Domenica, 27 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

giunta nicolazzi bisNella giunta non è rappresentato il 40% delle quote rose. Ecco perché la presidente della commissione regionale di Parità, Tonia Stumpo, assieme ad altre nove donne, ha presentato ricorso davanti al Tribunale amministrativo regionale della Calabria per impugnare il decreto di nomina della giunta di Petilia Policastro firmato nel mese di giungo dal sindaco Amedeo Nicolazzi. Nello specifico, il legale Romano Pitaro, richiama «l’evidente violazione dell’art. 1 comma 137 della Legge n. 56/2014, che impone che nelle Giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti (tra cui rientra Petilia Policastro, 9.267 abitanti secondo il censimento generale 2011), nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico». Nella giunta in pectore, infatti, figura una sola donna (Francesca Costanzo) su 5 componenti, mentre il numero delle persone di genere femminile in essa presenti dovrebbe essere di due. Completano l’esecutivo del sindaco Nicolazzi: Vincenzo Ierardi, Francesco Daniele e Mario Porchia.

 

 

 

Pubblicato in Politica

elisabetta dominijanni3Gli auguri di ferragosto. Semmai l’amministrazione comunale se ne fosse dimenticata, l’architetto Elisabetta Dominijanni ha ribadito di non volere mettersi da parte. Lo ha fatto scrivendo una dura lettera inviata al sindaco della città, Ugo Pugliese, al segretario generale del Comune, Bruno Rosaspina, e ad alcuni dirigenti dell’ente. La vicenda è sempre quella del concorso vinto dall’architetto per ricoprire la carica di dirigente tecnico di ruolo, che era stato bandito dalla precedente Giunta guidata da Peppino Vallone (delibera n. 336 del 2014) e ritirato in autotutela dall’attuale giunta comunale (delibera 237 del 28 settembre 2016). L’architetto Dominijanni ha presentato ricorso avverso alla delibera n. 237 al Tribunale amministrativo regionale della Calabria. Il Tar con la sentenza n 09/2017, depositata il 02.05.2017, ha accolto il ricorso proposto ed ha così riconosciuto la correttezza della procedura concorsuale. Nella lettera di Ferragosto Dominijanni scrive: “A seguito della sentenza la scrivente ha cercato di interloquire più volte a mezzo di note e diffide a firma sia propria che del suo legale, non riuscendo mai ad avere risposta dai rappresentanti dell’amministrazione cui ci si rivolge, anzi, al contrario, riscontrando che all’indomani della pubblicazione della citata sentenza, con straordinaria arroganza, la succitata amministrazione ha pubblicato “avviso di procedura comparativa pubblica, per l'assunzione a tempo pieno e determinato di 1 dirigente con incarico di capo settore tecnico - urbanistica- ai sensi dell'art. 110 comma 2 del D. Lgs. 267/2000 e dell'art. 24 del Regolamento generale organizzazione dei settori servizi e uffici del Comune”, approvato con determina dirigenziale del 11-05-2017 n. 975, come se la sentenza del Tar non interessasse proprio la procedura di copertura del posto di dirigente tecnico o come se gli esiti della sentenza fossero favorevoli all’ente piuttosto che alla sottoscritta che rivendica esclusivamente il rispetto dei propri diritti”. Continuando l’architetto ricorda che “la citata determina 975 viene in seguito rettificata con determina del 15-05-2017 n. 998 nella quale, per quanto attiene la dirigenza tecnica, sparisce il “Capo Settore Tecnico – Urbanistica” e si trasforma in “avviso di procedura comparativa pubblica, per l'assunzione a tempo pieno e determinato di 1 dirigente tecnico ai sensi dell'art. 110 comma 2 del D. Lgs. 267/2000 e dell'art. 24 del Regolamento Generale Organizzazione dei settori servizi e uffici del Comune”. Anche avverso a questi nuovi deliberati la Dominijanni ha presentato un ricorso al Tar Calabria, che non ha accolto la richiesta di sospensiva del procedimento “ritenuto che, nonostante la qualificazione del gravame quale ricorso ex art.114 c.p.a., invero l’azione attiene a profili attinenti a presunti vizi dei provvedimenti indicati – di cui si chiede la nullità o l’inefficacia - e pertanto l’azione, visto l’art.32 del cod. proc. amm., deve essere riqualificata come azione di cognizione sottoposta al rito ordinario” ed ha, quindi, disposto “la conversione del procedimento ex art.114 cod. proc. amm. in rito ordinario e fissa la trattazione di merito alla pubblica udienza del 27 giugno 2018”. In seguito all’intervento del segretario generale il Comune ha dovuto annullare le determini dirigenziali 975 e 998. Una storia infinita che viene riproposta con la determina dirigenziale 1536 che prevede la “rettifica determinazione n.975 dell'11.05.2017 che prevede l’approvazione avvisi pubblici di procedure comparative per l'assunzione a tempo pieno e determinato di 1 dirigente con incarico di capo settore I amministrativo e personale ai sensi dell'art. 110 comma 1 del D. Lgs. 267/2000 e dell'art. 24 del Regolamento Generale Organizzazione dei settori servizi e uffici del Comune e di 1 dirigente con incarico di capo settore tecnico - urbanistica- ai sensi dell'art. 110 comma 2 del D. Lgs. 267/2000 e dell'art. 24 del Regolamento Generale Organizzazione dei settori servizi e uffici del Comune” e sua riproposizione”. Che c’è sotto tutte queste proposizioni di determine dirigenziali? Secondo quello che scrive la Dominijanni, che ha rinunciato volutamente di partecipare al bando per l’assunzione a tempo determinato (art. 110), c’è la volontà di procedere all’assunzione di tecnici amici e già individuati dalla stampa. Potrebbe anche finire la battaglia in solitudine della Dominijanni in quanto, secondo quanto riferito, anche i due tecnici che si sono classificati al 2 e 3 posto del concorso bandito da Vallone sono pronti a scendere sul piede di guerra.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

