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Cosa sta accadendo all'interno dell'Isola ecologica di Tufolo? Rifiuti ammassati senza differenziazione

Posted On Martedì, 17 Maggio 2016 19:14 Scritto da

isolaecologica tufoloCosa sta accadendo nell'Isola ecologica numero 2 situata nel quartiere di Tufolo? Le immagini parlano chiaro. I rifiuti sono ammassati e anche in una maniera che definire "disordinata" non rende giustizia. La segnalazione arriva proprio dagli abitanti della zona che ne avvertono il degrado. L'Isola ecologica fu inaugurata nel dicembre 2014 dall'Amministrazione comunale con sommo orgoglio dopo aver sostenuto un costo di circa 200mila euro (di cui 135mila rivenienti da un finanziamento regionale) [LEGGI ARTICOLO]. Si tratta infatti di un'opera di civiltà, al servizio della cittadinanza che Crotone ha e deve mantenere. Ma cosa è successo in poco meno di due anni? Va subito detto che la gestione dell'Isola ecologica venne affidata all'Akros che, per il Comune di Crotone, gestiva il servizio di raccolta differenziata fino al suo fallimento (decretato dal Tribunale di Crotone lo scorso 28 aprile) [LEGGI ARTICOLO]. Giovedì passato, durante quello che è stato con ogni probabilità l'ultimo consiglio comunale dell'Amministrazione Vallone [LEGGI ARTICOLO], il servizio di raccolta differenziata è stato affidato all'Akrea (società in-house del Comune) col placet di un accordo sindacale che prevede l'assorbimento delle maestranze della società fallita tra cui figurano anche quelle previste per le Isole ecologiche [LEGGI ARTICOLO].

 

isola ecologica2Sono note le difficoltà vissute da Akros a partire dal novembre 2010, da quando cioè l'azienda è entrata in amministrazione controllata con un collegio di commissari liquidatori composto dallo stesso presidente del cda sciolto, Antonio Barberio, e da un commercialista Pierluigi Mingrone. Al di là di questo, bisogna però comprendere come mai i rifiuti indifferenziati continuino a essere ammassati così, senza criterio, a ridosso di un quartiere residenziale. Perché, anche se questi non dovessero procare conseguenze alla salute dei cittadini, quantomeno offrono una spaccato non certo gradevole per la vivibilità del quartiere. Così come spiegato nel giorno della sua inaugurazione, l'Isola ecologica avrebbe potuto accogliere al suo interno «imballaggi in carta e cartone, in plastica, in metallo e vetro, tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, farmaci, batterie, sfalci e potature, ingombranti, cartucce di toner esaurite, miscugli o scorie in cemento». Non che non siano i materiali contenuti oggi al suo interno (questo è da verificare), ma di certo qualcosa nella gestione dell'Isola non sta funzionando. Non da ultimo è da mettere nell'alveo delle eventualità anche il "contributo" (non trascurabile) che alcuni cittadini staranno offrendo a quel caos che regna al suo interno. Chissà se qualcuno, ad esempio, starà conferendo al di fuori degli orari in cui la struttura è aperta.