incaricato il consigliere camerale Francesco Lagani, delegato alle infrastrutture: «Oggi, si è raggiunto un importante risultato che consente il coinvolgimento delle imprese locali nelle attività di bonifica, nell’alveo di un’azione incessante a favore della legalità – ha dichiarato Lagani al momento della firma –. Auspichiamo che dai danni dell’inquinamento possano almeno germogliare i semi di un sano sviluppo futuro del nostro territorio».

 

 

 

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margherita corrado affreschi«La riunione promossa dal prefetto di Crotone che ha portato in città i vertici del segretariato generale e regionale del ministero Beni culturali, convocati, insieme agli altri soggetti istituzionali aventi titolo, per coordinarsi in vista della stipula del Protocollo di legalità per "Antica Kroton", è un momento fondamentale delle iniziative messe in campo dal dicastero dell'onorevole Bonisoli per blindare il progetto». È quanto scritto in una nota dalla senatrice Cinquestelle argherita Corrado.
«Si rende infatti indispensabile – continua –, dovendo tutelare l’interesse pubblico, garantire che, forte di una dotazione finanziaria di ben 61,7 milioni, ma nato male e a rischio di finire peggio se la gestione fosse lasciata in troppe mani, la sua esecuzione sia improntata alla piena legalità.
Il 12 aprile scorso – ricorda la senatrice –, io stessa anticipai la nomina, da parte del segretariato generale Mibac, di un coordinatore per "Antica Kroton", con profilo di massima garanzia. Ora la Prefettura e il ministero mettono definitivamente in sicurezza il progetto ricorrendo alla banca dati Sileg D-B, creata per il Grande progetto Pompei. Il Sistema della legalità, appunto, si applica monitorando gli appalti pubblici in modo da assicurare il controllo dei flussi finanziari. Come? Innanzitutto, consentendo ad un gruppo di lavoro dedicato, che coinvolge le Forze dell'ordine e la Prefettura, di acquisire dalla Banca dati nazionale le informazioni antimafia di tutti gli operatori economici inseriti nella filiera di ciascun cantiere del progetto. In nome della trasparenza, dunque, le imprese non iscritte nella cosiddetta white list, oggi non richiesta persino per trattare rifiuti ed eseguire bonifiche, saranno escluse automaticamente da “Antica Kroton”. Una vasta gamma di ‘precauzioni’ di collaudata efficacia dovrebbe smorzare gli appetiti di eventuali male intenzionati, abbattendo il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. Resta il pericolo non meno grave della corruzione, che affligge anche la pubblica amministrazione a tutti i livelli e a motivo del quale andranno monitorate attentamente le consulenze a molti zeri che già fioccano da mesi intorno ad "Antica Kroton”. Plaudo alla manifesta volontà dello Stato, sul territorio e in sede centrale, di non lasciare spazio a qualsivoglia illegalità che possa fare di “Antica Kroton” un’occasione perduta più di quanto già non sia a causa di scelte progettuali a dir poco discutibili».

 

 

 

 

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sindacati prefetturaInnalzare il livello di prevenzione del contrasto al caporalato e al lavoro sommerso e irregolare: e' questo l'oggetto del protocollo di legalita' sottoscritto oggi presso la Prefettura di Crotone tra le parti sociali e gli uffici competenti per il contrasto al caporalato e lo sfruttamento del lavoro nero in agricoltura. Presenti i rappresentanti dell'Ispettorato territoriale del lavoro, Inps, Inail, Asp, Confagricoltura, Flai Cgil, Fai Cisl. Il documento e' stato condiviso, inoltre da Coldiretti e Uila Uil. Tutti i firmatari del protocollo ritengono che al di la' dell'indiscutibile e fondamentale ruolo repressivo svolto dalle forze di polizia, sia opportuno promuovere il confronto fra gli uffici ispettivi, i sindacati e le associazioni di categoria per auspicare anche un diverso approccio culturale al fenomeno, che responsabilizzi da un lato i titolari delle attivita' produttive e, dall'altro, gli stessi lavoratori per l'acquisizione di consapevolezza di diritti e gestione delle risorse. Il coordinamento ed il monitoraggio dell'attuazione del protocollo sara' effettuato dalla Prefettura con cadenza semestrale, anche mediante incontri specifici con i sindacati, le organizzazioni professionali agricole e gli organismi ispettivi, anche al fine di apportare le eventuali modifiche ed integrazioni per renderlo uno strumento sempre piu' efficace ed attuale.

