Giovedì, 24 Settembre 2020

ATTUALITA' NEWS

«Sostenibile il percorso prospettato dai Comuni, ma è giunta l'ora di passare dalle volontà ai fatti». È questo è il commento delle sigle di categoria Filctem Cgil, Fp Cgil e Uiltec Uil a seguito della Conferenza dei sindaci svoltasi lo scorso fine settimana che ha sancito, anche se con qualche distinguo, come il modello da proporre per il servizio idrico è quello della Unione dei comuni, scongiurando il ritorno alle singole amministrazioni. Nel corso della seduta, era stato inoltre annunciato che, nei prossimi giorni, verrà elaborata una bozza per l'individuazione della forma societaria e la bozza di piano industriale da sottoporre ad una successiva riunione della Conferenza dei sindaci alla presenza della Regione. «Giorno 8 ottobre - riferisce il comunicato delle tre sigle sindacali - nella sede della Cgil di Crotone le strutture sindacali di Categoria Filctem Cgil, FP Cgil e Uiltec Uil hanno promosso una assemblea con i lavoratori al fine di fare il punto sulla vertenza, che ricordiamo, attiene al futuro del servizio idrico integrato dell' intera provincia crotonese e della condizione lavorativa incerta delle maestranze, alla luce degli ultimi incontri territoriali, regionali e rispetto anche alle notizie emerse nell' ultima assemblea dei sindaci svoltasi a Melissa. L'Assemblea - sottolineano i sindacati - molto partecipata, dopo ampia e articolata discussione, e prendendo atto del contesto difficile in cui insiste la vertenza Soakro, ha accolto favorevolmente il percorso tracciato dai sindaci nella Conferenza, ribadendo che i lavoratori sono pronti, da subito, a sostenere qualsiasi azione della "buona e seria politica" e del management sul terreno della garanzia e continuità del servizio idrico sul nostro territorio, del mantenimento dei livelli occupazionali e di come ragionare per non disperdere le professionalità possedute pur in un quadro futuro che tarda ad arrivare in cui si chiederanno ulteriori sacrifici ai lavoratori in termini riorganizzativi e non solo. In questo quadro - proseguono i sindacati - ancora tutto da concretizzare, le Organizzazioni sindacali unitamente ai lavoratori rappresentano, ancora una volta, con grande spirito collaborativo e di sacrificio la volontà di non tirarsi indietro di fronte alla sfida difficile del rilancio del servizio idrico, ma altresì, diciamo, alla politica a tutti i livelli che è giunta l'ora di passare dai buoni propositi alla concretizzazione reale di un progetto partecipativo e di aggregazione che stabilizzi il servizio idrico e ridia serenità ai cittadini ed ai lavoratori. Pertanto, si chiede ai sindaci unitamente al sostegno della Regione, di andare spediti con l'approvazione della forma societaria da dare al nuovo soggetto, dotandolo di un Piano d'ambito serio e sostenuto da risorse economiche e competenze a cui andrà trasferita la gestione del parco impianti e reti e tutto il personale per poi affidargli contestualmente in convenzione la gestione del servizio idrico da parte dell' ente di governo d'ambito in capo alla Regione Calabria. La Filctem Cgil, FP Cgil e Uiltec Uil - quindi chiariscono i sindacati -, insieme ai lavoratori, credono che sia questa la "road map" seria che possa tirare fuori il servizio idrico integrato dalla palude generata da una impropria e nociva gestione degli ultimi anni. Pertanto, pur nella consapevolezza del contesto difficile, aggravato, nel merito, da un forte ritardo della politica, facciamo appello, ancora una volta ai soggetti istituzionali preposti ad agire, sollecitando una forte accelerazione al percorso indicato nella Conferenza dei sindaci, invitando ad un'azione preventiva e non di attesa rispetto all' imminente sentenza del giudice che sta seguendo il procedimento fallimentare. In fine, l'Assemblea ribadendo il proprio stato di agitazione responsabile e proattivo, ha deciso che, se si dovesse avvertire nuovamente l' immobilismo verso questa annosa vertenza saremo costretti, nostro malgrado, a riavviare forme di lotta importanti».

 

 

 

