Sabato, 28 Novembre 2020

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Maxioperazione "Aemilia": arrestato anche il padre del calciatore Iaquinta campione del mondo

Posted On Mercoledì, 28 Gennaio 2015 10:58 Scritto da

aemilia5Nell'ambito della stessa inchiesta è stato chiesto il sequestro di beni per circa cento milioni di euro.

Ci sono anche importanti imprenditori del settore edile coinvolti nell'indagine Aemilia fra cui Giuseppe Iaquinta, padre del calciatore Vincenzo campione del mondo, arrestato nel reggiano. Tra le carte dell'indagine 'Aemilia' [LEGGI ARTICOLO] contro la 'ndrangheta, fra l'atro, viene raccontato di una cena a cui partecipò Giuseppe Pagliani, consigliere comunale di Forza Italia a Reggio (raggiunto oggi da ordinanza di custodia in carcere) che in quell'occasione avrebbe streatto accordi con Nicolino e Gianluigi Sarcone, Alfonso Diletto, Alfonso Paolini. Tra i partecipante alla cena firgurerebbe anche il papà del calciatore di origini cutresi Iaquinta [LEGGI ARTICOLO]. La maggior parte degli arresti sono stati eseguiti nella provincia di Reggio Emilia, dove sarebbe ormai resa nota la presenza della cosca Grande Aracri, della 'ndrangheta di Cutro. Tra le persone finite in manette figurano diversi imprenditori calabresi, alcuni già noti alle forze dell'ordine. Hanno ditte nel settore dell'edilizia e movimento terra, alcuni dei quali hanno vinto gli appalti milionari della ricostruzione post terremoto del 2012. Il clan dei Grande Aracri da tempo, infatti, vanterebbe ramificazioni in terra emiliana, soprattutto nella zona di Brescello, dove vivono esponenti di spicco della cosca calabrese. Nell'ambito della stessa inchiesta è stato chiesto il sequestro di beni per circa cento milioni di euro: 205 unita' immobiliari; 70 societa', 137 mezzi d'opera, 15 auto di lusso e 65 terreni. «E' la mafia imprenditrice quella che abbiamo scoperto in Emilia. E' questa la novità dell'indagine». Così il procuratore di Bologna, Roberto Alfonso ha descritto l'organizzazione 'ndranghetista sgominata da 117 misure di custodia cautelare. Sono 54 le persone a cui viene contestata l'associazione a delinquere di stampo mafioso, cinque «con la qualifica di capi, sei come organizzatori. Epicentro dell'attivitá del gruppo è Reggio Emilia, "città del tricolore" che da oggi speriamo torni a risplendere».