elisabetta dominijanni3Nuovo ricorso al tribunale amministrativo regionale della Calabria contro il Comune di Crotone presentato dall’architetto Elisabetta Antonia Dominijanni. Dopo avere vinto il primo ricorso, che ha di fatto ha annullato la delibera della giunta comunale di Crotone n. 237 del mese di settembre 2016, che sanciva la cancellazione del concorso di dirigente tecnico già espletato e vinto dalla ricorrente, la Dominijanni ricorre nuovamente al Tar Calabria per chiedere l’annullamento della delibera della giunta comunale di Crotone n. 101/2017 pubblicata il 2.5.2017 e delle determine dirigenziali numero 975 dell’11.5.2017 e n. 998 a firma del dirigente facente funzione del settore VI presso il Comune di Crotone, Emilio Apa, con le quali è stato bandito un avviso per il reclutamento a tempo determinato ex art. 110 del D. Lgs. n. 267/2000 di un dirigente di area tecnica del Comune di Crotone. In sostanza il Comune di Crotone avrebbe voluto procedere all’assunzione a tempo determinato di due dirigenti, uno dei quali di area tecnica. Evidentemente la Dominijanni ha valutato che l’amministrazione comunale avrebbe voluto procedere ad un tipo di assunzione che avrebbe danneggiato la sua posizione di vincitrice di un concorso pubblico per cui ha deciso di presentare un nuovo ricorso. In questo procedimento sarà assistita dagli avvocati Alfredo Gualtieri, Demetrio Verbaro e Sandro Cretella.

