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Decapitata locale di 'ndrangheta a Petilia Policastro: luce sull'omicidio dell'allevatore Vona

Posted On Lunedì, 25 Gennaio 2021 12:22 Scritto da Redazione

Luce sull’omicidio Vona del 2018 e poi ricostruiti episodi di estorsioni, usura, delitti in materia di armi e ancora furti, danneggiamenti seguiti da incendio, tutti perpetrati attraverso il metodo mafioso. È quello che ha cristallizzato l’inchiesta della Dda di Catanzaro sulla “locale” di ‘ndrangheta operativa a Petilia Policastro.

Questa mattina sono state eseguiti così 12 fermi per indiziati di delitto a carico di altrettanti indagati. Il provvedimento trae origine da un’attività investigativa, condotta, dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Crotone e dalla Compagnia di Petilia Policastro, diretta e coordinata dal Procuratore della Repubblica Dott. Nicola Gratteri e dai Sostituti Procuratori Dott.ri Paolo Sirleo, Domenico Guarascio e Pasquale Mandolfino.

Provvedimenti eseguiti anche a Bussolengo (VR). I militari del Comando provinciale di Crotone, hanno infatti ricevuto il supporto di personale del Comando provinciale di Verona, dello squadrone eliportato cacciatori Calabria. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsioni, usura, delitti in materia di armi, furti, danneggiamenti seguiti da incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso.

In particolare, gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno consentito di definire la pervasività della Locale di ‘ndrangheta di Petilia Policastro nel territorio dei comuni di Petilia Policastro (KR) e Cotronei (KR). La ‘ndrina, secondo i magistrati, avrebbe visto una sua riorganizzazione a partire dall’anno 2014, a seguito di alcune scarcerazioni per fine pena di suoi esponenti di spicco, che hanno determinato una escalation di atti intimidatori sul territorio.

Sono stati così individuati e delineati i singoli ruoli dei vari componenti dell’articolazione ‘ndranghetistica, sia con riferimento agli organizzatori delle attività criminali, sia con riguardo ai partecipi, compresi finanche i nuovi adepti a disposizione del reggente con mansioni di autista. Soprattutto, è stato ricostruito e contestualemente identificati gli autori dell’omicidio con conseguente soppressione di cadavere (cosiddetta “lupara bianca”) avvenuto il 30 ottobre 2018, a Petilia Policastro (KR), nei confronti di un allevatore, Massimo Vona.

Soprattutto, gli inquirenti hanno fatto emergere diversi episodi di illecita attività finanziaria e di usura commessi nei confronti di commercianti e liberi professionisti che versavano in difficoltà economiche; di accertare l’identità dei responsabili di estorsioni compiute nei confronti di imprenditori locali attivi soprattutto nel settore turistico in località Trepidò di Cotronei e boschivo nell’area silana; di ricostruire specifici fatti delittuosi di danneggiamento e furto per lo più funzionali ad imporre il  “servizio di guardiania” presso villaggi turistici della zona.

Omicidio Vona. In particolare l’attività investigativa compiuta ha permesso di identificare il mandante ed un esecutore materiale dell’omicidio dell’allevatore Massimo Vona, scomparxso all'età di 44 anni, ricostruendone le varie fasi. Il 30 ottobre 2018, la vittima, infatti, dopo essere stata attirata presso un’azienda agricola sita in località “Scardiato” di Petilia Policastro, con il falso pretesto di “consegnargli” i responsabili dell’incendio appiccato nell’anno 2016 in danno del suo capannone, sarebbe stata uccisa, con almeno due colpi di arma da fuoco, dall’assassino che lo attendeva unitamente ad altri soggetti allo stato sconosciuti. I responsabili avrebbero quindi proceduto all’eliminazione fisica del cadavere, che, infatti, mai è divenuto oggetto di ritrovamento. L’8 novembre 2018, in località Scavino di Petilia Policastro, i carabinieri hanno rinvenuto solo la carcassa dell’autovettura dell’allevatore scomparso, completamente distrutta dalle fiamme e abbandonata in una stradina interpoderale a servizio di alcuni appezzamenti di terreno coltivati ad uliveti. Massimo Vona era cugino di Valentino Vona, il 25enne ucciso nel 2012 in località Marrate di Petilia.Le dichiarazioni. «Avevano già dissotterrato le armi e si accingevano a usarle a compiere un omicidio. Non potevamo aspettare altrimenti l'indagine sarebbe proseguita». Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha spiegato perché è stato necessario procedere con il fermo. «Nel corso di questa indagine, fatta molto bene dai carabinieri di Crotone e coordinata dai pm Paolo Sirleo, Domenico Guarascio e Pasquale Mandolfino - ha aggiunto Gratteri - abbiamo più volte documentato riti di affiliazione, riunioni di 'ndrangheta, e il fatto che i soldi di molte estorsioni fatte a villaggi come il Palumbo Sila o imprenditori dell'alto crotonese venivano poi versati nella bacinella del sodalizio. Nel corso delle intercettazioni si parla di una grande disponibilità di armi, tra le quali mitra e kalashnikov».