Domenica, 27 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

comune4«Le scriventi Organizzazioni sindacali - scrivono Salvatore Scicchitano (Fp-Cgil), Luigi Tallarico (Fp-Cisl) e Gaetano Papaleo (Uil-Flp) - in riferimento alla riunione di delegazione trattante convocata per il 29 giugno scorso comunicano che hanno deciso di non presenziare alla stessa, in quanto, a parer loro si tratta di un invito strumentale e, soprattutto, diretto a superare/cancellare con "un colpo di spugna" una vicenda che ha visto coinvolti vari soggetti, oltre alle parti direttamente interessate e cioè amministrazione, sindacati territoriali, Rsu e dipendenti. È appena il caso di sottolineare che il mancato rispetto dell'accordo firmato in Prefettura, seguito da calunnie e frasi ingiuriose, in assenza delle scuse formali da parte dei firmatari di quella pesantissima nota, ha prodotto, e continua a produrre, effetti conflittuali che le scriventi formalizzeranno in tempi brevi al prefetto di Crotone per le determinazioni che potranno determinare sulla base delle norme previste in materia di raffreddamento dei conflitti. Si ribadisce, nell'occasione, che è del tutto inutile pensare di mitigare, con procedure inventate, estemporanee e soprattutto irrituali, gli effetti conseguenziali di atti ufficiali, formali e solenni che, per la loro portata richiedono adeguata ritualità. Sappia il sindaco, purtroppo non adeguatamente informato sull'importanza di corrette relazione sindacali, nonostante ciò sia stato evidenziato anche in Prefettura, che le scriventi, viceversa, profondi conoscitori della materia e delle loro prerogative, non arretreranno di un solo millimetro sino a quando l'intera vicenda non sarà risolta, anche attraverso le vie giudiziarie cui sono state costrette a rivolgersi. Sembra evidente, all'uopo, che la presente ha anche valore di diffida dall'intraprendere qualsivoglia iniziativa unilaterale nelle materie oggetto di confronto, a diverso titolo, con le Organizzazioni sindacali, sarebbe un grave errore assumere direttamente, o su consiglio di qualche saccente, ulteriori iniziative che possano esasperare oltre i rapporti già esacerbati. Si coglie l'occasione, infine, per ringraziare la Rsu del Comune di Crotone per la grande maturità dimostrata in occasione della riunione del 29 giugno scorso e per le determinazioni assunte nell'occasione circa la loro volontà di non partecipare alla riunione prevista per la stessa giornata. Ciò dimostra la grande maturità della rappresentanza unitaria all'interno del Comune di Crotone e dà, plasticamente, l'idea della grande sinergia ed interessi che ci accomunano nella difesa dei diritti ed interessi di tutti i lavoratori, ivi compresa l'imprescindibile dignità connessa allo stesso rapporto di lavoro».

 

 

 

 

