Domenica, 09 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

Avrebbe rivelato segreti d'ufficio tramite cellulare mentre le indagini erano in corso: arrestato sovrintendente della Questura di Crotone

Posted On Mercoledì, 16 Ottobre 2019 13:08 Scritto da

Avrebbe rivelato particolari importanti sulle indagini in corso a una persona ritenuta con un ruolo apicale nelle cosche del Crotonese e che avrebbe fatto poi da tramite con le stesse. La Questura di Crotone ha scoperto il tutto nei mesi scorsi mentre stava procedendo a una perquisizione effettuata nell’abitazione di Rocco Devona, 35 anni, uno dei fermati “eccellenti” dell’operazione “Tisifone” del dicembre 2018.

In quell’occasione, gli agenti rinvennero un cellulare che conteneva una fitta rete di messaggi (con particolari sulle operazioni d’indagine in corso sulle cosche del territorio) intrattenuti dall’indagato con un sovrintendente della Polizia di Stato di Crotone. È stato così incastrato, il poliziotto Massimiliano Allevato, di 52 anni, che allo stato attuale era stato sospeso dal servizio per incompatibilità ambientale e assegnato ad altra sede (già da tempo) proprio perché oggetto d’indagine.

 

Quest’oggi, Allevato è stato uno dei due destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dalla Dda di Catanzaro. Insieme a lui, è finito in manette un esponente noto alle indagini per la sua partecipazione all’associazione mafiosa con le cosche del territorio, Francesco Monti, di 34 anni ritenuto vicino al clan Megna di Papanice. I particolari dell’inchiesta sono stati riferiti dal capo della Mobile di Crotone, Nicola Lelario, nel corso di una conferenza stampa tenuta in mattinata nel suo ufficio.

 

Il trait d’union tra Allevato e Monti sono stati i rapporti con Rocco Devona che gli inquirenti hanno poi affinato attraverso altre due inchieste: Hermes e Perseus. Concorso esterno in associazione mafiosa e rivelazione di segreti d’ufficio con l’aggravante di aver favorito i clan: sono le accuse contestate al sovrintendente della Polizia di Stato. Il capo della Mobile Lelario ha precisato che i riscontri tecnici effettuati sulle conversazioni contenute nel cellulare hanno trovato un riscontro effettivo che ha portato il gip distrettuale Carlo Paris, su richiesta dei sostituti procuratori della Dda di Catanzaro, Paolo Sirleo e Domenico Guarascio, a emettere il provvedimento.


Monti, è accusato di associazione mafiosa. Il suo arresto è avvenuto dopo l’affinamento delle investigazioni dell’operazione Tisifone nella quale sono poi confluiti anche elementi dell’Operazione Hermes che hanno permesso di raccogliere prove sufficienti ad ottenere la misura restrittiva. Monti, nipote del boss Mico Megna, è accusato di associazione mafiosa. I due arrestati sono stati condotti nel carcere di Catanzaro.


Massimiliano Allevato, secondo quanto ritenuto dalla Dda di Catanzaro, sarebbe venuto in possesso di informazioni importanti sulle indagini in corso, in quanto, all’epoca dei fatti, era assegnato all’Ufficio di Gabinetto dove confluiscono tutte le informazioni relative alle attività della Questura. Gli inquirenti presumono che a spingere il sovrintendente della Polizia a rivelare i segreti d’ufficio possa esserci stato un tornaconto economico.