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CRONACA NEWS

Nuova operazione della Dda di Perugia sui tentacoli della cosca "Farao-Marincola" in Umbria

Posted On Mercoledì, 14 Gennaio 2015 14:24 Scritto da

carabinieri perugiaVentuno le ordinanze eseguite dai carabinieri del Ros. Quindici indagati sono finiti in manette per traffico di droga, sei per l'omicidio, avvenuto nel 2005 a Ponte Felcino, di Roberto Provenzano.

Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri stanno eseguendo, in Umbria, Calabria e Lazio, delle ordinanze di custodia cautelare, emesse su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Perugia, nei confronti di 21 indagati per omicidio ed associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Oltre 150 i carabinieri impegnati nelle due operazioni "Trolley-Sotto Traccia". Gli interventi hanno interessato anche le province di Catanzaro, Crotone, Terni, Prato, Roma oltre che Perugia. Al centro delle indagini, condotte dal Ros, una proiezione della cosca "Farao-Marincola" di Ciro', da tempo operante in Umbria, ritenuta responsabile di un vasto traffico di cocaina, approvvigionata in Calabria e successivamente distribuita localmente in varie piazze di spaccio. Sarebbero stati individuati anche i mandanti e gli esecutori di un omicidio commesso nel 2005, nel capoluogo umbro, per debiti contratti con il sodalizio indagato, legati al narcotraffico. I dettagli delle due operazioni sono stati illustrati in mattinata nel corso di una conferenza stampa convocata presso il comando legione Carabinieri Umbria e a cui ha preso parte il colonnello Cosimo Fiore, il generale Roberto Boccaccio e il generale Parente nonchè il pm Antonella Duchini (foto). Quindici indagati sono finiti in manette per traffico di droga, sei per l'omicidio, avvenuto nel 2005 a Ponte Felcino, di Roberto Provenzano. Molti dei nomi dei protagonisti, la provenienza, le modalità con cui agivano, si ricollegano alla presenza della cosca in Umbria e sono legate, a vario titolo, anche all'operazione Quarto Passo dello scorso dicembre [LEGGI ARTICOLO].

I contenuti delle inchieste "Sotto traccia" e "Trolley".

Tutti gli indagati - secondo gli investigatori - sono risultati collegati con la proiezione umbra della cosca ndranghetista dei Farao-Marincola. In particolare per il troncone "Sotto traccia" sono state eseguite sei ordinanze di custodia cautelate in carcere per omicidio e detenzione e porto di armi da guerra in relazione all'omicidio di Provenzano, ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre si trovava nella sua abitazione di Ponte Felcino. Delitto che per gli inquirenti sarebbe scaturito da debiti contratti dalla vittima con l'organizzazione calabrese e per il quale ad oggi l'unico imputato era Gregorio Procopio, già assolto in primo e secondo grado e in attesa della Cassazione. Le indagini - e' stato riferito - sono state svolte attraverso la rivalutazione degli atti e delle intercettazioni relative ad una precedente operazione del Ros. «Grazie anche alle operazioni di filtraggio compiute dal Ris di Roma sulle fonie dell'epoca - ha spiegato il pm Duchini -, è stato possibile individuare elementi di colpevolezza nei confronti dei sei arrestati». Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, invece, l'accusa contestata nei 16 provvedimenti, 14 in carcere e due ai domiciliari, disposti nell'ambito del filone "Trolley". Questo ha riguardato una presunta organizzazione criminale (secondo gli investigatori collegata al sodalizio disarticolato con l'operazione Quarto passo) risultata impegnata nella gestione di un narcotraffico sull'asse Calabria-Umbria e alla distribuzione di ingenti partite di cocaina nelle province di Perugia e di Terni. Tra sette e dieci i chili di cocaina per volta, trasportati in trolley dalla Calabria ogni 15 giorni, a bordo di autobus di linea e prelevati dai complici presso il capolinea del centro di Perugia. Tra i promotori dell'organizzazione - sempre in base all'indagine - anche due degli arrestati per l'omicidio Provenzano. La droga veniva poi distribuita in Umbria attraverso una rete di spacciatori. Secondo i militari l'organizzazione criminale è collegata con il gruppo calabrese che nei primi anni 2000 gestiva il traffico e lo spaccio di droga a Perugia e che avrebbe determinato l'omicidio di Provenzano. Ritenuto "colpevole" di non avere rispettato gli accordi con il sodalizio.