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drammis gae nastrini liberi collageCoordinamento nazionale Gae di Crotone, comitato Nastrini liberi uniti e Docenti precari di seconda fascia preoccupati per il destino del personale della scuola crotonese. «In provincia di Crotone – scrivono in una nota – sono tante le cose che non quadrano e ormai da anni c'è una continua migrazione di coppie che cercano lavoro altrove, portando con sé anche i figli in età scolare. Questo fenomeno è presente in tutte le province calabresi e ha portato come risultato, ad una perdita di 5519 alunni in tutta la regione Calabria. Solo nella provincia di Crotone risultano ad oggi mancare 671 alunni di tutti gli ordini di scuola (a Catanzaro 864, a Vibo Valentia 479, a Cosenza 1716, a Reggio 1789). Naturalmente per il nuovo anno scolastico 2017-2018 non si formeranno delle classi, non si attiverà il tempo prolungato, i piccoli plessi di periferia chiuderanno, non si formano le classi serali delle secondarie di secondo grado e questo implica una perdita di docenti e personale Ata che saranno costretti a loro volta a partire al Nord per continuare a lavorare nella scuola, che porteranno con sé i propri figli, che mancheranno al numero totale di alunni iscritti nelle scuole della nostra provincia. E allora è un cane che si morde la coda? E' un circolo vizioso senza soluzione? Il personale della scuola crotonese e' destinato a scomparire drasticamente nel giro di pochi anni? Noi docenti precari del coordinamento nazionale Gae, i docenti neo immessi in ruolo di fase B e C del comitato Nastrini liberi uniti e i docenti precari di seconda fascia della provincia di Crotone, assieme alle rappresentanze sindacali della scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals, durante un'assemblea pubblica tenutasi il 26 giugno 2017 presso la scuola Montessori di Crotone, abbiamo cercato delle risposte, abbiamo provato insieme a mettere a fuoco il problema per prospettare delle vie d'uscita. Peccato che fossero completamente assenti coloro avrebbe potuto aiutarci! I nostri rappresentanti politici, dov'erano? Dov'era l'ufficio scolastico provinciale? E l'ufficio scolastico regionale? A noi spetta la denuncia di una grossa ingiustizia che sta subendo Crotone! In particolare, i sindacati fanno notare che le percentuali applicate al taglio delle cattedre nelle 5 province, da parte dell'Ufficio scolastico regionale, non sono uguali. Infatti la nostra provincia perde 60 cattedre invece di 23. Come si spiega ciò? Perché si parla tanto di tenere le scuole aperte anche in estate e qui da noi non si riesce ad avere classi con il tempo prolungato, garantendo così a tutti quei ragazzi che non possono permettersi attività alternative al pomeriggio di impegnarsi in modo sano e costruttivo? Chi deve garantire mense e trasporti? Per mesi abbiamo sentito la ministra Fedeli parlare delle trasformazioni delle cattedre di organico di fatto in organico di diritto per far sì che più precari venissero assunti ed esaurire le graduatorie e più docenti di ruolo assunti al nord Italia potessero rientrare nei propri territori. Da noi a Crotone nulla si è mai trasformato! Solo per fare un esempio nella scuola primaria saranno assunti a settembre 8 precari storici da graduatoria a esaurimento su 288, e 8 vincitori di concorso. E allora i conti sono presto fatti: ci vorranno decenni prima di esaurire le graduatorie della scuola dell'infanzia e primaria e le graduatorie del concorso regionale decadranno prima che i vincitori e gli idonei possano essere assunti a tempo indeterminato, cioè fra due anni. Ma si vuole capire che il sud ed in particolare la Calabria è un altro mondo? Che occorrono piani particolari e non si possono applicare le leggi nazionali pari pari come nelle regioni del nord? Un lampante esempio è stato l'applicazione della 107 sulle assunzioni volontarie, che ha spedito lontano da Crotone decine e decine di insegnanti che pur essendo assunti in ruolo vivono più di prima una situazione di precarietà, perché sempre speranzosi di ritornare con un idilliaco trasferimento o con una attesa, ma annuale, assegnazione provvisoria! Ciò rappresenta un epilogo che testimonia il declino a cui è sottoposto il territorio provinciale di Crotone. Il declino è economico e sociale, ma investe anche la sfera dei rapporti civili; se è vero com'è vero che la presenza capillare della criminalità influenza in maniera deviante il comportamento di molti giovani. Proprio il potenziamento delle scuole di ogni ordine e grado invece va inteso come impegno strategico nell'ambito di una visione politica che investe sul futuro delle nuove generazioni e della lotta che culturalmente va fatta ai fenomeni devianti: d'altronde la scuola è, nel suo essere istituzione pubblica, costitutivamente presidio dell'educazione ai diritti, alla libertà e alla pari dignità degli esseri umani. Visto quanto esplicitato di sopra, e la problematica grave che si ha di fronte, richiediamo un maggiore impegno istituzionale di tutti gli attori competenti affinché siano rimosse decisioni assurde e si abbia un'attenzione strategica ed effettiva sul ruolo della scuola e degli insegnanti, così come sulle legittime aspettative alla stabilizzazione del corpo docente precario e, altresì, delle legittime aspettative delle famiglie crotonesi a un servizio scolastico degno di questo nome».

