Sabato, 15 Agosto 2020

 

CRONACA NEWS

Pallottole in famiglia: la Polizia chiude il cerchio sui presunti autori della sparatoria a Fondo Gesu'

Posted On Domenica, 08 Novembre 2015 13:04 Scritto da

vincenzo leonardo scarrigliaDue fratelli, Giovanni e Vincenzo Scariglia, di 30 e 27 anni, sono stati fermati dagli agenti della squadra mobile di Crotone per il tentato omicidio di un loro cognato, Piero Ranieri, di 38 anni. Gli agenti della polizia di Stato di Crotone hanno ricostruito in brevissimo tempo l'accaduto ed hanno fermato i due fratelli. All'origine del ferimento ci sarebbero motivi economici familiari. Ranieri era stato ferito con alcuni colpi di pistola che lo hanno attinto all'addome e alle gambe. Secondo le ricostruzioni fatte dagli investigatori, Giovanni Scarriglia, dopo avere raggiunto la vittima l'ha chiamata e, dopo averla fatta girare verso di sè, ha esploso almeno sette colpi di pistola, dandosi poi alla fuga e facendo perdere le proprie tracce. Numerose erano le persone che erano presenti in quel momento in strada, tra cui diversi minori, tanto che uno di questi sarebbe rimasto ferito di striscio dietro un orecchio. Gli uomini della Squadra Mobile, infatti, hanno riscontrato la presenza di punti di impatto dei proiettili anche su una vettura parcheggiata in zona e frammenti di ogiva in terra; anche l'auto a bordo della quale era da poco giunto in loco il Ranieri è stata attinta sul portellone posteriore e sul lunotto. Il movente sarebbe da ricondurre a dissidi sorti in ambito familiare, posto che gli indagati sono gli ex cognati della vittima, alla quale sarebbero state avanzate più pretese di denaro, parte del quale sarebbe servito a mantenere la figlia, rimasta con i nonni materni, dopo il trasferimento del Ranieri al nord Italia, in provincia di Verona, a seguito della separazione con la moglie. Altro elemento di contrasto sembra essere riconducibile all'appartamento presso il quale vivevano il Ranieri e la moglie. Tale immobile popolare, con il consenso dello stesso Ranieri, sarebbe stato lasciato nella disponibilità di un soggetto, gravato da numerosi precedenti; ciò avrebbe determinato ulteriori frizioni tra le parti, poiché i familiari della ex moglie avrebbero avuto in animo di ottenere la possibilità di fruire della casa. Peraltro, lo stesso conduttore dell'appartamento in argomento ha mosso aspre critiche nei confronti di Giovanni Scarriglia, appellato con vari epiteti, ritenuto incapace di concludere il compito affidatogli «cinque ne sono rimasti...uno qua...uno..qua...uno qua e uno qua! Gli ha menato pure alla gamba dove... ma menagli una botta dritta al cervello e te ne vai... no che vuoi fare il grande! Il cowboy! E digli di negarsele queste cose che gliele sbatto davanti!». Tali critiche, peraltro, non sono tanto finalizzate a censurare il fatto in sè, quanto le modalità, atteso che il modo scomposto di condurre l'azione delittuosa ha messo in pericolo lo stesso Ranieri, nonché i numerosi bambini presenti in strada. Censure all'operato di Giovanni Scarriglia sono state anche avanzate dal fratello Vincenzo, il quale, lamentandosi con altro parente, si rammarica del fatto che se Giovanni avesse operato così come loro stessi avevano pianificato, ossia con professionalità e freddezza, sarebbe stato più difficile per le forze dell'ordine individuarlo. Ranieri, nel frattempo, dopo essere stato tenuto in terapia intersiva con prognosi riservata, nella serata di venerdì, si è risvegliato dal coma farmacologico, confermando agli inquirenti che a sparargli era stato proprio Giovanni Scarriglia. Le indagini continuano in maniera serrata.