Domenica, 31 Maggio 2020

CRONACA NEWS

Buste di nozze in nero per evadere il fisco: sigili a due strutture nel Crotonese, 8 indagati

Posted On Venerdì, 22 Maggio 2020 10:44 Scritto da Redazione

Le "buste" che gli invitati regalavano ai novelli sposi in occasione delle cerimonie nuziali, diventavano guadagno "in nero" per la società.

E' uno degli espedienti - escogitati da una società di capitali operante nel settore turistico-alberghiero sulla costa crotonese per evadere il fisco, - scoperti dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Crotone che ha eseguito un sequestro preventivo di beni per quasi tre milioni di euro (2.818.548,78 euro) tra quote societarie di strutture alberghiere, denaro contante e conti correnti postali e bancari. Il decreto di sequestro preventivo è stato disposto dal gip del Tribunale di Crotone, Michele Ciociola, su richiesta del sostituto procuratore, Ines Bellesi.

Otto persone sono adesso indagate per associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale. I provvedimenti sono stati disposti dal gip del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura. Due strutture - alberghi resort riconducibili ad un noto gruppo imprenditoriale, famose anche per l'organizzazione di banchetti, grandi eventi e cerimonie - sono state sottoposte ad amministrazione giudiziaria.

Il provvedimento di sequestro è la conseguenza di attività investigative e di una parallela verifica fiscale, effettuata nel 2019, all’esito della quale veniva contestata la sottrazione a tassazione di proventi per oltre 3 milioni di euro. L’associazione criminosa utilizzava il metodo della sotto fatturazione dei corrispettivi ricevuti per l’attività di ristorazione fornita in occasione dei grandi eventi. Il sistema di evasione fiscale era certamente agevolato per il fatto che normalmente i banchetti venivano pagati in denaro contante, pagamenti questi che non venivano registrati in contabilità.

In pratica le “buste” che gli invitati regalavano, ad esempio, ai novelli sposi, erano guadagno “in nero” per la società. Le indagini sono sfociate in una serie di perquisizioni locali nel corso delle quali è stata rinvenuta, nascosta all’interno dell’infermeria della struttura alberghiera, una doppia contabilità, parallela a quella ufficiale, particolarmente strutturata e analitica.

I finanzieri hanno scoperto inoltre che lo “chef” della struttura teneva una sua personale e meticolosa rendicontazione dei singoli eventi, con la quantificazione precisa del numero degli ospiti distinti per singola data. Allo chef, per la sua “precisione contabile alternativa”, veniva riconosciuto un compenso extra pari a 1,50 euro per ognuno dei 127.000 ospiti che si sono recati presso l’albergo. Le indagini esperite hanno, quindi, consentito di ricostruire esattamente quanto è stato sottratto a tassazione.