 

 

 

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protocollo legalità bonifica prefettura tavolo2«Syndial (Eni) – informa una nota – ha sottoscritto oggi il Protocollo d'intesa per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in relazione agli interventi di bonifica nel sito di interesse nazionale di Crotone. L'atto è stato firmato nella tarda mattinata nella sede della Prefettura di Crotone dal prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, dall'amministratore delegato di Syndial, Vincenzo Maria Larocca, dall'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Antonella Rizzo, dal sindaco di Crotone Ugo Pugliese e dai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali locali e da Confindustria, Confapi, Ance e dalla Camera di Commercio di Crotone. La sottoscrizione del Protocollo intende affermare il preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nel settore degli appalti interessati allo svolgimento dei lavori di bonifica che Syndial sta attuando nelle ex aree industriali e rappresenta il momento conclusivo di un iter che ha visto coinvolti la Prefettura, le forze dell'ordine, Syndial e gli enti locali, al fine di individuare lo strumento più idoneo per prevenire eventuali intromissioni della criminalità organizzata nelle attività di risanamento ambientale e rendere corretta e trasparente ogni attività e insediamento delle imprese. L'accordo prevede un sistema di controlli anti-mafia molto capillari su appalti e subappalti e un monitoraggio continuo dei cantieri attraverso l'attività del Gruppo Interforze, che coinvolge tutte le forze dell'ordine con il coordinamento della Prefettura di Crotone e la costituzione di un "tavolo permanente" per assicurare un costante confronto e un monitoraggio congiunto. Eni è nel sito di Crotone dal 1990, quando, per la scelta politica di impegnare l'allora Ente di Stato nel salvataggio di realtà industriali in crisi, molti siti ad alta criticità ambientale gli furono trasferiti “ex lege”.

protocollo legalità bonifica prefettura tavoloNel Sin di Crotone Syndial è proprietaria di circa 70 ettari corrispondenti allo stabilimento ex Pertusola, la cui acquisizione da parte di Eni è avvenuta nel 1990 e agli stabilimenti ex Agricoltura ed ex Fosfotec, confluiti in Eni nel 1992 da Montedison. Eni Syndial, estranea all’attività industriale che ha determinato Io stato del sito, non appena è cessata l'attività dello stabilimento ex Pertusola nel 1999, ha avviato le attività di messa In sicurezza e di progettazione degli interventi di bonifica delle aree, comprese le discariche fronte mare ex Perlusola ed ex Fosfotec esterne al sito. Dal 2001 al 2008 Syndíal ha sospeso le attività poiché il sito è passato in gestione commissariale. Negli anni successivi e fino a fine 2017, Syndial ha sostenuto costi per bonifica e demolizioni - quest'ultime già completate - per circa 124 milioni di euro e prevede di spendere ulteriori 285 milioni di euro per ultimare gli interventi di bonifica su falda, suoli e discariche fronte mare, di cui circa 82 milioni saranno impiegati per il trattamento delle acque di falda per i prossimi 15 anni. Le attività di bonifica della falda sono state avviate nel 2004, mediante una barriera idraulica che oggi opera con complessivi 54 pozzi e un sistema di emungimento che invia le acque di falda all'impianto regionale consortile: nel solo anno 2017 sono state emunte e inviate a trattamento più di 770 mila metricubi. Attualmente è in corso l'istruttoria per il 'Progetto operativo di bonifica fase 1', relativo alle aree di protezione spondale delle discariche fronte mare, che sono propedeutiche alle attività per la loro rimozione e quindi della 'fase 2', che prevede la rimozione completa delle due discariche con destino dei terreni contaminati in impianti di trattamento e smaltimento esterni al sito, oltre agli altri interventi di risanamento necessari per completare la bonifica di tutte le aree di pertinenza Syndial. Il progetto verrà esaminato prossimamente dalla Conferenza dei Servizi decisoria indetta dal ministero, previa acquisizione dei pareri da parte degli Enti e della Prefettura di Crotone. Syndial sta già predisponendo le integrazioni richieste dalla Commissione prefettizia il 6 marzo scorso e confida in una rapida approvazione».