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soakro insegnaLe sigle di categoria Filctem-Cgil- Fp-Cgil, Uiltec-Uil, unitamente alle Rsu - Rsa di Soakro hanno scritto all'azienda per il mancato rispetto degli impegni assunti relativamente alle spettanze economiche arretrate e non versate ai lavoratori. «Registriamo - scrivono nella missiva -, nostro malgrado, ancora una volta l'inconsistenza e l'inadeguatezza dell'attuale management aziendale, sul tema degli impegni assunti relativamente alle spettanze economiche. Ci preme ricordare - scrivono i sindacati - che, l'ennesimo impegno assunto non è stato mantenuto, con l'aggravante che, si è provveduto ad aggiungere benzina sul fuoco, immaginando di pagare solo alcuni lavoratori e lasciando a secco tutti gli altri, perseguendo, di fatto, l'idea peregrina di indebolire il fronte organizzato dei lavoratori. Ribadiamo che, questo agire è dilatorio e scorretto e vada respinto al mittente, in quanto l'azienda ha l'obbligo contrattuale di erogare gli stipendi, senza alcuna distinzione ed in un'unica soluzione. Pertanto, diffidiamo l'azienda - sottolineano i sindacati - a reiterare tali comportamenti, a nostro avviso palesemente provocatori ed invitiamo il management a fare una seria autocritica e a considerare, al fine di facilitare il percorso teso al rilancio del Sistema idrico inegratp, ad anticipare quanto, sicuramente, verrà loro chiesto nell'assemblea dei Soci fissata per il 22 maggio prossimo».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SOAKROLe organizzazioni sindacali di Filctem-Cgil, Fp-Cgil e Uiltec hanno scritto al prefetto Vincenzo De Vivo per comunicare l'avvio delle procedure di raffreddamento in merito alla vertenza in atto tra la Soakro e i suoi lavoratori. «Le organizzazioni sindacali - è scritto nella missiva - comunicano la volontà di aprire una fase di mobilitazione dei lavoratori nei confronti della Soakro per denunciare la mancata convocazione delle scriventi a fronte di una urgente richiesta d'incontro, necessaria a definire tempi e risposte su temi quali: la sicurezza sui luoghi di lavoro; erogazione spettanze economiche correnti e rientro di quelle pregresse per come concordato in sede prefettizia [LEGGI ARTICOLO]; futuro della società; i rischi sul pubblico servizio; e livelli occupazionali. Per tali e preoccupanti ragioni e in considerazione della delicata funzione di servizio pubblico svolta dai lavoratori Soakro - concludono le organizzazioni sindacali - le chiediamo (si rivolgono al prefetto, ndr) la convocazione ai sensi delle norme di legge sul diritto allo sciopero».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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È stato deciso in un incontro che il presidente dell'associazione dei Comuni calabresi Peppino Vallone ha tenuto questa mattina al Municipio con i segretari regionali delle principali sigle di categoria.

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antica krotonIncontro per verificare le attività svolte riguardola realizzazione del progetto "Antica Kroton". I segretari provinciali e regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro al presidente della giunta regionale calabrese, Mario Oliverio, e al sindaco di Crotone, Peppino Vallone, per verificare le procedure adottate sino ad oggi per la realizzazione del progetto che dovrebbe portare alla luce i resti di uno dei quartieri più importanti dell'antica città greca. Con i fondi per il Sud il governo nazionale aveva destinato alla realizzazione di questo progetto ben 100 milioni di euro, 35 dei quali sono stati utilizzati dalla Regione Calabria, dal precedente governo di centrodestra guidato da Peppe Scopelliti, a tappare qualche buco della sanità regionale e al pagamento delle società che garantiscono il trasporto pubblico in Calabria. I rimanenti 65 milioni di euro sono stati assegnati alla realizzazione del progetto archeologico e le procedure sono state definite con un Accordo di programma quadro (Apq) Stato-Regione Calabria, che tra l'altro assegnava alla Regione il ruolo di soggetto attuatore. Anche se si tratta di fondi Cipe sono soldi che arrivano dall'Europa e sono assoggettati a crono programmi. Entro il prossimo 31 dicembre l'iter burocratico deve essere completato e avviati i cantieri di lavoro. Al momento, presso la Regione Calabria, non si trovano nemmeno i progetti preliminari. Vuol dire che i finanziamenti sono destinati a ritornare al Cipe, perché le procedure da seguire sono, di solito, molto lunghe. I progetti devono avere il via libera del ministero dell'Ambiente considerato che l'area archeologica degli scavi si trova all'interno di un Sin (sito di interesse nazionale per la presenza di un rilevante inquinamento). Nessuno crede, infatti, che nei dieci mesi che mancano al 31 dicembre prossimo ci siano le condizioni per approvare i progetti e aprire i cantieri. Crotone è, quindi, destinata a perdere il finanziamento ed è questa la ragione che ha spinto i sindacati a chiedere l'incontro con Oliverio e Vallone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le organizzazioni sindacali di Cgil Cisl e Uil e i lavoratori crotonesi aderiranno alla fiaccolata organizzata per la serata di lunedi 12 gennaio a Crotone. Lo hanno comunicato con una nota in cui scrivono: «Esprimiamo il nostro cordoglio ai famigliari delle vittime dei giornalisti e degli agenti di polizia francese. Un vero attentato terroristico vile e brutale - commentano - al quale bisogna rispondere con fermezza ed unità da parte di tutti. La libertà di stampa è la più grande conquista di democrazia dei Paesi occidentali. Quindi l'adesione a questa pacifica manifestazione - concludono - sarà un contributo per rafforzare anche nella nostra città la convinzione che la convivenza civile e il dialogo interreligioso sono fondamentali, in un Paese democratico». L'iniziativa è stata organizzata da un comitato spontaneo di cittadini. È prevista una marcia breve e silenziosa per lunedi sera (12 gennaio) con ritrovo in piazza Pitagora alle ore 19. Da lì si procederà fino a sotto il palazzo del Comune, tenendo in mano un cero acceso. «Il comitato - è scritto in un comunicato -  in questi giorni è impegnato nel diffondere al massimo questo messaggio di solidarietà e speranza in un futuro senza più terrore. La manifestazione - preciosano - non avrà colori politici anche se sarà gradita l'adesione ufficiale di movimenti, partiti, associazioni e sindacati. I crotonesi che vorranno partecipare all'iniziativa porteranno in piazza un piccolo cero, per accendere da Crotone una fiamma di speranza contro il terrorismo. Dopo la marcia per dire no alla violenza sulle donne - concludono - la Crotone che crede nel futuro, si mobilità per far giungere il proprio calore anche Oltralpe».

 

 

 

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