 

 

 

 

 

 

Salva

Pubblicato in In primo piano

elisabetta dominijanni2Il Tribunale amministrativo regionale della Calabria accoglie il ricorso presentato dall’architetto Elisabetta Antonia Dominijanni e l’amministrazione comunale di Crotone si costituisce davanti al Consiglio di Stato. L’amministrazione comunale aveva cancellato con la “deliberazione della giunta n. 237 del 28 settembre 2016” il concorso per l’assunzione di un dirigente tecnico, bandito dalla precedente amministrazione comunale guidata da Peppino Vallone, che era stato vinto dalla Dominijanni. L’architetto che, tra l’altro, aveva svolto il ruolo di dirigente dell’Ufficio urbanistico del Comune dal 2003 al 2016, ha proposto ricorso al Tar Calabria chiedendo l’annullamento della delibera della giunta guidata da Ugo Pugliese. Il Tar ha accolto la richiesta e l’altro ieri la giunta comunale con la delibera n.133 ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato, nominando difensore di fiducia l’avvocato Giuseppe Pitaro, che aveva già rappresentato il Comune nel giudizio di primo grado (Tar). Per questo procedimento la stessa amministrazione comunale ha impegnato la somma 5.887,55 euro, che vanno aggiunti alle spese affrontate per il ricorso davanti al Tar Calabria.

 

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

tempio vegetale bonifica«Sosteniamo l’iniziativa di adire il Tar Calabria». Lo scrive il coordinamento di "Cambiare il Pd - Ricostruire l’Italia" in merito all’iniziativa promossa dal comitato cittadino “La collina dei veleni” che viene definita «lodevole, perché interpreta tutta il malessere e il protagonismo dei cittadini, che da troppo tempo si sentono abbandonati e raggirati dalle istituzioni a tutti i livelli». «La città - spiega il coordinamento dell'associazione politico-culturale - continua ad essere marginalizzata dai processi di sviluppo economico, senza infrastrutture adeguate e moderne, con una situazione sociale esplosiva per i livelli di disoccupazione e di povertà, aggredita dalle società multinazionali petrolifere che continuano a trivellare le nostre profondità marine, ingannata per la mancata realizzazione, dopo la dismissione dell’apparato industriale, della bonifica integrale del suo territorio. Sono trascorsi appena pochi anni dall’accertamento giudiziario di ben 24 siti urbani inquinati da materiale tossico e pericoloso, tra i quali anche alcuni istituti scolastici pubblici. E poi, l’altissima percentuale di mortalità per malattie tumorali. E’ intollerabile, dopo anni di bugie e di rinvii ora la Syndial, insieme alle istituzioni incapaci e genuflesse, vuole barattare l’auspicata bonifica integrale con la messa in sicurezza del sito, mantenendo i rifiuti ed materiali pericolosi coperti da un sarcofago affidandosi alla fitorimediazione. Siamo d’accordo, questa è l’ultima occasione per dire NO a quanti invece di proporci sviluppo e lavoro vogliono fare del nostro territorio la più grande “pattumiera” di rifiuti tossici e pericolosi d’Italia. Pertanto sosteniamo, con convinzione e partecipazione, l’iniziativa di adire il Tribunale amministrativo regionale con una petizione sottoscritta da tutti i cittadini di Crotone».


 

 

Pubblicato in Politica

falbo tomaino detursiSi allarga il fronte dei sottoscrittori del ricorso al Tribunale amministrativo regionale per la bonifica. Camera di commercio, associazioni di categoria, Cgil, Cisl e Uil firmeranno il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria proposto dal Comitato cittadino “La collina dei veleni” contro il decreto del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 3 febbraio scorso, con il quale viene autorizzato il progetto di bonifica presentato da Syndial “per i suoli dello stabilimento ex Pertusola”. La decisone è stata presa ieri, durante un incontro tenutosi nella sede della Uil di Crotone. L’obiettivo è quello di costituire un gruppo di risorse locali per controllare le attività che la Syndial intende mettere in campo per effettuare la bonifica. Secondo il Comitato cittadino le proposte fatte dalla Syndial e accolte dal ministero dell’Ambiente, con decreto del 3 febbraio scorso, non possono essere condivise in quanto si tratterebbe di “una finta bonifica” quella proposta “per i suoli dello stabilimento ex Pertusola”. In questa battaglia il Comitato cittadino non è più da solo.

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano
Pagina 2 di 4