 

 

 

 

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prefettura2Sara' firmata giovedi' 8 marzo, alle ore 12, in Prefettura, a Crotone, l'intesa di legalita', gia' oggetto di approfondimento tra i oggetti firmatari, in tema di lavori di bonifica dell'area cosiddetta Sin (sito d'interesse nazionale di Crotone-Cassano-Cerchiara). "All'incontro - comunica la prefettura - interverranno l'amministratore delegato di Syndial, l'assessore regionale all'Ambiente, il commissario straordinario governativo per il coordinamento delle iniziative in tema di bonifica, il sindaco della citta' di Crotone e i rappresentanti dell'associazionismo industriale e sindacale, incaricati dello sviluppo economico e sociale di questo territorio".

 

 

 

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bonifica discariche mareImpedire alla ‘ndrangheta di mettere le mani sui soldi della bonifica. E’ sicuramente il primo obiettivo che si pone il prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, con l’approvazione del protocollo legalità per i lavori di bonifica all’interno dell’area di interesse nazionale. Di Stani ha convocato i sindacati confederali, alle ore 9,30 del prossimo 6 novembre, per sottoporre alla loro valutazione “il protocollo volto alla realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza nel settore degli appalti interessati allo svolgimento dei lavori di bonifica all’interno dell’area Sin”. Il prefetto intende mettere in piedi lo strumento per controllare i cantieri utilizzando, tra l’altro, ciò che la legislazione antimafia mette a disposizione degli operatori. Non sarà facile per le ‘ndrine del crotonese inserirsi negli appalti della bonifica. Sempre che la bonifica sarà realizzata nei tempi e nei modi previsti dagli accordi sottoscritti. Secondo quanto riferito ci sono ambienti del sindacato confederale che esprimono forti preoccupazioni sulla realizzazione del progetto predisposto da Syndial. Prima di tutto non è stato gradito l’accorpamento dei due interventi: quello a terra e quello a mare. A parere di alcuni ambienti sindacali sarebbe stato opportuno mantenere divisi i due interventi. Sul progetto dell’intervento a mare il giudizio è positivo e potrebbe essere subito messo in atto, mentre si hanno difficoltà a condividere le proposte contenute per la bonifica delle aree a terra. In particolare non convince il fatto che, dopo la bonifica, le aree non potranno avere qualsiasi tipo di utilizzo. La preoccupazione è rappresentata dal fatto che se nel sito disinquinato non potranno essere realizzate opere o strutture abitative potrebbe voler dire che l’intervento di bonifica non è totale. La bonifica rischia di partire in salita, perché il sindacato è pronto a mettere in campo tutto il suo potere per fare chiarezza.

 

P.S. Mi perdonino i lettori per la divagazione, visto anche la serietà dell’argomento trattato. C’è un personaggio che crede di essere giornalista, ma sino ad ora ha solo lavorato a rimpastare comunicati o al massimo a trasmettere note per conto della politica che gli paga lo stipendio. Questo personaggio, tra l’altro nostalgico del manganello, dà giudizi sugli altri definendoli “ciucci presuntuosi”. Devo dire che ha titoli conquistati sul campo per potere esprimere questi giudizi: ogni volta che si guarda allo specchio si trova davanti un ciuccio presuntuoso. Esperienza lunga una vita, che può anche usare nel suo curriculum.

 

 

 

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