 

 

 

 

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falbo detursi tomaino«Dopo un anno di amministrazione della città di Crotone - scrivono le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil - con Calabria in Rete, ed il sindaco da questi indicato, forse qualche riflessione va fatta. In genere le Amministrazioni, quelle che si condividono e non, si sottopongono al giudizio dei primi cento giorni ma, in questo caso, e ve ne chiediamo scusa, dopo quei fatidici tempi, non sapevamo proprio cosa raccontare. Dopo una amministrazione (la seconda Vallone) pressocchè inesistente, le abbiamo provate tutte per tentare di dare slancio ad una città e ad una provincia afflitta da enormi problemi. Abbiamo pure provato a condividere responsabilità, non nostre, accettando di partecipare ad un tavolo tecnico istituito dall’attuale Amministrazione con il compito di affrontare le innumerevoli questioni esistenti in città, salvo poi accorgerci che quel tavolo veniva usato come foglia di fico per mascherare le reali attitudini degli attuali attori. Porto, aeroporto, bonifica, gestione delle acque, rifiuti e relativa gestione della differenziata, antica Kroton, occupazione, tutti problemi rimasti al palo e senza alcuna prospettiva, nonostante le innumerevoli promesse di concreta soluzione. E nel mentre Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle tante associazioni e comitati cittadini, protestano nel tentativo di mantenere alta l’attenzione su questi delicati problemi, evocando impegno e trasparenza, i nostri amministratori non trovano di meglio che tentare, con insolita arroganza, di mettere il bavaglio a tutto ciò che li infastidisce e che disturba il manovratore. La logica è quella, appunto, del “chi tocca i fili muore”. Ed è nella più bieca interpretazione di questa insolita arroganza che si consuma forse l’atto più deplorevole ed umiliante per l’intera collettività. Accusare la Prefettura di condividere ed assecondare atti illegittimi ed estorsivi, per il solo fatto di aver espletato un tentativo obbligatorio di conciliazione con le nostre rappresentanze di categoria e, soprattutto, dopo che la stessa ha sottoscritto il verbale in questione, è roba capace di fare un baffo al Kafka migliore e di mettere in difficoltà il padre della psicoanalisi Sigmund Freud. Già cercare di costringere al palo un sindacato, la cui colpa è quella di non essere accondiscendente o provare ad emanare piccole ed ignobili liste di proscrizione dei rappresentanti sindacali, non rappresenta certo il massimo della dialettica democratica di questi ultimi giorni, riconducibile, invece, ad una vetusta logica di conflitto che gratta la pancia delle tifoserie. Saremo proprio noi, il sindacato, a non consentire di offendere e denigrare le più alte cariche dello Stato presenti nel territorio. In una situazione di estremo disagio quale quella che viviamo mettere in dubbio l’operato della Prefettura di Crotone, nella sua forma di rappresentanza massima dello Stato, significa dare in pasto a forze trasversali ed occulte la possibilità di diventare più forti e credibili. Significa fare il contrario di quello che dovremmo fare: rappresentare e rafforzare la presenza ed il governo dello stato sul territorio. Piena condivisione delle attività delle nostre categorie impegnate oggi più che mai nella difesa dei diritti dei lavoratori e piena e ferma condanna per quelle insinuazioni tese ad indebolire, strumentalmente a proprio vantaggio, il Prefetto di Crotone e ciò che egli rappresentata, convinti come siamo che solo un rafforzamento dello stato sul nostro territorio possa incidere positivamente sulla qualità della vita e della democrazia. E nel delirio del primo caldo quasi estivo porto, aeroporto, differenziata, occupazione, gestione idrica, depurazione, antica kroton, bonifica, vanno a farsi benedire. Crotone forse non meritava tutto questo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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comune4Luigi