fbpx
Lunedì, 06 Dicembre 2021

CRONACA NEWS

"Medical Market", operazione dei Nas su presunte truffe assicurative: contestato anche l'infanticidio

Posted On Giovedì, 22 Gennaio 2015 13:57 Scritto da

Vasta operazione di Polizia nel Cosentino che ha portato a 7 fermi: 4 sono ai domiciliari, 2 con obbligo di firma, mentre a un indagato è stata applicata la sospensione dell'attività forense. Avvisi di garanzia per 144 persone.

CORIGLIANO CALABRO - Avrebbero truffato le assicurazioni con false attestazioni mediche, arrivando fino all'infanticidio. E' questa la piu' pesante delle accuse - i capi di imputazione vanno dall'omicidio volontario al falso ideologico e materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato - a carico di quattro persone, tra cui un medico, per le quali oggi sono scattati gli arresti domiciliari. Gli inquirenti riferiscono che, nonostante la partoriente fosse indotta al parto prematuro (la gravidanza era tra la 24esima e la 28esima settimana di gestazione), il feto era vivo ed sarebbe stato deliberatamente privato di ogni necessaria assistenza utile per la sopravvivenza, causandone così il decesso. Con questa accusa sono finiti ai domiciliari G.S., 54 anni, medico di Corigliano Calabro; R.S., 37 anni abitante a Corigliano Calabro; F.N. di 42 anni abitante a Corigliano Calabro; Z.P. di 33 anni abitante a Corigliano Calabro. Fermate anche altre tre persone: per due di loro c'e' l'obbligo di firma, per un'altra la sospensione dalla professione forense. E' questo l'esito di una vasta operazione di Polizia - denominata "Medical Market" - in corso dalle prime ora del mattino. Oltre un centinaio di uomini della Polizia di Stato (sezione Polizia stradale di Cosenza) e del Comando provinciale della Guardia di finanza di Cosenza, hanno notificato 144 avvisi di garanzia - tra medici, tecnici di laboratorio, avvocati e beneficiari degli indennizzi - ed eseguito sette fermi.

 

Danni all'Inps per 2 milioni euro e un medico in servizio che avrebbe invece guardato le partite da casa.

Riguardo alle presunte truffe assicurative, gli investigatori, attraverso articolate e complesse attivita' d'indagine tecnica, avrebbero rilevato numerosi falsi incidenti stradali imbastiti al fine di lucrare sui rimborsi assicurativi. Relativamente al filone investigativo dei "falsi invalidi", gli investigatori hanno svelato una vera e propria associazione, con alla base personale di un patronato di Corigliano Calabro e un avvocato referente, patrocinatore di cause previdenziali e assistenziali dei clienti, finalizzata al perseguimento di truffe ai danni dell'Inps conseguenti all'indebito riconoscimento giudiziario delle indennita' di invalidita' civile e/o di accompagnamento. Al termine delle indagini riguardanti i falsi invalidi sono stati ritenuti numerosi i casi di truffa ai danni dell'Inps che vedono coinvolti 45 indagati. Nel complesso, tra indebite indennita' percepite e rimborsi assicurativi erogati sulla base di documentazione falsa si stima un danno economico di circa due milioni di euro. La posizione dei soggetti destinatari di pensioni di invalidita' e accompagnamento e' stata segnalata ai competenti enti previdenziali per l'avvio di opportune procedure di revisione, allo stesso modo analogo indirizzo e' stato adottato per gli enti assicurativi. Gli investigatori avrebbero accertato anche il presunto caso di assenteismo di un medico dell'ospedale di Corigliano il quale, pur risultando in servizio nel nosocomio, sarebbe stato in realtà a casa a guardarsi le partite di calcio.

 

La triste ricostruzione del neonato morto perché lasciato senza assistenza in ospedale.

E' nato prematuro e con il consenso della mamma sarebbe stato lasciato morire senza ricevere alcuna assistenza medica. E' quanto emerge dalle indagini. Nel 2012 la mamma, una donna di 37 anni di Corigliano Calabro, mentre era incinta tra la 24/a e la 28/a settimana, avrebbe simulato un incidente stradale, presentandosi al pronto soccorso. Qui ha denunciato che il sinistro le avrebbe provocato la nascita prematura del bimbo. In realtà, secondo gli investigatori, la donna, con il suo consenso, sarebbe stata indotta a partorire prematuramente con la tecnica del "pinzamento". Nonostante il bambino fosse nato vivo, una volta arrivato in ospedale, non gli sarebbero state fornite le cure necessarie, anzi sarebbe stato lasciato morire grazie alla complicità del medico Pronto soccorso di Corigliano Calabro. Una volta riscosso l'indennizzo, medici e pazienti si sarebbero divisi i soldi del risarcimento ottenuto dall'assicurazione. Il dirigente della sezione di polizia stradale di Cosenza, Domenico Provenzano, nel corso della conferenza stampa convocata oggi per illustrare i particolari dell'operazione ha affermato che: «Sarebbe bastata una boccata di ossigeno e il bimbo oggi sarebbe vivo». Dalle indagini emergono altri casi di aborto a scopo di aumentare il risarcimento dei danni sui quali gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza.