Martedì, 20 Ottobre 2020

CRONACA NEWS

Il sindaco Vallone denunciato per omissione di atti di ufficio, inquinamento e disastro ambientale

Posted On Martedì, 11 Agosto 2015 13:12 Scritto da

mare inquinato lungomare crotoneIl sindaco Peppino Vallone è stato denunciato per omissione di atti di ufficio, inquinamento grave e disastro ambientale, in concorso con Soakro. L'informativa della Guardia Costiera è stata depositata ieri in Procura, nel Tribunale di Crotone, in relazione agli ultimi fatti di sversamento di fogna in mare con conseguente inquinamento del tratto di costa cittadino di viale Gramsci, fino ad oltre la zona cimiteriale. Altri fatti di inquinamento balneare - con relativo divieto di balneazione - emesso da Arpacal (poi rientrato) si erano verificati nelle settimane scorse, anche per la zona di Gabella a nord della città. Insomma, un vero disastro, quest'estate! Questa volta, però, si cercano le responsabilità per un inconveniente molto grave che negli anni si è ripetuto più volte, con la solita pompa di sollevamento che versa liquami fognari in eccesso direttamente sulla spiaggia, nella zona del cimitero. A questo inconveniente storico ne sono sopravvenuti altri, con rotture multiple della rete fognaria in varie zone cittadine e del lungomare. La fogna è stata riparata anche nottetempo, negli scorsi giorni, con l'intervento dei vigili del fuoco tanta era il fetore. Il sindaco Vallone - che è il responsabile della sicurezza sanitaria della cittadinanza - è stato denunciato per inquinamento grave e disastro ambientale, e anche per il fatto che i divieti di balneazione non sono stati emessi sempre in relazione ai fatti successi e la cittadinanza brancolava e brancola nel buio e, nel dubbio, ha abbandonato le spiagge cittadine, scegliendo altri lidi più lontani nei comuni limitrofi che intanto si sono attrezzati per rispondere alla richiesta sempre più massiccia. Le foto e i filmati su facebook dei bagnanti inorriditi dalla schiuma abbondante che galleggiava a riva sulla spiaggia di viale Gramsci, tra gli schiamazzi ed i giochi dei bimbi, sono inconfutabile. In questi giorni è stato un susseguirsi di commenti al vetriolo corredati da abbondante documentazione fotografica, fatta dai poveri bagnanti che a riva si sono visti arrivare ondate di melma schiumata dal colore biancastro. L'informativa della Guardia costiera chiarirà le risultanze ottenute in merito all'indagine che va avanti da tempo e le responsabilità saranno necessariamente individuate perché la salute pubblica va comunque tutelata. Non si può certo nascondere un inquinamento delle acque balneari per paura di perdere clienti nel campo del turismo, anche perché a nessuno piace fare il bagno nella melma. Oltretutto è di questi giorni l'allarme sanitario in merito a forme di infezioni batteriche alla cute di decine e decine di bambini che si sono presentati al pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Crotone. Infezioni da batteri enterococchi, stafilococchi e coliformi. Ancora non è certo che queste infezioni siano da mettere in relazione con l'inquinamento marino ma la probabilità rimane. Le indagini quindi sono a tutto campo. La novità di quest'anno non è tanto l'inquinamento, ma il fatto che i cittadini stiano protestando in maniera vivace e vadano oltre la rassegnata alzata di spalle. La protesta è partita sul web e sui social ed è poi finita sulle spiagge. La rabbia è stata evidenziata in svariate forme, la più eclatante delle quali è stata una sorta di catena umana in riva la mare, sul tratto evidentemente compromesso dal forte inquinamento e dai miasmi fortissimi che invadevano il lungomare cittadino dove sono anche ubicati numerosi lidi balneari che fittano cabine, ombrelloni e sedie con vista sulla fogna a cielo aperto. Per fortuna sembra che oggi il mare sia limpido. Ma aspettiamo di saperne di più. C'è stato un danno ingentissimo, sia per i consumatori che per gli esercenti, che hanno fatto sentire la loro vibrata protesta. Intanto la Guardia costiera proseguiva con le indagini, adesso in forma mirata e precisa anche sul tratto di rete fognaria del tratto di viale Gramsci, dove gli episodi "schiumogeni" si sono susseguirti con regolarità senza che, con la stessa regolarità, pare, fossero emessi i dovuti divieti di balneazione, come è necessario invece per evitare ripercussioni sulla salute. Il sindacato balneari nei giorni scorsi ha fatto sentire la propria voce, chiedono di individuare le responsabilità. «Ciò che si sta verificando in questi ultimi giorni in città – ha denunciato Confcommercio Crotone - supera l'immaginazione: il continuo versamento di liquami nel nostro mare sta producendo danni in termini di salute, immagine ed economia. Gli operatori turistici rimangono impietriti dinanzi a questa situazione che si manifesta proprio nel mese in cui la città dovrebbe indossare l'abito migliore per accogliere gli ospiti provenienti da ogni parte d'Italia» L'amministrazione si è già posta sulla difensiva e l'assessore comunale all'ambiente Michele Marseglia, nei giorni scorsi, ha provato a rassicurare la popolazione: «L'Amministrazione comunale – si è difeso Marseglia - in questi giorni ha messo in campo tutto quanto possibile per risolvere la problematica che si è verificata sul lungomare cittadino. A mandare in sofferenza la rete fognaria sono stati una serie di intasamenti che con l'intervento di mezzi idonei utilizzati dalla serata di sabato e per tutta la domenica abbiamo superato. Si è trattato di un intervento delicato. Solo per fare un esempio per rimuovere alcune ostruzioni sono state necessarie pompe di autospurgo ad oltre 150 atmosfere. Nessuno si è risparmiato in questi frangenti avvenuti tra l'altro in un periodo particolare».«. Oltre alle azioni suddette - proseguiva Marseglia - si è provveduto alla rimozione ed al conferimento in discarica della sabbia riveniente dalle aree dove si è verificato lo sversamento. E' stato inoltre istituito un presidio permanente h24, coordinato dal dirigente Lavori pubblici che effettuerà azioni di monitoraggio quotidiano e per eventuali interventi di carattere straordinario».