Tallarico, Salvatore Scicchitano e Gaetano Papaleo, rispettivamente segretari della Funzione pugglica di Cisl, Cgil e Uil, contestano in toto la nota sottoscritta dal sindaco del Comune di Crotone, Ugo Pugliese, e dall’assessore Alessia Romano in merito alle determinazioni dell’Ente rispetto al tentativo di conciliazione siglato in Prefettura [LEGGI ARTICOLO] [LEGGI ARTICOLO]. «Pretestuosamente - scrivono i tre sindacalisti - si afferma che la reale ed effettiva posizione dell’Ente (di dimostrare la infondatezza delle doglianze sindacali) fosse contenuta nella nota nr 32348/17 che, in sede di conciliazione, non sarebbe stata evidentemente letta ovvero recepita né acquisita. Si tratta di un’affermazione gratuita e priva di fondamento giacché durante l’incontro, tenutosi presso la Prefettura di Crotone, dopo ampia ed articolata discussione tra le scriventi Organizzazioni sindacali, l’assessore comunale al Personale e il sindaco, si addiveniva al seguente accordo: "(...) Il sindaco assume l’impegno di sospendere l’erogazione della indennità di posizione e di risultato di posizioni organizzative, con effetto immediato". Tale posizione veniva, peraltro, ribadita e condivisa dall’assessore al personale, la quale affermava testualmente: "(...) che vengano messe agli atti le due note nr. 32348 del 12.6.2017 e nr. 32670 del 13.6.2017 e comunica che, alla luce dell’impegno preso dal sindaco nel sospendere l’erogazione delle indennità di posizione e di risultato di poszioni organizzative, fino alla definizione della contrattazione decentrata, in via derogativa ed eccezionale, le funzioni dirigenziali, ai sensi dell’art 109, comma 2 del Tuel, saranno affidate al titolare della posizione organizzativa del personale per garantire, in via d’urgenza, stante la situazione di agitazione sindacale (…) omississ". Ciò posto, appare chiaro che il successivo ripensamento da parte degli amministratori di ritenere non vincolante il riportato verbale (sulla inconferente ipotesi di una condotta omissiva consistita nel non aver verbalizzato la posizione dell’ente del tutto contraria a quanto contenuto nella su indicata nota), è frutto di un comportamento illegittimo, ingiustificato e palesemente illogico. Pertanto, si è costretti ad agire giudizialmente per far valere la validità del verbale di conciliazione, nonché per ottenere il risarcimento dei danni oltre ad agire penalmente. Al riguardo, infatti, si rappresenta il carattere altamente diffamatorio ed ingiurioso del contenuto della suddetta missiva, inviata pure a sue eccellenza il prefetto di Crotone, per le espressioni inequivocabilmente offensive e lesive della reputazione personale non solo degli scriventi, nonchè per aver iniquamente riferito circostanze del tutto non vere, mettendo in dubbio addirittura la legittimità dell’operato, durante l’incontro, della massima espressione istituzionale di legalità sul territorio ovvero il prefetto. Si legge, infatti, testualmente a pag 2 (primo capoverso) che: "Tanto a significar che detto verbale di tentativo di conciliazione altro non fa che ipotecare (pretese che sembrano assurgere un carattere estorsivo ovvero arbitrarie e abusate) le posizioni di lavoro conferite in regime d’urgenza ma giuridicamente individuate, mantenendo addirittura bloccate come contro partita sino a quando le trattative non si concludono, anziché più legalmente dire sino alla ripresa delle trattative negoziali, in soldoni sino a quando non si conclude secondo la volonta’ dei sindacati restano bloccati gli uffici e posizioni di lavoro con grave danno all’ente, violandosi, peraltro, con sprezzante superficialità, anche le disposizioni secondo cui la contrattazione decentrata deve avvenire sulla base (...) omississ". La presente viene indirizzata al prefetto affinché provveda ad adottare ogni adeguato strumento sanzionatorio nei confronti del sindaco del Comune di Crotone nonché dell’assessore al personale in merito a quanto dagli stessi affermato nella missiva dettagliatamente contestata».

