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CRONACA NEWS

Il dramma della solitudine dietro il delitto di Poggio Pudano: la storia spezzata di due donne e un padre

Posted On Venerdì, 07 Ottobre 2016 12:21 Scritto da

via caccuri omicidioUn dramma nel dramma, dove l'unico elemento da demonizzare è molto probabilemente la solitudine. Una famiglia normale, discreta, che non aveva mai fatto parlare di sé. Poi la malattia della madre che arriva a spezzare questa cornice di tranquillità. Un male che viene sconfitto, ma che nel frattempo ha lasciato ferite profonde sia nella donna, quanto nella giovane figlia che da un anno e mezzo ha deciso di starle accanto e accudirla. Quindi la depressione di entrambe le donne, il loro rinchiudersi in casa, il vivere in simbiosi ed ecco il sopraggiungere di quei contorti meccanismi che produce la mente quando si decide di vivere isolati rispetto al resto del mondo. È questo il contesto delineato dal comandante dei carabinieri di Crotone Salvatore Gagliano dietro cui è scaturito l'omicidio di ieri pomeriggio in via Caccuri a Crotone dove una giovane ragazza, Federica Manica di appena 22 anni, ha soffocato con un sacchetto di plastica in testa la propria mamma Giovanna Salerno di 48 anni. Federica è stata sempre una ragazza come tante altre, di buona famiglia e con buone qualità intellittive che vanno anche oltre il diploma conseguito al Liceo sociopedagogico di Crotone. Proprio in virtù dei delicati aspetti che connotano questa triste vicenda, è stata convocata questa mattina una conferenza stampa presso il comando provinciale dei carabinieri cui, oltre al tenente colonnello Gagliano, hanno preso parte il comandante della compagnia di Crotone Claudio Martino e il comandante della stessa stazione Vincenzo Gaglio (che è intervenuto ieri sul luogo del delitto).

 

 

divittorio martinoI fatti dicono che intorno alle 15.30 di ieri è giunta una chiamata da parte di un uomo al 112 della Caserma di Crotone. L'uomo, con la voce rotta dal pianto, ha detto all'operatore di aver trovato la propria consorte morta sul letto e che, molto probabilmente, a uccidere la donna sarebbe stata la loro figlia unigenita. Compreso che l'uomo era in preda al pieno sconforto, l’operatore della Centrale operativa ha intelligentemente cercato di intrattenerlo al telefono il più possibile, sia per cercare di delineare meglio quanto accaduto, ma anche e soprattutto per evitare che potesse arrivare a compiere gesti inconsulti. Nel frattempo, nella casetta in via Caccuri in località Poggio Pudano dove si era consumato l'assurdo dramma era giunta una gazzella del nucleo Radiomobil. Appena arrivati sul posto, i militari hanno rinvenuto la donna (Giovanna Salerno) stesa sul letto matrimoniale, esanime e con una busta di cellophane azzurro sul viso. In casa, in evidente stato di choc, i militari hanno travato il marito e la figlia che, seduta in cucina, inveiva su stessa con gesti autolesionisti a mani e capelli. L'uomo ha subito riferito ai carabinieri di essere rientrato da pochi minuti e di aver rinvenuto la consorte in quello stato e che la figlia si era subito dichiarata colpevole dell’accaduto. Il delitto dovrebbe essere accaduto intorno alle 13.30 secondo quanto ricostruito.

 

via caccuri omicidio rilieviOltre ai militari del nucleo Operativo e della Stazione  che hanno sentito i testi e hanno proceduto ad acquisizioni di prove documentali e certificati medici, sequestri di materiale d’interesse; sono arrivati i loro colleghi del nucleo Investigativo (sezione rilievi) che hanno avviato le attività di sopralluogo e di polizia scientifica. Sul luogo del crimine è quindi arrivata il sostituto procuratore, Luisiana Di Vittorio, che coordina le attività di indagine. Il magistrato ha quindi convocato sul posto il medico legale per le attività di merito. Una volta condotta in Caserma, Federica Manica è stata dichiarata in arresto per omicidio. Dopo circa cinque ore di interrogatorio al fianco dei suoi legali di fiducia nominati (Antonio De Cicco e Concetta Cirillo), su disposizione dell’Autorità giudiziaria, la 22enne è stata tradotta presso il reparto di Psichiatria dell’Ospedale di Crotone, dov'è tuttora piantonata dai Carabinieri, in attesa dell’udienza di convalida. Circa le modalità con le quali è stato compiuto il delitto, non dovrebbero esserci dubbi sull’utilizzo di un sacchetto della spesa col quale la ragazza ha soffocato la madre. In ogni modo, nelle prossime ore, avrà luogo l’esame autoptico dai cui esiti si potranno trarre maggiori indicazioni. Per quanto concerne le cause dell’omicidio, queste sono ancora in fase di valutazione da parte degli inquirenti: di certo, vi sono i dati oggettivi di una malattia particolarmente importante di cui soffriva la donna uccisa, da cui poi è dipeso un conseguente stato di depressione. E’ ipotizzabile che in tale contesto e a causa delle citate circostanze anche la figlia Federica abbia vissuto l’ultimo periodo in un equilibrio non particolare saldo.

 

martino gagliano gaglio«La tragedia si è consumata in una famiglia normalissima che non ha fatto mai parlare di sé, in cui tra le due donne, madre e figlia, esisteva un rapporto simbiotico». Lo ha tenuto a precisare il comandante provinciale di Crotone dei carabinieri, colonnello Salvatore Gagliano. «Per me - ha spiegato Gagliano - è una situazione che lacera il cuore parlare di una tragedia familiare che ha coinvolto una ragazza di 22 anni, da considerarsi vittima come la madre. Una vicenda che, sotto il profilo della causa scatenante, trova le sue radici nella solitudine. Una solitudine che, per dinamiche non risolte interiormente, può portare a gesti estremi. In questo momento ci sono tre vittime, compresi l'autrice del gesto, che ha bisogno di molto aiuto e di molto sostegno, e un padre che perde la moglie ma anche la figlia. Federica Manica, diplomata al Liceo Socio pedagogico di Crotone un anno fa, aveva di deciso di rimanere a casa accanto alla madre, affetta da una patologia importante e, per giunta, senza chiedere aiuto a nessuno» ha specificato ancora il comandante dell'Arma. Una tragedia della solitudine accentuata da un'altra circostanza: la donna uccisa usciva raramente da casa e la figlia ancor meno. Sulle dinamiche dell'intervento nell'abitazione di via Caccuri, appena scoperto il delitto, si e' soffermato il comandante della cpmpagnia dei carabinieri, capitano Claudio Martino.

 

 

 

 

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