 

 

 

 

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incontro bonifica sindacati commissario belli

«Veramente spropositata ed inaccettabile la nota stampa di Elisabetta Belli, commissario straordinario per la riparazione del danno ambientale nel Sin (sito di interesse nazionale) di Crotone, in risposta alla richiesta di incontro da parte nostra, per una verifica sulle proposte e sulle iniziative di bonifica». Va avanti la querelle tra Cgil Cisl Uil e il commissario Elisabetta Belli dopo che questa ha rifiutato un incontro per discutere di sei problematiche poste dalla triplice. «Nulla di più e nulla di meno - scrivono Falbo, De Tursi e Tomaino - di quanto concordato durante il primo confronto, alla conclusione del quale fu proprio il commissario a manifestare l’esigenza di incontri periodici con le parti sociali. Non ci stupisce, però, il gesto di buttare giù la maschera da parte della Belli comprendendone il disagio, perché chissà a quante critiche sará stata sottoposta la sua iniziale disponibilitá al dialogo con il sindacato e con l’intera comunità crotonese. Né ci giunge come elemento di novitá la strategia che per vent’anni Eni ha perseguito sulle problematiche relative alla bonifica: discutere trasversalmente con pochi garanti del silenzio assenso. Atteggiamento questo che ingenera, e non da oggi, il sospetto che alcune o diverse parti dell’intervento ambientale è meglio non pubblicizzarle troppo. Cosa c’e’ ancora da nascondere? Ci sembra opportuno sottolineare che la pericolosissima inversione ad “U” del commissario, chiaramente bisbigliatole da occulti suggeritori autoctoni, non ci troverà impreparati. La coscienza ambientale della nostra comunità è cresciuta straordinariamente; il prezzo in vite umane che il territorio ha pagato, consiglierebbe maggiore prudenza nell’utilizzo di strumenti carbonari che per troppo tempo hanno tutelato le malefatte di Eni. Denunceremo ritardi e compromissioni qualora si dovessero verificare ma, soprattutto, con l’ausilio dei nostri tecnici vigileremo e monitoreremo nel merito gli interventi di bonifica che si intenderanno realizzare. Auguriamo, naturalmente, una proficua e corretta attività commissariale alla dottoressa Belli, affidandole un post incancellabile, "questa volta l’intera nostra comunità, non consentirà a nessuno di calpestare il proprio diritto alla vita e la speranza di crescere in uno sviluppo ecocompatibile"».

 

 

 

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falbo tomaino detursi«Quattro dilettanti allo sbaraglio». Così le segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil rispetto gli annunci fatti quest’oggi in conferenza stampa dal sindaco di Crotone Ugo Pugliese per la riapertura dell’aeroporto Sant’Anna. «Trecentomila euro – commenta la triplice – per il marketing, immediata riapertura, cura degli interessi della fascia ionica, non stare più soli, generosità della Regione, prendere di petto la situazione: questi i concetti guida di una conferenza stampa, inconsistente e preoccupante, tenuta nella giornata di oggi dal sindaco della città di Crotone. Abbiamo assistito ad una corrida, dove 4 dilettanti allo sbaraglio, fieri del loro ruolo istituzionale, hanno parlato del nulla. E’ stato davvero deprimente e mortificante, vedere le teste degli assessori che si muovevano armonicamente e in assenso, mentre Ugo Pugliese leggeva un documento sterile, che a tutto faceva pensare tranne che ad un progetto per l’aeroporto S.Anna. Ancora più irrispettose le critiche avanzate dal primo cittadino ad una comunità che con dignità e rabbia è scesa in piazza per rivendicare il diritto alla mobilità. Gli stessi cittadini che il 13 maggio scorso hanno invaso le strade della città e che oggi vengono ripagati da una giunta comunale che snobba le proteste e privilegia le riunioni top secret prive di risultati e trasparenza. Caro sindaco, l’utilizzo della strafottenza come strategia, non solo non funziona, ma danneggia un intero territorio che continua a pagare l’inadeguatezza di una classe politico-istituzionale che, a proposito di aeroporto, non è stata in grado il 31 ottobre di tenere in vita. Affidare inoltre alla società civile, sola e inascoltata, il compito di una proposta di rilancio dell’aeroporto significa snaturarsi e privarsi di un ruolo istituzionale, comunale e regionale, che avrebbe dovuto garantire un progetto di sviluppo dell’infrastruttura pitagorica. I cittadini vorrebbero essere ascoltati e coccolati da una amministrazione comunale che, attraverso il massimo rappresentante sottolinea di essere il sindaco della città… anche se ad oggi non se ne accorto nessuno. Il sindacato confederale, Cgil, Cisl e Uil, nonostante l’insolenza dell’intera amministrazione comunale resta disponibile ad un confronto leale e costruttivo e tiene viva ogni azione di protesta intrapresa con associazioni, comitati e cittadini, finchè non arriveranno atti concreti che dimostrino un reale sviluppo dell’aeroporto S.Anna».

 

 

 

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